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Caltanissetta, la questione Trabonella

Lunedì 12 marzo 2012 l’urlo, l’ennesimo appello: “Se la miniera Trabonella non verrà bonificata e messa in sicurezza in tempi brevi, insieme ai tantissimi cittadini che hanno già firmato la specifica petizione rivolta al Sindaco di Caltanissetta, non parteciperemo alle prossime elezioni”. A pronunciare queste parole sono il presidente dell’associazione Amici della Miniera Mario Zurli e il direttore della Riserva naturale orientata Monte Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale Edoardo Bartolotta, riserva gestita da Italia Nostra dal 1999. Essi, insomma, minacciando l’astensione dal voto, sono intenzionati a far divenire la sconcertante, grave inerzia registratasi in questi ultimi anni da parte dell’Amministrazione comunale di Caltanissetta un vero e proprio “caso”. Nientemeno che da sei anni, infatti, esiste la disponibilità economico-finanziaria per provvedere alla bonifica del sito della ex miniera di zolfo ed esistono anche gli studi, i progetti che consentirebbero di riutilizzare, valorizzare la Trabonella e avviare un processo di sviluppo socio-economico e occupazionale. Per smuovere le acque stagnati locali, gli Amici della Miniera e Italia Nostra hanno scritto al Commissario delegato per le Emergenze bonifiche in Sicilia e al Prefetto di Caltanissetta, ricordando che “da sei anni è stata messa a disposizione del Comune di Caltanissetta una somma di 500 mila euro destinata esclusivamente alla bonifica della miniera. Somma che non viene utilizzata”.
La Trabonella, analogamente alle altre ex miniere di zolfo del Nisseno (ad esempio Gessolungo), va urgentemente bonificata e messa in sicurezza, anche perché diversi padiglioni sono caratterizzati da coperture con lastre di eternit (contenenti amianto) in pessimo stato di conservazione. Tra l’altro, il sito della miniera viene frequentato quotidianamente da decine di persone, che si recano nella zona per raccogliere erbe, funghi e verdura, o per portare al pascolo pecore e mucche. E’ evidente, pertanto, la necessità di provvedere senza indugi alla bonifica del territorio, per non determinare ulteriori rischi alla salute dei cittadini. E’ altresì evidente che nel momento in cui la ex minierà sarà bonificata e messa in sicurezza ci sarà la possibilità di dare seguito alla richiesta di finanziamenti destinati all’utilizzo della stessa a fini turistico-culturali. Ancora una volta sottolineiamo che esistono diversi progetti di conoscenza, tutela e valorizzazione di questo importante luogo legato alla storia più recente della città di Caltanissetta ed esiste anche la possibilità di accedere ai finanziamenti previsti dalla Comunità Europea. Cos’altro dire, insomma? Forse qualcosa si può aggiungere: se nei confronti dei rischi e dei reati ambientali ci fosse una “percezione” diversa, da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, probabilmente la sconcertante inerzia e il pressappochismo che siamo costretti a subire sarebbero ridimensionati.

Leandro Janni, Consigliere nazionale di Italia Nostra

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