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Urbe tutela i migratori: niente pale eoliche

Fonte: La Stampa

Rallenta il progetto per nuovi impianti fotovoltaici

«Il Comune di Urbe è impegnato per sbloccare lo spinoso problema dell’eolico che ha subito un rallentamento per  il passaggio, nelle zone interessate, di una particolare tipologia di uccelli migratori». Lo afferma il vicesindaco Lorenzo Zunino nell’ambito del programma amministrativo di riduzione della spesa energetica.  La Regione ha infatti bocciato gli impianti che si trovano in cima ai crinali dove è previsto il passaggio degli uccelli migratori. «Altro traguardo importante, da raggiungere in tempi brevi, consiste nella realizzazione dell’impianto a biomasse in località Montà (vicino al confine territoriale con Sassello), che comporterà risparmio energetico e un’importante opportunità per pulizia e risanamento dei nostri boschi, insieme alla disponibilità di un discreto numero di posti di lavoro – aggiunge Zunino – . Inoltre, dopo il compimento dell’impianto fotovoltaico sulle scuole di Campè, che consente un recupero nella quota incentivi di novemila euro l’anno, siamo intervenuti sui costi dell’illuminazione pubblica».

Nuovo impianto fotovoltaico nelle Crete Senesi, ad opera dei Monaci Benedettini

Fonte: Salviamo il paesaggio

Recentemente, grazie alla denuncia di Italia Nostra è apparso sulla cronaca senese che la Congregazione Benedettina Olivetana sarebbe prossima alla costruzione di un impianto fotovoltaico da 199 KW con un’estensione di 4.500 m2 nel comune di Asciano.
L’impianto sarebbe sito, in località Bollano, in un’area agricola di pregio, nella zona meglio conservata delle Crete Senesi.
La normativa di riferimento è la legge della Regione Toscana sul Fotovoltaico (Legge Regionale 11/2011) che definisce non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici, le aree agricole di pregio paesaggistico e culturale. Consente tuttavia delle eccezioni fino a 200 KW, purché soddisfino due precisi requisiti. Ebbene, nessuno di essi è soddisfatto dall’impianto di Bollano:

  • per stessa ammissione dei promotori, come pubblicato in un’intervista sul Corriere di Siena del 14 gennaio, l’impianto in questione da 199 KW è volto a finanziare le “manutenzioni ordinarie e straordinarie del complesso” dell’Abbazia, e non è pertanto destinato ad “attività connessa all’agricoltura ai fini del mantenimento del presidio del territorio” così come invece esplicitamente richiesto dalla Legge.
  • La Legge richiede inoltre che “l’impianto sia inserito con modalità tali da assicurare il minore impatto paesaggistico” e anche questo secondo requisito non è oggettivamente soddisfatto. Il campo risulta infatti visibile da tutta la vallata Est del fiume Ombrone, poiché giace sul crinale di una collina in posizione elevata e non già in luogo incassato o nascosto, in una zona ricca di sentieri storico naturalistici riportati nelle guide turistiche della Provincia. Non si tratta poi di uno o due pannelli, ma di una superficie di ben 4.500 metri quadrati.

Si teme fortemente che il meccanismo di tutela del territorio, fino ad oggi particolarmente efficace, sia sul punto di essere scardinato. Si ha la sensazione che la febbre del business del fotovoltaico usi il cavallo di troia della green energy per rompere la diga di protezione del territorio. A tal proposito si ha la sensazione che i promotori dell’iniziativa possano aver affrontato questo progetto con ingenuità, forse sotto la pressione dell’azienda fornitrice di pannelli, sottovalutando del tutto l’impatto paesaggistico ed assumendo rilevanti esposizioni finanziarie ancor prima di avere ottenuto l’autorizzazione all’ installazione, che va chiarito, non è stata ancora rilasciata.
Ci si augura che la Provincia di Siena che ha convocato una conferenza di servizi il giorno 8 Febbraio, per discutere l’autorizzazione, neghi l’approvazione all’impianto di Bollano, onde evitare di innescare una spirale di trasformazione dei luoghi, che sancirebbe la fine di quell’unicum che le Crete Senesi hanno da sempre espresso, e che rispetti la nuova volontà governativa in materia di energie rinnovabili.
A tal proposito ricordiamo che il Ministro delle Politiche Agricole Catania ha dichiarato lo stop al land grabbing (intervista al Sole 24 Ore del 31.12.2011), ovvero alla progressiva sottrazione di terreni all’agricoltura per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra, affermando che “sulle energie rinnovabili in agricoltura serve una immediata inversione di tendenza, distinguendo tra le iniziative buone e quelle che non lo sono”.
Più di recente anche il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini si è espresso contro il land grabbing dichiarando “Basta utilizzare i terreni agricoli per gli impianti fotovoltaici, nei campi bisogna coltivare i pomodori”.

Per informazioni:
http://viverelecrete.wordpress.com/  

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