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Abbandono e degrado dei beni culturali toscani: intervista a Mariarita Signorini RadioRai1 Habitat

Venerdì 20/03/2015 su RadioRai1 alle ore 15,30 va in onda “Habitat” con un’intervista a Mariarita Signorini Vicepresidente di Italia Nostra Firenze e Consigliere nazionale sui beni architettonici e culturali che si rischia di perdere per colpevole incuria delle istituzioni.

Cliccate qui per ascoltare l’intervista

Si parla di:

  • Terme di Petriolo: devastate dal trentennale disinteresse istituzionale e dai lavori per il raddoppio Siena Grosseto
  • Gualchiere di Remole (Bagno a Ripoli): il più antico opificio industriale di Firenze, un esempio di archeologia industriale completamente abbandonato. C’è un progetto dimenticato di utilizzo dei salti che fa l’Arno per produrre energia elettrica per illuminare i lungarni fiorentini
  • Castiglion che Dio Sol Sa a Sovicille, completamente abbandonato con crolli in atto e l’Eremo di Montespecchio dove si cavavano le pietre per la costruzione del Duomo di Siena
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RTV38 1 dicembre 2010 ore 21: Mariarita Signorini ospite della trasmissione

Stasera per “SOS BENI CULTURALI” Mariarita Signorini sarà ospite della trasmissione di RTV38 dalle ore 21 alle 23.
Rappresenterà Italia Nostra e la nostra campagna di segnalazioni puntuali dei beni a rischio.
RTV38 è visibile in tutta la Toscana, nell’alto Lazio e in Umbria, per le restanti regioni si potrà vedere in streaming (RTV38, Web TV)e verrà replicata il giorno successivo.
Si parlerà di Cascine di Tavola, di Gualchiere di Remole, delle Mura di Roselle, di Biblioteca Nazionale centrale, di restauro dei beni culturali.

Comunicato stampa “Firenze: la città in svendita”

Italia Nostra Firenze
Cittadini Area Fiorentina
Comitati dei Cittadini Firenze

Firenze: la città in svendita

Ecco alcuni immobili, preziose testimonianze storico-artistiche di proprietà comunale, che la Giunta Renzi vuole vendere per fare cassa:

Loggia del Poggi al Piazzale Michelangelo

Limonaia del Poggi a Villa Strozzi al Boschetto

Scuderie a Villa Strozzi al Boschetto

Villa di Rusciano

Le Gualchiere di Remole

Di fronte alle sorprendenti notizie apparse sulla stampa di una massiccia vendita di immobili comunali prevista nel nuovo bilancio adottato dalla Giunta Renzi, dopo la prima incredula sorpresa e lo sdegno immediato, ci sono venute in mente queste parole con cui Antonio Cederna introduceva il suo volume-denuncia nel lontano 1956, ma ancora oggi attualissimo (e dobbiamo essere grati a Francesco Erbani che nel 2006 ne ha curato una nuova edizione):
«I vandali che ci interessano sono quei nostri contemporanei, divenuti legione dopo l’ultima guerra, i quali per turpe avidità di denaro, per ignoranza, volgarità d’animo o semplice bestialità, vanno riducendo in polvere le testimonianze del nostro passato: proprietari e mercanti di terreni,  speculatori di aree fabbricabili, imprese edilizie, società immobiliari  industriali commerciali, privati e affaristi chierici e laici, architetti e ingegneri senza dignità professionale, urbanisti sventra tori, autorità statali e comunali impotenti o vendute, aristocratici decaduti, villani rifatti e plebei, scrittori e giornalisti confusionari o prezzolati, retrogradi profeti del motore a scoppio, retori ignorantissimi del progresso in iscatola. Le meraviglie artistiche e naturali del “Paese dell’arte” e del “giardino d’Europa” gemono sotto le zanne di questi ossessi:indegni dilapidatori di un patrimonio insigne, stiamo dando spettacolo al mondo».
(A. Cederna, I vandali in casa, a cura di F. Erbani, Bari-Roma, Laterza, 2006, p. 3)

La vendita prevista, nell’ordine di grandezza di circa 500 milioni di euro, riguarda un insieme di immobili comunali fra i quali vorremmo ricordare la loggia del Piazzale Michelangelo, la Limonaia e le scuderie di Villa Strozzi al Boschetto, la villa di Rusciano, il nuovo Conventino; le Gualchiere di Remole, e ancora l’ex-Meccanotessile di Rifredi, le due discoteche del parco delle Cascine.
Appare evidente una prassi improntata al più completo dispregio delle testimonianze storiche passate o recenti che basterebbe a bollare come “nuovi vandali in casa” gli amministratori fiorentini che queste proposte hanno fatto.
Ma traspare anche un’altra cosa, la rinuncia sempre più chiara ad un uso pubblico del patrimonio pubblico: ormai in nome di problemi di bilancio e mancanza di risorse, gran parte di questo patrimonio prima viene affidato in gestione a privati, ora addirittura se ne propone la vendita!
E sono quegli stessi amministratori che solo qualche mese fa con comunicati ufficiali, per esempio a proposito delle Gualchiere, annunciavano: «Alle Gualchiere di Remole il Centro internazionale sulle Conoscenze tradizionali. Il prestigioso organismo nascerà a Firenze e potrebbe aver sede nello storico complesso sull’Arno. Il vicesindaco Nardella: “Un’occasione unica per Firenze e il suo territorio”».
Di fronte a questi eccessi crediamo che da parte della società civile della città debba scattare una mobilitazione contro questo vergognoso piano di alienazione di un patrimonio pubblico non solo ereditato dal passato, ma anche conquistato al pubblico e difeso grazie alla mobilitazione dei cittadini, come il caso di Villa Strozzi al Boschetto che fu salvata alla fine degli anni Sessanta da un allora già avanzata ipotesi di lottizzazione privata, oppure come nel caso più recente di Villa di Rusciano il cui parco è stato salvato da manomissioni per l’azione congiunta di cittadini e di Italia Nostra.

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