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Nuovo aeroporto, parla Zita: “Nessun primato della politica, solo una parodia del Marchese del Grillo”

Fonte: Perunaltracittà, 01/12/2015
Di: Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l’altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale. Ha scritto questa analisi sulla vicenda aeroporto per La Città invisibile.

Nella discussione sul progetto del nuovo aeroporto di Firenze che è stata l’oggetto della seduta del Consiglio regionale della Toscana del 25 novembre scorso, la politica si è definitivamente affrancata dalla tecnica. Si è palesato il primato della politica su tutto quanto è ascrivibile alla più generale definizione di apporto tecnico.
E non poteva essere diversamente perché l’occasione era troppo importante e sentita per non generare nei rappresentanti della maggioranza in Consiglio regionale una orgogliosa difesa del proprio operato a giustificazione addirittura della loro stessa esistenza. Come dire (che poi è stato detto): se fossimo chiamati semplicemente ad avallare quanto evidenziato dai tecnici verrebbe evidentemente meno il nostro stesso ruolo. Giusta affermazione, corretta analisi, salvo che per questo particolare caso, alla base dell’espressione di un parere positivo, c’era il poco, e per certi versi il nulla, di una proposta talmente carente che i tecnici non hanno nemmeno potuto suggerire eventuali soluzioni per rendere compatibile l’opera. Si sono arresi, i tecnici, alla inconsistenza delle analisi. La maggioranza politica in Consiglio no, ha mantenuto la barra diritta e ha dimostrato coerenza e continuità: era stato un si all’aeroporto prima e non si comprende perché dovrebbe essere un no all’aeroporto ora.
Già, la coerenza dei comportamenti alla base della credibilità dell’azione politica. Ma siamo proprio sicuri che in questo caso sia la coerenza il legante che regge tutta l’impalcatura della complessa attività di valutazione? Io non credo, e per spiegare cosa veramente è successo oggi porto un semplice esempio: ho deciso di acquistare una automobile; il venditore me ne propone una che mi accorgo essere senza freni; invece di rifiutarla, tratto, colpevolmente, sugli optional che desidero, specificando ovviamente che li ritengo compresi nel prezzo. Ovviamente l’aeroporto, come è stato presentato è ben di più di una automobile senza freni e la politica, che condiziona il proprio orientamento favorevole all’ottenimento di una serie di interventi prioritari, è molto più colpevole del sottoscritto.
Facciano pure a meno di tutti i pareri tecnici, ma non si parli di coerenza dell’azione politica, perché l’anteporre a qualsiasi verifica di fattibilità un pronunciamento favorevole, lasciando ad altri il compito di verificare se ci sono poi effettivamente le condizioni per realizzare l’opera non è propriamente un comportamento virtuoso. Mi sembra anzi che così facendo la Regione oltre ad abdicare al proprio ruolo, non abbia nemmeno inteso garantire le tutele ambientali e della salute pubblica di sua competenza.
E visti i rischi che si corrono, è forse il caso di ricordare che a suo tempo, quando nelle medesime procedure si procedette a valutare l’impatto del sotto attraversamento appenninico dell’Alta velocità, le preoccupazioni dei “gufi” tecnici sul rischio che le gallerie intercettassero gli acquiferi superficiali e profondi, furono accantonate da chi, anche allora, volle anteporre a tutto il primato della politica, con i nefasti risultati per il Mugello che tutti conoscono.
Volendo essere anche più realisti, perché è inoppugnabile la colpevole superficialità con cui la proposta è stata presentata, superficialità dimostrata, nei fatti, dalla stragrande maggioranza degli interlocutori coinvolti, compresa l’Università, verrebbe da pensare che dietro tutto quanto descritto più che il primato della politica ci sia la parodia del Marchese del Grillo e della sua storica affermazione “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”.

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Aeroporto: il no dei tecnici pesa sul consiglio regionale

Fonte: StamToscana, 25/11/2015
Di: Stefania Valbonesi

Nuovo aeroporto, consiglio straordinario regionale con presidio in via Cavour, stamattina a Firenze. Se non ci sono dubbi che il nuovo aeroporto di Peretola goda dell’appoggio della maggioranza, tuttavia la relazione con cui il presidente Rossi oggi si rivolge all’assemblea contiene una condizione: sì a patto che la Toscana sia nell’Osservatorio al Ministero dell’Ambiente, per vigilare sulle criticità emerse e il piano di riordino della Piana.
Ed è proprio questo richiamo alle “criticità emerse” a condurre al vero convitato di pietra che aleggia sul consiglio regionale di stamattina: il parere tecnico del Nucleo di valutazione regionale (Nurv). Un parere in realtà “non dato”, ma che influenza in modo tangibile l’intero consiglio.
“Nella delibera regionale – dice Rossi– chiederemo di istituire presso il Ministero dell’Ambiente un osservatorio ambientale di cui faccia parte la Regione per verificare la fase di progettazione definitiva e la realizzazione, per un controllo trasparente”.
Se dunque l’elenco delle criticità del master plan “nuova pista aeroporto di Peretola” confezionato da Toscana Aeroporti ed Enac,  individuate dagli uffici tecnici regionali conduce il governatore a pigiare sul tasto “Osservatorio”, gli interventi si aprono sullo stesso tema: dopo quello di Rossi infatti tocca a Tommaso Fattori, capogruppo di SìToscana, che rammenta: “Le valutazioni dei tecnici ci dicono che dovremmo archiviare questo progetto che sembra quasi un bollettino di guerra, perché presenta criticità sotto tutti i punti di vista: dell’inquinamento atmosferico, ambientale, della viabilità, della cantierizzazione, delle terre di scarico. La Giunta regionale davanti a ciò si limita a rimettere il tutto al Ministero, e si parla di ‘mitici’ osservatori che si sa come funzionano”. Non solo: per Fattori la realizzazione di un’unica nuova pista perpendicolare ai venti “sarebbe l’unico caso conosciuto fino a qui”. “Per questo – ha concluso – chiediamo alla Giunta di esprimersi e non di lavarsene le mani”. Una linea condivisa con il gruppo pentastellato, il cui capogruppo, Giannarelli, parla di situazione imbarazzante. Insomma, il parere dei tecnici, visto il caso, è “di merito e non cambia certo se è di livello nazionale o regionale”. Le posizioni che emergono nel corso del dibattito, mostrano in buona sostanza che la crepa poggia proprio su questo: da un lato, le opposizioni, sia pure con sfumature molto diverse, chiedono di andare verso l’approfondimento delle criticità segnalate dal Nurv, oltre che verso la completezza dei dati richiesti; dall’altro la maggioranza, sia pure anche qui con sfumature diverse al suo interno, tiene fermo l’acceleratore sulla sua posizione.

foto aeroporto regioneMa non finisce qui. Infatti, c’è anche un’altra questione che, messa in luce in aula dall’opposizione della sinistra radicale, rimane in buona sostanza senza risposta. Ed è un problema che riguarda la legittimità stessa del percorso in sede regionale. Tutto parte dal gruppo di SìToscana, che aveva sollevato il problema chiedendo e ottenendo il consiglio odierno. Il problema è: se ciò di cui si discute è ben lungi dall’essere un progetto definitivo ma è tutt’al più una sorta di “Master Plan”, è legittimo sottoporlo a valutazione di impatto ambientale?
No, dichiarano i consiglieri di SìToscana, dal momento che, per compiere questa valutazione, è necessario che l’oggetto sia almeno nello status di Progetto Definitivo.
Sulla questione giunge anche la nota del Laboratorio Politico Perunaltracittà, che specifica come questa sia stata una fra le ragioni più forti che hanno condotto il Nucleo di Valutazione, al quale partecipano tutte le strutture tecniche regionali (Arpat, Asl, settore Assetto idrogeologico, Pianificazione, Paesaggio, Prevenzione e sicurezza, ecc.) a non approvare il progetto, pardon, il Master Plan. Master Plan che il governatore ora spedisce a Roma, sotto la condizione della creazione dell’Osservatorio. E attirandosi gli strali delle opposizioni, in questo caso di destra, sinistra e pentastellata, che obiettano sull’irrilevanza che solitamente hanno i “pareri” degli Osservatori. “Figurarsi – si dice fra i banchi – non hanno peso neanche quelli del Nurv…”.
Ma manca ancora un’ipotesi: quella delle due piste. Vale a dire, il periodo di “transizione” dalla pista vecchia all’altra nuova: sei anni, nelle previsioni. E nel frattempo? Due piste in funzione? “Il rischio – dice Fattori – è come al solito, che il transitorio diventi stabile”.

Radio Cora – Italia Nostra: “No al nuovo aeroporto di Peretola, costoso ed inutile”

Fonte: Radio Cora

Italia Nostra ha chiesto la sospensione o la non accettazione del VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, in merito all’allargamento dell’Aeroporto di Peretola, presentata dalla Regione Toscana, in quanto lacunosa. Troppi i danni ambientali sulla piana, secondo Italia Nostra, fra cui quelli dell’inquinamento acustico valutato a 100 mila ps, sugli oltre 100mila cittadini che risiedono nei comuni di Campi Bisenzio, Prato, Sesto Fiorentino e zone limitrofe alla Piana. “Per recuperare i danni ambientali – secondo la Presidente regionale di Italia Nostra, Mariarita Signorini – l’impatto economico sarebbe disastroso; si rischia di buttare via gli investimenti fatti sul Polo Tecnologico che ha apparecchiature molto sensibili”. Non da ultimo “il rischio del dirottamento dei voli (10-15%) sul centro storico di Firenze causati dalle frequenti condizioni climatiche avverse, centro storico patrimonio Unesco e adesso sotto “osservazione” da parte dalla stessa agenzia Onu”.

Clicca qui per ascoltare l’intervista a Mariarita Signorini, Presidente regionale di Italia Nostra

Il cielo sopra Firenze: trafficato e fuori legge. Incontro il 20/11/2015

Parteciperanno:

  • Gianluca Salvadori, comandante pilota
  • Fabio Zita, architetto
  • Lorenzo Bigagli, ricercatore CNR
  • Assemblea per la Piana contro le nocività

Introduce Ilaria Agostini e coordina Ornella De Zordo.
Nella serata sarà presentato il Dossier Aeroporto edito da perUnaltracittà (2015).

Alle porte di Firenze insiste un progetto di ampliamento dell’aeroporto, da city-airport a scalo intercontinentale. Il rischio sanitario per l’area metropolitana, dove è previsto anche un nuovo inceneritore, è molto alto. Le autorità competenti prevedono che il 18% dei voli passerà su Firenze: gli aerei voleranno a bassa quota su molti quartieri cittadini (Coverciano, Campo di Marte, Le Cure, Libertà, Firenze Nova, Novoli) e al limitare del centro storico. La popolazione è contraria. I tecnici indipendenti mettono a fuoco le criticità ambientali. Ma Renzi, Toscana Aeroporti Spa e l’argentina Corporacion America, che detiene la maggioranza nella concessione, vanno avanti a testa bassa.

Firenze si divide sul nuovo aeroporto a sei chilometri dal Duomo: «Una grande opportunità», «Pesante impatto ambientale»

Fonte: Corriere TV, 05/08/2015
Di: Jacopo Storni

Per imprenditori ed operatori turistici è una grande opportunità perché raddoppierà il flusso dei passeggeri. Ma c’è anche chi critica l’opera per il forte impatto ambientale, acustico e persino per la sicurezza del patrimonio architettonico della città.

Cliccate qui per vedere il video.

Inceneritore di rifiuti a Sesto Fiorentino: dieci associazioni dicono no al nuovo impianto – comunicato e rassegna stampa

Con una lettera ai Comuni interessati, dieci associazioni chiedono l’IMMEDIATA SOSPENSIONE e il RINVIO della CONFERENZA DEI SERVIZI per la realizzazione e gestione di un impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini, convocata da Città Metropolitana di Firenze per giovedì 18 Giugno 2015

Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy chiede di rivedere in toto la costruzione dell’impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini.Le associazioni ritengono indispensabile una risposta dalle istituzioni, ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista giovedì 18 giugno al fine di avviare un confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro.
In questi mesi si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero. Le associazioni, inoltre, sottolineano come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore fanno riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengono conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche che potrebbero ulteriormente abbattere il volume di rifiuti da incenerire rendendo totalmente inutile un impianto di tale portata.
Nel documento inviato alle Autorità competenti le associazioni sottolineano, inoltre, altri punti che stanno alla base della richiesta di rinvio e di cancellazione del progetto dell’impianto:

  1. Non competenza della Città Metropolitana per il procedimento in esame.
  2. Contrasto delle norme interne con le direttive dell’Unione Europea. Nell’ambito della procedura di Autorizzazione Unica la conferenza dovrà determinare se l’impianto di incenerimento di Case Passerini debba essere qualificato come impianto di smaltimento o come impianto di energia rinnovabile.
  3. Mancata previsione del destino finale dell’ingente quantitativo delle scorie e delle ceneri (oltre 50.000t/anno) prodotte dall’impianto classificate come RIFIUTO PERICOLOSO (destinazione tra l’altro non indicata nella documentazione del proponente).
  4. Imprescindibile necessità di valutare gli effetti cumulativi dell’impianto di incenerimento con il progetto della nuova pista aeroportuale di Firenze. Non sono più utilizzabili i modelli diffusionali di ricaduta degli inquinanti dell’inceneritore, a causa della vicinanza dei camini alla zona aeroportuale e considerate le notevoli turbolenze atmosferiche che sarebbero prodotte dall’intenso traffico aereo. Elemento questo di assoluta novità emerso in sede di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto definitivo dell’aeroporto. Da qui la necessità di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS).
  5. Il progetto presentato non considera la possibilità di utilizzare una BAT (Best Available Technology),ossia migliore tecnologia disponibile, in quanto ad abbattimento inquinanti. L’attuale progetto prevede limiti obsoleti che dovranno essere ben presto aggiornati a valori molto più bassi. Tale aggiornamento a limiti più bassi comporterà una modifica sostanziale progettuale.
  6. L’impianto comporta rischi per la salute umana, come evidenziato dall’Azienda sanitaria locale (ASL). Nella procedura di VIA è stato reso esplicito che il progetto mette a rischio la salute delle popolazione e i loro diritti fondamentali alla sicurezza e all’integrità fisica. Ciò si si evince da quanto richiesto dalla stessa ASL, ovvero:
    a) sorveglianza degli effetti su esiti riproduttivi e incidenza dei tumori.
    b) controllo della contaminazione sulla catena alimentare da IPA, diossine e PCB, metalli pesanti, attraverso indagini miratec) studio epidemiologico sui lavoratori dell’impianto. L’esistenza di una situazione di rischio comunque confermata dalla procedura dell’Asl pone tale progetto in una condizione di assoluta non applicabilità.

Rassegna stampa

Fonte: Nove da Firenze

“Mamme No Inceneritore multate a Sesto Fiorentino”
Dieci associazioni chiedono di bloccare l’impianto a Case Passerini

Questa mattina le Mamme No Inceneritore sono state multate dale autorità locali di Sesto Fiorentino mentre svolgevano attività informativa: “speakeraggio” autorizzato dal Comune di Sesto Fiorentino per le vie del Comune, invitando democraticamente la popolazione a partecipare all’imminente Consiglio Comunale che si sta per tenere in queste ore. Ciò alla vigilia della Conferenza dei Servizi decisoria che si terrà il 18 giugno a Firenze. In relazione alla multa le MammeNoInceneritore fanno sapere che presenteranno ricorso. Il movimento Mamme No Inceneritore ha portato negli ultimi mesi all’attenzione pubblica l’imminente costruzione dell’Inceneritore di Firenze e mobilitato l’opinione pubblica sull’importante tema di una corretta gestione dei rifiuti grazie all’organizzazione di numerosi eventi, incontri informativi e un partecipato concerto dove artisti ed associazioni ambientaliste si sono esibiti di fronte a un pubblico di circa 10.000 persone, esprimendo un forte NO alla costruzione degli inceneritori.
Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy chiede di rivedere in toto la costruzione dell’impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini.Le associazioni ritengono indispensabile una risposta dalle istituzioni, ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista giovedì 18 giugno al fine di avviare un confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro.
In questi mesi si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero. Le associazioni, inoltre, sottolineano come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore fanno riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengono conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche che potrebbero ulteriormente abbattere il volume di rifiuti da incenerire rendendo totalmente inutile un impianto di tale portata.

Fonte: StampToscana

Inceneritore della Piana, si compatta il fronte del no

Sono dieci, le associazioni che chiedono con forza alla Regione Toscana di “ripensare” all’apertura dell’inceneritore o termovalorizzatore che dir si voglia a Case Passerini. Una questione aperta da tempo, ma che domani mattina, con la conferenza dei servizi convocata sulla questione, potrebbe vedere partire il fatidico sì definitivo.
Si ricompatta dunque l’opposizione trasversale al progetto, e fioccano i dati sulla pericolosità dell’impianto, sulle mancanze, sul suo costo e anche sulla questione degli smaltimenti dei residui di “lavorazione” a cui, a dire il vero, ancora non è stata data risposta. Ma soprattutto si apre anche all’interno del Pd il fronte del no, che vede in prima fila un’esponente del èpartito che si era messa in gioco anche nelle ultime elezioni reginali, vale a dire Donata Bianchi, che ha una lunga storia di mobilitazioni per i diritti civili e per l’ambiente alle spalle.
Nella lunga lista delle associazioni (gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy) anche Italia Nostra, che per bocca dell’esponente nazionale Mariarita Signorini precisa lo scopo della mobilitazione: “Le associazioni ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista per domani giovedì 18 giugno, in modo da riuscire ad avviare quel confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni che finora non è stato possibile, per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro”.

Fonte: Gonews

Inceneritore di Case Passerini, il Movimento 5 Stelle presenta la diffida alla Conferenza dei Servizi

Il Movimento 5 Stelle – per tramite dei 5 consiglieri regionali eletti, dei consiglieri comunali di Firenze e Sesto Fiorentino – ha informato la stampa di aver inoltrato alla Conferenza dei Servizi diffida formale di procedere alla seconda decisoria relativa all’inceneritore di Case Passerini prevista per giovedì 18 giugno, con richiesta di rinvio a data successiva all’insediamento del nuovo Consiglio Regionale.
I consiglieri del M5S hanno spiegato come: “l’incenerimento come pratica di gestione dei rifiuti è scoraggiata dalle direttive europee e l’Italia in tal senso è già oggi sotto istruttoria preliminare a procedura d’infrazione per l’anomalo recepimento della Direttiva 98/2008. Questo scenario di illegittimità prosegue con l’articolo dello “Sblocca Italia” che dichiara gli inceneritori “infrastruttura strategica nazionale” dimenticandosi il decreto attuativo relativo. In questo quadro di evidente contraddizione e nebulosità il Movimento 5 Stelle chiede di sospendere qualsiasi procedura tesa a sostenere l’inceneritore di Case Passerini e promuove l’adozione di un Piano del Riciclo centrato sulla strategia rifiuti zero, capace di generare 10 volte i posti di lavoro del sistema attuale e garantire la tutela della salute pubblica”.
A riguardo del tema sanitario il consigliere regionale Andrea Quartini, medico, ha aggiunto: “Dove ci sono inceneritori l’incidenza di tumori e patologie respiratorie aumenta. Come i Comitati della Piana e le Mamme No Inceneritore diciamo: noi non vogliamo la riduzione del danno, vogliamo ridurre il rischio, quindi richiamiamo per l’incenerimento dei rifiuti quello stesso principio di precauzione invocato da Regione Toscana per rifiutare gli OGM”.
A chiusura il consigliere regionale Giacomo Giannarelli ha segnalato: “Dalla stampa leggiamo che Rossi ha riaperto le porte all’inceneritore di Scarlino, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato. La diffida di oggi è solo il nostro primo passo per bloccare l’inceneritore di Case Passerini e avviare la progressiva chiusura di tutti questi impianti in Toscana, una Regione 13esima in Italia per raccolta differenziata dove però, già oggi, 14 Comuni differenziano i rifiuti oltre il 90%. Al nuovo Consiglio Regionale e a tutta la Giunta Rossi diciamo: faremo tutto quanto la legge ci consente per far virare la Toscana verso un modello virtuoso della gestione dei rifiuti, incluso il ricorso alla magistratura”.
Si annota a margine che:

  • La diffida è stata protocollata dalle consigliere comunali di Firenze Arianna Xekalos e Silvia Noferi e dal consigliere di Sesto Fiorentino Giovanni Policastro, e inviata via pec a tutti i soggetti coinvolti in questa Conferenza dei Servizi e ai parlamentari italiani ed europei.
  • I consiglieri comunali di Firenze hanno proposto una mozione perché il Comune adotti la strategia rifiuti zero, già bocciata dal Comune di Sesto Fiorentino che ospiterebbe l’impianto di incenerimento
  • il Movimento 5 Stelle sostiene la manifestazione di giovedì contro l’inceneritore.

Fonte: La Repubblica

M5S all’attacco “Faremo chiudere gli inceneritori”

Primo avviso ai governanti del Pd da parte del Movimento 5 Stelle: guerra totale agli inceneritori. «Vogliamo farli chiudere in tutta la Toscana», dice il consigliere regionale Giacomo Giannarelli affiancato dal gruppo di Palazzo Vecchio. «Ricorreremo anche alla battaglia legale, faremo esposti se sarà necessario. Sono tecnologie del passato, superate da sistemi più moderni e non inquinanti, perché insistere su quella strada?». Su Case Passerini, su cui i Cinque Stelle hanno già presentato una mozione in consiglio comunale, chiede «il rinvio della conferenza di servizi nel procedimento di attivazione. Ci batteremo con tutte le forze contro l’apertura dell’impianto». Lo stesso chiedono 21 gruppi di cittadini che a vario titolo si oppongono all’inceneritore.
Tra questi le “Mamme No Inceneritore”, il Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Medicina Democratica, Italia Nostra e molte altre associazioni. Decise ad ottenere «l’immediata sospensione e il rinvio della seconda seduta della Conferenza dei Servizi per la realizzazione e gestione di Case Passerini. «In questi mesi», sostengono, «si sono succeduti decine di incontri informativi pubblici con esperti del settore a cui ha partecipato un numero sempre crescente di cittadini, spesso non informati della realizzazione dell’opera in questione ed estremamente interessati alla valutazione delle alternative esistenti». Alcune militanti del gruppo “Mamme no inceneritore” sarebbero state «multate dai vigili» ieri a Sesto mentre a bordo di un camioncino facevamo informazione. Ma la polizia municipale smentisce: «Le avevamo già avvertite che serviva un’autorizzazione». Da qui la multa di 300 euro, contro cui le mamme faranno ricorso.

Fonte: QuiFirenze

Lotta dura contro l’inceneritore

Dieci associazioni hanno lanciato un appello per bloccare la conferenza dei servizi prevista per giovedì prossimo. Presidio fuori dal Comune a Sesto FIRENZE — Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy sono pronti alle barricate contro la costruzione dell’impianto di Case Passerini. Nel giorno in cui il Movimento 5 stelle ha presentato formale diffida e ha chiesto di rinviare la conferenza dei servizi sulla realizzazione del termovalorizzatore prevista per il 18 giugno prossimo, alcuni attivisti dell’associazione Mamme No Inceneritore si sono presentati fuori dal Comune di Sesto Fiorentino proprio mentre era in corso il consiglio comunale. Un consiglio in cui si dovrebbero discutere due ordini del giorno proprio sull’impianto di Case Passerini. Le associazioni hanno colto l’occasione per ribadire la loro contrarietà al progetto. “In questi mesi ­ hanno scritto in una nota le associazioni ­ si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero”. Le associazioni sottolineano anche come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore facciano riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengano conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche. Una protesta che si tradurrà in un tentativo di bloccare la conferenza dei servizi del 18 giugno, con le Mamme No Inceneritore che si sono date appuntamento in piazza Puccini armate di pentole, coperchi, mattarelli, posate.

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