Archivi tag: impianti eolici

Il lupo perde il… palo ma non il vizio

Fonte: Contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

Una recente sentenza del Consiglio di Stato (n. 03039/2012 del 23.05.2012) ha annullato le autorizzazioni relative a tre grandi impianti eolici da realizzarsi nei Comuni di Santa Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia e Rotello, tutti in provincia di Campobasso.
Sul presupposto che l’autorizzazione unica va rilasciata “nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico”, l’Organo Giudicante enuncia alcuni principi giuridici di estremo interesse.

Tra essi rilevano i seguenti:
  1. “la conferenza di servizi è per la legge la sede propria e esclusiva in cui le amministrazioni interessate (e in particolare il Ministero per i beni e le attività culturali) manifestano – con le forme ivi necessarie – l’assenso o il dissenso rispetto al rilascio del domandato titolo abilitativo regionale alla realizzazione dell’impianto”.
  2. “l’interesse paesaggistico ha carattere preminente, perché la tutela del paesaggio è principio fondamentale della Costituzione (art. 9);
  3.  “anche in questo speciale procedimento abilitativo, che richiede il ricordato rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, occorre assicurare – pena il sospetto di incostituzionalità – adeguatamente la difesa di questo interesse mediante l’esercizio, ove occorra, di poteri senz’altro interdittivi.

Una sentenza per molti “indigesta”, quella del Consiglio di Stato, il quale, dopo alternanti pronunce sul punto, riassegna in tutta la sua interezza al paesaggio e al patrimonio storico ed artistico della Nazione quel valore primario riconosciuto ad essi dai nostri Padri costituenti.
Cliccate qui per continuare a leggere

Annunci

AGSM…sempre lei

Fonte: Federazione Liste Civiche Insieme per cambiare

Ultime notizie sull’attività della AGSM nel campo eolico.
Due notizie importanti, una buona ed una cattiva, dal fronte eolico nel comune di Firenzuola, il Comune che vanta (il suo Sindaco lo vanta davvero) dieci impianti eolici in progetto. Cominciamo dalla buona.

Archiviato il progetto dell’impianto eolico “La Faggeta”

Dopo l’audizione dei comitati (Comitati La Faggeta)  contrari alla realizzazione dell’impianto, che aveva suscitato tante proteste sia sul versante bolognese che fiorentino del monte Bastione, presso la Commissione Territorio e Ambiente della Regione Toscana, gli uffici regionali hanno deciso di archiviare il progetto (cliccate qui per leggere).
Il progetto sarebbe stato la trasposizione, in Toscana, dell’impianto eolico di monte dei Cucchi (lontano appena un chilometro in linea d’aria) sempre dell’AGSM, bocciato l’anno scorso dalla Provincia di Bologna.
Purtroppo va segnalato anche che, sempre questa settimana, sono arrivati i primi trasporti eccezionali all’impianto eolico del Carpinaccio, progetto presentato dalla European Wind Power ed approvato un paio di anni fa dalla Regione Toscana, e poi rilevato ancora una volta dalla onnipresente AGSM Verona che ora ha molta fretta di realizzare l’opera entro l’anno per riuscire a percepire ancora i famigerati certificati verdi, in via di esaurimento, senza i quali questo impianto non avrebbe alcun senso economico (leggi: “AGSM Verona iperattiva nell’eolico (senza vento) in Toscana e nel bolognese”).
Non vorremmo che la fretta portasse l’AGSM a non rispettate neppure le cautele dettate dal buon senso.

Una settimana fa alcuni nostri amici si erano recati a controllare lo stato dei lavori al Carpinaccio ed in particolare lo stato dei ponti che i giganteschi trasporti speciali dovrebbero attraversare. Accludo una delle foto del ponte di Peglio (comune di Firenzuola) che è stato imbragato in modo ridicolo con delle putrelle di ferro. Le foto sono esplicite.
Ma quello che è più grave è che ora sono già arrivate le torri! Alla frazione di Peglio mercoledì il primo trasporto speciale della Enercon era già arrivato. Ora dovranno passare sui due famosi ponticelli…
Invito perciò gli interessati dei comitati più vicini, se lo ritengono opportuno, a recarsi sul posto per fotografare le operazioni. Purtroppo, come sapete, per il Carpinaccio NON è stato costituito nessun comitato locale.
Nel frattempo , dopo che la Regione Toscana ha posticipato la conferenza dei servizi che deve sciogliere la riserva sulla costruzione della sottostazione elettrica a Riparbella (Loc. Felciaione),  i lavori proseguono come se nulla fosse creando un danno ambientale che qualcuno dovrà risarcire … intanto i cittadini di Riparbella subiscono lo scempio delle proprie colline e i lavori vengono eseguiti senza alcuna rispetto per i residenti e chi, avendo una azienda turistica, ha appena iniziato la stagione lavorativa.

Si ringrazia sempre il Sindaco Fontanelli e i suoi tre assessori superstiti (perso il vice sindaco Paroli) Bianchi, Figini e Fantini.

Eolico: licenziamenti Vestas a Taranto

Da tanti anni ci hanno fatto il lavaggio del cervello dicendo che gli impianti eolici portano occupazione.
Ma sappiamo bene che l’unico stabilimento in Italia è quello di Vestas a Taranto, che in realtà fa solo assemblaggio delle parti provenienti dall’Olanda.
Ora, dopo avere tappezzato l’Italia di mostri improduttivi che lacerano il paesaggio e avere ottenuto una produzione da eolico pari al 2% della produzione elettrica nazionale, la Vestas licenzia i pochi lavoratori italiani.
L’Italia deve alutare bene il rapporto tra costi e benefici di questa tecnologia.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia

Taranto, i sindacati protestano per i licenziamenti Vestas

TARANTO – La Vestas, leader nella produzione di pale eoliche, da un lato ha annunciato la mobilità (che equivale al licenziamento) di 38 lavoratori dello stabilimento di Taranto e 3 di quello di Roma, addebitato dall’azienda alla «grave crisi economica» e per «l’assenza di un futuro certo», e dall’altro ha trasformato alcuni contratti da tempo determinato a tempo indeterminato senza alcuna informativa alle organizzazioni sindacali.
Le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) di Vestas Italia e le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm in una nota «si dissociano dal comportamento aziendale, non colpevolizzando i lavoratori che hanno ricevuto un nuovo contratto di lavoro, ma ribadiscono che questo momento è superabile utilizzando gli ammortizzatori sociali, ed utilizzando questi momenti per la riqualificazione delle risorse tramite dei corsi specifici». I sindacati ribadiscono «lo stato di agitazione con il conseguente blocco dello straordinario e indicono una giornata di sciopero nella prossima settimana».

Lipu contraria all’eolico a Colfiorito

Impianti eolici, Lipu: nessun coinvolgimento nel progetto
di Monte Tolagna (Marche).

Il Presidente Mamone Capria: “Critici contro l’eolico selvaggio,
che crea danni a territorio e biodiversità”

Fonte: Lipu

Nessun tipo di appoggio o collaborazione al progetto per la realizzazione di un megaimpianto eolico nelle Marche nella zona di monte Tolagna, ai margini dell’altopiano di Colfiorito. La LIPUBirdLife Italia, unitamente alle proprie sezioni delle Marche e dell’Umbria, smentisce le affermazioni apparse sulla stampa che la davano come coinvolta nel progetto industriale presentato pochi giorni fa a Macerata.
La LIPU non ha partecipato ad alcuno studio di impatto ambientale relativo all’opera progettata e non vi è stato coinvolgimento nelle varie fasi di consulenza, progettazione, valutazioni o quant’altro sia riconducibile ad attività dell’Associazione. La LIPU, anzi, ha condiviso con le altre associazioni ambientaliste la posizione critica verso il progetto e la battaglia a tutela del territorio.
La nostra contrarietà al progetto eolico di Colfiorito – afferma Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU – conferma le critiche che rivolgiamo da tempo alla diffusione selvaggia delle rinnovabili, che ha visto crescere a dismisura sul territorio impianti eolici e fotovoltaici, spesso senza un’adeguata valutazione degli impatti sull’ambiente, ricoprendo crinali e aree pregiate del Paese con gravi danni al paesaggio e alla biodiversità. Il marchio della LIPU non è dunque associabile, e non va in alcun modo associato, a questo progetto, per il quale confermiamo anzi la nostra forte e già argomentata critica”.
La posizione della LIPU sulle energie rinnovabili è nota da tempo e vede una forte critica dell’Associazione a progetti eolici in aree pregiate dal punto di vista paesaggistico e ambientale, zone di qualificata presenza ornitologica (come le Iba, aree importanti per gli uccelli) e in aree protette quali parchi o siti di rete Natura 2000. Un quadro, quello in cui si è sviluppato l’eolico nel nostro Paese, che ha visto una tardiva approvazione delle Linee guida nazionali, peraltro ancora insufficienti, e inoltre il loro mancato utilizzo da parte delle Regioni.
Le nuove rinnovabili elettriche (eolico e fotovoltaico) hanno già raggiunto le pur infinitesime soglie della produzione preventivata con gli obiettivi comunitari. “Continuare a sostenere acriticamente nuove centrali eoliche – conclude il presidente LIPU – oltre che gravare sul sistema fiscale, compromette la possibilità di orientare le esigue risorse verso altri comparti energetici a valore aggiunto per l’industria nazionale, più convenienti ed ecocompatibili, ma rimasti fermi, come le rinnovabili termiche, il risparmio energetico e i trasporti”.

La speculazione sulle energie rinnovabili

Fonte: Orso Tibetano

Leggendo l’articolo qui sotto, sul momento mi son detto che saggia la posizione del C.A.I, Club Alpino Italiano….poi ripensandoci mi son detto: veramente la posizione del C.A.I. non è niente di che… un briciolo di buon senso, un minimo di obiettività, almeno due Neuroni per dialogare fra loro…. in realtà è la posizione di certe associazioni e partiti pseudo ambientalisti ad essere scellerata… qui si parla di eolico e idroelettrico, ma il problema della speculazione riguarda tutte le energie anche  queste in parte più pseudo che realmente rinnovabili…
Ecco perche’ la politica di incentivi è stata rivista

Testo di Carlo Brambilla – Sezione di Seveso e gruppo di lavoro Energia CCTAM
Il complicato argomento delle fonti rinnovabili d’energia e le pesanti ripercussioni di queste sull’ambiente montano, già trattato per alcuni aspetti su queste pagine in diverse occasioni (1), merita un ulteriore approfondimento, anche per motivare la posizione assunta dal CAI sugli impianti eolici industriali, pubblicata su La Rivista di nov-dic. 2010.
E’ utile qui ricordare che in seguito a direttive della Comunità Europea, tese a promuovere lo sviluppo di fonti d’energia rinnovabili (FER) e in seguito ad una ben orchestrata campagna mediatica sostenuta anche da qualche associazione ambientalista, i diversi governi succedutisi dal 1999 ad oggi in Italia, hanno posto in atto un sistema di incentivazioni che, per le produzioni elettriche, ha raggiunto la massima premialità con la Legge n. 222 del nov. 2007, superando in generosità le diverse incentivazioni adottate nei paesi CE. In base a detta Legge, leggermente ritoccata dalla recente manovra finanziaria (L. n. 122/2010) gli incentivi sono erogati sull’energia prodotta e ceduta al Gestore del Mercato Elettrico, con modalità diverse secondo la fonte energetica e la potenza degli impianti.

Clicca qui per continuare a leggere

Eolico e biomasse, la Toscana vuole mappare le aree non idonee

Fonte: Casa&clima

Approvata una risoluzione che impegna la Regione a definire
le zone off-limits per gli impianti eolici e a biomasse

Dopo aver aver introdotto delle linee guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici a terra (leggi qui), la Regione Toscana intende ora affrontare anche il nodo degli impianti eolici e a biomasse, la cui ubicazione spesso genera tensione fra gli abitanti della Toscana.
Ieri il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una proposta di risoluzione dell’IdV sulla “necessità di individuare le aree non idonee per specifiche tipologie e dimensioni degli impianti di produzione di energie rinnovabili come gli impianti eolici e a biomasse”. Con la risoluzione, adottata in aula con l’approvazione di due emendamenti, il Consiglio regionale toscano esprime “la propria volontà di adottare, in tempi brevi e su proposta della Giunta regionale, un provvedimento contenente l’individuazione delle aree non idonee all’installazione di specifiche tipologie e dimensioni di impianti di produzione di energia elettrica alimentata da fonti rinnovabili diversi dagli impianti fotovoltaici, quali gli impianti eolici e a biomasse”.
Linee guida per eolico e biomasse
La necessità di tracciare una mappatura delle zone non adatte ad ospitare tali impianti “è sentita da tutti, sia dagli imprenditori che dagli abitanti della Toscana. Fare chiarezza su dove si possono fare o non fare questo tipo di impianti è doveroso, e bisogna adottare procedure più snelle”, ha dichiarato il consigliere Mauro Romanelli (FdS-Verdi). Dello stesso parere l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini, secondo cui la definizione di linee guida per l’eolico e le biomasse, dopo il fotovoltaico, completerebbe il quadro normativo regionale sulle energie rinnovabili. “Le linee guida sono di per sé uno strumento di semplificazione, perché si da certezza all’imprenditore su dove non è bene presentare progetti”, ha sottolineato l’assessore.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: