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Ambiente: l’Italia risparmia quasi 500milioni di euro grazie alle sue foreste

Pubblicato il rapporto sull’inventario nazionale della attività per il protocollo di Kyoto (NIR – National Inventory Report)
Ispettorato Generale

Roma, 14 aprile 2015 – Le foreste italiane hanno dato un forte contributo al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Convenzione di Kyoto riuscendo a compensare gran parte del debito, con 75,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2) equivalenti, ben oltre il 70% del totale mancante a onorare l’impegno.
Se si considera che il valore attuale della tonnellata di CO2 si aggira tra i 5 e i 6 euro, stiamo parlando di quasi 500 milioni di euro risparmiati dal nostro Paese grazie alle foreste.
Il dato risulta dal Rapporto ufficiale relativo all’Inventario Nazionale delle Emissioni pubblicato qualche giorno fa sul sito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC). Il Rapporto certifica le attività realizzate in ottemperanza agli impegni sottoscritti per la suddetta Convenzione ed al suo strumento operativo meglio conosciuto come Protocollo di Kyoto.
Per far riconoscere ufficialmente questo valore, calcolato dall’ISPRA, responsabile nazionale del Rapporto sull’inventario nazionale – NIR, il Corpo forestale dello Stato ha dato il suo contributo assieme a ISTAT, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (CRA), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Università, in collaborazione col Ministero dell’Ambiente.
In particolare la Forestale ha certificato i dati relativi alle foreste mediante l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio (INFC). Questo progetto, sviluppato con il supporto scientifico del CRA- Unità di ricerca per il monitoraggio e la pianificazione forestale (MFP) di Trento ha visto negli ultimi 10 anni l’azione continua di centinaia di donne e uomini del Corpo forestale dello Stato che hanno monitorato tutti i boschi italiani (anche in collaborazione con le Regioni e Province autonome), evidenziando la specificità degli 11 milioni di ettari di foreste nazionali (più di un terzo dell’intero territorio).
In tempi di spending review questa attività del Corpo forestale dello Stato risulta essere davvero un “attivo” importante, considerando che l’Inventario forestale è stato quasi completamente realizzato con fondi interni della Forestale e che ha consentito un risparmio per il Paese pari all’intero costo annuale di tutta l’Amministrazione forestale.
In un momento in cui si discute sul futuro del Corpo Forestale questo risultato sottolinea l’importanza fondamentale del mantenimento di questo corpo di polizia che ha nel suo dna la capacità tecnica di interpretare la natura e di proteggerla.
L’Italia, come noto, si è impegnata a diminuire del 6,5% le emissioni di gas serra nell’atmosfera nel periodo 2008-2012 rispetto a quelle del 1990, anno base della Convenzione. Visto che il Protocollo di Kyoto consente ai Paesi sottoscrittori di contabilizzare l’azione positiva delle foreste sui cambiamenti climatici, attraverso l’assorbimento dell’anidride carbonica mediante la fotosintesi clorofilliana che la trasforma in legno, bloccandola così per lungo tempo, si è potuto contabilizzare il contributo delle foreste e portare il relativo credito a compensazione.

Convegno “Inquinamento ambientale e salute pubblica: il killer invisibile. Nanoparticelle e nanopatologie”

Con il patrocinio di: Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, Provincia di Grosseto.
Sabato 11 aprile 2015, Sala Pegaso della Provincia di Grosseto, Piazza Dante.

Programma del convegno:

  • Ore 8,00: registrazione dei partecipanti
    Chairman: dr. Ugo Corrieri, Presidente ISDE Grosseto
  • Ore 8,45: saluti delle autorità
  • Ore 9,20: presentazione ISDE sezione provincia di Grosseto – Dr. Ugo Corrieri
  • Ore 9,40: Ing. V. Caprioli: Emissioni da impianti: nanoparticelle e salute
  • Ore 10,30: Dibattito
  • Ore 11,30: Intervallo
  • Ore 12: Dr. Patrizia Gentilini. oncologa: Processi di combustione e ricadute sulla salute umana
  • Ore 12,50: Dibattito
  • Ore 13,50: Conclusioni e adempimenti ECM
  • Ore 15 Tavola rotonda organizzata e condotta da ISDE con: esperti, giornalisti, rappresentanti di Enti, Istituzioni, Associazioni e Comitati. Aperta a tutti i cittadini

Abruzzo. Impianto eolico nel “corridoio dell’orso”: il Parco contro il progetto

Fonte: Prima da noi

Altro progetto contestato in dirittura di arriva al comitato via della Regione

Il prossimo 11 febbraio la Commissione VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) esaminerà, per l’ennesima volta, la realizzazione di un grande Parco Eolico Industriale in località Carrito, Monte Parasano e Colli Aschi nel Comune di Ortona dei Marsi.
Il Progetto occupa una superficie di circa 330 ettari e prevede l’installazione di 11 aerogeneratori di altezza di 135 metri per una potenza di 1,8 MW cadauno e per un totale di 198,8 MW.
L’area interessata si pone tra i 1100 e i 1400 metri di altitudine, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico.
Per la realizzazione dell’impianto sono previsti 15.700 metri di adeguamento di strade sterrate e 7.100 metri di tracciati ex novo, con larghezza minima di 5 metri proprio nelle aree di crinale oltre alla realizzazione di circa 28.000 metri di condotto che giungeranno alla cabina di Collarmele.
Tutto questo nell’importantissimo “corridoio ecologico” utilizzato dall’orso marsicano nei suoi spostamenti tra il Parco Nazionale e il Parco Regionale del Sirente Velino e in piena Area interessata dal famoso PATOM – Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano.
L’Ente Parco ha subito espresso la propria opposizione scrivendo il 6 agosto 2013 alla Regione e al Ministero dell’Ambiente.
L’opposizione dell’Ente è stata poi confermata con nota del 3 dicembre 2013 inviata direttamente alla Commissione VIA e successivamente ribadita, con nota del 14 gennaio scorso, consegnata direttamente alla Commissione dai tecnici del Parco intervenuti nella riunione dello stesso giorno.
In previsione della riunione dell’11 febbraio l’Ente Parco ha ulteriormente espresso il proprio parere negativo con nota del 6 febbraio.
L’auspicio del Parco è che «il Progetto non venga approvato e l’impattante intervento evitato, salvaguardando così un corridoio ecologico di primo livello per l’Orso marsicano e rispettando, da parte della Regione, gli impegni assunti in sede di PATOM».
Non è dato sapere –spiega ancora il Parco- se oltre all’intervento del Parco Nazionale e a quello del Parco Regionale anche contrario, altri firmatari del PATOM, compreso il Ministero, siano intervenuti a sollecitare la salvaguardia non solo  ecologica, ma anche paesaggistica, di quest’area.

Renzi e la politica dei rifiuti: è questo il nuovo che avanza?

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Di: Fabio Balocco

Dal 16 al 24 novembre si è tenuta la settimana europea per la riduzione dei rifiuti (alzi la mano chi se ne è accorto). Logica avrebbe voluto che quanto meno ogni amministrazione italiana facesse qualcosa nella direzione indicata. In primis, magari, il Ministero dell’Ambiente.
In effetti, se digitate su Google “settimana dei rifiuti”, trovate la pagina del Ministero ad essa dedicata. Peccato che si riferisca a quella del 2011!  Ma parlare male del Ministero dell’Ambiente è un po’ come rubare le caramelle ai bambini. Quindi passiamo oltre.
E passiamo a quel Matteo Renzi che è facile pronosticare futuro leader del Pd e magari, chissà, anche futuro Presidente del Consiglio dei Ministri. Cosa c’entra Renzi con i rifiuti? Forse perché è un rottamatore? Battutaccia…No, c’entra perché nella settimana ad essi dedicata è stata votata in consiglio comunale una mozione con cui il comune di Firenze avrebbe dovuto aderire alla strategia Rifiuti Zero.
Rifiuti Zero è una strategia che, come dice il nome, tende ad eliminare totalmente il conferimento di rifiuti in discariche ed inceneritori. Come molti sanno, il primo comune italiano ad aderire a Rifiuti Zero fu Capannori, in provincia di Lucca, che ha anche tradotto in pratica l’obiettivo che si era posto, raggiungendo e superando il 90% di differenziata nel 2012. Attualmente sono più di 200 i comuni in Italia che aderiscono a questa strategia. E nel mondo vi sono città come San Francisco, Canberra, Buenos Aires.
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