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Monte dei Paschi di Siena: si teme una bolla anche per i finanziamenti alle rinnovabili in Toscana

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Proprio in questi giorni, Banca d’Italia e Guardia di Finanza stanno indagando sui conti del Monte dei Paschi di Siena in merito alle note vicende che riempiono le prime pagine di tutti i giornali italiani. La spregiudicatezza di alcune operazioni finanziarie su prodotti “derivati”, già grave in sè, viene amplificata sui media perchè la banca senese, secondo la formula di rito, è la banca “di riferimento” di quello che attualmente è il principale partito politico italiano. Caso (caso?) vuole che, in questi giorni, sia in corso anche una campagna elettorale senza esclusione di colpi e dagli esiti tutt’altro che scontati. Così la vicenda senese interessa le cronache a maggior ragione, essendo potenzialmente in grado, viste le cifre in ballo e l’ampiezza dello scandalo, di condizionare persino i risultati delle urne e la composizione del prossimo Governo.
Comprendiamo quindi bene i motivi per cui Bankitalia e Guardia di Finanza esercitino entrambe il loro ruolo ispettivo con una rapidità ed una solerzia persino superiori a quelle loro abituali.
Ora qualcuno si chiederà: ma perchè mai un sito web monotematico sull’eolico industriale sui crinali si dovrebbe impicciare di una banca? Forse perchè anch’essa, in fondo, è un Monte? Si teme forse che si piantino pale eoliche industriali, senza adeguate tutele come al solito, anche nei suoi uffici? No: niente di tutto questo. Si tratta di ben altro.
Nel nostro piccolo (ma poi neanche troppo piccolo, se è vero, come è vero, che la spesa sostenuta dagli italiani nel 2012 per i soli incentivi diretti alle rinnovabili elettriche si è avvicinata agli 11 miliardi di euro) noi temiamo, sebbene la nostra sia solo un’impressione, che il Monte dei Paschi di Siena abbia esercitato un ruolo primario, almeno in Toscana, per finanziare i progetti che stanno rapidamente trasformando la regione, nota universalmente per la bellezza e l’unicità del suo paesaggio, in un’area industriale (senza operai) da incubo.

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Lo Spaccamaremma pagato da Montepaschi

Fonte: La Repubblica
Di: Nicola Caracciolo,  presidente onorario Italia Nostra Toscana

Alla crisi del Monte dei Paschi di Siena contribuisce un elemento di cui finora non si è parlato: l’autostrada tirrenica, che dovrebbe essere costruita con 1,8 miliardi di euro nella Maremma toscano-laziale. Il finanziamento di quest’ opera di cui si parla da più di 40 anni dovrebbe essere assunto da Mps. Alcuni espropri sono già stati fatti e gli indennizzi pagati dal Monte. È un progetto bislacco. Il pedaggio paga metà delle spese della Società Autostrada Tirrenica, che deve costruirla e gestirla. Il traffico, però, per la crisi invece di aumentare diminuisce. Il tracciato, poi, non è definito. Forse passerà da una parte, forse da un’ altra per tener conto delle perplessità dei comuni, delle proteste popolari, delle alluvioni e delle frane. Come Italia Nostra, abbiamo chiesto di sapere come tutto sarà finanziato. Nessuna risposta. Il presidente della Sat, Antonio Bargone, che è anche commissario governativo sulla regolarità dei lavori, non si è mai degnato di risponderci. Avrebbe pensato a tutto Mps che avrebbe raccolto con sue obbligazioni i denari necessari. Ma in questa situazione, chi farà credito al Monte? Si vuole distruggere un’ area, il suo turismo e l’ agricoltura con ciò che tutti chiamano Spaccamaremma. È un esempio drammatico dell’ avventurismo che sta portando una celebre banca sull’orlo della bancarotta.

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