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Comunicato di Italia Nostra sulla bocciatura dell’impianto eolico di Poggio Tre Vescovi

Firenze 28-2-2012

Grande soddisfazione di Italia Nostra per la bocciatura definitiva dell’impianto di Poggio Tre Vescovi dal Consiglio dei Ministri; prima era stato bocciato da Regione Toscana, Regione Emilia Romagna, dal MIBAC e della provincia di Arezzo, ma col parere favorevole dei Comuni e delle Comunità Montane.
Nel caso ci siano pareri discordanti tra gli Enti che partecipano alla conferenza dei servizi, come in questo caso, anche se sono Enti che dovrebbero essere sottordinati rispetto a Provincie Regioni e Ministero, la questione può diventare di competenza del Consiglio dei Ministri.
In tal caso erano state fatte forti pressioni dai Sindaci e dalla ditta proponente l’impianto con avvocati al seguito, alla fine della stessa conferenza dei servizi del 14 dicembre 2011, con un atteggiamento di assoluta arroganza e lancio d’invettive dirette ai responsabili dei settori VIA di entrambe le Regioni, del Ministero e nei confronti di Italia Nostra (quest’ultime da parte del Sindaco di Casteldelci) rea a suo dire di condizionare pesantemente il Ministero e le Amministrazioni contrarie al progetto. Atteggiamenti al limite della querela.
Siamo rimasti in sospeso in una sorta di limbo per più di due mesi, ma questa è davvero una buona notizia, hanno prevalso le ragioni della tutela dell’ambiente.
Italia Nostra s’è tanto spesa insieme a WWF e ai Comitati locali contro questo impianto.
Si ringraziano gli uffici dei Settori Via di entrambe le Regioni, per la competenza e la fermezza con cui hanno portato avanti la spinosa pratica, si ringrazia l’ufficio legale della Regione Toscana.

Infine si ringrazia il Consiglio nazionale di Italia Nostra, per aver votato all’unanimità nella seduta del 21 gennaio scorso la chiusura della sezione di Sestino, che si era schierata favore dell’impianto in questione in più di una occasione pubblica. La sezione, chiusa a un solo anno dalla sua fondazione, ha avuto un comportamento in contrasto con lo statuto dell’associazione, contravvenendo più volte alla linea chiara e inequivocabile che Italia Nostra ha espresso a tutti i suoi livelli associativi: dalle sezioni ai regionali al nazionale, in campo dell’energia rinnovabile e segnatamente su impianti eolici di tale impatto ambientale e paesaggistico.

Mariarita Signorini responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana

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La battaglia di Sepino

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Napoli
Di Tomaso Montanari

Il paesaggio e il patrimonio storico-artistico italiano non periscono per assenza di leggi di tutela. Al contrario, a perderli è assai spesso l’intreccio perverso della giungla normativa, in cui finiscono col rimanere impigliati anche gli organi in teoria più competenti. L’esempio più grave e attuale di questa surreale situazione, riguarda la città romana di Sepino, in Molise: una città incredibilmente conservata, la quale deve il suo straordinario fascino al fatto che, a differenza di Pompei, è ancora immersa in una natura intatta, la valle del Tammaro, chiusa da colline dolcissime su cui corrono i tratturi nati sui tracciati, e a volte sui selciati, delle strade romane.
Da anni a Sepino si combatte un’asperrima battaglia: da una parte una ditta privata che vorrebbe installare a Sepino sedici pale eoliche alte centotrenta metri, dall’altra le soprintendenze e la direzione generale regionale del Mibac, che lottano per evitare questo colpo fatale. Proprio in questi giorni una quinta sentenza del Consiglio di Stato rischia di condannare Sepino. Il Consiglio continua a ritenere operante l’originaria autorizzazione improvvidamente concessa alla ditta dall’allora soprintendente archeologo.
Quell’autorizzazione fu annullata dalla Direzione generale, e chi la emise è ora sottoposto ad un’indagine penale e ad una della Corte dei Conti, che gli contesta un grave danno ambientale. In questa complicata e contraddittoria battaglia giuridica e giudiziaria l’unica sconfitta rischia di essere Sepino: e con lei il paesaggio, il patrimonio storico-artistico e l’articolo 9 della Costituzione.
L’ultima speranza è una legge speciale per Sepino, modellata su quella speciale per i Colli Euganei: essa ora giace al Mibac, aspettando di iniziare il suo iter di approvazione. Il ministro Lorenzo Ornaghi si è in questi giorni molto occupato del Colosseo e di Della Valle: speriamo che trovi il tempo di occuparsi anche di Sepino. Dove l’emergenza è assai più grave, anche se le televisioni non ne parlano.

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