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Val di Cornia: accese discussioni sul mega impianto di 11 torri

LA NOTIZIA: i toni si scaldano intorno all’impianto eolico con 11 torri che vorrebbe costruire l’azienda WKN in Val di Cornia. In particolare la Wkn, attraverso una lettera aperta di Lorenzo Partesotti, di Solaris Srl che ha collaborato al progetto, ha risposto alle dichiarazioni rilasciate da Marco Chiarei, assessore all’ambiente del Comune di Piombino. Riportiamo nell’ordine la lettera di Partesotti e l’intervento di Chiarei.
NOTA BENE: Lorenzo Partesotti è un imprenditore eolico ed è pure un dirigente di Legambiente, per l’esattezza è membro del Consiglio Nazionale di Legambiente.

Fonte: Corriere Etrusco

Piombino: la Wkn-Solaris risponde all’assessore Chiarei

Anche i sindaci di Campiglia e di Piombino si inseriscono nel dibattito sull’impanto eolico. Alla fine dell’articolo riportiamo integralmente il loro intervento.
I toni si scaldano intorno all’impianto eolico con 11 torri che vorrebbe costruire l’azienda WKN in Val di Cornia. In particolare la Wkn, attraverso una lettera aperta di Lorenzo Partesotti, di Solaris Srl che ha collaborato al progetto,  ha risposto alle dichiarazioni rilasciate da Marco Chiarei, assessore all’ambiente del Comune di Piombino. Riportiamo nell’ordine la lettera di Partesotti e l’intervento di Chiarei.
«Leggo com molta sorpresa e delusione, su Il Tirreno del 18/4, le prese di posizione dell’Ass. Chiarei di Piombino sul progetto eolico che abbiamo sviluppato e modificato per conto della WKN Ag.
Se è evidente l’interese personale alla realizzazione di questo progetto, questo è un interesse trasparente e legittimo, perchè la Costituzione sancisce “la libera attività economica” che inoltre la legge “poi indirizza verso fini sociali”, e proprio in questa logica che la mia attività è indirizzata da 25 anni nel piccolo e grande eolico che, fino a prova contraria, generano energie pulite e creano lavoro e non guerre. Non a caso da anni siamo soci di Banca Etica e di organismi e Associazioni con precise finalità sociali e di pubblico interesse.
Sono sorpreso, dicevo, perchè negli incontri tecnici avuti con l’Assessore Chiarei (per conto dell’Amministrazione) avevamo discusso, condiviso e concordato una netta riduzione e il riposizionamento delle turbine nelle aree possibili, cioè ai margini delle aree industriali e artigianali.
“Comprendiamo le difficoltà da parte delle aziende nel realizzare progetti all’interno dell’area del Sito di interesse nazionale di Piombino per le bonifiche”, dice Chiarei, ma si è dimenticato, o non sa, l’Assessore, che le aree demaniali dell’ex Lucchini sono sotto sequestro della magistratura perchè pesantemente inquinate, cioè sono aree sulle quali nessuno può e potrà fare nulla (eolico, solare o qualsiasi altra cosa) fino a che non saranno risanate, e se và bene ci vorranno decenni e cifre enormi!?
E allora dichiarare che … “Questo progetto, come altri del tipo, possono essere realizzati solo all’interno di aree industriali e produttive dismesse, degradate o sottoutilizzate. I principi che guidano tale scelta sono quelli della riconversione di aree compromesse sotto il profilo ambientale, e della transizione energetica, cioè della graduale sostituzione di mezzi di produzione di energia con fonti fossili a favore di quelle rinnovabili.” è un bluff o un diversivo.
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Tav, lettera aperta di Italia Nostra e Comitato Contro Sottoattraversamento TAV alla Soprintendente

Fonte: La Repubblica – Firenze

Gli ambientalisti intervengono spiegando le preoccupazioni
per il maxi tunnel nella città dell’arte

Gentile dottoressa Marino
le scriviamo questa lettera aperta dopo aver letto, in una recente intervista, le sue dichiarazioni a proposito del progetto di “sottoattraversamento TAV” di Firenze:
“La distanza tra il punto dove ‘la talpa’ scaverà il tunnel e la Cupola è di circa un km, tale cioè da non lasciar adito a preoccupazioni. Inoltre il progetto dell’infrastruttura è stato costruito tenendo conto dell’impatto sulla città prodotto dalle vibrazioni dei lavori; in ogni caso le fondamenta e la struttura della Cupola di Brunelleschi sono incredibilmente solide”.
Questo suo intervento da un lato ci conforta, perché è la prima volta che la Soprintendenza, sui media, prende in considerazione l’impatto di quest’opera sul patrimonio monumentale cittadino, rassicurandoci sulle sorti del “Cupolone”, dall’altro dobbiamo dire che nessuno di noi ha mai temuto che la cattedrale di Santa Maria del Fiore potesse correre rischi per la realizzazione dei due tunnel di 8 km e per l’enorme scavo ai Macelli; né ci siamo troppo preoccupati per le caviglie del David di Michelangelo (l’unica criticità manifestata su TAV cui l’AD di FS Mauro Moretti si sia degnato di rispondere, bollandola come dichiarazioni di “quattro fessi”).
Da parte nostra, invece, continuiamo a denunciare i rischi e le criticità insite nel progetto di sottoattraversamento, denunce e preoccupazioni per i danni che potrebbero verificarsi, a cui nessuno mai s’è degnato di rispondere, si parla di centinaia di edifici, dunque di migliaia di appartamenti sovrastanti i tunnel. E tra quelli, che potrebbero subire danni, ci sono anche monumenti insigni:
la Fortezza da Basso uno dei più importanti edifici di architettura militare del XVI sec: proprio sotto la parte prospiciente su viale Strozzi, i tunnel faranno una pericolosa curva, lì sono già previsti lavori di consolidamento del sottosuolo con iniezioni di cemento, nell’intento di evitare danni al monumento.
Ma all’interno della Fortezza, proprio sopra le gallerie progettate, c’è il laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure; i pozzi che verranno cementati svolgono la fondamentale funzione di alimentare il complesso sistema di microclimatizzazione di ambienti, dove sono attualmente custodite, per restauro, opere come l’Adorazione dei Magi di Leonardo (dagli Uffizi), un’enorme croce giottesca, l’Ultima Cena del Vasari (32 m quadrati!) già molto compromessa dall’alluvione del ’66, opere che potrebbero subire danni anche per una brusca variazione dell’umidità o della temperatura.
L’arco dei Lorena e la porta San Gallo in piazza della Libertà che si trovano proprio sulla verticale dei tunnel previsti: non ci sono notizie di precauzioni per la messa in sicurezza di questi manufatti.
E già denunciamo la perdita nella zona dei Macelli e dell’adiacente mercato del bestiame dell’importante complesso di architettura industriale dell’800, con aree verdi che avrebbero potuto costituire un interessante parco cittadino; ora di quel complesso non è rimasto quasi nulla, nel silenzio assordante dell’organo di tutela.
Le nostre sono critiche argomentate, che muoviamo a una ‘grande opera inutile’ (dato che non risolverà i reali problemi di mobilità ferroviaria), potenzialmente molto pericolosa, assurda in un momento di gravissima crisi economica, poiché brucerà una quantità considerevole di risorse economiche pubbliche.
In un periodo in cui il patrimonio culturale del nostro paese sta letteralmente cadendo a pezzi, constatare che si sprechino miliardi per scavare una voragine sotto Firenze ci indigna.
Da fiorentini abbiamo l’onore e l’onere di difendere un patrimonio culturale unico al mondo, da ciò nasce la nostra contrarietà a questo progetto.
Perciò le chiediamo di farsi carico e di valutare i rischi reali che corrono i nostri monumenti a causa di TAV, evitando di mandare messaggi rassicuranti ai media, come quello che riguarda il “cupolone”, lasciando invece nell’ombra i troppi lati oscuri di un’opera sbagliata.
Cogliamo l’occasione per farle omaggio del libro “TAV sotto Firenze”, realizzato dall’Università, con il contributo di esperti nei vari settori, dove si fa un’attenta e minuziosa analisi delle troppe incongruenze del sottoattraversamento fiorentino.
Cordialmente
Italia Nostra Firenze, Mariarita Signorini
Comitato contro il Sottoattraversamento TAV di Firenze, Tiziano Cardosi

Sostegno al Ministro dell’Agricoltura che ha chiesto lo stop degli assurdi incentivi pubblici al fotovoltaico nelle aree agricole e naturali

Comunicato stampa 19 gennaio 2011
Più di 60 tra associazioni nazionali e Comitati territoriali da ogni
parte d’Italia scrivono al Governo:
“Sostegno al Ministro dell’Agricoltura che ha chiesto lo stop degli assurdi incentiv
pubblici al fotovoltaico nelle aree agricole e naturali”.

Più di 60 associazioni nazionali e (comitati e sezioni territoriali) da ogni parte d’Italia hanno inviato al Governo una lettera aperta-documento volta a esprimere piena condivisione e massimo appoggio alle recenti ragionevoli e sagge dichiarazioni del Ministro Catania in merito all’AZZERAMENTO degli incentivi per il fotovoltaico sulle aree agricole, nonché a segnalare ulteriori urgenti prioritarie istanze, il cui accoglimento da parte del Governo nei suoi prossimi decreti permetterà davvero di rendere definitivamente acquisita la salvezza delle aree agricole e verdi minacciate dalla speculazione fotovoltaica e, più in generale, dalla speculazione delle energie rinnovabili industriali (eolico, ecc.).
Si lancia, inoltre, l’allarme contro alcune recenti insidie e trovate strumentali, come l’agrofotovoltaico e il fotovoltaico galleggiante, che non solo minacciano il paesaggio ma anche direttamente la qualità dei prodotti e l’integrità delle aree lacustri.
Aberrazioni che si sommano ai tentativi strumentali di dichiarare alcune aree agricole come “degradate” o “abbandonate”, per permetterne l’ubicazione degli impianti fotovoltaici, quando invece è notorio che non esiste area degradata in Italia che con adeguate politiche non si possa bonificare e rinaturalizzare, e che i terreni agricoli abbandonati da anni sono generalmente i più fertili poiché naturalmente arricchitisi di humus.
Il degrado del paesaggio ai fini dell’industrializzazione selvaggia diventa fattore pericoloso che può ulteriormente spingere gli speculatori a degradare le aree integre al fine di poter insediare così ancora più impianti rinnovabili industriali – nel sud Italia questi impianti stanno divenendo fattore di vera e propria desertificazione artificiale!
Si chiede di sostituire, nelle aree agricole e naturali, alle produzioni industriali di energia da fonte eolica e fotovoltaica le azioni di rimboschimento con piante autoctone, allargando l’accesso ai benefici per i rimboschimenti e le rinaturalizzazioni a favore del clima (Protocollo di Kyoto, Durban) e della biodiversità (Conferenza di Rio).

I firmatari del documento hanno esposto le seguenti richieste al Governo:

  1. Moratoria immediata delle installazioni fotovoltaiche a terra, su serra o altre impalcature ubicate in aree agricole.
  2. Eliminazione totale e definitiva degli incentivi per gli impianti fotovoltaici industriali in aree agricole, verdi o comunque naturali.
  3. No all’agrofotovoltaico, no ai pannelli fotovoltaici galleggianti sulle acque.
  4. Smantellamento degli impianti fotovoltaici affetti da irregolarità o che arrechino danni paesaggistici gravi ed evidenti. Al fine di tutelare i cittadini nel caso di installazioni già esistenti o future si chiede che siano introdotte fasce di rispetto e distanze minime di almeno 500 m.
  5. Siano banditi i pannelli al Telloruro di Cadmio dagli impianti fotovoltaici data l’alta nocività per la salute umana del Cadmio..
  6. Le aree agricole o verdi su cui siano stati realizzati già impianti fotovoltaici devono ritornare “agricole” o “verdi” nel più breve tempo possibile.

Elenco delle Associazioni che hanno sottoscritto il Documento.

Associazioni Nazionali
Accademia Kronos, presidente Ennio La Malfa
AIDA&A – Associazione Italiana Difesa Animali & Ambiente, Presidente Lorenzo Croce
ALTURA, Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti, Presidente Stefano
Allavena
Centro Internazionale di Cooperazione Culturale e Scientifica, Presidente Giulio C. Giordano
CNP – Comitato Nazionale Paesaggio, Presidente Carlo Ripa di Meana
Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, Nadia Bartoli
Franco Zunino, Segretario Generale AIW in rappresentanza dell’Associazione Italiana Wilderness
Mountain Wilderness Italia, Presidente Carlo Alberto Pinelli
Movimento di Opinione Stop al Consumo di Territorio, Domenico Finiguerra
Rete Bioregionale Italiana, Paolo D’Arpini

Associazioni e Comitati locali – Sezioni territoriali di associazioni nazionali
Accademia Kronos – Umbria, Roberto Minervini
Altra Città – Orvieto -Terni, Mauro Corba
Associazione Albegna Viva, (Gr), Presidente Arabella Bedini Rodriguez
Associazione Ardeola, Anita di Argenta (FE), Fabrizio Borghesi
Associazione CasoleNostra (Siena), Vice Presidente Roberto Dautilia
Associazione Noi per Cesano, Cesano Maderno (MB), Salvatore Colombo
Associazione Nuova Messapia. Soleto (LE), Francesco Manni
Associazione TerraRossa – Mesagne e San Pancrazio (BR), Giulia Litti
Associazione Cittadini per il Parco Ferrari e il Verde Urbano – Modena, Nicoletta Uzzielli
Assotuscania, Tuscania (VT), Maria Rita Fiasco
Bio Masseria Santa Lucia – Azienda Agrituristica Biologica, Alessano (Le)
C N P, Comitato Nazionale del Paesaggio – Sezione del Molise, Gianluigi Ciamarra
CIA – Confederazione Italiana Agricoltori di Lecce, presidente Giulio Sparascio
Circolo vegetariano VV.TT. – Calcata (VT)
CISA, Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina,Orvieto -Terni , Vittorio Fagioli
Comitato “Difendiamo la Garfagnana. No agli scempi ambientali”, Patrizia Morosini,
Comitato Ambiente Paesaggio Salute Sicurezza, Lavello (PZ), Viatantonio Iacoviello
Comitato Ambiente Sano, Veglie (LE), Presidente Dario Ciccarese
Comitato Ariacheta di San Godenzo ( FI), Luca Vitali
Comitato Civico IO CONTO, Ugento (LE), Vito Rizzo
Comitato contro il Mega progetto Poggio Malconsiglio, Riparbella (PI), Presidente Alessandro
Aringhieri
Comitato di Difesa dal Fotovoltaico Selvaggio di Castel Giorgio, Fausto Carotenuto
Comitato di Piansano (VT), Paolo De Rocchi
Comitato di Via Don Luigi Sturzo, Seveso (MB), Emanuele Maronese
Comitato GEO – Ambiente & Territorio Monterotondo Marittimo (GR), Presidente Graziano
Bianchi
Comitato in Difesa del Paesaggio di Camugnano (Bo), Paola Campori
Comitato per Campiglia, Campiglia Mrittima (LI), Simona Lecchini Giovannoni
Comitato Sabino, (aderente al Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il paesaggio), Lazio,
Cristiana Mancinelli Scotti
Comitato vivere le Crete di Asciano (SI), Presidente Giovanni Cecconi
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei Diritti del
Cittadino – rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non,
ambientalisti, culturali e socio-assistenziali; sua area prioritaria di impegno il Grande Salento, la Puglia
Salentina (province di Lecce, Brindisi e Taranto)
Coordinamento Comitati e associazioni ambientaliste di Grosseto, Presidente Lamberto Meschinelli
Elio Lanzillotti, Responsabile del dipartimento ambiente IDV Puglia.
Fondazione Popoli & Costituzioni – Salento, Tony Tundo
Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed
associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Francesco De Carli, EX Presidente del Circolo Legambiente Milano Ovest
Italia Nostra Firenze, Vice Presidente Mariarita Signorini
Italia Nostra Siena, Presidente Lucilla Tozzi
Italia Nostra Grosseto, Presidente Michele Scola
Italia Nostra Apuo-lunense, Presidente Mario Venutelli
Italia Nostra Prato, Presidente Andrea Abati
Italia Nostra Castiglion Fiorentino, Presidente Liliane Buffaut Mungo
Italia Nostra Castiglione della Pescaia, Vice Presidente Guido Orlandini
Italia Nostra Pisa, Presidente Giuseppe Macchi
Italia Nostra sezione di Debeduse e Cinque Terre, Responsabile Giovanni Gabriele
Italia Nostra Caltanisetta, Presidente Leandro Janni
Italia Nostra Crotone, Presidente Teresa Liguori
Italia Nostra Consiglio Regionale del Lazio, Presidente Cesare Crova
Italia Nostra Roma, Responsabile Energia Ebe Giacometti
Oreste Rutigliano, membro gruppo energia Italia Nostra Nazionale e del Lazio
Italia Nostra – Consiglio Regionale della Sardegna, Maria Paola Morittu
Italia Nostra Sant’Antioco, Sardegna, Graziano Bullegas
La Renara per l’ecosviluppo del territorio, Castel Giorgio (TR), Anna Puglisi
LIPU Abruzzo
LIPU Basilicata
LIPU Molise
LIPU Puglia, Enzo Cripezzi
Lista Civica Bagnacavallo Insieme, Bagnacavallo (RA), Pier Giorgio Costa,
Rete della Resistenza sui Crinali, Toscana – Emilia Romagna, Alberto Cuppini
Save Salento – Associazione Salviamo il Salento, Antonio Bonatesta
WWF – sezione di Orvieto (TR), Filippo Belisario

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