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Sesto Fiorentino: Taglio della componente arborata del tumulo della montagnola

Sesto Fiorentino 6 marzo 2008

Lunedì 3 marzo 2008, dopo circa 10 anni di interdizione alla fruizione pubblica del bene artistico archeologico ipogeo più significativo del comprensorio fiorentino, a Quinto, il tumulo etrusco della montagnola è stato oggetto di una grave trasformazione che ne altera le caratteristiche morfologiche e paesaggistiche.
Oltre 10 alberi di alto fusto, e vari cespugli, di preziose specie ornamentali, caratteristiche dei parchi toscani, sono stati abbattuti.
Erano monumenti verdi, veri e propri, che da secoli segnavano la geomorfologia del tumulo da epoche precedenti alla scoperta della sottostante tomba etrusca avvenuta negli anni ’60.
È l’ultimo atto scellerato che deturpa una paesaggio di alto valore storico ambientale. Dopo la disgraziata scelta del tracciato della linea TAV che passa a pochi metri sotto la stessa tomba etrusca, viene spacciato come ripristino e salvaguardia, ma chi afferma ciò non rispetta gli elementi geomorfologici dei tumuli etruschi in questo territorio.
Dopo la cantierizzazione di un’area etrusca, per farvi passare la linea TAV, (che poteva avere altro percorso), ora si operano interventi che alterano la leggibilità stessa dei tumuli etruschi, e si altera il paesaggio delle ville del sei-settecento dell’area di Quinto, modificandone la plastica esterna e le dinamiche storico paesaggistiche che lo connotavano.
Gli alberi sottolineavano la monumentalità del sito, esaltandone anche paesaggisticamente le funzione celebrativo monumentale, che le tombe ipogee avevano, non solo per il loro contenuto e la loro struttura, ma anche, per l’impronta, vero segno sul territorio dove erano state edificate.
Il taglio che documento in queste foto è solo l’inizio di una sciagurata ipotesi progettuale (definita intervento di ripristino e conservazione) che di fatto altera anche esteriormente la morfologia strutturale del tumulo, della zona, del comprensorio che doveva essere lasciato inalterato e certamente non cantierizzato.
Oltre al decennale oblio, che ha visto la tomba di Quinto rinchiusa in un’area di cantiere, preclusa alla fruizione dei visitatori e degli studenti; oltre al gigantesco e macchinoso congegno di strutture in acciaio, costruito all’interno del tumulo con funzioni di supporto, adesso si assiste allo scorticamento del tumulo, rimuovendo anche parti che egli etruschi avevano posizionato con finalità costruttive in un susseguirsi di pietre di calcare, strati di argilla, depositi di inerti, pietre di sostegno (tamburo esterno etc.)
Infatti, dopo il taglio degli alberi il progetto finanziato da TaV prevede lo scorticamento del terreno al di sopra delle pietre della tomba. Questo non considera l’insieme degli elementi costruttivi etruschi (le pietre , l’argilla a, gli inerti…). Cosa di vuol fare?
Trasformare la tomba etrusca in un assemblaggio di pietre etrusche in una melassa di impasti (moderni), nel tentativo di evitare il processo di degrado che il transito dei treni nel sottostante galleria (e che la stessa costruzione della galleria) hanno accelerato? Si vogliono fare tentativi che apporteranno solo l’accentuazione del deterioramento strutturale?
Spero che il restauro si attenga a principi conservativi dell’insieme degli elementi etruschi (Tumulo esterno; tholos dromos e parti ipogee; stratigrafie di costruzione in argilla, pietra, terra battuta etc).
Come pure spero che vengano fatti monitoraggi da esperti esterni terzi rispetto agli amministratori, ai tecnici espressione dei politici, ai tecnici indicati o finanziati dagli operatori interessati (TAV, ferrovie etc.) se non addirittura indicati da TAV. Da anni ho chiesto l’intervento di esperti internazionali, oltre ad una trasparente e continua informazione dei cittadini, unici e soli custodi di un patrimonio così importante.
È deplorevole vedere come agenzie istituzionali preposte alla conservazione e tutela non dimostrino la sensibilità che a Suo tempo manifestò l’allora Soprintende ai beni archeologici dott. Francesco Nicosia che denunciò sul “Corriere della Sera” la scellerata scelta di far passare proprio sotto alla Tomba della Montagnola la galleria TAV.
Associazione Alternativa Città per l’Uomo, Prof. Mauro Ugolini

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