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Sequestrato l’impianto a biogas Agri Power Plus di Cinigiano

Fonte: Il Tirreno, 26 settembre 2014

Le indagini della polizia e della forestale ipotizzano, fra gli altri, il reato di truffa nel conseguimento di erogazioni pubbliche

Uomini della polizia e del Corpo forestale hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dell’impianto a biogas di Cinigiano di proprietà dell’azienda Agri Power Plus, provvedimento emesso dal Tribunale di Grosseto.
Il sequestro dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biogas arriva dopo un’attività d’indagine articolata e complessa dalla quale sono emerse irregolarità gravi sia nella fasi iniziale in cui sono state ottenute le autorizzazioni per conseguire l’incentivazione da parte del Gse, gestore deputato alla erogazione della tariffa onnicomprensiva per gli impianti a energia rinnovabili, sia nella fase successiva di gestione dell’impianto stesso. In quest’ultima parte, l’indagine avrebbe riscontrato che l’impianto, contrariamente al dettato normativo, si alimentava solo in minima parte attraverso propria produzione, ricorrendo, al contrario, per la maggior parte a produzione terze, di cui parte anche fuori dalla filiera corta consentita dalla legge.
Vengono contestati i reati di truffa aggravata, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e il reato di scarico abusivo di acque reflue previsto dal codice dell’ambiente attraverso il quale son stati indebitamente percepiti 1.300.000 EURO di erogazioni pubbliche. Risultano indagate al momento almeno due persone.
L’attività d’indagine coordinata dai PM Leopizzi e Ferraro è ancora in corso.

Orlando, il paladino di pale e pannelli

Amici della Terra
Comunicato stampa

Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra sul capacity payement: “Anche stavolta nessuno oserà affrontare i paladini delle rinnovabili elettriche e dei loro extra guadagni? Toccherà ancora una volta ai consumatori pagare i conti per l’insipienza della classe politica?”

Roma, 6 dicembre 2013 – In questi giorni le lobby delle fonti rinnovabili elettriche (eolico e fotovoltaico industriale) stanno conducendo una battaglia campale in difesa delle lucrose rendite ventennali ottenute a spese dei consumatori elettrici con parole d’ordine drammatiche: “Vogliono uccidere le rinnovabili!”, “ennesimo regalo alle fonti fossili”, “un comma che difende interessi del passato anziché guardare al futuro”.
Cosa è successo? Il Senato ha approvato un emendamento alla Legge di stabilità per accollare almeno una parte dei costi derivati dalla messa in sicurezza della fornitura elettrica agli impianti che contribuiscono di più a metterla a rischio, per l’appunto quelli eolici e fotovoltaici. Infatti, avendo una produzione intermittente, questi impianti hanno bisogno che centrali a fonti fossili subentrino loro nella produzione di energia elettrica tutte le volte che il vento non tira o il sole non brilla. Per fare questo servizio (e ritirarsi in buon ordine quando il sole e il vento tornano a far girare pale e pannelli) le centrali a gas vogliono un compenso. Diversamente, rischiano di chiudere e di licenziare gli operai. Il Senato ha valutato che questi ulteriori costi non debbano pesare anch’essi sui consumatori e che possano invece, al meno in parte, essere rimborsati dalle società che, grazie agli impianti in questione e agli incentivi fuori misura loro garantiti, hanno fatto (e faranno per i prossimi vent’anni) lauti guadagni.
Invece, i lobbysti pretendono che in tempi di crisi e di difficoltà per tutti solo le imprese di pale e pannelli continuino a usufruire di rendite sfacciate e hanno trovato un paladino nel Ministro dell’Ambiente OrlandoCondivido l’incazzatura degli ambientalisti … ritengo un errore le campagne contro le rinnovabili, che a mio parere rappresentano invece un grande investimento… “Quell’emendamento va annullato, punto”.
Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra, dichiara: “Davvero anche stavolta nessuno oserà affrontare i paladini delle rinnovabili elettriche e dei loro extra guadagni? Davvero continueremo a far finta che queste posizioni aiutino l’ambiente? Gli Amici della Terra hanno dimostrato nella loro Quinta Conferenza Nazionale che aver speso tutte le risorse disponibili per eolico e fotovoltaico ha impedito investimenti ben più efficienti sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili termiche e che queste scelte sbagliate ci impediranno di raggiungere l’obiettivo di riduzione di gas serra al 2020.
Zanonato è stato attaccato e definito ‘Ministro del secolo scorso’ per aver espresso preoccupazioni per il rialzo del prezzo dell’energia elettrica. Se ora ha intenzione di cedere a questi atteggiamenti arroganti lo dica subito. Perché noi non abbiamo intenzione di tacere se toccherà ancora una volta ai consumatori di pagare i conti per l’insipienza della classe politica”.

Il Tar boccia i maxi-impianti fotovoltaici: “Deve prevalere la tutela dell’ambiente”

Fonte: Ambiente e Territorio

La possibilità di istallare un impianto fotovoltaico deve essere sempre valutata tenendo conto della prevalenza dell’interesse alla tutela dell’ambiente rispetto a quello economico che risiede nell’iniziativa.
Ciò è quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo dell’Abruzzo nella recente sentenza del 13 febbraio 2012, n. 73, che ha respinto le pretese dell’impresa che ha agito contro il diniego di autorizzazione per realizzare una centrale di produzione di energia elettrica attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici, in un’area situata in zona destinata a verde agricolo al di fuori dei confini di una riserva naturale.
Nello specifico, la società operante nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, in virtù del fatto che i pannelli fotovoltaici dovevano essere collocati non all’interno della riserva bensì nella zona esterna alla stessa, ha ritenuto ingiusto il provvedimento dell’amministrazione comunale, determinato anche dal parere negativo del comitato di gestione della riserva naturale.
Ebbene, oltre al fatto che la riserva naturale in questione rientra tra i siti di importanza comunitaria ed è inserita nell’elenco ufficiale nazionale delle aree protette, il giudice amministrativo ha dovuto, chiaramente, tenere conto del regime normativo a cui è sottoposto ogni intervento nella fascia esterna della riserva naturale.
A tal proposito, per quanto riguarda specificatamente le installazioni di impianti solari fotovoltaici, le Linee guida previste nella Regione Abruzzo dichiarano espressamente non idonee le zone interne e anche esterne dei parchi nazionali e regionali, senza fare alcun riferimento alle zone esterne alle aree naturali protette.
In mancanza di tale previsione, la questione è stata risolta attraverso un bilanciamento degli interessi in gioco. In considerazione della prevalenza dell’interesse ambientale rispetto all’interesse economico, il giudice ha così dichiarato legittimo il provvedimento comunale che ha negato l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto in un’area esterna ad una riserva naturale regionale, ritenendo giusto proteggere anche le zone esterne alle suddette aree naturali, anche considerando che si sarebbe realizzata una disparità di trattamento tra i due sistemi di protezione faunistico-ambientale che le linee guida abruzzesi certamente non intendevano perseguire.

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