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Celebrazioni di Firenze Capitale: le iniziative del Polo Museale Fiorentino

Pubblichiamo volentieri le numerose iniziative del Polo Museale Fiorentino per le celebrazioni dei 150 anni di Firenze Capitale.

Con la celebrazione del trasferimento di Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, da Torino a Firenze, lo scorso 3 febbraio ha preso il via il calendario di appuntamenti previsti in occasione del 150° anniversario di Firenze Capitale. Alcuni di questi vedono protagonisti musei e servizi del Polo Museale Fiorentino, nonché il concessionario, Firenze Musei. Vediamoli più da vicino.
Sezione didattica
In occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Firenze Capitale, è nata una proficua sinergia tra la Sezione Didattica e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Quest’ultimo, infatti, organizza la mostra dal titolo Firenze: fotografia di una città tra storia e attualità. La collezione Borbottoni e altre vedute nelle raccolte d’arte dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze (che si inaugurerà il prossimo 17 febbraio in via Bufalini 6), volta a promuovere l’immagine di Firenze nel momento in cui, per adeguarsi al nuovo ruolo di Capitale, stava trasformandosi in modo radicale nel tessuto urbano. Nucleo dell’esposizione sono i 120 dipinti di Fabio Borbottoni che con le sue vedute volle fermare il tempo. A tale scopo la Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino ha organizzato dei cicli di visite alla mostra per le scuole (ogni martedì e giovedì alle 9.30 e 10.30 dal 19/2 al 31/3) e per le famiglie (il 21, 22 e 28 febbraio, 14, 21 e 28 marzo e 4 aprile alle 10 e 11.30). Infine una postazione touch screen presente in mostra permetterà di “navigare” tra le strade della nostra città mettendo in connessione immagini del passato e del presente.
Museo Nazionale del Bargello
Anche per il Museo Nazionale del Bargello il 2015 è un anno speciale perché coincide con il 150° anniversario della sua istituzione. Per l’occasione è previsto un nutrito programma d’iniziative. Si comincia il 20 marzo con l’inaugurazione de Il Medioevo in viaggio, la mostra inserita nel programma di esposizioni temporanee “Un anno ad arte” nei musei del Polo (promosso dal MiBACT, dalla Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino, Firenze Musei e Ente Cassa di Risparmio di Firenze). La fondazione del Museo Nazionale del Bargello sarà ricordata il 14 maggio, alle 21, con un concerto della Scuola di Musica di Fiesole. A seguire, dal 20 maggio al 20 giugno, si svolgerà un ciclo di conferenze sull’anniversario del museo fiorentino. Quindi a fine ottobre è previsto un convegno internazionale che avrà per tema la nascita dei musei nazionali in Europa.
Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti
Anche la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti contribuirà al 150° anniversario di Firenze Capitale con importanti iniziative. La prima è programmata il 28 marzo e si tratta dell’inaugurazione del percorso tattile per non vedenti denominato “Firenze 1865: nascita di una capitale”, possibile grazie alla donazione del Lions Club Firenze Impruneta San Casciano di audio guide per non vedenti. L’iniziativa celebra anche il metodo Braille di lettura per non vedenti, promossa dai Savoia proprio nel periodo di Firenze Capitale. Quindi il 19 novembre inaugurerà Firenze Capitale 1865-2015. I doni e le collezioni del Re, mostra inserita nel programma di esposizioni temporanee “Un anno ad arte”. E in attesa di questa mostra, sul sito web del Polo Museale Fiorentino è disponibile la “Cronologia degli eventi di Palazzo Pitti” (dal 3 febbraio 1865 al 1° luglio 1871 quando la Capitale d’Italia fu spostata a Roma), rintracciabile cliccando qui.

Museo di Casa Martelli
Promosso dall’Associazione Amici di Palazzo Davanzati e Casa Martelli, e dal Polo Museale Fiorentino, nell’ambito delle manifestazioni l’Ente Cassa di Risparmio per Firenze Capitale, il 22 ottobre al Museo di Casa Martelli (Firenze, via Zannetti 8) si terrà una giornata di studi dal titolo Firenze in salotto. Intrecci culturali dai riti aristocratici del Settecento ai luoghi della sociabilità moderna. L’iniziativa, che proporrà un quadro d’insieme della realtà fiorentina delineandone la storia in parallelo ai cambiamenti del clima politico, del costume culturale e mondano, si articolerà in numerosi interventi. In perfetto connubio fra parole e musica, concluderà la giornata il concerto Le Charme con un programma che ricreerà le suggestive atmosfere dell’epoca con una rassegna di splendide Mélodies, Songs e Lieder.
Galleria del Costume di Palazzo Pitti
Si intitola Gran Ballo a Palazzo Pitti e si terrà dal 28 novembre 2015 a febbraio 2016 nel Salone da ballo della Galleria del Costume di Palazzo Pitti. È la mostra evocativa della grande festa da ballo che si svolse alla Reggia di Pitti il 28 novembre del 1865 per celebrare la nuova capitale del Regno d’Italia, alla presenza di reali, aristocratici, ambasciatori, parlamentari, notabili. La mostra, ideata dalla Direzione del trimestrale MCM-La Storia delle Cose, è a cura del Museo del Costume, del Museo degli Argenti, della Biblioteca Nazionale di Firenze e in collaborazione con la Galleria d’arte moderna e la Galleria Palatina. La mostra propone una selezione di abiti da ballo e da gran sera degli anni 1865-68 da donna e da uomo, alte uniformi, accessori, documenti, carnet da ballo, spartiti musicali. L’esposizione è accompagnata da musiche da ballo del tempo, sequenze di scene di ballo tratte da celebri film (Il Gattopardo, Senso e altri), tavole imbandite, menù e varie suppellettili di epoca savoiarda. Si tratta di un insieme di testimonianze che rievoca l’atmosfera degli anni di Firenze Capitale d’Italia.

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Quel pezzo di Storia ceduto da Siena

Fonte: Corriere fiorentino del 25-7-201
Di Tomaso Montanari 

Gli occhi dei senesi e degli italiani che hanno a cuore le sorti del patrimonio storico e artistico della nazione sono puntati su Renato Saccone, prefetto di Siena. Due mesi fa, la sezione senese di «Italia Nostra» gli ha presentato un esposto, rispettoso quanto fermo e documentato.
Il 29 aprile (festa di Santa Caterina: ironia del destino!) del 2011 l’Opera della Metropolitana di Siena (l’ente che da quasi novecento anni mantiene in vita il Duomo) ha ceduto «un ramo d’azienda» ad una società privata con fini di lucro, Opera Laboratori Fiorentini del gruppo Civita, che gestisce dal 1998 tutti i servizi di accoglienza e assistenza alla visita in più di venti musei del Polo Museale di Firenze. Quel «ramo d’azienda» comprendeva «l’accoglienza ai visitatori» e le «attività culturali».
Secondo Italia Nostra, supportata da un ottimo ufficio legale, questa cessione è «palesemente illecita, illegittima e perciò nulla» perché avvenuta in violazione dello statuto dell’Opera della Cattedrale.
In sostanza Italia Nostra dice che quest’ultima istituzione non è un’azienda, non agisce per fini di lucro e deve continuare ad operare per l’interesse pubblico: può, al limite, diventare (come è successo) una onlus, ma non già vendere proprie parti ad un’azienda.
Insomma, sarebbe come se il Liceo «Piccolomini» cedesse un suo ‘ramo’ al CEPU, o se tre reparti delle Scotte fossero ceduti ad una clinica privata. È per questo che Italia Nostra denuncia il fatto che questi contratti, «realizzando il soddisfacimento di un interesse privato», contrastano «clamorosamente con l’interesse pubblico».
Il mondo che vive delle concessioni del Ministero dei Beni Culturali presenta molti lati oscuri, e non di rado appare un bizzarro ircocervo di clientelismo parastatale d’antan, marketing all’amatriciana, incompetenza e improvvisazione. Di recente, e proprio su queste colonne, l’amministratore delegato di Opera Laboratori Fiorentini ha dichiarato che gli pare normale assumere i parenti dei dipendenti (magari illustri) del Polo Museale Fiorentino: «a parità di condizioni scegliamo qualcuno di cui ci possiamo fidare». Se il Mibac non fosse una perpetua sede vacante, i tempi sarebbero maturi per un azzeramento generale delle concessioni (bloccate da tempo per un incredibile pasticcio legale), e per una azione di moralizzazione e trasparenza che smantelli i monopoli a favore di quell’apertura che, peraltro, ci impone la Direttiva Bolkenstein dell’Unione Europea.
Ma nel caso di Siena in gioco c’è molto di più: qui non si tratta di un appalto, ma di una vera e propria alienazione (per di più in cambio di un corrispettivo ridicolo: poche diecine di migliaia di euro) che spezza irreversibilmente una storia plurisecolare.
La crisi del Monte dei Paschi e del Comune scuote in profondità uno dei modelli più antichi di governo del bene comune. In questo momento la città ha un disperato bisogno di poter contare sui propri simboli e sulla propria altissima tradizione culturale: e la lunghissima e gloriosa storia dell’Opera della Metropolitana è davvero troppo importante per liquidarla come se fosse una catena di pizzerie da poter dare in franchising.
È per questo che in molti aspettano una parola risolutiva da parte del prefetto, a cui spetta la sorveglianza sul fatto che l’Opera Metropolitana di Siena rimanga fedele ai propri antichissimi fini istituzionali, e non venga né spogliata né trasformata surrettiziamente in un’azienda.
Se sarà necessario, Italia Nostra è pronta a rivolgersi direttamente al ministro degli Interni e a suscitare su questo caso un vasto movimento di opinione: ma sarebbe assai meglio se Siena dimostrasse di avere ancora gli anticorpi attivi. Ora è il prefetto a dover decidere se dichiarare nulli i contratti tra l’Opera Metropolitana e Opera Laboratori: in molti aspettano la sua risposta.

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