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Poste Bailey: l’Assessore Ceccarelli non fuga i dubbi sul rischio idraulico

Fonte: Firenze Post, 14/01/2015
Di: Paolo Padoin

Mugnone, la Regiuone assicura: il Ponte Bailey sarà eliminato a fine 2015

Un esposto è stato presentato da alcuni cittadini alla Procura della repubblica di Firenze in quanto, per la costruzione del ponte provvisorio sul Mugnone, non sarebbero stati acquisiti tutti i permessi e le relazioni tecniche necessarie, in particolare per quanto riguarda il rischio idraulico. Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale, questa la risposta dell’Assessore competente, Vincenzo Ceccarelli: “Il concessionario ha ottenuto autorizzazione idraulica con omologa del genio civile di Firenze, che è stata rilasciata il 30/7/2012, in cui si autorizza l’installazione del ponte Bailey per tre anni, tre mesi e 12 giorni, quindi fino al 21/11/2015, e comunque non oltre il completamento delle opere relative al by pass del Mugnone correlate alla realizzazione della stazione per l’Alta velocità ferroviaria”. L’assessore ha fatto riferimento a informazioni di dettaglio ottenute dal Comune di Firenze e ha precisato che sulla presunta pericolosità idraulica del ponte esiste anche una nota informativa del 10/12/2014 del Settore sismica regionale, in cui si evidenziano l’iter e le valutazioni istruttorie sulla base delle quali è stata rilasciata l’omologazione idraulica da parte del Genio Civile. Ceccarelli ha ricordato che il ponte provvisorio sul torrente Mugnone, che collega viale Milton con via XX settembre, è inserito nel programma per la realizzazione della linea 3 della tranvia di Firenze. Il nuovo attraversamento ha carattere temporaneo e deriva dalla necessità di assorbire parte del flusso di traffico sul collegamento Firenze-Statuto per la realizzazione del sottopasso Milton-Strozzi e per interventi sul ponte esistente sul Mugnone.
Donzelli – Il capogruppo Fdi Giovanni Donzelli, ha replicato sottolineando che l’autorizzazione è stata concessa fino al 21 novembre 2015 solo sulla base di una valutazione dell’andamento delle piene, che in questo periodo non dovrebbero essere tali da causare problemi di sicurezza.
TAV – In effetti la risposta di Ceccarelli dà atto di un’autorizzazione idraulica per la durata di tre anni, tre mesi e 12 giorni, cioè la durata dei lavori correlati alla stazione dell’Alta velocità fiorentina. Precisa inoltre che il servizio sismico regionale, con una nota dello scorso dicembre, avrebbe evidenziato iter e valutazioni istruttorie del genio civile, ma senza esporre in dettaglio le valutazioni e senza esprimere alcun giudizio. Ma quale fondamento ha una valutazione di rischio idraulico ‘a tempo’, senza verificare in assoluto se il manufatto costituisca o meno un pericolo? Forse sarà bene attendere anche eventuali accertamenti e valutazioni della magistratura.

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Apertura nuovo ponte sul Mugnone, Alert system e bilancio comunale

Quest’anno il periodo festivo sarà segnato da diversi eventi devastanti, destinati a durare nel tempo e a modificare profondamente la vita di noi cittadini. Qualcuno spera in meglio, ma invito a guardare i fatti e a non ascoltare la mera propaganda. Allego tre estratti da articoli di giornale di oggi.
Nuovo ponte e due tunnel di fianco al Mugnone: il ponte, non provvisorio e non Baley è senza relazione idraulica. Ad uno straripamento del Mugnone è destinato a essere sommerso insieme ai due tunnel scavati al suo lato.
Alert System Firenze: questo il nome dell’applicazione, sviluppata dalla società Comunicaitalia, già attiva in 800 città italiane, che permetterà di avvertire la popolazione, ma anche residenti di singole zone o quartieri, su eventi atmosferici, terremoti, incendi o segnalazione di pericoli sul territorio comunale. Invece di operare affinchè il Mugnone sia messo in sicurezza, a posteriori, cioè a danno avvenuto, la protezione civile telefonerà ai cittadini perché si mettano in salvo…Ogni commento mi sembra superfluo.
Bilancio: forse è per pianare il bilancio che il sindaco sta vendendo all’estero, vedi Cina, palazzi storici in Firenze e Toscana, dove verranno costruiti grandi complessi alberghieri con garage sotterranei annessi anche in pieno centro? Non si può dire che il deficit di bilancio dipenda dall’aver speso per rendere le strade e i marciapiedi più praticabili, la città più pulita e sicura, etc.
Deanna Sardi, Associazione Piazza Vittoria

Fonte: La Repubblica, 27/12/2014
Di: Massimo Vanni

Lunedì chiude il ponte allo Statuto, apre il Bailey
Lo si potrà ripercorrere nel 2017 quando la linea tre della tramvia correrà a fianco della Fortezza. L’appello di Nardella e dell’assessore Giorgetti: “Lasciate le auto a casa”

Lo rivedremo aperto nel 2017. Quando ormai la linea 3 del tram per Careggi correrà a fianco della Fortezza. Sopra il tunnel che consentirà alle auto provenienti da viale Milton di proseguire verso Porta al Prato senza incrociare la tramvia. Adesso il Ponte allo Statuto da lunedì 29 dicembre saluta tutti. Questo è l’ultimo fine settimana di ‘normalità’ per il traffico: da lunedì i cantieri tramvia invadono uno snodo vitale e lì ci rimarranno per un bel po’. Per almeno 3 anni, fino a tutto il 2017. Sempre che i lavori riescano a tenere la tabella di marcia, cosa che non hanno fatto finora, in questo avvio preliminare.
Lunedì ore 12, è il punto di non ritorno: chiude il Ponte allo Statuto, anche ai pedoni, e apre il ponte ’Bailey’ (che poi proprio Bailey non è) sul Mugnone, quello tra viale Milton via XX Settembre. Con tutto il cambio di viabilità, e di abitudini, che questo comporta. A cominciare da viale Lavagnini, dove è già pronto il varco verso via Leone X anche per chi lo percorre in direzione piazza della Libertà: è stato tolto un tratto di cordolo in cemento, sono stati posati i ‘newjersey’ bianchi e rossi ed è già stato montato il semaforo provvisorio: in pratica, chi arriva da Porta al Prato potrà proseguire in direzione di Careggi solo girando a sinistra a metà di viale Lavagnini. E attraversando poi via Leone X (il primo tratto, tra viale Lavagnini e via Il Magnifico, cambierà di senso), la strada della Chiesa Ortodossa e infilando il ponte Bailey.
Una volta di là dal ponte si potrà proseguire per via Crispi (a senso invertito) in direzione di via Puccinotti. Oppure girare a sinistra verso via dello Statuto, perché il primo tratto di via XX Settembre sarà a doppio senso. Ma non è finita. Viale Milton sarà chiuso all’altezza di via Leone X. E per chi arriva da piazza della Libertà, si dovrà percorrere via Il Magnifico o viale Lavagnini per immettersi su via Leone X e superare così il Mugnone in direzione di Rifredi. Mentre si potrà comunque percorrere fino alla Fortezza via Il Magnifico.
Il cantiere si prenderà l’ultimo tratto di viale Milton, Largo Martiri delle Foibe e l’intero spiazzo che dal Ponte dello Statuto arriva fino al giardino della Fortezza: qui sotto si dovrà scavare il tunnel. Prima il tratto centrale, che cade proprio davanti al Ponte allo Statuto, poi la rampa d’accesso in discesa lungo l’ultimo tratto di viale Milton e poi la rampa d’uscita, che riporterà le auto in superficie all’altezza dell’autovelox o poco dopo. Il traffico passerà sotto, la tramvia — che collegherà lo statuto con via Valfonda — sopra.
In realtà i tunnel saranno due. Oltre al prolungamento sotterraneo di viale Milton, che passa proprio davanti al Ponte allo Statuto, si prevede anche un tunnel perpendicolare, che raccoglierà il traffico proveniente da viale Lavagnini e diretto a Porta al Prato. Un secondo tunnel ma con lo stesso scopo: evitare che le auto s’incrocino con la tramvia che attraversa tutto lo spazio davanti al giardino della Fortezza. È questo il motivo per il quale non vedremo il Ponte dello Statuto aperto nei prossimi tre anni. Un ‘black out’ che Palazzo Vecchio ha voluto far scattare nel momento a più bassa intensità di traffico, cioè tra Natale e Capodanno.
«Ed è stato deciso di aprire il ponte sul Mugnone solo in contemporanea con la chiusura dello Statuto per ridurre al minimo i cambiamenti e per non creare confusioni inutili», spiega l’assessore alla viabilità Stefano Giorgetti. Ma tutti sanno che il vero banco di prova per il traffico sarà il 7 gennaio, quando la Befana si sarà portata via tutte le feste e quando riapriranno le scuole. Che succederà? Sarà il tilt?
La svolta di viale Lavagnini in direzione del ponte Bailey sarà uno dei maggiori punti critici: la corsia d’attesa sulla carreggiata destra, quella in direzione Piazza della Libertà, potrebbe causare lunghe code. Ma anche viale Milton, dall’altra parte, potrebbe rivelarsi un collo di bottiglia. E poi il nuovo ponte sul Mugnone, nato come ponte temporaneo quanto resterà a cavallo di via XX Settembre e viale Milton? «Qui rischiamo di tenercelo per chissà quando, oltretutto con un rischio idraulico visto che l’altezza dal Mugnone è stata autorizzata in deroga alle norme», dicono i residenti di qua e di là dal ponte. Sia come sia, siamo appena all’inizio. Col nuovo anno anche la linea 2 per l’aeroporto entrerà nella fase dei cantieri ad alto impatto in tutta la zona Novoli.
Dal sindaco Nardella e dall’assessore Giorgetti un appello: “Fiorentini, lasciate le auto a casa”.

Fonte: La Nazione, 27/12/2014

Emergenze, il sindaco telefonerà a tutti i cittadini
Lanciato il nuovo sistema di allerta del Comune di Firenze

Firenze, 27 dicembre 2014 – Sarà la voce del sindaco Dario Nardella, con una telefonata registrata a 80 mila utenze fisse, a lanciare domani il nuovo sistema di allerta in caso di emergenze del Comune di Firenze. “Alert system Firenze”, questo il nome dell’applicazione, sviluppata dalla società Comunicaitalia, già attiva in 800 città italiane, che permetterà di avvertire la popolazione, ma anche residenti di singole zone o quartieri, su eventi atmosferici, terremoti, incendi o segnalazione di pericoli sul territorio comunale.
Nel messaggio registrato, il sindaco Nardella annuncia ai cittadini il nuovo sistema invitandoli a fornire, in base alla normativa sulla privacy, il proprio numero di telefono cellulare al sito della Protezione civile comunale, che verrà poi inserito nel sistema di allerta. Il sistema funziona 24 ore su 24 e, grazie alla sua struttura tecnica distribuita su 24 centrali telefoniche, permette di effettuare oltre 200.000 chiamate all’ora. Il sistema inoltre prevede la ripetizione delle telefonate in caso di mancata risposta e consente di avere i dati sull’esito della comunicazione e sull’ascolto da parte dell’utente. E offre la possibilità anche di avvisare i residenti di singole zone e quartieri, in caso di eventi che interessano solo aree limitate della città.

Fonte: Firenzepost, 27/12/2014

Bilancio del Comune di Firenze, Nardella: «Dobbiamo trovare 50 milioni di euro»

«Sappiamo solo che c’è uno sbilancio di 50 milioni di euro». Telegrafico ma al tempo stesso sufficientemente chiaro, il sindaco Dario Nardella. Così il primo cittadino ha infatti rivelato qualcosa di molto significativo dei conti del Comune di Firenze.
«Le misure del bilancio devono ancora essere decise – ha dichiarato Nardella ai giornalisti, a margine di un’iniziativa oggi 27 dicembre a Firenze – e sappiamo solo che lo sbilancio è di 50 milioni di euro. Insomma dobbiamo trovare 50 milioni».
Non una bella notizia. E tuttavia, ha assicurato il sindaco, «sul bilancio comunale c’è un lavoro in progress, ci stiamo lavorando anche in questi giorni di ferie».

 

Firenze: tramvia, ponte sul Mugnone, tunnel Tav. Tutti i nodi di un quartiere sul piede di guerra

Fonte: Firenze Post, 20/12/2014
Di: Paolo Padoin

Assemblea aperta alla Parrocchia della Tosse

I cittadini, quando non riescono a far valere le loro ragioni nei confronti delle Autorità su temi d’interesse generale, si riuniscono in Comitati per far pesare di più la loro voce. Succede così, e da tempo, anche a Firenze. In molte zone della città nascono associazioni che si battono per la tutela del verde, per la sicurezza, per il decoro della zona e della città.
Problemi – Tutti sono al corrente, grosso modo, dei principali problemi di Firenze, soprattutto in tema di rischio idraulico e di mobilità. A questi, proprio in questi giorni, si è aggiunto il rischio terremoto. Firenzepost  si sta occupando da tempo di questi argomenti, fornendo ci cittadini informazioni sui pericoli che corrono (abbiamo pubblicato anche la scheda di comportamento per il terremoto). Pochi, in particolare, conoscono i rischi idraulici di tre opere a elevato impatto urbanistico e ambientale e per giunta costosissime: nuovo ponte sul Mugnone, sottopasso ferroviario Crispi-Paoletti e tunnel Milton- Strozzi. Come è poco noto quale sarà la viabilità definitiva del quartiere Romito/Vittoria.
Assemblea – Per una più approfondita disamina di tutte queste tematiche si è tenuta, nella Sala parrocchiale di Madonna della Tosse, la prima di una lunga serie di serate aperte a tutti i cittadini e a tutti i partiti politici. La sala parrocchiale era piena di gente interessata a conoscere meglio queste vicende. La serata è stata organizzata dall’Associazione Piazza della Vittoria, con la partecipazione del Coordinamento 20 gennaio: Associazione Linea Tre, Associazione Firenze c’è. Comitato Ponte Rosso; NOTunnelTav; Comitati Cittadini Area Fiorentina, Comitato di Novoli, Italia Nostra Onlus; Comitato ex Panificio Militare e altre associazioni di cittadini.
Per chiarire questi aspetti, oltre ad altri esperti, è intervenuto Ignazio Becchi, professore emerito di Costruzioni idrauliche dell’Università di Firenze, che nel 1986 curò, insieme al sottoscritto, il primo piano di protezione civile per il rischio di esondazione dell’Arno a Firenze.
Mugnone – Ha aperto l’incontro un’interessante ricostruzione della storia del Mugnone: Deanna Sardi ha spiegato come il corso del torrente sia stato modificato più volte secondo le esigenze dello sviluppo urbanistico di Firenze. Il Presidente del Comitato Piazza della Vittoria, Vincenzo Ramalli, ha illustrato, con l’ausilio di foto e di un filmato, i danni arrecati alla zona Romito-Vittoria dall’ultima disastrosa alluvione del 1992. E ha illustrato l’azione svolta dai Comitati che si battono contro la tramvia e il ponte sul Mugnone. A tal proposito ha informato che una delegazione – dopo aver cercato un dialogo, risultato infruttuoso, col Comune di Firenze – ha presentato un esposto denuncia, sottoscritto da sette rappresentanti, alla procura della Repubblica di Firenze in merito alla costruzione del nuovo ponte sul Mugnone, allegando una relazione tecnica redatta dal prof. Ignazio Becchi.
Becchi – Infatti a giudizio del professore, uno dei massimi esperti in materia, la progettazione e costruzione del ponte sarebbe stata realizzata in spregio alla normativa idraulica, il cui rispetto, com’ è ovvio, è essenziale per ogni opera pubblica. In particolare è stato ricordato che l’altezza del ponte sul livello del torrente è uguale a quella della passerella pedonale abbattuta, che nel 1992 fece da diga per le acque. Le norme prevedono che il livello del ponte debba essere pari alla piena statisticamente prevedibile ogni 200 anni; nella fattispecie siamo al di sotto di almeno un metro e mezzo. Inoltre non è stata redatta la relazione relativa al rischio idraulico, in considerazione del fatto che, esistendo già una passerella pedonale, il ponte è stato costruito allo stesso livello e quindi sarebbe in regola. La circostanza che in passato, nel 1959 e nel 1992, si siano verificate alluvioni non sarebbe dunque rilevante. Il manufatto, secondo i progetti, dovrebbe essere eliminato dopo 4 anni, al termine dei lavori del ponte allo Statuto, ma è forte il sospetto che sia destinato a rimanere come arteria di traffico alternativa a quella del ponte allo Statuto, occupato in buona parte dalla sede della tramvia.
Comitati – Sono seguiti interventi di cittadini e dei rappresentanti di altri comitati, l’Associazione Idra, il Comitato No tunnel Tav, il Coordinamento 20 gennaio ecc.  Tutti sono stati  molto critici nei confronti delle Autorità, e in particolare del Comune, spesso più attento alle esigenze delle imprese che a quelle dei cittadini. L’unica speranza è riposta nell’intervento della Magistratura che, in presenza di violazioni di rilevanza penale, potrebbe bloccare le opere non corredate da relazioni e adempimenti di legge. Com’ è successo per i lavori del sottoattraversamento ferroviario, per i quali però il rappresentante del Comitato No tunnel Tav, Tiziano Cardosi, ha denunciato un aumento di costi anche in assenza di attività di cantiere. Ha portato la sua solidarietà la consigliera comunale del movimento 5S Miriam Amato.
I partecipanti si sono dati appuntamento a una prossima serata e hanno deciso di sostenere con fermezza le proprie ragioni. Alle quali Firenzepost darà voce.
P.S.  Il ponte sul mugnone sarà aperto fra Natale e Capodanno.
Link: ponte

Firenze, Tramvia: il ponte sul Mugnone. I lavori procedono, ma il rischio resta

Fonte: Firenze Post
Di: Paolo Padoin

Più volte abbiamo informato i nostri lettori sull’andamento dei lavori delle linee della tramvia fiorentina, sottolineando non soltanto i ritardi che hanno fatto giustamente infuriare, ancora senza alcun esito pratico, il sindaco Nardella, ma evidenziando i pericoli che potrebbero nascere, nella zona dello Statuto, per la  realizzazione del ponte provvisorio (per tre anni) sul Mugnone, all’altezza di Via Crispi. Quel ponte contro il quale si battono migliaia di cittadini residenti nella zona, riuniti in diversi Comitati. Il 22 novembre avevo documentato con foto lo stato della posa del ponte, allora solo iniziata, e avevo ribadito la mia convinzione che la campata fosse stata posizionata ad altezza inadeguata, senza luce sufficiente per far defluire le acque in caso di piena come quella del 1992.
Sono tornato ora sul cantiere, trovando operai e macchine operatrici che lavorano a pieno ritmo, tanto che l’intero pianale del ponte è stato posato e collega già le due rive del torrente. Se i lavori della tramvia procedono a rilento non è certo per colpa delle aziende che lavorano al ponte, che sta andando avanti con tempi da record. Ma l’esame più ravvicinato del manufatto ha confermato i miei timori. L’altezza del ponte, piano e non ricurvo al centro, rispetto al letto del torrente è rimasta tale e quale, ad occhio inferiore a quella della precedente passerella pedonale, che a suo tempo contribuì, occlusa dai detriti accumulatisi al di sotto, all’esondazione del Mugnone verso il quartiere Statuto.

 

Ma quello che mi ha impressionato di più è stata la larghezza del nuovo ponte, a occhio più di 20 metri, sostanzialmente analoga a quella dell’attuale ponte alla Fortezza, con una carreggiata di almeno 4 corsie, oltre a un passaggio pedonale laterale. Anche un profano comprenderebbe che un manufatto di questo tipo può causare pericoli maggiori rispetto alla situazione precedente. E’ evidente che un manufatto largo almeno dieci volte quello abbattuto e posto in posizione più bassa rispetto al letto del torrente compromette potenzialmente molto di più il decorso dell’acqua in caso di piena improvvisa del Mugnone. Le foto che ho scattato sono eloquenti.

 

Come dicevo credo che le foto riportate qui sopra siano eloquenti, ma lascio il giudizio anche ai lettori. Indubitabilmente il nuovo ponte è stato progettato in funzione del volume di traffico che dovrà sopportare quando l’altro ponte, alla Fortezza, sarà chiuso per consentire i lavori della linea 3 della tramvia. Siamo sicuri, e lo dovrebbero essere in primo luogo gli amministratori, che le esigenze del traffico siano state subordinate a quelle della sicurezza? L’assessore Giorgetti, confortato dal parere dei suoi tecnici, assicura che tutto è stato ben pianificato. I Comitati di cittadini, come quello 20 gennaio e gli altri che si battono per una migliore costruzione della tramvia, sostengono di no, anch’essi supportati dal giudizio di tecnici qualificati. E anch’io, per quanto possa valere il mio giudizio, concordo. Forse non sarebbe male che l’amministrazione, per maggiore tranquillità di tutti, desse ascolto a chi pone problemi che riguardano la sicurezza di tutti.

 

Quel ponte sul Mugnone: ecco i rischi

Fonte: Perunaltracittà
Di: Deanna Sardi, Associazione Piazza della Vittoria

Lavori sugli argini del Mugnone

Il Mugnone, “torrente maledetto”, ha segnato la storia della città di Firenze in modo molto profondo. Non si direbbe guardando distrattamente il piccolo, innocuo corso d’acqua ancora vivo faunisticamente per la presenza di uccelli acquatici: germani, garzette, gallinelle d’acqua e perfino aironi. Dall’epoca romana ai giorni nostri è stato oggetto di deviazioni e di usi più o meno compatibili con la sua natura, ai quali si è parzialmente opposto continuando a serpeggiare verso il centro della città sotterraneo e insidioso, puntualmente straripando dall’alveo impostogli in vari prevedibili punti. Ultimamente tuttavia l’appropriazione del torrente da parte di vari soggetti ne ha aumentato enormemente la pericolosità.

Il progetto del nuovo ponte

Qualcuno c’è ancora che può raccontare la storia dell’alluvione del 1959. Allora il torrente straripò solo dalla sponda destra, lasciata a piano di campagna, irrompendo nell’area XX Settembre – Romito, mentre la sponda sinistra, area Milton, fu preservata dalla spalletta in muratura che correva lungo tutto l’argine. Più presente nella memoria l’alluvione del 1992. Allora anche la parte sinistra del torrente fu invasa dall’acqua, che era rimasta bloccata dalla spalletta fino all’altezza della passerella pedonale, costruita davanti alla Chiesa russa nei primi anni ’60. Dall’apertura dell’argine sulla passerella l’acqua poté entrare impetuosa. Di nuovo una minaccia di straripamento c’è stata nel 2012. Alle Cure l’acqua arrivò a lambire i due ponti per l’alta velocità, in zona Puccini venne sospeso lo spettacolo al teatro e gli abitanti della zona furono messi in allerta dai vigili…che andavano di casa in casa a suonare i campanelli. Allora il Segretario Generale dell’autorità di Bacino promise che gli affluenti dell’Arno e fra essi il Mugnone sarebbero stati oggetto della massima attenzione e che se ne sarebbero “rimodellati gli argini”.
Di questa attenzione ce ne sarebbe stato impellente necessità. Infatti in questi ultimi anni il torrente è stato oggetto di una serie di interventi che non hanno niente a che vedere con la sua messa in sicurezza. Partendo a monte del torrente, nel 2007 in zona Cure, all’altezza di via del Pellegrino, sono stati ricostruiti i già menzionati ponti per adeguarli alle esigenze dell’Alta Velocità; in via Gordigiani il torrente è stato sagomato con pareti perpendicolari al piano di scorrimento, per renderlo idoneo alla messa in sicurezza della la Stazione Foster, scavata ben al di sotto del suo alveo. Nel 2013 è stato demolito e realizzato un nuovo ponte al Barco, interessato dai cantieri RFI.

Le fondamenta del nuovo ponte

Non abbiamo visto invece interventi finalizzati alla manutenzione e al rimodellamento degli argini allo scopo di mettere in sicurezza il torrente dagli straripamenti ordinari e da quelli straordinari dovuti al cambiamento del clima: le cosiddette “bombe d’acqua”. Si nota invece che da monte a valle l’alveo del Mugnone è stato strozzato o ampliato esclusivamente per interessi particolari.
Attualmente, ancora una volta per ragioni del tutto estranee alla messa in sicurezza del torrente, è stata abbattuta la passerella pedonale davanti alla Chiesa russa, costruita già fuori norma nel 1962 e che fu la causa della catastrofe del 1992, per costruire al suo posto un nuovo ponte in acciaio e cemento.
Come si può notare la storia si ripete, dando ancora una volta ragione alla visione ciclica di G.B. Vico. Dopo l’alluvione del ’59 infatti fu costruita la pericolosa passerella del ’62, dopo l’alluvione del ’92 e la minaccia del 2012, sarà costruito il ponte del 2014. Il passato si ripete, ma la memoria sembra non essere una prerogativa di chi ha l’arroganza di credersi impunibile e tratta la città come un oggetto in vendita, come un oggetto redditizio e vuoto. Infatti le istanze, le preoccupazioni dei suoi abitanti non sono tenute in alcuna considerazione. Quest’ultimi sono stati ignorati del tutto dalle ultime amministrazioni nelle scelte vitali riguardanti la città. Per fare qualche esempio:

  • referendum sulle tranvie: ignorato;
  • osservazioni dei cittadini al piano strutturale: ignorate;
  • rifacimenti completi e modificazioni profonde degli arredi urbani, delle strade, delle piazze, fra l’altro sulla base di progetti scadenti e opinabili, eseguite all’insaputa degli abitanti.

Danni provocati dal Mugnone

Trasparenza e partecipazione sono state e sono tutt’ora solo parole, elemento di cui in questo momento c’è tanta, troppa abbondanza. Di fronte a questa visione privatistica della città, gli abitanti hanno dovuto organizzarsi in comitati e associazioni per cercare di farsi ascoltare e per divenire visibili.
Adesso il comune si palesa addirittura più superficiale e più megalomane rispetto alla costruzione della vecchia passerella pedonale: il nuovo ponte sul Mugnone prevede infatti quattro corsie di marcia veicolare e due marciapiedi pedonali, per una larghezza complessiva di 18 metri, rispetto ai 2 della passerella. Anche per l’apertura dell’argine, che costeggia il torrente dalla parte di viale Milton, non si guarda al centimetro. Per il nuovo ponte sono stati demoliti 20 metri di parapetto. E pensare che nel 1992 il torrente fu capace di straripare dai 2 metri di apertura di allora.
Per avere un quadro completo e non peccare di parzialità bisogna anche dire che il nuovo ponte viene presentato come di tipo Bailey e a carattere provvisorio. Infatti verrà smontato fra tre anni!
A questa ennesima provocazione dobbiamo rispondere che questa non è la verità:

  • intanto il ponte non è un Bailey, non si usano più quel tipo di ponti, non se ne fanno più, al massimo si vendono quelli rimasti in magazzino;
  • il vero Bailey del Galluzzo è ancora lì dopo 20 anni;
  • il nuovo ponte sarà istallato su delle fondamenta, eseguite in cemento armato per tutta la larghezza del ponte, cioè per 18 metri, che non si sbaglia a definire stabili e definitive;
  • il nuovo ponte sarà in acciaio e cemento, idoneo quindi a sopportare il peso del traffico su 4 corsie di marcia, compresi autobus, camion, etc.;
  • il progetto del ponte ha caratteristiche strutturali e sismiche di tipo definitivo.

La provvisorietà quindi non è una caratteristica intrinseca al ponte, ma è la parolina magica per mezzo della quale la Soprintendenza ha ritenuto di poter autorizzare il nuovo ponte. Ponte che è esteticamente intollerabile come quello inaugurato al Barco nel 2013 ed è sopratutto estremamente pericoloso.
La pericolosità deriva da tre motivi fondamentali. Uno è, come abbiamo detto, legato all’apertura del parapetto, che svolgeva la funzione di impedire l’esondazione del torrente, da viale Milton, attraverso i Viali di Circonvallazione, verso il centro della città. Non dimentichiamo che proprio nel punto dove è stata eliminata la spalletta c’è la bella chiesa russa, patrimonio sotto tutela, con la sua preziosa cripta sotterranea finemente pitturata.
L’altro motivo di pericolosità lo denuncia il progetto stesso, che ci mostra un ponte a raso. Giova ricordare che per i ponti di nuova costruzione la normativa richiede un franco (cioè la luce libera tra il pelo dell’acqua e l’intradosso del ponte nella condizione più sfavorevole degli ultimi 200 anni) di 100 cm. Nel caso del ponte in oggetto il fronte è…. sotto il pelo dell’acqua.
Il terzo motivo dipende dal fatto che “il tutto va inserito in un contesto globale in cui intervengano più soggetti”,(cfr. Nota). Prima del nuovo ponte il comune doveva risolvere la strozzatura presente prima della Rampa Spadolini, dove il torrente è stato intubato.
Finalmente ci siamo arrivati al punto nevralgico: il progetto o meglio il non progetto. Neppure nella doccia di casa propria uno si sognerebbe tanta superficialità. Ma attenzione, non c’è di che preoccuparsi: è pronta una soluzione in caso di evento eccezionale. C’è la Protezione Civile che sopraggiungerà a rimediare a ciò che non è stato fatto o è stato fatto male. L’ha detto il sindaco Nardella in consiglio comunale, l’hanno detto Erasmo de Angelis e Gaia Checcucci sempre in consiglio nella agiografica e sempre retorica commemorazione dell’alluvione del ’66, la prima epopea in cui sono apparsi all’onore delle cronache gli angeli del fango. Come funzionerà esattamente?
Ebbene, alla prima manifestazione di irruenza da parte del Mugnone, dell’Africo, del Terzolle, la Protezione civile provvederà ad avvertire telefonicamente i dirimpettai del torrente in questione, che in qualunque ora ciò si manifesti, cercheranno riparo presso i fortunati dei piani alti. Ci viene il dubbio che la Protezione civile disponga delle centraline degli antichi Telefoni di stato. Tutti, neonati, anziani, malati, invalidi, più o meno bene si metteranno in salvo. Passato il primo momento, alcuni si accorgeranno però di non poter rientrare nelle proprie abitazioni, perché i divani sono sotto il fango e la cucina è inagibile. Andare dai parenti sembra improbabile perché le automobili sono alluvionate e ammucchiate una sull’altra dalla violenza della corrente. I negozi coi relativi arredi, merci e macchinari sono anch’essi sotto al fango e sostanzialmente irrecuperabili. Non vi si può più svolgere la normale attività lavorativa fino al recupero del fondo e al reinvestimento in materiali.
Questa non è una visione catastrofica e pessimistica: molti di noi ci sono già passati e sanno come è duro perdere i propri beni e dover ricominciare. Il peggio è che molto spesso ci vanno di mezzo anche vite umane. Quello che è accaduto e sta accadendo a Genova, a Massa e nel nord d’Italia è frutto degli interventi umani. Possiamo dunque sorvolare sulla cecità, superficialità e ottimismo, anch’esso termine abusato ultimamente, dell’amministrazione? E per ultima cosa veniamo alle motivazioni per le quali si costruisce questo ponte che Ripetitori autorizzati dall’amministrazione dichiarano provvisorio, mentre nel progetto di Viabilità Definitiva del comune risulta con chiarezza permanente. Anzi, in questo progetto, costituisce l’asse portante della viabilità veicolare dopo che il ponte su via dello Statuto sarà impegnato prevalentemente per il passaggio della tranvia. Ne è il necessario e fondamentale corollario.
Direi che è un effetto collaterale della discussa tranvia, di questa Grande Opera Inutile, calata dall’alto come un pacco paracadutato, su un ambiente assolutamente non adatto a riceverlo. E allora si forza, si demolisce, si rosicchia, si scava, si cementa, con finalità che appaiono incomprensibili ai cittadini e con azioni che stanno al di là delle logiche di tecnici esperti.

Nota. L’ing. Cavina ha anche affermato: “Un altro punto nevralgico dello studio è il passante del Mugnone, per ottemperare alla richiesta del Provveditorato alle Opere Pubbliche di risolvere la strozzatura di via del Romito. Se io risolvo solo il problema puntualmente non ho dato una vera soluzione. Il tutto funziona qualora ognuno abbia fatto i propri doveri: quindi il Comune abbia ottemperato a risolvere le strozzature di sua competenza, le FS le loro, gli alvei del Mugnone e del Terzolle siano stati risistemati. Se risolvo la strozzatura, ma la sezione di valle non è atta a ricevere l’acqua che gli mando da monte allago i cittadini che stanno subito dopo. Quindi il tutto va inserito in un contesto globale in cui intervengano più soggetti”.

Amato (M5S), “Il comune sottovaluta il rischio idraulico per il ponte sul Mugnone”

Fonte: La Gazzetta di Firenze

La consigliera del MoVimento 5 Stelle Miriam Amato interviene sul rischio idrico, sul giardino Nidiaci e sui percorsi formativi e d’inserimento lavorativo per i minori in affido. “L’Autorità di Bacino ha allertato circa le conseguenze inerenti, il rischio idrico per i torrenti Affrico, Mugnone, Terzolle, Mensola, Ema e Greve. La risposta del tutto insufficiente dell’Assessore Gianassi, che invita a leggere il sito dell’Autorità Idrica, senza neanche rendersi conto che, nella mia domanda, riporto esattamente la problematica che la stessa Autorità, appena citata, ha denunciato qualche giorno fa. Un allarme che, evidentemente, non è raccolto. Inutile, anche, porre l’accento che, i cittadini invece sono allarmati, così chi vive a ridosso del Mugnone, si preoccupa di cosa potrebbe accadere, nel caso in cui la così detta “bomba d’acqua”si abbattesse su Firenze. I cittadini – prosegue la consigliera Amato – si preoccupa per il parapetto che, lungo il torrente, verrà eliminato per dar spazio al nuovo ponte carrabile, previsto dal progetto per la Tramvia. I Dubbi riguardano anche i sottopassaggi di viale Milton e di viale Strozzi, in progetto, che in tal caso diventerebbero delle gabbie d’acqua. Il loro allarme è anche il nostro giacché le risposte ricevute in aula non sono sufficienti, anzi sembrano sminuire questa preoccupazione e anche l’allarme lanciato dall’Autorità di Bacino stessa. Sorvolando anche, sul dato oggettivo, che i lavori per la stazione Foster, creano una diga alla falda acquifera.
Dopo le polemiche di questi ultimi giorni sulla pericolosità del ponte sul Mugnone è arrivata una ruspa che ha iniziato ad abbassare il letto del fiume tirando fuori il muro a secco che divide alveo del Mugnone dal camminamento. Un muro antico.

Ci piacerebbe saper – afferma un rappresentante dei residenti- sapere se queste terre di scavo sono controllate e dove vanno a finire. Senza controllo?”
Ieri il comitato ha consegnato agli automobilisti che transitavano su via XX settembre un documento che racchiude le problematiche per il rischio idraulico relativamente ad una eventuale Bomba d’acqua.  Tre i concettibase.

  1. Le spallette del nuovo ponte rappresentano un ostacolo allo scorrere dell’acqua in caso di piena considerando che la spalletta del fiume verrà abbattuta per circa 30 metri.
  2. L’attuale passerella pedonale verrà abbattuta e non potrà più essere rimessa in opera.
  3. Accanto al ponte Bailey verrà realizzato un sottopasso che vista l’eliminazione della spalletta a pochi metri di distanza rappresenta una trappola per il traffico in caso di esondazione.

La sirena di Nardella 

“Secondo quanto letto sulla stampa – dicono i rappresentanti del comitato – Nardella ha annunciato che coloro che si troveranno in macchina pronti ad imboccare il sottopasso di viale Milton sarà in funzione una sirena che gli avvertirà di tornare indietro”.
La cosa è abbastanza difficile da mettere in pratica perché viale Milton è a senso unico e vi immaginate il caos che verrà fuori con le auto che tornano indietro “causa sirena” e quelli che vanno avanti non essendo a conoscenza della “sirena”.

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