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Pm 10 alle stelle, Rete No Smog: “Un Natale avvelenato”

Fonte: Nove da Firenze

Nell’indifferenza generale continuano gli sforamenti del PM10 che hanno originato le due ordinanze del Comune con blocchi al traffico dei veicoli più inquinanti.
“Chi lo sa che con sabato sono diventati 10 i giorni quasi consecutivi di sforamento nelle centraline di Firenze? Chi sa esattamente quali sono i divieti che prevedono anche il blocco delle auto diesel euro 3, immatricolate fino al 2006, su tutto il territorio comunale?? Quante sono le multe fatte nei giorni scorsi dalla polizia municipale? Anche a Natale e fine dell’anno avremo gli sforamenti e i blocchi del traffico?”. Queste le domande che pongono le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! 
Lo studio ESCAPE sull’inquinamento atmosferico, recentemente pubblicato e al quale hanno collaborato centri specializzati come la Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, ha provato che il PM10 causa il cancro al polmone e che il rischio aumenta quanto più si è esposti, per esempio chi abita o lavora in zone con molto traffico. Su un totale di 367.251 persone, seguite nello studio per 14 anni, 29.076 sono state le morti per cause non accidentali e 2095 hanno contratto un cancro nel periodo dell’indagine: circa lo 0,67% della popolazione osservata, 5 persone su 10.000 ogni anno. Altro dato allarmante: per ogni incremento di 10 microgrammi per metro cubo (µg/m3 ) di PM10, la probabilità di contrarre un tumore ai polmoni aumenta del 22%.
“Visti i livelli di Pm10 di questi giorni a Firenze – concludono le associazioni della Rete No Smog – quali conseguenze potremmo avere sulla salute dei cittadini, specialmente nelle zone abitate e particolarmente inquinate dal Pm10?”.
Questo l’intervento dei consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi: “Il sindaco Renzi dichiarò in una intervista del 26 novembre 2009: “nel 2013 avremo un Natale meno inquinato, questo davvero mi sento di poterlo promettere senza prendere in giro nessuno…il Piano antismog è il programma di mandato”. Detto-non Fatto! A distanza di quattro anni e visti i livelli di Pm10 nell’aria di Firenze, si può dire che sull’inquinamento il sindaco Renzi ha preso in giro i fiorentini. Renzi aggiunse nell’intervista: “la vera rivoluzione non sta in un piano ma nei fatti concreti: incrementare il trasporto pubblico locale, fare la gara per rinnovare completamente il parco Ataf, acquistare molti più bussini elettrici da far girare in centro, rifare le piste ciclabili di sana pianta, scommettere sulla mobilità elettrica, creare una ferrovia metropolitana di superficie…”. Se a questi “fatti concreti” che Renzi non ha concretizzato, si aggiungessero anche il più volte annunciato “bike sharing” e gli incentivi all’acquisto di mezzi elettrici, esauriti poi riaperti e riesauriti pochi giorni dopo, il fallimento è totale.
Ora, nel dicembre 2013, con il Pm10 alle stelle da 10 giorni consecutivi persino dentro Boboli, l’assessore Biti ha ancora il coraggio di affermare che le politiche dell’amministrazione funzionano: eppure lei stessa, intervistata da una televisone locale, ieri ha dovuto ammettere che non ci sono stati neppure adeguati controlli per i divieti di circolazione entrati in vigore da giovedì. Vista la poca informazione fatta dall’A.C. sui blocchi del traffico, diciamo pure che i divieti non solo non sono stati rispettati ma sono stati proprio ignorati dagli automobilisti che non ne erano a conoscenza.
Serve invece che vengano resi più efficaci i provvedimenti antismog a partire da quelli strutturali, cioè le promesse non mantenute di Renzi – che sulla carta erano condivisibilissime. Per limitare il danno ora si potrebbe ripescare dalle proposte della Regione (vedi delibera 246 del 1/3/2010): togliere la fascia oraria dei blocchi del traffico estendendo il divieto dalle 8.30 alle 18.30; incentivare l’uso del trasporto pubblico istituendo corse suppletive dei bus e prevedendo la gratuità del biglietto Ataf. E anche rilanciare la proposta che fece nel marzo 2008 al ministero dei trasporti l’allora presidente della Regione Claudio Martini: il limite di velocità di 90 km all’ora in autostrada nei tratti vicini ai centri abitati più critici, da Firenze nord a Firenze sud. Non costerebbe nulla proporre i 90 km/h al sottosegretario ai Trasporti D’Angelis, che spesso viene incontro alle richieste di quest’amministrazione. E in parallelo al limite di velocità in autostrada, l’amministrazione potrebbe far rispettare il limite di 30 km all’ora dove già in teoria ci sarebbe (centro storico) estendendolo a una fascia più ampia di strade limitatamente ai periodi di emergenza smog come quello in corso e quelli che, ormai lo sappiamo, si ripresenteranno tra gennaio e febbraio prossimi.
Proposte concrete che si potrebbero attivare se si avesse a cuore la salute della popolazione e si scegliesse di prendere iniziative di sostanza anziché di pura immagine: l’A.C. è informata del recentissimo studio Escape secondo il quale per l’incremento di 10 microgrammi al metro cubo di PM10 aumenta del 22% la probabilità di contrarre tumore ai polmoni?”.

Allarme smog, De Zordo e Grassi: “Andate in fumo tutte le promesse di Renzi sul piano-antismog”

Fonte: Perunaltracittà

Dopo 10 giorni di sforamento del PM10 proposte concrete per ridurre l’inquinamento.Il sindaco Renzi dichiarò in una intervista del 26 novembre 2009: “nel 2013 avremo un Natale meno inquinato, questo davvero mi sento di poterlo promettere senza prendere in giro nessuno…il Piano antismog è il programma di mandato”.  Detto-non Fatto! A distanza di quattro anni e visti i livelli di Pm10 nell’aria di Firenze, si può dire che sull’inquinamento il sindaco Renzi ha preso in giro i fiorentini. Renzi aggiunse nell’intervista: “la vera rivoluzione non sta in un piano ma nei fatti concreti: incremetare il trasporto pubblico locale, fare la gara per rinnovare completamente il parco Ataf, acquistare molti più bussini elettrici da far girare in centro, rifare le piste ciclabili di sana pianta, scommettere sulla mobilità elettrica, creare una ferrovia metropolitana di superficie…”. Se a questi “fatti concreti” che Renzi non ha concretizzato, si aggiungessero anche il più volte annunciato “bike sharing” e gli incentivi all’acquisto di mezzi elettrici, esauriti poi riaperti e riesauriti pochi giorni dopo, il fallimento è totale.
Ora, nel dicembre 2013, con il Pm10 alle stelle da 10 giorni consecutivi persino dentro Boboli, l’assessore Biti ha ancora il coraggio di affermare che le politiche dell’amministrazione funzionano:  eppure lei stessa, intervistata da una televisone locale, ieri ha dovuto ammettere che non ci sono stati neppure adeguati controlli per i divieti di circolazione entrati in vigore da giovedì. Vista la poca informazione fatta dall’A.C. sui blocchi del traffico, diciamo pure che i divieti non solo non sono stati rispettati ma sono stati proprio ignorati dagli automobilisti che non ne erano a conoscenza.
Serve invece che vengano resi più efficaci i provvedimenti antismog a partire da quelli strutturali,  cioè le promesse non mantenute di Renzi – che sulla carta erano condivisibilissime.  Per limitare il danno ora si potrebbe ripescare dalle proposte della Regione (vedi delibera 246 del 1/3/2010): togliere la fascia  oraria  dei blocchi del traffico estendendo il divieto dalle 8.30 alle 18.30; incentivare l’uso del trasporto pubblico istituendo corse suppletive dei bus e prevedendo la gratuità del biglietto Ataf. E anche  rilanciare la proposta che fece nel marzo 2008 al ministero dei trasporti l’allora presidente della Regione Claudio Martini: il limite di velocità di  90 km all’ora in autostrada nei tratti vicini ai centri abitati più critici, da Firenze nord a Firenze sud. Non costerebbe nulla proporre i 90 km/h al sottosegretario ai Trasporti D’Angelis, che spesso viene incontro alle richieste di quest’amministrazione. E in parallelo al limite di velocità in autostrada, l’amministrazione potrebbe far rispettare il limite di 30 km all’ora dove già in teoria ci sarebbe (centro storico) estendendolo a una fascia più ampia di strade limitatamente ai periodi di emergenza smog come quello in corso e quelli che, ormai lo sappiamo, si ripresenteranno tra gennaio e febbraio prossimi.
Proposte concrete che si potrebbero attivare se si avesse a cuore la salute della popolazione e si scegliesse di prendere iniziative di sostanza anziché di pura immagine: l’A.C. è informata del recentissimo studio Escape secondo il quale per l’incremento di 10 microgrammi al metro cubo di PM10 aumenta del 22% la probabilità di contrarre tumore ai polmoni?

L’Associazione Amici Monte Aserei e della Val Nure muove i primi passi

Contro la speculazione si deve fare così: “Il primo passo dovrebbe quindi essere quello di capire il reale consumo energetico del comune di Farini, al fine di valutare con la partecipazione della collettività, gli interventi più mirati e sostenibili per il raggiungimento dello scopo.”
Invece in Italia sono stati dati miliardi a imbroglioni finto green che si sono arricchiti con gli incentivi pagati dai cittadini …

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Folla e soprattutto giovani presenti all’Assemblea pubblica di martedì 3 dicembre

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Martedì sera 3 dicembre si è svolta a Farini nel salone della chiesa parrocchiale un incontro pubblico sul PAES, le Fonti da Energia Rinnovabile e la Partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative.
La serata è stata condotta e moderata da Pierluigi Rivaldi che ha presentato l’Associazione e spiegato il significato del suo operato, vale a dire valorizzare la montagna e spiegare alla comunità l’importanza dei “percorsi partecipati” e delle decisioni amministrative sui temi ambientali.
In rappresentanza della classe 2e Informatica dell’ISII Marconi sono intervenuti Celine Logli, Del Forno Alessandro, Miciché Andrea, Fanuel Manca, Degani Valentina, Nicolai Osalchuc, Emanuele Moia e Gabriele Guarnaschelli, i quali partendo dalla nostra Costituzione hanno messo in evidenza tutte le problematiche inerenti un corretto utilizzo delle Fonti da Energia Rinnovabili ai fini della tutela ambientale, intesa come obbligo individuale e sociale a valenza universale e con carattere squisitamente costituzionale.
A seguire ha preso la parola l’Ingegnere Sabrina Freda che ha parlato della sua esperienza alla guida dell’Assessorato all’Ambiente della regione Emilia-Romagna, spiegando la legislazione vigente in tema di Fonti da Energia Rinnovabile: argomento questo sempre attualissimo visto che gli “incentivi” per l’installazione di impianti in Italia restano sempre di gran lunga maggiori rispetto ad altri Paesi della UE e ciò è causa di distorsioni del mercato associati a fenomeni anche malavitosi e, talora, poco o per nulla convenienti alle realtà locali e al territorio: i progetti devono essere prima di tutto sostenibili sia in termini di bilancio tra emissione di CO2 e di produzione di PM10 (l’Ingegnere ha portato l’esempio delle centrali a Biomassa che se, da un lato, con l’energia prodotta si avrebbe una riduzione di emissioni di C02, dall’altro però si avrebbe un aumento di produzione di PM10, e questo non è ammissibile), sia in riferimento ad impianti ad alta efficienza in termini di produttività specifica (vedi l’esempio ormai noto dei parchi eolici sull’Appennino, a scarsa efficienza e quindi non più ammissibili dalla legislazione regionale vigente).
Fabrizio Binelli di Legambiente ha poi spiegato più in dettaglio la situazione energetica piacentina e del nostro appennino riallacciandosi ai PAES (Piano di Azione Energie Sostenibili) che dovrebbe condizionare le politiche energetiche locali del prossimo decennio. Il Comune di Farini ha aderito al Patto dei Sindaci e sarebbe stato utile per la popolazione capire quali sono gli obiettivi che si è posta l’Amministrazione Mazzocchi, visto che il “Patto dei Sindaci” è un impegno per l’energia sostenibile tra il Comune medesimo e la UE a ridurre del 20% le emissioni di C02 nell’atmosfera entro il 2020, impegno che il Consiglio Comunale deve portare avanti con la partecipazione di famiglie e imprese, così come è previsto dalla Commissione Europea.
Il primo passo dovrebbe quindi essere quello di capire il reale consumo energetico del comune di Farini, al fine di valutare con la partecipazione della collettività, gli interventi più mirati e sostenibili per il raggiungimento dello scopo.
La provincia di Piacenza ed anche il territorio comunale di Farini, non hanno bisogno di produrre energia da FER da mettere in rete, ma di migliorare la qualità della vita nella salvaguardia dell’ambiente, riducendo le emissioni di CO2 sul territorio e in ambito locale sulla base di precisi bilanci energetici circa  l’effettivo fabbisogno e consumo energetico comunale.
Infine ha preso la parola il Prof. Giampaolo Nuvolati che ha parlato della partecipazione della collettività alle decisioni amministrative, evidenziando come i percorsi partecipativi possono essere anche complessi attraverso i principi della Governance, trasparenza e accountability.
Diversi sono i modi di creare la “partecipazione”: attraverso conferenze, dibattiti, creazione di consulte, in cui un campione di cittadini deve instaurare un buon rapporto con la pubblica amministrazione: la neonata Associazione “Amici Monte Aserei……” potrebbe appunto svolgere la questa funzione proponendosi quale valido interlocutore con l’Amministrazione Comunale aiutandola a capire le esigenze locali di famiglie e imprese e collaborando alla stesura del PAES.
Anche la Regione, conformemente agli indirizzi Europei, nelle sue strategie pianificatorie, prevede lo strumento partecipativo, in quanto il cittadino, informato, preparato e attrezzato, può insieme alla comunità e agli Enti, affrontare con successo e in breve tempo i problemi ambientali e del territorio.
Il Presidente dell’Associazione, Avv. Mariarita Anselmini

Smog, De Zordo: “PM10 alle stelle persino dentro Boboli, ma l’Amministrazione prevede misure ridicole e non tutela la salute dei cittadini”

Fonte: Perunaltracittà

Ieri la rete NoSmog Firenze ha lanciato l’allarme per gli ultimissimi dati delle centraline Arpat che segnalano il settimo giorno consecutivo di superamento dei limiti di di PM10 a Firenze. A fronte di una soglia di 50 microgrammi /mc al Ponte alle Mosse sono stati rilevati ieri (martedì) ben 118 mg e persino nella criticata e ridicola centralina posizionata all’interno del giardino di Boboli si sono raggiunti i 76 mg. Per ora abbiamo perso la battaglia per il suo spostamento in zona più consona alla misurazione dell’inquinamento e dove è più reale l’esposizione dei cittadini, ma torneremo all’attacco anche su questo. L’A.C. continua per ora a non far nulla e prevede, nel caso che questi dati allarmanti continuino, misure ininfluenti come bloccare le auto più inquinanti ma solo dentro la ztl e ridurre il riscaldamento. Nessun intervento strutturale per abbattere l’inquinamento e neppure nessuna misura drastica in caso di sforamento dei limiti consentiti. Dunque non tutela la cittadinanza, che è ben consapevole dei rischi che le polveri sottili hanno sulla priopria salute.

Firenze: Pm10 alle stelle per sei giorni consecutivi ma il Comune tace

…Tranquilli perchè l’inceneritore di case Passerini, previsto nel Piano che andrà in adozione a fine mese migliorerà la salubrità dell’aria, gli verrà in soccorso l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, e non farà mancare il suo contributo neppure la Terza Corsia dell’A11 Fi-Po-Pt opere quest’ultime due già approvate dal Consiglio regionale!

Fonte: Il Sito di Firenze

RETE NO SMOG FIRENZE
Città Ciclabile
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

Riceviamo e pubblichiamo – “E’ emergenza smog con il  Pm10 alle stelle, ma il Comune di Firenze tace”. E’ questa l’accusa della Rete No Smog dopo sei giorni consecutivi di sforamento del Pm10 nelle centraline di Firenze e di altre città della Toscana. E’ da mercoledì scorso che il Pm10 ha iniziato a sforare ininterrottamente nelle centraline, nei giardini di Boboli come a Scandicci, dove venerdì ha raggiunto la punta massima di 116 microgrammi/mc (la soglia è di 50), e a Ponte alle Mosse, dove ieri, lunedì, sono stati misurati 108 microgrammi/mc ed è stato il 36 giorno di sforamenti, superando così il limite dei 35 giorni previsto dalla normativa e diventando così la centralina “maglia nera” e la più inquinata della Toscana. E nei prossimi giorni gli sforamenti del Pm10 sono destinati a continuare, viste le previsioni meteorologiche stabili, con freddo e alta pressione, favorevoli alle concentrazioni e innalzamento degli inquinanti nell’aria. “Nonostante gli sforamenti del Pm10 il Comune di Firenze e gli altri Comuni della piana non prendono provvedimenti antismog, a differenza di altre città come Milano e Roma – sottolineano le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! – perché continua l’inganno delle centraline “di fondo”, che registrano l’inquinamento in misura inferiore (un terzo dei giorni di superamento), ma sono prese come riferimento per gli sforamenti e quindi per i provvedimenti antismog”. La Rete ricorda infatti il paradosso che le centraline collocate all’interno dei giardini di Boboli e di viale Bassi vengono considerate come le più attendibili per l’esposizione dei cittadini agli inquinanti, “come se i fiorentini abitassero e vivessero ai giardini di Boboli”, commentano dalla Rete. Così la centralina di via Ponte alle Mosse, in zona di traffico e altamente residenziale, è quella record negativo di tutte le centraline della Toscana, ma per il Comune di Firenze i suoi 36 giorni di sforamenti non contano, perchè hanno valore i 13 giorni della centralina di Scandicci e gli 11 di Boboli e i 10 di Bassi. “Così in questi giorni i fiorentini respirano Pm10 a pieni polmoni – concludono le associazioni della Rete No Smog – ma il Comune non solo non prende provvedimenti, aspettando il superamento della soglia dei 15 giorni sforati dalla centralina di Scandicci, ma se ne disinteressa totalmente e non si preoccupa neanche di avvertire i cittadini dei rischi per la salute”.

Pd diviso sulla verifica delle centraline antismog

Fonte: PerUnaltracittà

Smog, De Zordo e Grassi: “Divide il PD la verifica delle centraline Boboli e
Bassi per misurare il Pm10 nell’aria”

“Incredibile che il PD si sia diviso sulla mozione approvata in Consiglio Comunale riguardo lo smog e la verifica delle centraline di “fondo” di Boboli e Bassi, che misurano il livello del Pm10 nell’aria e su cui ci si basa per i provvedimenti antismog in città”. Così hanno detto i consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi, promotori dell’atto, che aggiungono: “Le centraline, secondo la mozione, dovranno essere verificate e valutate per la loro rappresentatività rispetto all’esposizione al Pm10 dei cittadini di Firenze”.
La mozione impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi presso la Provincia e soprattutto la Regione Toscana perchè “sia completato urgentemente il processo di valutazione” delle centraline collocate nel territorio regionale e quindi anche di Firenze. “Oggi – hanno detto i consiglieri – le centraline assunte come riferimento per la misura del livello di Pm10 in città sono posizionate una dentro il giardino di Boboli e l’altra in un cortile con giardino di viale Bassi, mentre la terza centralina di “fondo” dell’area fiorentina è invece collocata nel territorio di Scandicci. Secondo la legislazione regionale, le centraline di fondo devono servire a “valutare l’esposizione agli inquinanti nelle aree urbane dove vive e lavora la maggior parte della popolazione”, rispecchiando così la qualità dell’aria della città e del territorio di Firenze e facendo da riferimento per l’attivazione dei provvedimenti antismog. Fino a un anno fa le centraline di riferimento per il Pm10 erano di tipo “urbana-traffico” e poste in viale Gramsci e in via Ponte alle Mosse, dove il Pm10 supera più frequentemente i valori limite e le soglie di allarme, mentre dal 2011 le centraline di riferimento sono diventate quelle di tipo “urbana-fondo” e collocate appunto nei gardini di Boboli e di viale Bassi e a Scandicci. Ed è stato verificato che nelle centraline di “fondo” il Pm10 misurato risulta in genere 3-5 volte minore di quelle di “traffico”. Non a caso associazioni ambientaliste hanno più volte posto in dubbio la rappresentatività delle centraline di Boboli e di Bassi, proponendone una diversa collocazione nel territorio cittadino.
“E’ incredibile che alcuni consiglieri del PD abbiano polemizzato contro la mozione – concludono De Zordo e Grassi – quando la verifica e la corretta applicazione delle norme sullo smog e sulla salvaguardia della salute della popolazione devono essere uno degli impegni primari di chi governa un territorio”.

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