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L’Italia ha bisogno di un altro modello di turismo!

Onorevole Signor Presidente,
il drammatico naufragio della grande nave Costa Concordia con la dolorosa perdita di vite umane e con danni che ancora non è possibile precisare nella loro gravità, spinge a riflessioni amare e a forti timori. Purtroppo temiamo che l’esperienza fatta, per quanto dura e penosa, possa essere presto dimenticata nel nome di interessi contingenti, di calcoli meramente finanziari e di colpevole  insipienza di chi dovrebbe davvero tutelare il bene comune.
Nel timore che dalla dura lezione nulla s’impari, ci rivolgiamo a Lei e alla Sua alta Funzione per segnalare come il problema delle enormi navi da crociera (e non solo) continui ad essere di grave pericolo e danno anche per Venezia e la delicatissima realtà della sua Laguna. Da anni Italia Nostra inutilmente segnala l’assurdità della presenza continua di maxinavi nei canali lagunari, fin nel bacino di San Marco, a poche decine di metri dal Palazzo Ducale e dalla Basilica Marciana.
Le nostre continue denunce hanno fra l’altro trovato riscontro in dozzine di interventi scandalizzati della stampa internazionale, ma non hanno indotto ad alcun ripensamento i responsabili diretti della gestione del nostro Paese e della città. Ci è stato risposto che tutto è senza nessun rischio, dimenticando quanto accaduto nel 2004, con la Monna Lisa incagliata a poche decine di metri dall’isola di San Giorgio. Ci hanno pure “giurato” che le grandi navi da crociera sono sicurissime e che è “impossibile” che succeda qualcosa.
Ora, siccome qualcosa purtroppo è successo (e molto grave) ci spiegheranno che in Laguna c’è sabbia e fango, magari dimenticando che rive, dighe e murazzi sono di pietra. Ci ripeterannno che migliaia di croceristi sono quattrini e quattrini, senza mettere in conto quanto di più vale la salvaguardia di Venezia. Ci diranno che il turismo è una risorsa, trascurando il fatto che quella risorsa ormai del tutto fuori controllo sta travolgendo la città e il suo vivere peggio delle più terribili acque alte.
Quello che Italia Nostra chiede è che il buon governo, la preoccupazione per gli interessi della comunità e la salvaguardia di un bene prezioso e fragile come Venezia prendano il sopravvento che meritano e si giunga finalmente a impedire l’ingresso in Laguna delle enormi navi. Occorre smettere di ipotizzare canali sempre più profondi, navigli sempre più grandi, assurdi sensi unici acquei che consentano presenze maggiori, attracchi sempre più numerosi. Il Governo, l’Amministrazione cittadina, l’autorità portuale devono finalmente pensare ai veri valori che Venezia rappresenta e non misurarla sulla base delle rendite finanziarie e dei vantaggi specifici di operatori dell’uno o dell’altro settore.
A fronte della sconfortante sordità dei diretti responsabili, vogliamo davvero sperare in un Suo autorevole intervento che possa aiutare il buon senso e la corretta gestione dell’interesse pubblico a prendere il sopravvento. Le siamo comunque sinceramente grati per l’attenzione.
Con i sensi della massima osservanza.

La Presidente nazionale
Alessandra Mottola Molfino
La Presidente della sezione di Venezia
Lidia Fersuoch

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