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Muos: Italia Nostra plaude alla decisione della giunta Crocetta della Regione siciliana per la revoca delle autorizzazioni

Comunicato stampa di Italia Nostra Onlus

Dichiarazione di Marco Parini, presidente nazionale di Italia Nostra: 
“Italia Nostra plaude alla decisione della Giunta Crocetta della Regione Siciliana per la revoca delle autorizzazioni relative al MUOS (Mobile User Objective System), sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare USA. Il complesso di impianti radar, previsto all’interno della Riserva Naturale Orientata “Sughereta di Niscemi”, avrebbe devastato irrimediabilmente uno dei paesaggi più importanti e identitari della Sicilia e allo stesso tempo avrebbe costituito un grave pericolo per la salute dei cittadini a causa delle emissioni radar ritenute nocive da diversi tecnici ed esperti che hanno studiato il caso. Confidiamo che si continui nell’azione di tutela di questi luoghi assicurando il nostro appoggio ad ogni iniziativa, pacifica e apartitica, volta alla tutela del paesaggio”.
“Questa presa di posizione da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana è certamente incoraggiante perché evidenzia un cambiamento sensibile nei confronti delle istanze che vengono dai cittadini, dai comitati civici, dalle associazioni ambientaliste di fatto fino ad oggi quasi del tutto ignorate” dichiara Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia.

Il Ministero dell’ambiente teme che la base Usa di Niscemi sia fonte di inquinamento

Anche senza il MUOS, il nuovo sistema satellitare a microonde della marina Usa, la stazione di telecomunicazioni militari di Niscemi è una pericolosa fonte d’inquinamento elettromagnetico. Così il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio ha chiesto alla direzione generale dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, di avviare in tempi rapidi una campagna di rilevamento delle emissioni delle 41 antenne installate nella base statunitense di contrada Ulmo, all’interno della riserva naturale “Sughereta” e a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi.
Con una nota inviata il 29 febbraio 2012 all’Arpa e all’Assessorato del territorio e ambiente della regione siciliana, il direttore generale per le valutazioni ambientali del dicastero solleva più di un dubbio sul parere espresso a favore dell’installazione del MUOS dopo le simulazioni effettuate a Niscemi dell’agenzia regionale. “Dalla relazione istruttoria inviata dall’Arpa Sicilia – scrive il Ministero dell’ambiente – si evince che nelle aree circostanti la base radio della Marina militare Usa di Niscemi NRTF (Naval Radio Transmitter Facility), il contributo al campo elettromagnetico fornito dalle antenne paraboliche e dalle antenne elicoidali del MUOS sia trascurabile a condizione che vengano rispettati gli angoli di elevazione e le direzioni di puntamento di progetto”. Da un recentissimo studio sui rischi del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari a firma dei professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu del Politecnico di Torino, rileva la direzione generale del ministero, è tuttavia emerso che nel periodo compreso tra il dicembre 2008 e l’aprile 2010, “l’Arpa Sicilia ha effettuato una serie di rilievi sulle emissioni elettromagnetiche generate dalla stazione NRTF che hanno consentito di rilevare valori di campo elettrico prossimi al valore di attenzione di 6 V/m”. Le misurazioni hanno evidenziato in particolare “la presenza di un campo elettrico intenso e costante in prossimità delle abitazioni, mostrando un sicuro raggiungimento dei limiti di sicurezza per la popolazione e, anzi, un loro probabile superamento. In un caso il valore rilevato è risultato prossimo al valore limite di attenzione stabilito dalla normativa”.
Nel loro studio sui rischi elettromagnetici del terminale terrestre MUOS, i ricercatori del Politecnico di Torino hanno poi rilevato che la “situazione reale” a Niscemi “è però, con ogni probabilità, ancora peggiore di quella evidenziata dalle misurazioni Arpa”. “I misuratori utilizzati (centraline PMM 8055S, banda passante 100 Khz – 3 GHz in modalità Wide Band, 100 KHz-860 MHz in modalità Low Band), non sono sensibili alle emissioni dell’antenna in banda LF alla frequenza di 43 Khz”, spiegano Zucchetti e Coraddu. “Data la grande potenza dei trasmettitori LF, questo fatto può aver prodotto una sistematica sottostima del campo rilevato. La potenza di picco del trasmettitore VERDIN (VLF Digital Information Network, dedicato alle le comunicazioni con i sommergibili in immersione) utilizzato per le trasmissioni in banda LF a Niscemi, può variare infatti da 500 a 2000 KW, valori estremamente elevati che non consentono certo di trascurare questa componente nella valutazione complessiva”. Alla scarsa considerazione di questo tipo di emissioni, si aggiunge la “non conformità” alle norme legislative delle procedure di misurazione. “Le rilevazioni devono essere effettuate quando tutte le sorgenti siano in funzione alla potenza massima, cosa che in questo caso non e stato possibile realizzare”, ammoniscono Zucchetti e Coraddu. Tesi pienamente condivise dai dirigenti del Ministero dell’ambiente che, nella nota indirizzata all’Arpa e alla regione siciliana, ritengono sia necessario effettuare “ulteriori e più approfondite valutazioni” da parte delle autorità competenti “a salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente” e “al fine di fugare qualsiasi preoccupazione sui possibili rischi per la salute legati al funzionamento dell’impianto”.
Per il Ministero dell’ambiente dovrà così essere accertato il rispetto dei valori limite indicati dalla normativa vigente, garantendo la “corretta esecuzione del rilievo dei campi elettromagnetici in funzione sia della massima potenza di emissione di tutte le sorgenti che rimarranno operative anche dopo l’installazione della stazione terrestre MUOS sia della strumentazione utilizzata per la determinazione dei contributi alle diverse frequenze prodotte dagli apparati, rimandando a tali valutazioni il giudizio di conformità delle due installazioni (NRTF e MUOS) o la necessità di procedere ad azioni correttive”.
Intanto, comitati spontanei di cittadini, istituzioni e associazioni ambientaliste No MUOS moltiplicano i loro sforzi per impedire l’installazione del devastante sistema di guerra Usa in Sicilia. Dopo un corteo di protesta a Niscemi sabato 31 marzo e un presidio a Comiso il 4 aprile in occasione del trentennale della grande manifestazione contro i missili nucleari Cruise, i No MUOS hanno indetto per fine mese una tre giorni di eventi a Niscemi. Il 19 maggio sarà la volta della vicina città di Vittoria ad ospitare un grande concerto contro il sistema satellitare a cui parteciperanno importanti gruppi musicali nazionali.
Proprio il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa e al Presidente della regione siciliana, per chiedere il loro intervento al fine di revocare o sospendere le autorizzazioni concesse per l’installazione del MUOS. “L’infrastruttura – scrive il sindaco – oggetto di un protocollo d’intesa siglato l’1 giugno 2011 tra il Ministero della Difesa e la Regione Siciliana, oltre a destare preoccupazioni per l’impatto ambientale e per le possibili interferenze con i sistemi di volo dello scalo aeroportuale di Comiso, che in linea d’aria dista appena quindici chilometri dalla stazione MUOS e la cui apertura è imminente, suscita allarme anche per i probabili danni alla salute, provocati dalla esposizione ai campi elettromagnetici”. “Sento il dovere di ricordare – conclude il primo cittadino – che questa terra, già afflitta dalla presenza della mafia oltre che da due impianti petrolchimici (Gela e Priolo), ha una forte vocazione pacifista, e negli anni Ottanta fu teatro di una massiccia azione di protesta – che vide impegnato in prima persona Pio La Torre – contro la base Nato di Comiso. La Sicilia non può e non deve diventare la pattumiera d’Italia; i nostri figli non possono vedere ipotecati il loro futuro e la loro salute”.
È da segnalare infine la presentazione di un’interrogazione parlamentare sul sistema Usa per le guerre stellari da parte dell’onorevole Fabio Giambrone di Italia dei Valori. Nel sottolineare i gravi rischi per la popolazione e l’ambiante degli impianti di Niscemi, l’on. Giambrone ricorda come le emissioni elettromagnetiche potrebbero avere pesanti conseguenze sul traffico aereo. “La potenza del fascio di microonde del MUOS sarebbe in grado di provocare interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobile che dovesse essere investito accidentalmente”, scrive il parlamentare. “Queste eventualità non sono assolutamente da considerarsi remote e trascurabili, visto che l’aeroporto di Comiso (Ragusa) verrebbe a trovarsi a poco più di 19 chilometri dal MUOS e gli effetti per il traffico aereo del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari sarebbero noti ai tecnici della Marina americana già da alcuni anni”.
In un primo tempo, infatti, la stazione di telecomunicazione satellitare doveva essere realizzata nella grande base aeronavale di Sigonella, alle porte di Catania. Poi però i militari Usa decisero di dirottare il MUOS a Niscemi date le risultanze di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche eseguito da due società statunitensi, la AGI – Analytical Graphics Inc. di Exton in Pennsylvania e la Maxim Systems con sede a San Diego, in California. I contractor elaborarono un modello di verifica degli alti rischi di irradiazione sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi, raccomandando così di non installare i trasmettitori in prossimità di velivoli dotati di armamento e di trasferirli in una località alternativa.
“Il Presidente della Provincia di Ragusa ha incontrato a Palermo i rappresentanti dell’Aeronautica militare e dell’Assessorato regionale alle infrastrutture, i quali, stando a dichiarazioni di stampa, avrebbero negato l’esistenza di interferenze tra il MUOS e l’aeroporto di Comiso”, scrive l’on. Giambrone. “Il gruppo consiliare IdV alla Provincia di Ragusa ha chiesto formalmente gli atti comprovanti la compatibilità tra la stazione di telecomunicazioni MUOS e lo scalo di Comiso ma, ad oggi, nessun atto è stato prodotto. La normativa comunitaria e nazionale sanciscono il principio secondo cui l’interesse nazionale perseguito con la realizzazione dell’opera pubblica deve comunque essere compatibile con l’interesse pubblico prevalente, costituito dalla tutela della salute e dell’ambiente. Quali indagini intende porre in essere il Governo al fine di verificare l’effettiva compatibilità tra il MUOS e il funzionamento dell’aeroporto di Comiso?”.
Antonio Mazzeo, giornalista, vincitore del premio nazionale Giorgio Bassani 2010 indetto da Italia Nostra
Leandro Janni, consigliere nazionale di Italia Nostra, già presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

MUOS di Niscemi: crimini e misfatti contro l’ambiente

SICILIA, 25 marzo 2012_Un paesaggio da incubo. La collina stuprata, sventrata. Voragini ampie come i crateri di un vulcano. Il terreno lacerato dal transito dei mezzi pesanti, ruspe, betoniere, camion. Recinzioni di filo spinato, tralicci di acciaio. Una selva di antenne. E poi ancora e solo antenne. Terrazzamenti, gli uni sugli altri, per centinaia e centinaia di metri. Uno di essi mostra già evidenti segni di cedimento. Forse per la pioggia dell’ultima coda d’inverno. In cima, tre piattaforme in cemento armato. E un primo blocco di casermette, container in alluminio e i box per i generatori di potenza. Non conoscono soste i lavori di realizzazione, all’interno della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi, del terminale terrestre del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare USA. Scempi che si sommano ad altri scempi, l’elogio della follia della guerra, l’estrema profanazione del paesaggio e dell’ambiente.
“Abbiamo fatto un sopralluogo in contrada Ulmo per seguire i lavori del MUOStro di Niscemi rilevando alcune problematiche sulla conduzione delle opere di sbancamento”, denunciano i rappresentanti delMovimento No MUOS. “Negli elaborati grafici del progetto, la dislocazione delle piattaforme su cui saranno montate le mega-antenne non corrisponde con quelle in corso di costruzione. Nelle tavole le basi erano disposte lungo una direttrice nord-sud, mentre adesso le stanno realizzando in direzione est-ovest. Non sappiamo se siano mai state approvate varianti in corso d’opera al progetto autorizzato la scorsa estate. Se non è così, i lavori non sono coerenti con le autorizzazioni rilasciate. Di sicuro questa modifica, per il profilo del terreno, ha comportato un maggiore volume di terra movimentata e di conseguenza un più pesante impatto sull’ambiente e il territorio”.
“È perfettamente visibile, poi, la distruzione di essenze arboree tutelate”, aggiungono i No MUOS. “La scomparsa di parte della macchia mediterranea è provata anche dalle foto satellitari in nostro possesso, scattate prima dell’inizio dei lavori. Il minimo che ci si aspetti è un intervento chiarificatore dell’Ente Forestale di Trapani, il soggetto interessato alla vigilanza degli interventi in atto nella riserva”.
L’installazione delle tre antenne paraboliche del MUOS di 18,4 metri di diametro e di due torri radio di 149 metri d’altezza sta avendo conseguenze assai più devastanti di quanto era possibile prevedere dalla lettura del progetto del Comando US Navy di Sigonella. Originariamente si accennava solo all’esecuzione di opere di recinzione del perimetro interessato al sistema satellitare, alla realizzazione di un impianto di illuminazione e di un sistema di drenaggio delle acque meteoriche, al “livellamento superficiale” del terreno e al suo “consolidamento”, a “sistemi di viabilità” e “collegamenti dell’area con le esistenti reti idriche, elettriche e telefoniche mediante tubazioni interrate”. Interventi di per sé impattanti che l’allora ministro della difesa Ignazio la Russa si era ripromesso di mitigare e compensare. “Entro sei mesi dall’inizio dei lavori del MUOS sarà realizzata all’interno dell’area naturalistica una infrastruttura ecocompatibile per il controllo, la gestione ed accoglienza della Riserva, adeguata a supportare l’attività di unità ippomontate e di sistemi per la vivibilità del parco”, riporta il protocollo sottoscritto lo scorso anno dal dicastero della Difesa e dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Di mesi ne sono trascorsi dieci e le uniche strutture realizzate nella “Sughereta” di Niscemi sono quelle adeguate a supportare il nuovo sistema per le future guerre teleguidate del XXI secolo.
I lavori del MUOS erano stati autorizzati, l’1 giugno 2011, dall’assessorato territorio ed ambiente della Regione siciliana, senza tenere minimamente conto delle norme di attuazione previste dal Piano territoriale paesistico della Provincia di Caltanissetta per la riserva naturale di Niscemi, approvato dalla stessa Regione nel maggio 2008. Il Piano inseriva l’area naturalistica all’interno del cosiddetto “livello di tutela 3”, limitando gli interventi alla mera conservazione del patrimonio naturale esistente “in un’ottica integrata di consolidamento delle funzioni ecologiche e protettive”, alla “rinaturalizzazione” e alla “sostituzione delle specie vegetali alloctone con specie autoctone” ai fini del potenziamento della biodiversità e della salvaguardia idrogeologica. Di contro, il Piano territoriale per la “Sughereta” (Sito di Importanza Comunitaria – SIC), vietava espressamente la “realizzazione di infrastrutture e reti, tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili; nuove costruzioni e l’apertura di strade e piste”. Proprio quanto è stato invece autorizzato per il terminale terrestre dell’EcoMUOStro di Niscemi.
Ai danni ambientali si è aggiunto poi l’aggiramento dei protocolli istituzionali in tema di legalità e opere pubbliche. Dopo che la Marina USA ha affidato l’esecuzione dei lavori al consorzio d’imprese “Team MUOS Niscemi” di Arcugnano (Vicenza), in contrada Ulmo è comparsa come subappaltatrice la “Calcestruzzi Piazza Srl”, società sotto osservazione da parte degli organi inquirenti per presunte contiguità criminali. Secondo il senatore Giuseppe Lumia (Pd) che il 14 febbraio 2012 ha presentato una specifica interrogazione ai Ministri della difesa e dell’interno, “la Calcestruzzi Piazza ha come amministratore unico Concetta Valenti, il cui marito convivente è Vincenzo Piazza, che, in base ad indagini della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Caltanissetta nonché ad altri elementi info-investigativi segnalati dalle Forze dell’ordine, apparirebbe fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”.
Il 7 novembre 2011, la Prefettura di Caltanissetta ha reso noto che dopo le verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia e delle più recenti direttive impartite dal Ministero degli interni, “sono emersi allo stato degli attuali accertamenti e dagli atti esistenti presso questa Prefettura-U.T.G. elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della sopracitata società”. Alla base del pronunciamento prefettizio, i contenuti di un rapporto della Divisione Polizia anticrimine della Questura di Caltanissetta del 6 ottobre 2011, e di quello della Sezione Criminalità organizzata della stessa Questura del 27 dicembre 2010.
A seguito delle verifiche della Prefettura, il 25 novembre 2011 il dirigente dell’Area servizi tecnici della Provincia regionale di Caltanissetta ha sospeso la “Calcestruzzi Piazza” dall’Albo delle imprese per le procedure di cottimo-appalto. Venti giorni dopo anche il capo ripartizione per gli Affari generali del Comune di Niscemi ha disposto l’esclusione della società dall’elenco dei fornitori e dall’Albo delle imprese di fiducia. Contro i provvedimenti, i Piazza hanno presentato ricorso al TAR, minacciando pure di querelare il senatore Lumia e i giornalisti che avevano segnalato la presenza dell’azienda nei lavori del MUOS. “La conoscenza o la frequentazione di Giancarlo Giugno da parte di Vincenzo Piazza non ha influenzato le scelte personali del secondo, che invece sono state di segno esattamente opposto rispetto alla vicinanza ad un comportamento mafioso”, affermano i legali della società. “Non si comprende, dunque, secondo quale passaggio logico il primo avrebbe sul secondo un’influenza così profonda ed estesa, da fare ritenere probabile l’intromissione nella gestione della società, di cui peraltro il secondo non è socio né amministratore”. La tesi deve aver lasciato tranquilli e soddisfatti il Dipartimento della difesa, il Comando USA di Sigonella, l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma e il Consorzio Team MUOS Niscemi. Non risulta, ad oggi, che qualcuno sia infatti intervenuto per revocare il subcontratto all’azienda sfiduciata dal Prefetto e dagli Enti locali.
Nonostante stiano per essere completati i lavori del MUOS, continuano in buona parte della Sicilia le iniziative di mobilitazione e di protesta contro il nuovo sistema di telecomunicazioni militari. Il comitato dei Sindaci dei Comuni del comprensorio interessato (Niscemi, Comiso, Riesi, Acate, Butera, Gela, San Cono, Mazzarrone, Mirabella Imbaccari, Chiaramonte Gulfi, Vittoria, Piazza Armerina, Caltagirone, San Michele di Ganzaria e Mazzarino) ha indetto un corteo per il prossimo 31 marzo a Niscemi, a cui dovrebbero partecipare movimenti e comitati No MUOS, studenti ed associazioni ambientaliste. I sindaci, in un appello congiunto, chiedono alla Regione Siciliana e al Consiglio dei Ministri di adottare “ogni utile provvedimento finalizzato alla revoca delle rispettive autorizzazioni rilasciate per l’inizio dei lavori del MUOS”, alla luce dei rischi per la salute della popolazione evidenziati in un recente studio dei ricercatori del Politecnico di Torino, prof. Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu.“Le gigantesche antenne inizialmente erano destinate a Sigonella, ma la vicinanza con l’aeroporto civile di Catania ed il rischio di detonazione delle armi presenti nella vicina base NATO ne sconsigliarono l’ubicazione”, scrivono gli amministratori. “A pochi chilometri da Niscemi, invece, a breve entrerà in funzione l’aeroporto civile di Comiso, e di questo nessuno si preoccupa adeguatamente sulle conseguenze negative che avrebbe l’attività del MUOS”.
Per fine aprile, il Movimento No MUOS di Niscemi ha indetto invece un happening di tre giorni con sit-in, incontri, concerti e proiezioni, a cui interverranno artisti ed esponenti dei comitati no war siciliani. Perché la lotta contro la militarizzazione del territorio continui. Noi ci saremo.
Antonio Mazzeo, giornalista, vincitore del premio nazionale Giorgio Bassani 2010 indetto da Italia Nostra 
Leandro Janni, consigliere nazionale di Italia Nostra, già presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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