Archivi tag: porta a porta

No inceneritore: assemblea pubblica martedì 9 dicembre

Fonte: Piana Contro le Nocività

Martedì 9 Dicembre assemblea pubblica ore 21.15 presso Sala Consiliare Comune di Campi Bisenzio

Nell’affollato consiglio comunale del 30 ottobre, tante belle parole, ma il sindaco Fossi non ha preso posizione contro l’inceneritore. Nella maggioranza qualcuno avanza dubbi e nessuno difende più apertamente la scelta di bruciare rifiuti!
Nelle prossime settimane presenteremo una proposta di delibera su cui tutto il Consiglio dovrà esprimersi con il voto, per dare continuità all’iniziativa dei cittadini, senza delegarla a nessuno. Ai consiglieri che condividono la “strategia rifiuti zero”, chiediamo un voto coerente ed una posizione chiara a tutti i livelli, nel rispetto della volontà popolare e per la tutela della salute.
Il comune di Campi può e deve fare sentire la sua voce contraria!
Ci incontreremo quindi Martedì 9 Dicembre ore 21.15 presso la sala consiliare del comune di Campi Bisenzio.
Per discutere e decidere insieme su:

  • Valutazione del consiglio comunale del 30 ottobre sulla petizione e prosecuzione dell’iniziativa con la proposta di delibera (testo, firme, consiglio aperto)
  • Proposta di una campagna di informazione e di boicottaggio su HERA, la società che insieme a Quadrifoglio dovrebbe costruire e gestire l’inceneritore: non vogliamo luce e gas da chi ci avvelena la vita!

Assemblea per la piana Contro le Nocività

Piano Regionale dei Rifiuti. Sgherri: “obbiettivi svuotati e piano che punta alla realizzazione degli inceneritori.”

Piano Regionale dei Rifiuti in approvazione. Sgherri (PRC in Regione):
“piano che svuota obbiettivi anche ambiziosi
a causa di previsioni di produzione di rifiuti sovra dimensionate e che
paiono funzionali a fare inceneritori.
In soffitta il percorso partecipato che Rossi aveva accolto”.

Firenze, 19 novembre. Piano Regionale dei Rifiuti in approvazione. L’arrivo oggi in aula del Piano conferma che è stato interrotto il confronto partecipato, promesso e poi negato dal presidente Rossi.  Un piano che si pone formalmente obbiettivi anche ambizioni (70 %, 20%, 10%) ma che poi li svuota in primis a causa del sovra dimensionamento della produzione rifiuti indicata, e funzionale alla realizzazione degli impianti di incenerimento.
Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale. Sulla produzione dei rifiuti – spiega Sgherri – in Toscana si parte da dati di gran lunga superiori a quelli che registrano già oggi  altre altre regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte ecc), ma quel che balza all’occhio è che le previsioni al 2020 contenute nel piano sono di circa 100 – 150 kg/abitante /anno superiori ai dati 2012 (fonte Ispra) di queste regioni .
E tutto in base a una prevista ripresa economica (legata alla produzione dei rifiuti) sempre annunciata e mai partita e che comunque, qualora si realizzasse, la letteratura economica ci dice richiederebbe oltre un decennio a ritornare a livelli del 2007.
Tanto più se si pensa che sono ormai anni che il trend è in diminuzione. Obbiettivi ambizioni dicevamo che, se si vuole ridurre i rifiuti sul serio e consistentemente e aumentare considerevolmente la raccolta differenziata, dovremmo però dar loro delle gambe con scelte precise che nel piano non ci sono (e che invece sono stati oggetto di alcune delle osservazioni presentate – e respinte – e oggetto delle risoluzioni collegate da me sottoscritte) come:

  • una moratoria di tre anni nella realizzazione/ammodernamento/ampliamento degli impianti di incenerimento (in attesa di una verifica del trend reale di produzione dei rifiuti);
  • prevedere l’obbligo di affidarsi al gestore unico, da parte dei comuni, per la sola gestione degli impianti e invece una adesione volontaria per la raccolta e lo spazzamento (valorizzando così le esperienze virtuose presenti in Toscana);
  • responsabilizzare i gestori imponendo penali se non raggiungono gli obbiettivi di raccolta differenziata (mentre oggi la pagano i cittadini con l’eco tassa);
  • una seria politica di incentivazione ai comuni per l’applicazione della tariffa puntuale e una che punti a una “de assimilazione attiva” dei rifiuti speciali assimilati agli urbani.

Insomma volere è potere, come dimostrano i casi che anche in Toscana, con queste politiche, hanno portato a far schizzare in alto le percentuali in pochissimo tempo di raccolta differenziata e riduzione rifiuti, basterebbe metterli a sistema.
Ma si è preferito il vecchio, si è preferito non rompere la gabbia del binomio produzione – inceneritori, anche al di là di quello che dice l’evidenza della realtà, svuotando di fatto quelli che potrebbero sembrare obbiettivi ambiziosi.

Inceneritore di Selvapiana: appello amministrative del 25 maggio

Comunicato della Rete Valdisieve 

La Rete Valdisieve, dopo anni di opposizione, di  proposte e di iniziative (che hanno visto coinvolte centinaia ed in alcuni casi migliaia di abitanti della Valdisieve) rimaste sempre senza alcuna risposta, ha appreso dai quotidiani che nelle scorse settimane sono state fatte dichiarazioni ufficiali da parte di esponenti del PD (partito che ha la maggioranza in tutti i comuni della Valdisieve) nelle quali si dichiara che l’inceneritore di Selvapiana “è superato”.
Per questo abbiamo seguito con attenzione i contenuti dei programmi elettorali di tutti i candidati a sindaco, di tutti gli schieramenti politici, dei vari comuni della Valdisieve.  Ad Aprile abbiamo consegnato nelle loro mani, o inviato via e-mail, una “Lettera Aperta” chiedendo di inserire nei loro programmi, in modo chiaro e definitivo, i seguenti punti con la speranza che fossero recepiti:

  1. l’abbandono definitivo della pratica dell’incenerimento;
  2. l’adozione con delibere ufficiali della strategia RIFIUTI ZERO, con tutto quello che la stessa comporta a partire dal NO all’impianto di Selvapiana che ne rappresenta il primo passo esenza ricorrere all’incenerimento per i rifiuti residui, così come prevede la “Carta di Napoli”, in modo da non scaricare il problema su altri impianti;
  3. L’avvio fin da subito la creazione di nuovi centri di riuso e recupero sul nostro territorio come passo qualificante della strategia RZ;
  4. In conseguenza dei punti precedenti, l’impegno ad opporsi con ogni mezzo alla costruzione del nuovo inceneritore e a compiere ogni passo per sua cancellazione definitiva dai Piani Interprovinciale, Regionale e di Ambito.

Ad oggi però constatiamo che i programmi amministrativi proposti dalle liste di coalizione che sostengono i candidati a sindaco PD e Forza Italia, seppur ciascuno con le proprie peculiarità nell’affrontare il tema sulla gestione dei rifiuti, non ne fanno alcuna menzione.
Francamente ci siamo chiesti fin da subito se le dichiarazioni sul superamento dell’impianto fossero reali e sincere o meramente opportunistiche in vista delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio;  il recentissimo ricorso al TAR promosso da AER Impianti Srl (composta per il 90% dai comuni), sostenuto da altri ricorsi promossi dai comuni stessi della Valdisieve, ci conferma chiaramente che la volontà è quella di rimanere INCENERITORISTI.
In tale ricorso si chiede in primis l’annullamento della delibera che approva il Piano d’Ambito in quanto ATO Toscana Centro conferirebbe solo 45.000 t/a di rifiuti invece delle 60.000 t/a necessarie per far funzionare a pieno regime il nuovo impianto.  Con 45.000 t/a di rifiuti l’inceneritore risulterebbe, nonostante la storica ostinazione nel volerlo fare a tutti i costi, economicamente insostenibile e quindi irrealizzabile per mancanza di rifiuti.
Nella pratica quindi si chiedono più rifiuti per Selvapiana al fine di giustificare la realizzazione dell’impianto; in ultima analisi notiamo quindi che si lavora ancora per costruire l’inceneritore.
L’ennesima partita di ping-pong è appena cominciata. Le scelte sbagliate delle amministrazioni della Valdisieve, supportate anche da ATO, continuano.
Il prossimo voto potrebbe avere un peso significativo per attivare invece pratiche virtuose nel rispetto del territorio e dei cittadini verso “Rifiuti Zero”.  
Usiamolo bene.

Approvata in Commissone Ambiente la mozione di perUnaltracittà sulla Strategia Rifiuti Zero

Fonte: Perunaltracittà

La gestione virtuosa dei rifiuti presto in Consiglio

La Commissione Ambiente del comune di Firenze ha approvato la mozione  elaborata con il sostegno dell’Associazione Rifiuti Zero Firenze e del Centro Rifiuti Zero di Capannori che fa capo al premio Golden Prize 2013 Rossano Ercolini, è stata presentata da perUnaltracittà e sottoscritta oltre che dalla consigliera De Zordo anche dai consiglieri Grassi, Fittante, Torselli.
La mozione, qui sotto riportata, che indica modalità di gestione dei rifiuti alternativa all’incenerento, è stata votata oltre che dai proponenti anche dai consiglieri Pugliese, Semplici, Cruccolini. La strategia Verso rifiuti Zero è stata adottata in Italia già da più di 200 comuni di varia grandezza: nella provincia di Firenze già approvata a Rignano, Figline e Greve.  Sta per partire l’applicazione di Rifiuti Zero anche nella città di Roma, sostenuta dal sindaco Marino. A breve la mozione oggi approvata in Commissione verrà discussa e votata nel Consiglio comunale fiorentino.

Tipologia: Mozione
Oggetto: Adesione del Comune di Firenze alla strategia “Rifiuti Zero”
Proponenti: Ornella De Zordo, Tommaso Grassi, Giovanni Fittante, Francesco Torselli.

IL CONSIGLIO COMUNALE
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179 che dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei
rifiuti;
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 180 che, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti dispone che le iniziative di cui all’art. 179 riguardino in particolare:
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
CONSIDERATO che a livello internazionale e nazionale molte città hanno assunto il percorso verso “rifiuti zero”, attraverso la definizione di atti deliberativi e di concreti strumenti operativi volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti, l’incenerimento e lo smaltimento in discarica e volti a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo” nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite ed in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte;
RICHIAMATO in particolare che le città coinvolte in questo percorso sono ormai decine in varie parti del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley) l’Australia (Camberra e la regione sud occidentale del Paese), la Nuova Zelanda, il Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito, l’Italia con decine di Comuni,  ed anche la Toscana con Capannori, Greve in Chianti e Figline Valdarno;
RICORDATO che “Rifiuti Zero” è una strategia che ha come obiettivo la riprogettazione del ciclo di vita delle risorse in modo da poter riutilizzare tutti i prodotti, facendo diminuire la quantità di rifiuti da conferire in discarica, ossia prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il volume ed eliminare la tossicità del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a pratiche di incenerimento o sotterramento;
CONSIDERATO che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla loro prevenzione, al riuso, al massimo recupero di beni e materiali si pone in linea anche con gli obiettivi di generalizzare la diminuzione dei “gas serra”, resa sempre più necessaria e stringente da “accordi internazionali” che puntano ed obbligano i governi a “tagliare” le emissioni di CO2 legate anche alla produzione dei beni di consumo, a partire dagli imballaggi;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A

  1. aderire ed intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020,  stabilendo per gli anni prossimi incrementi progressivi  della raccolta differenziata e senza la realizzazione di inceneritori;
  2. dare mandato alla Giunta Comunale, per il raggiungimento di tali obiettivi, di estendere e completare i sistemi di raccolta “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani e degli assimilati a tutto il territorio comunale;
  3. istituire un sistema tariffario basato principalmente sulla effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche, sulla base del principio “chi meno produce e più differenzia i rifiuti, meno paga”;”
  4. istituire l’ “Osservatorio verso Rifiuti Zero” che abbia il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale.

Impruneta aderisce a Rifiuti Zero !

Il comune di Impruneta (Fi) approva la delibera Rifiuti Zero.
L’onda dei comuni a Rifiuti Zero aumenta anche in provincia di Firenze

Renzi, se vuoi fare la differenza impara a fare la diffe-Renzi-ata!

Partiamo da un dato di fatto: la raccolta differenziata porta a porta si può realizzare anche in grande aree metropolitane.
Milano ne è una prova, come spiega Enzo Favoino (esperto di gestione rifiuti) che da anni segue gli sviluppi della raccolta differenziata porta a porta a Milano. In questo video, Favoino spiega come Milano nel 2014 con il completamento dell’estensione del porta a porta per la frazione organica, sarà la più grande città al mondo coperta da un sistema di questo tipo.


Perché è importante un sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti?
Il sistema di raccolta stradale o di prossimità NON consente di avere una buona qualità del materiale da inviare a riciclaggio, perché nel cassonetto si può arrivare fino al 20% di impurità (principalmente composte da materiale organico che sporca e rende non recuperabili materiali come carta e cartone), rendendo molto difficili le operazioni di riciclaggio.
Questo tipo di rifiuto (lo scarto del riciclaggio) neanche a dirlo fa gola a chi vuole costruire a tutti i costi gli inceneritori.
Infatti nei calcoli di progettazione dell’impianto di Case Passerini, sono stati inseriti tra i rifiuti potenzialmente inceneribili anche questa tipologia di rifiuto (speciale).
Se invece si adottasse un sistema di raccolta adeguata (porta a porta) si potrebbe differenziare meglio, con meno impurità (max 5-7%) riducendo il quantitativo degli scarti prodotti dagli impianti di riciclaggio, recuperando più materia dai nostri rifiuti.
Ma quante tipologie di raccolta dei rifiuti esistono a Firenze?
Sicuramente non è cosa facile, ma proviamo a fare un pò il punto della situazione. In questo momento nella città di Firenze esistono 5 tipologie diverse di raccolta dei rifiuti.

  1. Il cassonetto interrato, con raccolta porta a porta della carta nella zona del centro storico.
  2. La raccolta porta a porta nella zona tra il Duomo, Piazza della Signoria e Ponte Vecchio.
  3. Cassonetto indifferenziato. Tra via San Gallo, Via degli Alfani, Via M. Bufalini dove si trovano ancora file di cassonetti blu.
  4. Cassonetti per la raccolta differenziata senza chiavetta, in zone periferiche (Novoli, Isolotto).
  5. Cassonetti per la raccolta differenziata con la chiavetta, fuori dalle mura (San Jacopino, Piazza Puccini).

In questa situazione è difficile capire quale sistema stia adottando Firenze per la raccolta dei rifiuti. Sicuramente i cittadini sono disorientati di fronte a questa moltitudine di sistemi di raccolta che non fanno altro che aumentare la confusione e l’incertezza nella popolazione.
In questa situazione dove la raccolta differenziate raggiunge a mala pena il 45%, i rifiuti prodotti non diminuiscono, perché come si può ben capire non vi è al momento nessuna volontà da parte dell’amministrazione comunale di cambiare rotta.
Quale soluzione alternativa?
Firenze come Milano, potrebbe iniziare la raccolta diffe-renzi-ata spinta, utilizzando il sistema porta a porta, che consentirebbe di cambiare la rotta in poco tempo.
Invece il nostro sindaco continua con le sue operazionI d’immagine con l’interramento dei cassonetti nel centro storico e poco importa se poi sarà costruito un’inceneritore alle porte della città di Firenze, tanto a pagare saremo sempre noi (i contribuenti), sia con il portafoglio che con la nostra salute.
I cittadini di Firenze non vogliono una città vetrina, ma vogliono che la loro città diventi un esempio da seguire in tutto il mondo, non solo per l’arte e la cultura, ma anche per una corretta gestione della città, dove i rifiuti rappresentano una risorsa da valorizzare e non da bruciare, perché come diceva il grande Leonardo Da Vinci:”In natura non esistono rifiuti”.
Rifiuti Zero Firenze Mappa della raccolta dei rifiuti a Firenze

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: