Archivi tag: peretola

Le Associazioni Ambientaliste replicano a Rossi sulle criticità del progetto aeroporto di Peretola

loghi associazioni

Firenze, 26 febbraio ’16

Gentile Presidente Enrico Rossi,
La ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, dimostrando una sensibilità istituzionale che volentieri Le riconosciamo. Dobbiamo, tuttavia, esprimere il nostro disappunto per il loro contenuto, più preoccupato della correttezza delle procedure adottate, che della loro “sostanza” politica. E, affinché Lei non pensi che il nostro disappunto nasca da pregiudizi o da prese di posizione ideologiche, vogliamo entrare, sia pur brevemente, nel merito delle Sue risposte.
Alla prima domanda, se Lei accetterà che sia sottoposto a VIA un Masterplan e non un progetto definitivo, come prescrive il Codice dell’Ambiente, Lei risponde che così si fa per ‘prassi consolidata’, come sostiene lo stesso ENAC. Inutile ricordarLe che nessuna prassi consolidata può giustificare una così plateale “deroga” alle regole.
Alla seconda domanda, sulla lunghezza della pista – 2000 metri, come prescriverebbe il PIT, o 2400 metri, come vuole imporre l’ENAC – Lei sposa completamente il parere di quest’ultimo ente, che alle osservazioni dell’Università di Firenze ha risposto: “La definizione della lunghezza della nuova pista di volo di Firenze non può derivare da valutazioni di carattere prettamente urbanistico-territoriale, ma discende da valutazioni di carattere aeronautico di competenza dell’ENAC.” Vale a dire che non è l’aeroporto che deve adattarsi al territorio, bensì, viceversa, il territorio che deve piegarsi alle esigenze dell’aeroporto.
Alla terza domanda, sul mancato Dibattito Pubblico, Lei risponde che questo importante strumento partecipativo non è obbligatorio per le opere d’iniziativa privata. Tuttavia, a parere unanime dei giuristi che abbiamo consultato, la legge 46/2013 ne sancisce l’obbligatorietà qualora, come in questo caso, l’iniziativa privata comporti opere la cui realizzazione e gestione abbiano caratteri palesemente pubblici. D’altra parte, Lei sembra dimenticare che è proprio la Variante al Pit sul Parco della Piana, approvata dalla Regione Toscana, a prevedere il Dibattito pubblico sull’aeroporto.
Alla quarta domanda, sulle carenze dello Studio di Impatto Ambientale relativamente al rischio idraulico, Lei risponde che la Regione ha richiesto che “siano individuate dal competente Ministero dell’Ambiente le successive fasi in cui siano presentati gli sviluppi progettuali e le relative verifiche che il proponente è tenuto a ottemperare e che consentano lo svolgimento delle attività di controllo e monitoraggio degli impatti ambientali, valutando anche la costituzione di uno specifico Osservatorio”. Questa è, appunto, la strategia seguita fin qui dall’ ENAC: rimandare tutti gli approfondimenti e le modifiche al progetto, a successive fasi, non più controllabili. Poco o niente può fare un Osservatorio che, nel migliore dei casi, agisce ex post. La disastrosa esperienza dell’Osservatorio TAV in Mugello e il mutismo dell’Osservatorio sul sottoattraversamento di Firenze, dimostrano ahinoi l’inefficacia di questi istituti.
Alla quinta domanda, sulla monodirezionalità della pista, Lei ribadisce ciò che l’ENAC ha dichiarato ufficialmente, ma  che è contraddetto sia da tabelle presenti nello SIA (che prevedono un 18-20% di sorvoli su Firenze), sia dalla seguente risposta dell’ENAC alle osservazioni dell’Università di Firenze: “L’operatività della pista con uso ‘prevalente’ su una direzione di decollo e atterraggio è, invece, essenzialmente legata alle procedure di volo pubblicate in AIP, che nel progetto presentato prevedono atterraggi e decolli sulla direttrice da/verso Prato.” “Uso prevalente”, perciò, e non “esclusivamente mono/direzionale”, né potrebbe essere altrimenti a causa dei dati anemometrici e della mancanza di una pista di rullaggio che impedisce l’agibilità di uno scalo monodirezionale. Alla sesta domanda, sull’inquinamento atmosferico che, nonostante l’aumento del numero dei voli e delle dimensioni degli aerei, dovrebbe, secondo l’ENAC diminuire, Lei sostanzialmente non risponde. Né la VAS (effettuata su una previsione di pista di 2000 metri) ha mai trattato effettivamente la questione.
Alla settima domanda, che chiedeva se fosse stato studiato l’impatto del progetto sul sistema complessivo della mobilità metropolitana, Lei risponde che la Giunta Regionale ha condizionato il proprio parere favorevole al progetto, alla sottoscrizione di un Accordo di Programma tra tutti i soggetti interessati, per la realizzazione di una serie di opere infrastrutturali – dalla terza corsia autostradale, fino alla realizzazione del ponte sull’Arno a Signa, etc. Lei, tuttavia, sa benissimo che gli accordi di programma non comportano alcun impegno istituzionale (tanto meno da parte dei privati, come Autostrade per l’Italia) e che, senza risorse finanziarie è come se fossero scritti sulla sabbia.
Sulla base di queste considerazioni, le Associazioni firmatarie della lettera a Lei rivolta, non possono che dichiararsi deluse dalle Sue riposte che, in gran parte, riproducono le posizioni dell’ENAC, lasciando sostanzialmente intendere che non si farà sufficiente chiarezza su un progetto palesemente incompleto, contradditorio, proceduralmente iniquo e, a parere dei tecnici, dannoso per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. Non si tratta, ci creda, di posizioni aprioristiche, ma anzi ampiamente documentate da pareri tecnici e scientifici ‘super partes’.  In ballo, non c’è soltanto la salute e la sicurezza dei cittadini, bensì la credibilità stessa delle istituzioni di cui Lei è, in questo frangente, il primo garante. Detto ciò, saremo felici, come Lei auspica nella sua lettera, di poter proseguire questo confronto in modo proficuo e costruttivo.
Cordialmente,
Tommaso Addabbo, WWF Toscana
Paolo Baldeschi, Coordinatore della Rete dei comitati per la difesa del territorio
Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana
Sibilla della Gherardesca, Presidente Fai Toscana
Mariarita Signorini, Presidente Italia Nostra Toscana

Nuovo aeroporto, parla Zita: “Nessun primato della politica, solo una parodia del Marchese del Grillo”

Fonte: Perunaltracittà, 01/12/2015
Di: Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l’altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale. Ha scritto questa analisi sulla vicenda aeroporto per La Città invisibile.

Nella discussione sul progetto del nuovo aeroporto di Firenze che è stata l’oggetto della seduta del Consiglio regionale della Toscana del 25 novembre scorso, la politica si è definitivamente affrancata dalla tecnica. Si è palesato il primato della politica su tutto quanto è ascrivibile alla più generale definizione di apporto tecnico.
E non poteva essere diversamente perché l’occasione era troppo importante e sentita per non generare nei rappresentanti della maggioranza in Consiglio regionale una orgogliosa difesa del proprio operato a giustificazione addirittura della loro stessa esistenza. Come dire (che poi è stato detto): se fossimo chiamati semplicemente ad avallare quanto evidenziato dai tecnici verrebbe evidentemente meno il nostro stesso ruolo. Giusta affermazione, corretta analisi, salvo che per questo particolare caso, alla base dell’espressione di un parere positivo, c’era il poco, e per certi versi il nulla, di una proposta talmente carente che i tecnici non hanno nemmeno potuto suggerire eventuali soluzioni per rendere compatibile l’opera. Si sono arresi, i tecnici, alla inconsistenza delle analisi. La maggioranza politica in Consiglio no, ha mantenuto la barra diritta e ha dimostrato coerenza e continuità: era stato un si all’aeroporto prima e non si comprende perché dovrebbe essere un no all’aeroporto ora.
Già, la coerenza dei comportamenti alla base della credibilità dell’azione politica. Ma siamo proprio sicuri che in questo caso sia la coerenza il legante che regge tutta l’impalcatura della complessa attività di valutazione? Io non credo, e per spiegare cosa veramente è successo oggi porto un semplice esempio: ho deciso di acquistare una automobile; il venditore me ne propone una che mi accorgo essere senza freni; invece di rifiutarla, tratto, colpevolmente, sugli optional che desidero, specificando ovviamente che li ritengo compresi nel prezzo. Ovviamente l’aeroporto, come è stato presentato è ben di più di una automobile senza freni e la politica, che condiziona il proprio orientamento favorevole all’ottenimento di una serie di interventi prioritari, è molto più colpevole del sottoscritto.
Facciano pure a meno di tutti i pareri tecnici, ma non si parli di coerenza dell’azione politica, perché l’anteporre a qualsiasi verifica di fattibilità un pronunciamento favorevole, lasciando ad altri il compito di verificare se ci sono poi effettivamente le condizioni per realizzare l’opera non è propriamente un comportamento virtuoso. Mi sembra anzi che così facendo la Regione oltre ad abdicare al proprio ruolo, non abbia nemmeno inteso garantire le tutele ambientali e della salute pubblica di sua competenza.
E visti i rischi che si corrono, è forse il caso di ricordare che a suo tempo, quando nelle medesime procedure si procedette a valutare l’impatto del sotto attraversamento appenninico dell’Alta velocità, le preoccupazioni dei “gufi” tecnici sul rischio che le gallerie intercettassero gli acquiferi superficiali e profondi, furono accantonate da chi, anche allora, volle anteporre a tutto il primato della politica, con i nefasti risultati per il Mugello che tutti conoscono.
Volendo essere anche più realisti, perché è inoppugnabile la colpevole superficialità con cui la proposta è stata presentata, superficialità dimostrata, nei fatti, dalla stragrande maggioranza degli interlocutori coinvolti, compresa l’Università, verrebbe da pensare che dietro tutto quanto descritto più che il primato della politica ci sia la parodia del Marchese del Grillo e della sua storica affermazione “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”.

Aeroporto: il no dei tecnici pesa sul consiglio regionale

Fonte: StamToscana, 25/11/2015
Di: Stefania Valbonesi

Nuovo aeroporto, consiglio straordinario regionale con presidio in via Cavour, stamattina a Firenze. Se non ci sono dubbi che il nuovo aeroporto di Peretola goda dell’appoggio della maggioranza, tuttavia la relazione con cui il presidente Rossi oggi si rivolge all’assemblea contiene una condizione: sì a patto che la Toscana sia nell’Osservatorio al Ministero dell’Ambiente, per vigilare sulle criticità emerse e il piano di riordino della Piana.
Ed è proprio questo richiamo alle “criticità emerse” a condurre al vero convitato di pietra che aleggia sul consiglio regionale di stamattina: il parere tecnico del Nucleo di valutazione regionale (Nurv). Un parere in realtà “non dato”, ma che influenza in modo tangibile l’intero consiglio.
“Nella delibera regionale – dice Rossi– chiederemo di istituire presso il Ministero dell’Ambiente un osservatorio ambientale di cui faccia parte la Regione per verificare la fase di progettazione definitiva e la realizzazione, per un controllo trasparente”.
Se dunque l’elenco delle criticità del master plan “nuova pista aeroporto di Peretola” confezionato da Toscana Aeroporti ed Enac,  individuate dagli uffici tecnici regionali conduce il governatore a pigiare sul tasto “Osservatorio”, gli interventi si aprono sullo stesso tema: dopo quello di Rossi infatti tocca a Tommaso Fattori, capogruppo di SìToscana, che rammenta: “Le valutazioni dei tecnici ci dicono che dovremmo archiviare questo progetto che sembra quasi un bollettino di guerra, perché presenta criticità sotto tutti i punti di vista: dell’inquinamento atmosferico, ambientale, della viabilità, della cantierizzazione, delle terre di scarico. La Giunta regionale davanti a ciò si limita a rimettere il tutto al Ministero, e si parla di ‘mitici’ osservatori che si sa come funzionano”. Non solo: per Fattori la realizzazione di un’unica nuova pista perpendicolare ai venti “sarebbe l’unico caso conosciuto fino a qui”. “Per questo – ha concluso – chiediamo alla Giunta di esprimersi e non di lavarsene le mani”. Una linea condivisa con il gruppo pentastellato, il cui capogruppo, Giannarelli, parla di situazione imbarazzante. Insomma, il parere dei tecnici, visto il caso, è “di merito e non cambia certo se è di livello nazionale o regionale”. Le posizioni che emergono nel corso del dibattito, mostrano in buona sostanza che la crepa poggia proprio su questo: da un lato, le opposizioni, sia pure con sfumature molto diverse, chiedono di andare verso l’approfondimento delle criticità segnalate dal Nurv, oltre che verso la completezza dei dati richiesti; dall’altro la maggioranza, sia pure anche qui con sfumature diverse al suo interno, tiene fermo l’acceleratore sulla sua posizione.

foto aeroporto regioneMa non finisce qui. Infatti, c’è anche un’altra questione che, messa in luce in aula dall’opposizione della sinistra radicale, rimane in buona sostanza senza risposta. Ed è un problema che riguarda la legittimità stessa del percorso in sede regionale. Tutto parte dal gruppo di SìToscana, che aveva sollevato il problema chiedendo e ottenendo il consiglio odierno. Il problema è: se ciò di cui si discute è ben lungi dall’essere un progetto definitivo ma è tutt’al più una sorta di “Master Plan”, è legittimo sottoporlo a valutazione di impatto ambientale?
No, dichiarano i consiglieri di SìToscana, dal momento che, per compiere questa valutazione, è necessario che l’oggetto sia almeno nello status di Progetto Definitivo.
Sulla questione giunge anche la nota del Laboratorio Politico Perunaltracittà, che specifica come questa sia stata una fra le ragioni più forti che hanno condotto il Nucleo di Valutazione, al quale partecipano tutte le strutture tecniche regionali (Arpat, Asl, settore Assetto idrogeologico, Pianificazione, Paesaggio, Prevenzione e sicurezza, ecc.) a non approvare il progetto, pardon, il Master Plan. Master Plan che il governatore ora spedisce a Roma, sotto la condizione della creazione dell’Osservatorio. E attirandosi gli strali delle opposizioni, in questo caso di destra, sinistra e pentastellata, che obiettano sull’irrilevanza che solitamente hanno i “pareri” degli Osservatori. “Figurarsi – si dice fra i banchi – non hanno peso neanche quelli del Nurv…”.
Ma manca ancora un’ipotesi: quella delle due piste. Vale a dire, il periodo di “transizione” dalla pista vecchia all’altra nuova: sei anni, nelle previsioni. E nel frattempo? Due piste in funzione? “Il rischio – dice Fattori – è come al solito, che il transitorio diventi stabile”.

Radio Cora – Italia Nostra: “No al nuovo aeroporto di Peretola, costoso ed inutile”

Fonte: Radio Cora

Italia Nostra ha chiesto la sospensione o la non accettazione del VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, in merito all’allargamento dell’Aeroporto di Peretola, presentata dalla Regione Toscana, in quanto lacunosa. Troppi i danni ambientali sulla piana, secondo Italia Nostra, fra cui quelli dell’inquinamento acustico valutato a 100 mila ps, sugli oltre 100mila cittadini che risiedono nei comuni di Campi Bisenzio, Prato, Sesto Fiorentino e zone limitrofe alla Piana. “Per recuperare i danni ambientali – secondo la Presidente regionale di Italia Nostra, Mariarita Signorini – l’impatto economico sarebbe disastroso; si rischia di buttare via gli investimenti fatti sul Polo Tecnologico che ha apparecchiature molto sensibili”. Non da ultimo “il rischio del dirottamento dei voli (10-15%) sul centro storico di Firenze causati dalle frequenti condizioni climatiche avverse, centro storico patrimonio Unesco e adesso sotto “osservazione” da parte dalla stessa agenzia Onu”.

Clicca qui per ascoltare l’intervista a Mariarita Signorini, Presidente regionale di Italia Nostra

Nuovo aeroporto di Firenze? No Grazie!

L’aeroporto di Firenze oggi:

  • L’ attuale aeroporto Vespucci di Firenze e la cupola del Brunelleschi, simbolo di Firenze nel mondo, distano 5, 8 km;
  • L’ attuale pista è lunga 1.650 metri, larga 30 metri;
  • Il volume dei passeggeri nello scalo fiorentino è di circa 2.200.000 /annui.

Continua a leggere →

Il Polo Universitario Scientifico e la nuova pista dell’aeroporto Vespucci

Pubblichiamo il punto di vista di Marco Capitanio che lavora al LENS ed è giustamente preoccupato di quanto inciderà l’eventuale nuova pista dell’aeroporto sul suo delicato e prezioso lavoro.

Questo è il progetto della nuova pista dell’aeroporto di Firenze e la freccia indica il LENS, dove lavoro.
L’edificio accanto è il dipartimento di Fisica. Al LENS e al dipartimento si sviluppano tecnologie e si fanno ricerche all’avanguardia a livello internazionale. Si fanno misure di altissima precisione, si misurano cambiamenti strutturali di proteine di pochi nanometri, si raffreddano gas atomici intrappolandoli con fasci laser per studiarne le proprietà quantistiche, si usano laser per creare orologi ottici molto più precisi dei “normali” orologi atomici. Questi esperimenti saranno probabilmente impossibili in presenza delle vibrazioni di un aereo in decollo o atterraggio a poche centinaia di metri di distanza (secondo il master plan la distanza tra gli edifici del polo scientifico più vicini e la parte centrale della pista sarà attorno a 200 metri). Accanto al LENS ci sono le aule, dove gli studenti di Fisica, Chimica, Biotecnologie seguono tutti i giorni le lezioni. L’area attorno comprende i dipartimenti di Chimica, biologia, farmacia, il CNR, dove lavorano centinaia/migliaia di persone. E’ evidente l’impatto che la nuova pista avrà sull’inquinamento dell’aria nelle immediate vicinanze della pista e quindi sull’area del polo scientifico. Tutta l’area del polo diventerà inedificabile (entro 1 km dalla pista), abbattendo il valore degli edifici di proprietà dell’università e rendendo impossibile la completa realizzazione del polo scientifico e quindi la costruzione degli altri dipartimenti che dovrebbero trasferirsi a Sesto. Questo progetto sta andando avanti senza tenere in considerazione il problema di incompatibilità con la presenza del polo scientifico e senza proporre alcuna soluzione che non vada ad esclusivo danno dell’università. Io inizio a diffondere. Anche perché il prossimo anno dovrebbero iniziare i lavori

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: