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Firenze, Nidiaci: aperta indagine sul cambio di destinazione d’uso dei giardini

Fonte: Contoradio

Sono stati avviati degli accertamenti dalla procura della Repubblica sul cambio di destinazione d’uso di un’ex area verde del centro storico di Firenze.

Il Giardino Nidiaci è stato chiuso nel 2012 quando era sindaco Matteo Renzi: nel terreno adesso c’è un cantiere per realizzare appartamenti nella ex ludoteca per bambini. La procura ha aperto un fascicolo d’indagine senza specificare, al momento, né titolo di reato né persone indagate.
La chiusura dei ‘Nidiaci’ già a suo tempo provocò numerose e continue proteste da parte dei residenti, organizzati in comitati, perché è l’unica area verde in una zona del centro che ne è fortemente sprovvista e perché, è stato ricordato, la Croce Rossa nel 1920 donò il giardino al Comune col vincolo di farne un’area con attività per bambini. Ma ora non è più così.

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Speciale Giardino Nidiaci: Firenze ingrata dimentica tutto, anche Bartlett

Fonte: Nove da Firenze

Domenica 24 maggio è prevista una “Progettazione partecipata” con i bambini e le famiglie per la valorizzazione del Giardino Nidiaci nel rione di San Frediano. In Via d’Ardiglione 30 il programma di “Oltrefesta!” prevede dalle ore 15,30 alle 17,30 giochi e attività con i bambini e alle ore 17,30 merenda per grandi e piccini con mostra e presentazione del progetto.
Miguel Martinez, presidente dell’Associazione Amici del Nidiaci dichiara a Nove da Firenze: “Non troviamo accettabile quello che è accaduto. Ci sentiamo traditi dalle promesse non mantenute tra le quali quella che nulla sarebbe stato deciso senza prima informare la cittadinanza, mentre ad oggi invece non sappiamo proprio nulla. Abbiamo provato a chiedere notizie sull’accordo, ma non ci è stato detto niente”.
Questa vicenda povera di virtù, appare invece ricca di principio: una città non può dimenticarsi del bene pubblico, specie se frutto di una donazione privata. Questa l’accusa peggiore rivolta all’Amministrazione fiorentina che per salvare il salvabile rischia non salvare se stessa e la sua storia.
Dopo aver ripercorso le fasi di questa vicenda c’è una domanda che vorremmo proprio fare a Miguel: lo abbiamo chiamato e continuiamo a chiamarlo Giardino Nidiaci.. ma il vero tradito in questa storia, non è forse Edward Otis Bartlett? Il Colonnello della Croce Rossa Americana, innamorato di Firenze, ha usato Lire 150.000 per acquistare con regolare compravendita un bene destinato a San Frediano.
“Non lo abbiamo mai chiesto in modo ufficiale – risponde Miguel -, ma dopo aver seguito questa vicenda ed aver scoperto le origini di questa storia,vorremmo tanto che il giardino si chiamasse Bartlett. Merita molto più questo nome rispetto ad altri. Immagino il primo Nidiaci come un idealista responsabile delle opere sociali che si creavano in tempo di guerra, persona degna di stima, però non è lui che nei fatti ha scelto di donare il bene alla collettività. Vorremmo che un giorno il buon Bartlett avesse un degno riconoscimento dalla città di Firenze”.
Colonnello Bartlett, ci perdoni. Come se avessimo accettato.
“Edward Otis Bartlett, the commissioner of the American Red Cross who, in 1920, had Palazzo Santarelli and its garden bought for the population of San Frediano, with Red Cross funds, leaving implementation of the deed in the hands of his friend, the antiquarian Carlo-Matteo Girard and the lawyer, Umberto Nidiaci.
Graduated Brown 1891. Was a speaker at commencement and his names stands first in the list of special honors for 1891. German, Married 6/17/1897 to Louise Chapin Ward, daughter of r. and Mrs. Henry Sanford Ward. Major Edward O. Bartlett was decorated with the Knight of the Italian Crown for service under the Red Cross in Italy. E.O. Bartlett Jr began his career in Italy as a volunteer driver for the American Field Service (entering in October 1915), before moving on to the Red Cross.” (Fonte AFS)

Il giardino ‘regalato’ da Matteo e Nardella all’uomo di Dell’Utri

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Di: Davide Vecchi

E Nardella regala il tesoro di Firenze all’amico di Dell’Ultri
I Giardino dei Nidiaci è stato ceduto all’imprenditore che aveva venduto una casa alla sorella del sindaco

Lo chiamano “deserto per ricchi”. E’ il giardino pubblico Nidiaci. O meglio: era. Perché è stato chiuso dal Comune nel 2012 e oggi è un cantiere. Era un’area verde a poche centinaia di metri dal centro di Firenze, l’unica.
Era un parco per bambini immerso tra condomini. Un polmone verde con una ludoteca e un centro anziani sulla quale ha messo le mani un immobiliarista: Salvatore Leggiero.
Al posto di mamme e passeggini ci sono operai e ruspe. Eppure era stata ceduta a Palazzo Vecchio nel 1920 dalla Croce Rossa americana con il vincolo di destinarla all’attività  per l’infanzia. E per oltre cinquanta anni l’accordo è stato rispettato. Poi la trasformazione. Per mano di
Leggiero, aiutato dall’immobilismo di Palazzo Vecchio, giunta Renzi prima e Nardella poi. Lo scrive nero su bianco in ben due sentenze il tribunale di Firenze, certificando l’inefficacia e l’azione tardiva del Comune per riappropriarsi del bene pubblico.
Sì perché Renzi ha chiuso il giardino nel 20121 e Nardella se n’è interessato solo nel maggio 2014, in piena campagna elettorale. Un tempismo casuale. Ma non è l’unico caso della vicenda. Ce n’è un altro: Leggiero nel 2008 ha venduto un’abitazione a Sveva Nardella, sorella del sindaco. Un appartamento in borgo San Frediano di cui oggi godono l’usufrutto i genitori del sindaco, Umberto e Flora. Una coincidenza.
Chi è Leggiero? Un imprenditore. Sbocciato giovanissimo in Publitalia ha avuto più società  e incarichi che anni di vita: 55 a 50. Per lo più società immobiliari. Amico di Marcello Dell’Utri è rimasto in rapporti stretti con Miranda Ratti, moglie dell’ex senatore, tanto da essere tra le poche decine di amici stretti coinvolti nell’acquisto di una pagina sul Corriere in difesa di Dell’Utri condannato in via definitiva a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
Nel 2009 Leggiero acquista i condomini che circondano il giardino per 2.450 metri quadrati a terra a circa 1,5 milioni di euro. Compresa la ludoteca. Proprietari erano gli eredi di Umberto Nidiaci, caduti decisamente in disgrazia tanto che i palazzi stavano andando all’asta perché gravati da ipoteche o pignorati da Equitalia.
Acquistata l’intera area – oggi gli appartamenti di pregio sono in vendita a un prezzo compreso tra i sei mila e gli otto mila euro a metro quadro – Leggiero nel 2011 inizia i lavori di ristrutturazione. E allarga i propri confini nel giardino installando una rete di recinzione e privandone i bambini di una parte, compresa la ludoteca.
I residenti invocano l’intervento del Comune. Prima quello del sindaco Renzi.  L’oggi premier chiuse il giardino ma rassicurò: “Il mantenimento del Nidiaci è per questa amministrazione una priorità  assoluta e irrinunciabile”. Proseguì: “Conosciamo la carenza di verde pubblico in quella zona e siamo convinti del diritto dei bambini di avere spazi di libertà come i Nidiaci”. E concluse garantendo fermezza: “O si raggiunge un soddisfacente accordo con la proprietà  o si procede all’esproprio dell’area, stante l’evidente interesse pubblico”.  Era il 27 settembre 2011.
Il giardino è rimasto chiuso fino alla primavera 2013 quando, riunite in associazione, oltre duecento famiglie riescono a raggiungere un accordo con il Comune per avere accesso ai Nidiaci. Entrano e scoprono la recinzione, la ludoteca ormai inglobata e trasformata in un condominio di lusso, il resto del giardino usato per far passare ruspe e accatastare materiale. Insomma: un cantiere. Partono le denunce. Prima a Palazzo Vecchio. Senza risposta. Poi ai giornali locali. Anche attraverso un sito del comitato Oltrarno Futuro. La prima pubblicazione è del 13 febbraio 2013.
Iniziano le interrogazioni in consiglio comunale in particolare de Tommaso Grassi. Tutto senza risposta. Si arriva alla primavera 2014, tempo di elezioni. Renzi è andato a Palazzo Chigi lasciando la città in eredità a Nardella che a maggio si presenta in Oltrarno.
“Il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso, ora però dobbiamo essere ovviamente più incisivi, e cioè quello di rientrare in possesso della Ludoteca e del giardino”, dice. “Utilizzeremo tutti i mezzi immaginabili”, aggiunge. “Abbiamo perso tempo, abbiamo perso anche una buona parte di credibilità”, ammette. Ma garantisce: “Se si presenta un braccio di ferro, noi un braccio di ferro lo facciamo fino in fondo”. Anche attraverso “un vero e proprio esproprio nell’interesse della pubblica utilità” perché “per noi questo è un obiettivo” quindi  dobbiamo “trovare gli strumenti giuridici, che ci consentano di raggiungere questo obiettivo”.
Ai dubbi espressi dai presenti, che conoscono bene la vicenda, garantisce: “Ci sono una serie di strade che abbiamo imboccato; “prima con le buone e se con le buone maniere non è possibile, useremo tutti gli strumenti della legge, sposiamo al cento per cento la vostra esigenza, al cento per cento”.
Era il maggio 2014. A distanza di un anno Nardella ha firmato la resa definitiva a Leggiero: a inizio aprile 2015, con l’assessore all’urbanistica Elisabetta Meucci ­ oggi candidata alle regionali nelle liste del Pd con Enrico Rossi e fortemente sostenuta da Luca Lotti e Francesco Bonifazi ­ ha siglato la revoca di tutti i vincoli a uso pubblico dell’area e variato il piano regolatore permettendo la realizzazione anche di parcheggi interrati. In pratica nella parte di giardino di cui si è impossessato Leggiero sorgeranno dei garage.
Contattato dal Fatto Nardella garantisce di “non aver mai conosciuto né parlato né visto Leggiero”. E di non sapere che avesse venduto una casa ai suoi familiari. “Si tratta di una coincidenza, niente di più”.
Sul giardino, infine, annuncia: “valuteremo ogni possibile azione legale in difesa dei Nidiaci”.
Ma i residenti non ci credono più. Giulia Landi, una delle mamme del giardino, ricorda: “Era un posto bellissimo, anche perché qui di verde ce n’è punto, era il cuore del quartiere”. La chiusura “per noi è stato uno schiaffo e potete immaginare come ci siamo rimaste noi mamme a vedere tutta l’area trasformata in un deserto per ricchi”. Ormai è di Leggiero. Per il ritardo con cui ha agito il Comune.”

Un appello da chi vive il Nidiaci

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che l’associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus ha inviato a tutto il Consiglio Comunale.

Ai consiglieri del Comune di Firenze
In questi giorni, sarete chiamati a votare sull’area detta “il Nidiaci”.
Prima di farlo, vi chiediamo di leggere queste nostre parole.
Noi siamo l’Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus, che riunisce circa 200 famiglie di San Frediano e Santo Spirito, che frequentano o hanno frequentato l’area Nidiaci – un numero molto più alto di individui se pensiamo come l’accompagnamento dei bambini venga spesso diviso tra genitori, nonni, zii.
La nostra non è quindi un’opinione tra le altre: rappresentiamo la totalità delle persone che usufruiscono dell’area e abbiamo stabilito profondi rapporti con tutte le altre realtà del quartiere, dalla parrocchia alle associazioni di volontariato alla “Parte Bianca”. E abbiamo dimostrato, crediamo, costanza, impegno e lunga memoria.
Il 24 novembre scorso, siamo stati convocati a Palazzo Vecchio, dove ci hanno annunciato una proposta di accordo con la proprietà, che implica in sostanza che il privato pagherà se stesso per costruire un edificio in un angolo del giardino, che poi restituirà alla comunità; in cambio il Comune modificherà il regolamento sui parcheggi interrati e toglierà i vincoli su tutta la proprietà, che uscirà così, dopo cento anni, dall’uso pubblico. La ludoteca di Via Maffia verrebbe poi chiusa e trasferita in questo nuovo edificio.
Noi non abbiamo mai sentito l’urgenza di avere una ludoteca a tutti i costi in quell’area: ne abbiamo già due ottime e vicine, in Via Maffia e al Gasometro (sappiamo riconoscere perfettamente anche quando il Comune fa qualcosa di buono).
Crediamo poi che sarebbe profondamente diseducativo per i nostri figli assistere alla costruzione di un’ennesima palazzina dentro un giardino storico.
Per tutti noi, l’area è soprattutto il bosco riparato dei bambini, in un quartiere poverissimo di verde. E il punto più bello e storico di questo verde è esattamente lo spicchio che la proprietà intende restituire alla comunità e dove si vorrebbe costruire l’edificio.
E’ lì che si trovano i basamenti delle statue di Emilio Santarelli e soprattutto un platano e un meraviglioso tasso, la cosiddetta “guglia d’Ardiglione”, con la sua chioma a tettoia che copre un diametro di circa 14 metri.
I nostri agronomi stimano l’età di entrambi a circa 150 anni, e tutte le generazioni del quartiere sono cresciute all’ombra di quegli alberi.
Sono alberi insostituibili e completamente diversi da tutti gli altri del quartiere.
Sulla sorte di questi alberi, è stata presentata un’interrogazione in Consiglio Comunale, ma l’assessore competente si è allontanata dall’aula prima di rispondere, per cui non sappiamo quale destino preveda l’amministrazione per loro.
Sull’opportunità di accettare la proposta dell’Amore e Psiche Holding, rinunciando a uno secolare bene pubblico, si possono avere idee diverse da quelle che ha un quartiere sceso in piazza in massa il 10 gennaio scorso per difendere quel bene pubblico.
Ma chiediamo a tutti, di maggioranza o di minoranza, di porre nero su bianco la necessità di salvaguardare quell’angolo del giardino e i suoi alberi, anche visto che nell’area ci sono immobili di proprietà del Comune dentro il giardino che necessitano di ristrutturazione e potrebbero essere destinati a un uso più congruo di quello attuale.
Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus

Piazza del Carmine, addio alle macchine

Fonte: La Repubblica Firenze 9/11/2013
Di: Massimo Vanni

Rivoluzione in Oltrarno, l’annuncio del sindaco. L’operazione all’inizio del 2014
Il sindaco deciso a intervenire senza aspettare quello sotterraneo

Fuori le auto da piazza del Carmine. Senza neppure aspettare il previsto parcheggio sotterraneo, tanto osteggiato dai residenti. Fuori subito, a partire dai primi giorni dell’anno. Dopo la Befana. Quando scatterà la pedonalizzazione del Ponte Santa Trinita e anche la rivoluzione dei lungarni e dell’Oltrarno. Ad annunciarlo, il sindaco Matteo Renzi nella Enews diffusa ieri sera.
«ADESSO una fase di ascolto in città e con i comitati, alcuni dei quali sono professionisti della critica: poi si parte. E confermo l’impegno per liberare piazza del Carmine dalle auto». Scrive così il sindaco nella Enews, usando la parola «confermo». Che però annuncia la sorpresa dei tempi. Perché se fino ad oggi, l’idea di togliere le 200 e passa auto oggi parcheggiate davanti alla Chiesa del Carmine e alla Cappella Brancacci contenente gli affreschi di Masaccio era legata al progetto del parcheggio sotto la piazza, adesso è legata alla pedonalizzazione del Ponte Santa Trinita. Slittata dal 10 novembre prossimo a dopo le feste.
Lo sfratto delle auto potrebbe in realta arrivare alcuni giorni dopo il Ponte Santa Trinita e i cambi di circolazione previsti per i lungarni e per l’Oltrarno. Ma a Palazzo Vecchio si stanno ormai studiando le soluzioni alternative per le auto dei residenti: sulla scrivania del sindaco ci sono tre ipotesi diverse. Anche se, qualunque sarà la decisione finale, sembra ormai chiaro che per recuperare e riservare posti auto ai residenti sfrattati dal Carmine verranno cancellate molte delle strisce blu della zona. Cioè molta dell’attuale sosta a pagamento.
Nell’ultimo scorcio Renzi pare del resto deciso a puntare di nuovo sulle pedonalizzazioni che proprio all’inizio del suo mandato (piazza Duomo anzitutto) gli avevano regalato tanta visibilità. Collegate comunque a rivoluzioni della circolazione. Perché la chiusura al traffico del Ponte Santa Trinita, per la quale non c’è ancora una data esatta, si porta dietro anche l’inversione dei sensi per via Romana e via Maggio da una parte e via de’ Serragli dall’altra. Quest’ultima non servirà più ad uscire dal centro, ma come ingresso. Mentre i lungarni, una volta eliminato l’attuale giro dei ponti, correreanno in senso inverso: quelli dalla parte del centro dal Ponte Vecchio in direzione di piazza Goldoni, quello d’Oltrarno dal ponte Vespucci fino a via Maggio e poi Borgo San Jacopo.

23 ottobre Consiglio di Quartiere 1: “Mobilità in Oltrarno”

MERCOLEDI’ 23 OTTOBRE alle ore 20,30
alla sala delle Leopoldine in Piazza Tasso
è convocato dal Quartiere 1 un CONSIGLIO DI QUARTIERE, in seduta pubblica APERTO alla cittadinanza,
con all’ordine del giorno: “MOBILITA’ IN OLTRARNO”.

Nel Consiglio di Quartiere aperto c’è DIRITTO DI PAROLA E DI INTERVENTO per tutti i cittadini.
Il tema della “mobilità” è determinante per la qualità della vita in Oltrarno e comprende:

  • il NO al parcheggio interrato in Piazza del Carmine e le proposte e i progetti alternativi
  • la richiesta ZTL 24 ore su 24 x 7 gg.
  • la richiesta di un servizio pubblico entro le mura, fornito esclusivamente con bussini elettrici o ecologici,
  • la soluzione dei problemi di traffico ed inquinamento in Via Romana, Via dei Serragli, Borgo San Frediano,
  • la vigilanza per il rispetto del limite 30 Km. orari entro le mura
  • la richiesta di un ramo della tranvia da Paolo Uccello a Porta Romana ed oltre…
  • la verifica delle conseguenze della riorganizzazione della ZTL e della pedonalizzazione di Piazza Pitti
  • lastricare (e pedonalizzare…) piazza de’ Nerli?… o piuttosto Piazza del Cestello?
  • – (…) 

PARTECIPIAMO NUMEROSI

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