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Intervista sul convegno centrali a biogas: nel Parco della Maremma

Pubblichiamo le interviste di Radio Toscana Web sul convegno che si è tenuto ad Alberese il 28 giugno sul tema delle Centrali a biogas: quale futuro per il Parco della Maremma?

Fonte: Radio Toscana Web

Intervista a Maria Rita Signorini, Membro della Giunta Nazionale di Italia Nostra e del Gruppo Energia

Intervista a Michele Corti, Docente di Zootecnia all’Università di Milano, Presidente del Coordinamento Nazionale No biogas no biomasse

Salviamo dalle perforazioni il masso delle fanciulle

Fonte: Il Tirreno
Di: Francesca Suggi

Volterra. Quasi mille firme per fermare quello che gli ambientalisti definiscono uno scempio. Una violazione di quel polmone incontaminato che è la riserva naturale del Berignone con il tesoro naturalistico del masso delle fanciulle e degli specchi, ovvero il mare sottocasa per chi abita tra Volterra, Pomarance, Casole d’Elsa.
Lo spettro che stanno combattendo i Comitati Difensori della Toscana, Toscana Terra Pulita e le l’associazioni Casole Nostra e Ecomuseo Borgo La Selva è costituito dalle perforazioni esplorative che saranno fatte in zona da parte della gesto Geothermal Italy srl, branchia italiana della portoghese Gesto Energy: si cercano fluidi prossimi ai duecento gradi (vapore o acqua calda). I rappresentanti della società, in una riunione pubblica tenutasi a Pomarance, non hanno negato che se le ricerche andassero a buon fine, all’orizzonte potrebbe profilarsi il progetto di una centrale elettrica a emissioni zero.
«La presenza di turisti durante tutto l’anno in questa zona meravigliosa rappresenta pure un’importante risorsa economica», sottolineano i promotori della petizione on line (sito www.change.org) che sarà inviata al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
«Se le prove di produzione avranno successo – si dice ancora, con tono allarmistico – verranno realizzati progetti che distruggeranno irreversibilmente quest’area incontaminata». E si chiude: «Chiediamo alla Regione di revocare l’autorizzazione ad un’attività che darebbe il via alla distruzione di questo paradiso e che l’autorizzazione agli impianti venga negata».

Abruzzo. Impianto eolico nel “corridoio dell’orso”: il Parco contro il progetto

Fonte: Prima da noi

Altro progetto contestato in dirittura di arriva al comitato via della Regione

Il prossimo 11 febbraio la Commissione VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) esaminerà, per l’ennesima volta, la realizzazione di un grande Parco Eolico Industriale in località Carrito, Monte Parasano e Colli Aschi nel Comune di Ortona dei Marsi.
Il Progetto occupa una superficie di circa 330 ettari e prevede l’installazione di 11 aerogeneratori di altezza di 135 metri per una potenza di 1,8 MW cadauno e per un totale di 198,8 MW.
L’area interessata si pone tra i 1100 e i 1400 metri di altitudine, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico.
Per la realizzazione dell’impianto sono previsti 15.700 metri di adeguamento di strade sterrate e 7.100 metri di tracciati ex novo, con larghezza minima di 5 metri proprio nelle aree di crinale oltre alla realizzazione di circa 28.000 metri di condotto che giungeranno alla cabina di Collarmele.
Tutto questo nell’importantissimo “corridoio ecologico” utilizzato dall’orso marsicano nei suoi spostamenti tra il Parco Nazionale e il Parco Regionale del Sirente Velino e in piena Area interessata dal famoso PATOM – Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano.
L’Ente Parco ha subito espresso la propria opposizione scrivendo il 6 agosto 2013 alla Regione e al Ministero dell’Ambiente.
L’opposizione dell’Ente è stata poi confermata con nota del 3 dicembre 2013 inviata direttamente alla Commissione VIA e successivamente ribadita, con nota del 14 gennaio scorso, consegnata direttamente alla Commissione dai tecnici del Parco intervenuti nella riunione dello stesso giorno.
In previsione della riunione dell’11 febbraio l’Ente Parco ha ulteriormente espresso il proprio parere negativo con nota del 6 febbraio.
L’auspicio del Parco è che «il Progetto non venga approvato e l’impattante intervento evitato, salvaguardando così un corridoio ecologico di primo livello per l’Orso marsicano e rispettando, da parte della Regione, gli impegni assunti in sede di PATOM».
Non è dato sapere –spiega ancora il Parco- se oltre all’intervento del Parco Nazionale e a quello del Parco Regionale anche contrario, altri firmatari del PATOM, compreso il Ministero, siano intervenuti a sollecitare la salvaguardia non solo  ecologica, ma anche paesaggistica, di quest’area.

Il Codice dei Beni culturali non si tocca

Fonte: Italia Nostra Onlus

Due proposte di legge minano la tutela di parchi e aree protette a vantaggio di speculazioni e nuove edificazioni (tra cui un campo di calcio in pieno parco). In  nome di una strumentale “semplificazione”, si vuole solo il nulla osta
dell’Ente Parco, escludendo il parere vincolante delle Sovrintendenze

Com’è noto, il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs 42/04) ha profondamente modificato la precedente normativa e, in particolare, riguardo alla legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991) ha affermato il principio della prevalenza del piano paesaggistico sui piani d’assetto dei parchi. Si è cioè passati da un sistema in cui il piano del parco sostituiva tutti gli strumenti di tutela e di pianificazione territoriale e urbanistica a un sistema in cui il piano paesaggistico prevale su quello per il parco (nazionale o regionale).
Di conseguenza, gli articoli 12 c. 6 e 25 c2 della l. 394/1991, siccome incompatibili con l’art.145, commi 3 e 4 D.lgs 42/2004, che è cronologicamente successivo, devono considerarsi abrogati.
Il Consiglio Direttivo di Italia Nostra, pertanto, prende atto con molta preoccupazione di iniziative legislative e proposte volte alla modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Tali iniziative e proposte vanno nella direzione del potenziamento del ruolo dei parchi nella pianificazione del territorio, anche per quanto attiene alla tutela del paesaggio. In loro favore si invocano il sovrapporsi di competenze e l’eccesso di passaggi burocratici.
In particolare colpiscono due iniziativeall’apparenza separate, ma evidentemente coordinate.

  1. La proposta di legge

Con proposta di legge n. 941, presentata il 14 maggio 2013, gli onorevoli Valiante (eletto nel Cilento) e Realacci chiedono la modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio, al fine di subordinare le previsioni dei piani paesaggistici a quelli degli “enti gestori delle aree naturali protette”.|

D.Lgs 42/2004 – art- 145, comma 3

TESTO VIGENTE

D.Lgs 42/2004 – art- 145, comma 3

MODIFICA PROPOSTA

3. Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143156 non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protette. 3. Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143156 non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico,sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi ad esclusione di quelli degli enti gestori delle aree naturali protette.
In grassetto, le parole aggiunte.

La inammissibile modifica normativa, proposta attraverso alterazioni formalmente minimali del testo vigente, tende a:

  1. introdurre la derogabilità della pianificazione paesaggistica (e quindi della tutela del paesaggio) da qualsivoglia piano, programma o progetto;
  2. subordinare le scelte di tutela del paesaggio – conseguenti alle complesse valutazioni prescritte dall’art. 143 del D.lgs 42/2004 – ai piani “degli enti gestori delle aree naturali protette”, nazionali e regionali, che, anche laddove fossero esenti dalle “mediazioni” politiche, sarebbero comunque rivolti a garantire la conservazione di peculiarità ben diverse da quelle tutelate dal Codice.

Le contraddizioni costituzionali presenti nella proposta di legge Valiante-Realacci rischierebbero di essere ulteriormente amplificate laddove dovesse trovare ascolto l’altra proposta di modifica normativa, veicolata dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con la delibera n. 002 del 23.10.2013.

  1. La delibera dell’Ente Parco

Con  tale delibera (del 23.10.2013 indirizzata al presidente del Consiglio Letta, e ai ministri Orlando e Bray) si propone la modifica di un altroarticolo del Codice, il 146, che presiede al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche. L’ente Parco propone di inserire nell’art. 146 (non si sa bene dove) la seguente locuzione:
nelle aree naturali protette di rilievo nazionale, di cui alla legge 394/91, in vigenza del piano del parco, le autorizzazioni di cui al presente articolo sono rilasciate dall’Ente Parco, unitamente al provvedimento di nulla osta di cui all’art. 13 della L.n. 394/91”.
La proposta mira (per quanto esposto nelle motivazioni) ad assumere il controllo – anche in relazione agli aspetti paesaggistici – delle trasformazioni del territorio, enucleando il ruolo delle Soprintendenze, al fine di ottenere:

  • l’eliminazione di un’asserita duplicazione di parere;
  • l’alleggerimento della produzione documentale;
  • l’eliminazione di valutazioni di natura discrezionale che, in assenza di piani paesaggistici, presiedono al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.

Italia Nostra sottolinea come, tra i progetti di sviluppo ipotizzati all’interno del Parco c’è anche la costruzione di un “NUOVO STADIO da 10mila posti”, motivo per cui questa delibera acquisirebbe anche valore strumentale. Ricordiamo che il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano fa parte dal 1997 della Rete delle Riserve della Biosfera dell’UNESCO ed è inserito nella World Heritage List dell’UNESCO come “paesaggio culturale”.
La tesi va respinta  per più di un motivo.

  • il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche esula dalle finalità istituzionali e dalle competenze tecnico-scientifiche dell’Ente Parco;
  • il mutamento del soggetto preposto al rilascio delle autorizzazioni in argomento non farebbe venir meno la necessità di apprezzare, con valutazioni tecnico-discrezionali, la compatibilità paesaggistica degli interventi proposti
  • la riduzione della produzione documentale contrasterebbe con le disposizioni  del DPCM 12.12.2005 che, in attuazione del Codice, ha definito analiticamente gli elaborati necessari per le verifiche inerenti alla tutela del paesaggio;
  • il testo della modifica proposta (neanche coordinato con gli altri articoli del Codice relativi alla vigilanza, alle sanzioni, all’iter di accertamento di compatibilità paesaggistica, ecc.) trascura che oggi le autorizzazioni non sono rilasciate dalle Soprintendenze (cui compete l’espressione di un parere obbligatorio e vincolante), ma dalle regioni, ovvero dagli enti locali a tanto delegati.

Il sovrapporsi delle norme di tutela in assenza di una razionale revisione/modifica dell’insieme delle leggi propone un quadro normativo poco chiaro e quindi rende incerta (e potenzialmente causa di contenzioso) la definizione del contenuto del piano per il parco. Corretta sembra, però, l’esigenza, espressa nella citata delibera di giunta del Parco del Cilento, di ridurre razionalmente gli strumenti di tutela: la soluzione non può essere che quella di concentrare sul solo piano paesaggistico i compiti di pianificazione, anche per gli aspetti relativi ai parchi nazionali e regionali.
Tutto ciò premesso, il Consiglio Direttivo Nazionale di Italia Nostra  chiede che vengano ridefinite le competenze degli Enti di gestione dei parchi e delle aree naturali protette alla luce della normativa vigente:

  • eliminando le funzioni di pianificazione del territorio e quindi quelle autorizzative;
  • potenziando le funzioni relative alla gestione dei valori naturalistici e di promozione culturale ed economica dei territori di competenza, in piena intesa e in coordinamento con le Soprintendenze di Stato.

Con questi obiettivi chiede, quindi, coerenti e precisi interventi di modifica della l. 394/1991.

Ritirata la legge ammazza-parco!

VITTORIA!

L’ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale d’Abruzzo ritira la legge ammazza-parco!
190.000 firme di cittadini in pochissimi giorni hanno costretto la Regione Abruzzo a un brusco dietro-front e a lasciare intatto il Parco Regionale d’Abruzzo Sirente Velino, con grande felicità di orsi, lupi, grifoni, e tutti gli altri animali che abitano quelle terre magnifiche che grazie all’impegno di tutti voi saranno salve dalla mano dell’uomo!

Savona/Valbormida: i napoleonici insorgono per il parco eolico nel sito storico di Monte Negino

Fonte: Savona News

Lì Napoleone vinse la sua prima battaglia e poco distante un Castrum d’Altura di origine Saracena del 910 d.c.

Se ne parla molto poco e poco viene pubblicizzato, ma i più attenti come i rievocatovi napoleonici, gli storici e i ricercatori in genere come anche Savona Sotterranea Segreta, hanno fatto molta attenzione a quello che è un progetto, che fa già molto discutere.
Pale Eoliche nel sito storico di Monte Negino, in Località Naso di Gatto.
Gli interessati, premettono da subito, che sono sempre stati favorevoli a queste energie pulite, ma i modi di agire e la posa di questi mulini, non lascia scampo alle discussioni e allo sdegno.
Iniziamo con il dire, che già nel 2009, Arena Claudio, dopo una lunga discussione su Facebook, fece appunto presente, che c’era l’intento di posizionare delle pale eoliche in quello che è uno dei siti storici più importanti d’ Europa, infatti un anemometro lì posizionato faceva pensare proprio a questo intento. Stimo parlando di un sito importante perché da questa località, (per altro ben conosciuta anche in Francia e dai turisti che ci accedono), ci fu l’importante scontro bellico con la famosa battaglia di Montenotte, dove iniziò la vera storia di quello che divenne per tutti il “Napoleone” della storia, dei libri e dei film. La storia ci racconta che il giorno 11 aprile 1796 a Monte Negino, Napoleone Bonaparte vinse la sua prima battaglia cambiando la storia d’Europa.
In oltre non molto distante, sempre Claudio Arena scoprì un Castrum d’Altura di origine Saracena del 910 d.c., quindi un comprensorio di certo valore storico culturale.
La stessa Provincia di Savona, pubblicizza tali fatti di rilevanza storica, spendendo molti soldi in volantini, brochure e cartellonistica, in totale contrapposizione alla decisione della Regione Liguria e a tal proposito, ci chiediamo come sia possibile tutto questo.

Andiamo ai fatti:
10 sono i generatori già attivi 1 già approvato, 13 sono quelli in corso di approvazione per un totale di 24,che potrebbero essere facilmente divenire anche 27.
A non molta distanza da Monte San Giorgio, primo sito storico ad essere stato distrutto dall’ insediamento delle pale, e precisamente a  a Pontinvrea, vi sono già 4 installazioni (raddoppiabili) per arrivare ai 4 di Stella (versante opposto della valle del Sansobbia) inoltre 3 che sono in approvazione sul sito del bivio per Ferrania – palazzo Cappa. Quindi presto le Pale Eoliche, in pochi km in linea d’aria, diventeranno nell’  alta valle dell’Erro presto una quarantina.
Uno stravolgimento totale di un sito, tutelato storicamente, che ora preoccupa ulteriormente, con i 10 aerogeneratori previsti tra la Cascinassa, dove vi sono le trincee della famosa battaglia, nonchè il “cippo” momento collocato in sito già anni fa.
Sul Monte Negino ora sono previsti altre 3  Pale Eoliche, alti 85 metri e con rotore di 43 metri di braccio, che saranno collocati, nel punto dello scontro, uno particolarmente vicino a pochi metri dal punto esatto del trinceramento.
Uno stravolgimento, che come indica la Relazione Tecnica della Wind Alternative Energy S.r.l. di CN, “Parco Eolico in Loc Bric Naso di Gatto – Monte Negino e indirizzata ai Comuni di Albisola Superiore, Comune di Savona, Regione Liguria Provincia di Savona, prevede anche uno stravolgimento stradale imponente con carichi e trasporti eccezionali per la collocazione delle Pale Eoliche, nonché relativo caviotto. Viene quindi individuato e studiato un percorso per tale scopo:
“Il percorso n.1 prevede che gli autotreni giungano presso il Comune di Altare (SV) percorrendo l’autostrada A6 Torino-Savona e che lascino l’autostrada in corrispondenza del casello presso il Comune di Altare . Oltrepassato il casello autostradale gli autotreni attraverseranno il centro abitato di Altare percorrendo in sequenza Via G. Matteotti, Via XV Aprile, Via Giuseppe Cesio e Via 24 Dicembre, per poi imboccare la Strada Provinciale 12  (Via Montenotte) che conduce alla località Montenotte Superiore. Giunti in Frazione Montenotte Superiore gli autotreni continueranno il loro percorso lungo la SP 12, che prende il nome di Via San Bartolomeo del Bosco e che conduce direttamente ai siti delle Torri Eoliche 2 e 3. Per accedere al sito della Torre Eolica 1 sarà necessario imboccare una strada di servizio ai boschi che diparte da Via San Bartolomeo del Bosco e che, essendo realizzata in fondo naturale e possedendo una carreggiata ristretta, sarà adeguata per il passaggio dei mezzi pesanti.
Nel valutare l’idoneità della rete viaria è necessario considerare che gli aereogeneratori che si prevede di installare sono costituiti da componenti di notevole ingombro per la cui movimentazione è indispensabile prevedere un trasporto di tipo eccezionale. La viabilità diviene un fattore assolutamente determinante poichè i costi economici per la realizzazione di nuovi tratti di strada potrebbero compromettere la fattibilità economica-ambientale.”
Tutto questo fa rabbia, le associazioni sono sdegnate da tale decisione, in primo un nutrito gruppo di famiglie di Montenotte, che si sono costituite in un comitato di lotta  per tentare di fermare e far capire a chi di dovere del valore storico che si vuole intaccare. Ma non solo; arrivano anche molte mail dalla stessa Francia, dagli amici rievocatori che si chiedono appunto come sia possibile che non venga tutelato questo luogo, che gli stessi raccontano ancor oggi nei libri e documenti.
Vorremmo essere informati pubblicamente delle intenzioni che si sono prese, ma anche capire come sia possibile, pubblicizzare economicamente dei siti storici e poi edificarci delle pale eoliche.

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