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Masso delle Fanciulle in pericolo, petizione online: raccolte più di 5mila firme

Fonte: StampToscana

E’ con una lunga nota esplicativa della situazione, che l’associazione Casolenostra rende pubblica la battaglia che si sta svolgendo in una delle zone più belle e incontaminate della pur meravigliosa terra di Toscana: si tratta del cosiddetto “Masso delle Fanciulle”, uno sprone di roccia che si trova nella riserva naturale di Berignone, un lembo di terra compreso fra i Comuni di Pomarance, Volterra e Casole, uno dei luoghi più suggestivi e intatti della Regione. “La riserva è attraversata da una gola rocciosa ricoperta da un’abbondante vegetazione mediterranea, dove scorre il fiume Cecina, in uno scenario naturale unico. Il luogo è presente in molte guide turistiche internazionali, ed è un posto magico, prediletto da visitatori ma anche dalle persone che vivono in Valdicecina ed in Valdelsa”, informa la nota.
Ma ripartiamo dal principio. Innanzitutto, dalla petizione che è stata messa in piedi da un gruppo di associazioni ambientaliste fra cui Wwf Siena, Comitato Difensori della Toscana, associazione Casole Nostra, associazione Italia Nostra Siena, Ecomuseo borgo La Selva e Wwf nazionale che si oppone al progetto di realizzazione di pozzi esplorativi per verificare la presenza di eventuali serbatoi geotermici nella zona del Masso. La società che ha messo in essere il procedimento è la Gesto Italia srl, il cui progetto è allegato al faldone con tutte le firme raccolte dalla petizione lanciata on line. Gesto Italia Srl, dal canto suo, ha già presentato domanda di avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale.
L’obiettivo dei fronti ambientalisti punta ad arrivare al centro decisionale fiorentino, tanto che l’appello lanciato su internet si rivolge direttamente al governatore Enrico Rossi.
“Se le prove avranno successo, verranno realizzate centrali geotermiche e pozzi di produzione che distruggeranno in maniera irreversibile un’area incontaminata e delicata dal punto di vista ecologico, idrico, ambientale ed economico – riassumono gli ambientalisti – per cui chiediamo alla Regione di revocare l’autorizzazione ad un’attività che darebbe il via alla distruzione di uno degli ultimi fazzoletti di terra rimasti incontaminati sull’intero territorio regionale”.
Una preoccupazione, quella della nutrita schiera ambientalista cui dà manforte una vera e propria levata di scudi della popolazione, che riguarda anche una delle voci più importanti per queste zone, quella del turismo: “La presenza di turisti al Masso delle Fanciulle rappresenta anche un’importante risorsa economica per un’area vastissima – precisano infatti i protagonisti della protesta – ed ora questa fetta di terra unica è minacciata dalla costruzione di un impianto industriale per la produzione di energia geotermoelettrica, a pochi metri dal fiume. Chiediamo che l’autorizzazione agli impianti venga negata e che il luogo venga protetto, per preservare una riserva ambientale che è una grande risorsa sostenibile per l’economia locale”.

Masso delle Franciulle, la difesa della Gesto

Fonte: StampToscana

Casole d’Elsa (Siena) – Tenta la difesa, la società che ha progettato lo scavo di due pozzi esplorativi per la ricerca geotermica nella zona del Masso delle Fanciulle. Una zona che da sempre conserva un fascino antico, che attira turisti e viaggiatori da tutte le parti del mondo. La Gesto, accusata da tutte le parti di interferire violentemente in un contesto bellissimo e fragile, prova a tranquillizzare la comunità di Casole e degli altri Comuni interessati.
Lo fa con un documento inviato alla Regione in cui spiega la natura dell’intervento e le ricadute sul territorio. “Il progetto prevede la realizzazione di due pozzi esplorativi e non la realizzazione di una centrale geotermoelettrica, che potrà essere oggetto di una futura procedura autorizzativa – si legge nel documento – i pozzi sono completamente esterni all’area protetta, che, marginalmente e solo per un breve periodo di 6-7 mesi, sarà interessata dalla presenza di un acquedotto di poche decine di metri, in polietilene e di piccolo diametro, che correrà lungo una traccia già esistente senza impatto sulla flora. Il Masso delle Fanciulle è situato a più di tre chilometri dai pozzi, che non possono interferire in alcun modo con il suo contesto naturale. Le opere progettate non comporteranno alcuna modifica rispetto alla bellezza innegabile del paesaggio e saranno realizzate nel periodo autunno inverno (ottobre aprile) quando la presenza turistica è limitata se non assente. L’occupazione temporanea di suolo è meno di due ettari. Le attività non interagiranno con le aziende agrituristiche”.

Salviamo dalle perforazioni il masso delle fanciulle

Fonte: Il Tirreno
Di: Francesca Suggi

Volterra. Quasi mille firme per fermare quello che gli ambientalisti definiscono uno scempio. Una violazione di quel polmone incontaminato che è la riserva naturale del Berignone con il tesoro naturalistico del masso delle fanciulle e degli specchi, ovvero il mare sottocasa per chi abita tra Volterra, Pomarance, Casole d’Elsa.
Lo spettro che stanno combattendo i Comitati Difensori della Toscana, Toscana Terra Pulita e le l’associazioni Casole Nostra e Ecomuseo Borgo La Selva è costituito dalle perforazioni esplorative che saranno fatte in zona da parte della gesto Geothermal Italy srl, branchia italiana della portoghese Gesto Energy: si cercano fluidi prossimi ai duecento gradi (vapore o acqua calda). I rappresentanti della società, in una riunione pubblica tenutasi a Pomarance, non hanno negato che se le ricerche andassero a buon fine, all’orizzonte potrebbe profilarsi il progetto di una centrale elettrica a emissioni zero.
«La presenza di turisti durante tutto l’anno in questa zona meravigliosa rappresenta pure un’importante risorsa economica», sottolineano i promotori della petizione on line (sito www.change.org) che sarà inviata al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
«Se le prove di produzione avranno successo – si dice ancora, con tono allarmistico – verranno realizzati progetti che distruggeranno irreversibilmente quest’area incontaminata». E si chiude: «Chiediamo alla Regione di revocare l’autorizzazione ad un’attività che darebbe il via alla distruzione di questo paradiso e che l’autorizzazione agli impianti venga negata».

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