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Convegno “Inquinamento ambientale e salute pubblica: il killer invisibile. Nanoparticelle e nanopatologie”

Con il patrocinio di: Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, Provincia di Grosseto.
Sabato 11 aprile 2015, Sala Pegaso della Provincia di Grosseto, Piazza Dante.

Programma del convegno:

  • Ore 8,00: registrazione dei partecipanti
    Chairman: dr. Ugo Corrieri, Presidente ISDE Grosseto
  • Ore 8,45: saluti delle autorità
  • Ore 9,20: presentazione ISDE sezione provincia di Grosseto – Dr. Ugo Corrieri
  • Ore 9,40: Ing. V. Caprioli: Emissioni da impianti: nanoparticelle e salute
  • Ore 10,30: Dibattito
  • Ore 11,30: Intervallo
  • Ore 12: Dr. Patrizia Gentilini. oncologa: Processi di combustione e ricadute sulla salute umana
  • Ore 12,50: Dibattito
  • Ore 13,50: Conclusioni e adempimenti ECM
  • Ore 15 Tavola rotonda organizzata e condotta da ISDE con: esperti, giornalisti, rappresentanti di Enti, Istituzioni, Associazioni e Comitati. Aperta a tutti i cittadini

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Centrali a biogas: quale futuro per il Parco della Maremma?

Italia Nostra
Coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali della Provincia di Grosseto
promuovono il dibattito
Centrali a biogas: quale futuro per il Parco della Maremma?
Sala Cinema di Alberese (GR), 28 Giugno – ore 16,00

Coordinano:

  • Michele Scola, Presidente di Italia Nostra sezione di Grosseto
  • Daniela Pasini, Vicepresidente Coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali della Provincia di Grosseto

Introduce Nicola Caracciolo, Presidente Onorario di Italia Nostra Toscana

Interverranno:

  • Antonio Dalle Mura, Presidente del Consiglio Regionale Toscano
  • Dott. Mauro Mocci, Responsabile del Registro Tumori della ASL di RMF MEDICI PER L’AMBIENTE I.S.D.E. ITALIA: “Biogas: I rischi per la salute degli esseri viventi e dell’ambiente”
  • Michele Corti, Docente di Zootecnia all’Università di Milano, Presidente del  Coordinamento Nazionale No biogas no biomasse: “Zootecnia in aree di valore ambientale, paesaggistico e turistico. Cosa c’entra con il Biogas?”
  • Avv. Michele Greco, Foro di Grosseto: “La più recente giurisprudenza costituzionale e amministrativa in materia di impianti a Biogas”

Seguirà dibattito pubblico

Conclusioni: Maria Rita Signorini, Membro della Giunta Nazionale di Italia Nostra e del Gruppo Energia

Sono invitati a partecipare Il Presidente della Provincia di Grosseto, gli Organi Direttivi e Tecnici del Parco della Maremma, i Sindaci dei Comuni di Grosseto, Orbetello e Magliano in Toscana territorialmente interessati al Parco.

Per informazioni rivolgersi a Michele Scola – Cell. 339.5259890 e Daniela Pasini – Cell. 349.1773517

Dopo Bagnore, si pensa a una centrale vicino al Petriolo

Fonte: Il Tirreno

Mentre è in costruzione la centrale geotermica di Bagnore 4 di Enel Green Power sull’Amiata, una nuova centrale potrebbe sorgere in zona Petriolo, al confine tra le province di Grosseto e Siena.
La Sorgenia Geothermal srl ha ottenuto dalla Regione Toscana il via libera a cercare risorse geotermiche nei comuni di Civitella Paganico e Murlo, Sovicille e Monticiano in provincia di Siena. Il progetto della Sorgenia Geothermal si chiama “Murlo” e, come ogni ricerca di questo tipo, è soggetto alla valutazione di impatto ambientale (Via) da parte della Regione. La società ha depositato l’istanza di avvio del procedimento il 14 dicembre 2012. La pubblicità di questa iniziativa, obbligatoria per legge, è passata attraverso il sito web della Regione e all’Urp, sempre della Regione, tra il 14 dicembre 2012 e il 12 febbraio 2013, ed è stata pubblicata sulla stampa senese, ma non su quella grossetana, nonostante le ricerche interessino anche la provincia di Grosseto. Forse anche per questo nel capoluogo maremmano la notizia è passata in sordina. Ad ogni modo, lo scorso 16 dicembre la giunta regionale ha votato all’unanimità per il sì alla ricerca di eventuali fonti geotermiche da poter sfruttare per costruire una futura centrale. La Sorgenia Geothermal ha adesso cinque anni di tempo per fare le sue ricerche.
Secondo il cronoprogramma, la società farà prima un censimento dei punti di acqua e gas, poi misurerà l’accelerazione di gravità terrestre, quindi eseguirà rilievi magnetotellurici e sismici. In particolare, nella zona che ricade in provincia di Grosseto (sono interessate l’area di Casal di Pari e Pari) le attività di studio e ricerca sono – si legge nel parere dato dalla Provincia di Grosseto il 16 ottobre scorso – «a carattere non invasivo di basso impatto». La Provincia ricorda anche che gli unici comuni dove possono sorgere centrali geotermiche nel Grossetano sono Santa Fiora, Montieri e Monterotondo: «Una eventuale centrale geotermica nel comune di Civitella Paganico non potrà essere realizzata». L’eventuale impianto, insomma, sarà senese (f.f.)

Aiutateci a fermare il biogas a Capalbio

Ci opponiamo all’impianto Biogas di Capalbio perchè devastante per la salute e l’ambiente, oltre che illegittimo, per i seguenti motivi. Se li condividi, partecipa anche tu alla petizione. Firma e fai firmare!!!

CLICCA QUI PER ADERIRE!!!!

Perché è importante:
Il Comune di Capalbio lo scorso 2 ottobre ha approvato il piano aziendale proposto da Sacra srl per la realizzazione di un impianto biogas da 999kw a meno di 500 metri dalla riserva naturale del Lago di Burano, una laguna salmastra costiera – nota in tutto il mondo per il paesaggio mozzafiato – collocata all’estremità meridionale della Maremma grossetana classificata come zona umida di importanza internazionale secondo la convenzione di Ramsar e riconosciuta zona di protezione speciale (ZPS), sito di interesse regionale e comunitario (SIR-SIC).
Le 3000 firme raccolte contro il progetto dai comitati locali e i numerosi studi che attestano l’illegittimità della scelta localizzativa, non sono servite a nulla; il Comune le ha totalmente ignorate.
Ora la parola spetta alla Provincia che in tempi brevissimi dovrà indire una conferenza dei servizi per ricevere, tra gli altri, i pareri di Asl, Arpat e Soprintendenza.
Se anche questi saranno positivi, la Provincia rilascerà l’autorizzazione unica e nulla sarà più possibile fare per fermare l’impianto, se non ricorrere ai giudici amministrativi.

C’è grande urgenza! La Provincia di Grosseto ha già dichiarato sui giornali di voler
rilasciare al più presto possibile l’autorizzazione!

PERCHE’ CI OPPONIAMO:

  1. La localizzazione prescelta contrasta con le linee guida ministeriali del settembre 2010, che indicano quali luoghi idonei ad accogliere gli impianti le “aree già degradate da attività antropiche, siti industriali, cave, discariche” e non idonei (tra l’altro) “le zone particolarmente sensibili e/o vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio” poste all’interno di coni visuali la cui immagine è storicizzata e identifica i luoghi anche in termini di notorietà internazionale e attrattiva turistica e agricole DOP. LA zona prescelta per la localizzazione dell’impianto di Capalbio (distante solo 500 metri dal Lago di Burano) non solo non è degradata, ma è pressoché incontaminata e costituisce uno degli scorci panoramici più belli del mondo.
  2. E’ assolutamente insostenibile per la viabilità locale il traffico di mezzi pesanti necessario per il trasporto delle oltre 33.000 tonnellate di materiali in entrata e in uscita dall’impianto;
  3. La localizzazione prescelta viola tutte le prescrizioni sulla localizzazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile contenute negli strumenti urbanistici comunali;
  4. E’ assolutamente insostenibile l’incidenza che l’impianto avrà sull’Habitat del Lago di Burano (sito di interesse regionale, comunitario, zona di protezione speciale, area Ramsar e prima riserva nazionale d’Italia);
  5. L’impianto è collocato a meno di 150 metri dalle prime abitazioni. Come denunciato ormai da numerosi scienziati, vi è il fondato rischio che impianti come questo possano determinare gravi danni alla salute di uomo e animali.
  6. Per approvvigionare l’impianto, la società proponente coltiverà appositamente (in zona già fiaccata dalla siccità ed in cui è forte l’intrusione salina) centinaia di ettari di colture dedicate, tra cui mais, bisognoso di enormi quantitativi di acqua.
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