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Salvare il territorio rimasto tra Pistoia e il mar Tirreno, impedire un spreco inutile e assurdo di risorse pubbliche

Firmate e fate firmare questa petizione!
E’ imprortante!!
Perchè??

Per impedire la realizzazione della terza corsia della FI_Mare, già oggi più che adeguata al traffico, in sensibile diminuzione, intasando ed inquinando ulteriormente un territorio densamente urbanizzato. Per chiedere alla Regione Toscana di tornare ai progetti del lontano 1984 che prevedevano il raddoppio dell’unico binario da Pistoia a Viareggio ed il potenziamento della ferrovia Porrettana, con alternativa alla Direttissima BO-FI e infrastruttura di enorme valore storico.
Pare che sia già stato tutto deciso, come sempre “per le grandi opere”, (senza informare né, tantomeno, far partecipare i cittadini), di fare la terza corsia da Firenze al Mare. Non c’è nessun bisogno di allargare l’autostrada, eppure hanno già stanziato 850 milioni di euro da Firenze a Montecatini. Una scelta antistorica, antieconomica, antiecologica. Mentre da Pistoia a Lucca la ferrovia ha un solo binario, in compenso avremo una mega autostrada che devasterà ancora il territorio, produrrà più inquinamento, ulteriore riduzione del poco suolo fertile rimasto nella Piana Firenze-Pistoia.

Cliccate qui per aderire!

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L’autostrada Firenze-Mare non ha bisogno di essere ampliata

Aiutateci a diffondere la petizione contro l’allargamento dell’autostrada Firenze-Mare e la dismissione della ferrovia Porrettana e il mantenimento a unico binario della ferrovia Pistoia-Lucca

Testo della petizione:
“Pare che sia già stato tutto deciso, come sempre “per le grandi opere”, (senza informare né, tantomeno, far partecipare i cittadini), di fare la terza corsia da Firenze al Mare. Non c’è nessun bisogno di allargare l’autostrada, eppure hanno già stanziato 850 milioni di euro da Firenze a Montecatini. Una scelta antistorica, antieconomica, antiecologica. Mentre da Pistoia a Lucca la ferrovia ha un solo binario, in compenso avremo una mega autostrada che devasterà ancora il territorio, produrrà più inquinamento, ulteriore riduzione  del poco suolo fertile rimasto nella Piana Firenze-Pistoia”

Cliccate qui per firmare!

Montecatini Val di Cecina e l’eoico

Di: Barbara Antoni

Montecatini Valdicecina. Sono ufficialmente due i ricorsi presentati al Tar contro
il parco eolico. La guerra delle pale
Via agli espropri. Il comitato: denunceremo il Comune

È nel mezzo di un fuoco incrociato il parco eolico di Miemo: il Comune ha dato il via all’iter per espropriare i terreni dove sorgeranno due delle sei torri e subito il comitato anti pale minaccia di denunciarlo. Perché quando fu chiesta l’autorizzazione per il progetto «si dichiarò – dice il comitato – che i terreni necessari erano tutti acquisiti». E ci sono due ricorsi al Tar contro il parco: uno si oppone alla sua esclusione dalla valutazione di impatto ambientale; l’altro, appena depositato, si oppone all’autorizzazione unica concessa dalla Regione.
È una guerra senza esclusione di colpi quella del parco eolico di Miemo, sei aerogeneratori per nove megawatt di potenza. Una fotocopia, quasi (in questo caso l’impianto non è stato realizzato), del caso Scansano. Vicenda tanto contrastata da non conoscere pause: gli ultimi giorni sono stati densi di eventi. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione unica della Regione a costruire la fattoria del vento, l’amministrazione comunale, nell’ultima seduta di consiglio, ha deliberato l’esproprio delle aree dove dovranno sorgere le torri numero 5 e 6. Intanto l’avvocato Franco Zuccaro, legale del comitato anti parco, ha depositato il ricorso al Tar contro l’autorizzazione unica. E un altro ricorso giace, contro l’esclusione del progetto dalla valutazione di impatto ambientale.
E non finisce qui: il comitato dei cittadini residenti a Miemo, attraverso il portavoce Franco Piras, fa sapere che sta valutando di sporgere denuncia contro il Comune di Montecatini Valdicecina e contro il Cosvig (ente titolare del progetto delle sei pale sul crinale montecatinese al confine con Lajatico) perché «nella relazione al progetto preliminare del parco eolico datata 20 maggio 2006 – spiega Piras – il Cosvig dichiarava che tutti i terreni sui quali dovrebbe sorgere il parco erano già stati acquisiti dai rispettivi proprietari. Ora il Comune delibera l’esproprio di due delle sei piazzole per gli aerogeneratori: questo dimostra – sottolinea – che le affermazioni rese due anni fa dal Cosvig alla Regione, delle quali la Regione ha tenuto conto per concedere l’autorizzazione unica, non corrispondevano a realtà. E il Comune adesso rischia di fare da intermediario per un ente che dichiara il falso. Pensiamo che questa vicenda contenga un illecito penale».
Due fazioni in trincea. E in attesa. Si attende in palazzo civico, dove il sindaco Sandro Cerri spiega che la variante al piano regolatore passata a maggioranza in consiglio comunale, era necessaria «per apporre un vincolo preordinato all’esproprio delle piazzole per le torri numero 5 e 6. In questi due casi non c’è stata la possibilità di giungere a un accordo bonario con i rispettivi proprietari». La variante è datata 14 agosto; dovranno passare i 45 giorni di legge per eventuali osservazioni, poi potrà essere adottata e approvata.
Per Cerri, trascorsi i tempi di legge e dando per scontato che non ci saranno intralci alla variante, la realizzazione delle sei pale eoliche «può già partire. Possiamo realizzare i lavori in osservanza alle prescrizioni», rincara, forte del decreto autorizzatorio della Regione, vittoria che il Comune ha messo a segno il 23 giugno scorso.
«Ovviamente – conclude il sindaco – non cominceremo subito con le opere di costruzione. Prima l’impresa dovrà procedere alla pulizia del sito e alla sua preparazione». E quanto al ricorso al (l’unico di cui il Comune era a conoscenza è quello contro l’esclusione del progetto dalla Via, la valutazione di impatto ambientale, ad opera della Regione, che si discuterà il 13 novembre 2008) Cerri commenta soltanto che «andiamo avanti sulla nostra strada. Se arriverà la sospensiva ne prenderemo atto».
Invece da poche ore i ricorsi sono ufficialmente due. L’avvocato Zuccaro conferma di averlo «presentato l’altroieri (tre giorni fa per chi legge, ndr) al Tar di Firenze. Insisteremo per ottenere la sospensiva. Se viene concessa non sarà costruito nessun parco».
Per la prossima puntata su questa complicata vicenda, appuntamento ai primi di settembre, quando si aspetta la convocazione del tribunale amministrativo regionale per discutere il secondo ricorso.

Di: Barbara Antoni

Il progetto. Impianto da 12 milioni sarà costruito dai russi

Costerà 12 milioni di euro realizzare il parco eolico di Miemo. Ogni torre avrà un’altezza di circa cento metri (la somma dei 65 di altezza del palo che sorregge un’elica con bracci dai 30 ai 35 metri) e sorgerà su un basamento di dodici metri per dodici costruito su piazzole di trenta per trenta.
La centrale eolica di Miemo, destinata a produrre 18 milioni di chilowattora di energia l’anno (energia cda immettere in rete e vendere al gestore) avrà, nei piani, anche una vocazione didattica, grazie a un percorso per visitatori che illustri il suo funzionamento.
Il progetto, che gode di un finanziamento europeo, è del Cosvig. La sua realizzazione è stata affidata alla Energetic Source di Brescia, azienda del gruppo Renova, colosso russo che fa capo al magnate Viktor Vekselberg, e Avelar Energy. Il progetto è contestato dal comitato, che lo considera negativo per l’impatto sull’avifauna e non sicuro: le pale, è stato sottolineato, sorgerebbero lungo una strada percorsa anche da bambini.

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