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“No al termovalorizzatore. Sarà battaglia su tutti i fronti”

Fonte: La Nazione, 21/08/2014
Di: Sandra Nistri

Il futuro della Piana
Lo scontro legale: Comitati e Associazioni ambientaliste hanno fatto ricorso per chiedere l’annullamento della delibera della Provincia sulla valutazione di impatto ambientale.
“Le tariffe aumenteranno”: Secondo i Comitati il sistema di incenerimento dei rifiuti “porterà a un aumento delle tariffe del 40%. La strada è quella della raccolta differenziata”
L’avvocato Tamburini “Gli inceneritori sono ormai uno strumento vecchio per le istituzioni europee”

I Comitati della Piana hanno già presentato ricorso: “E’ un impianto inquietante”. La strategia: “Allungare i tempi”

Una battaglia su “tutti i fronti”, compreso quello giudiziario. Se i massimi dirigenti di Quadrifoglio auspicano, nel Forum organizzato da “La Nazione”, di poter iniziare i lavori per il termovalorizzatore di Case Passerini già dal prossimo Natale, il coordinamento dei comitati della Piana replica, a stretto giro, annunciando iniziative e azioni concrete per bloccare l’iter dell’impianto o per allungare almeno il più possibile i tempi sperando in un “cambio di rotta”.
“Recentemente – spiega l’avvocato Claudio Tamburini a nome del coordinamento – la Commissione Europea ha invitato a incentivare tecniche di raccolta differenziata dei rifiuti con l’obiettivo di ridurre ancora di più i quantitativi di rifiuti indifferenziati da smaltire e di recuperare risorse preziose: quello degli inceneritori è uno strumento ormai vecchio che in Europa viene progressivamente abbandonato e che da noi, invece, si vuole proporre ora senza prendere in considerazione altre soluzioni impiantistiche, che ci sono, per la parte residua. Ecco, il nostro obiettivo primario – continua – è quello di bloccare l’impianto ma speriamo che, se i tempi si allungheranno, possa esserci un ripensamento magari proprio per nuove direttive dell’Unione europea”.
I comitati sembrano fare molto affidamento sul ricorso al Tar della Toscana presentato nei giorni scorsi, proprio su richiesta del coordinamento, da WWF, Italia Nostra e Forum ambientalista con l’apporto tecnico dell’associazione Medicina Democratica per chiedere l’annullamento della delibera della Provincia che ha approvato la cosiddetta Via, la valutazione di impatto ambientale, sull’impianto di Case Passerini: “Quadrifoglio – continua Tamburini che ha curato con il collega Marco Rossi il ricorso – continua a ripetere che l’impianto sarà sicuro e non provocherà un aggravio di inquinamento in un’area dove, è bene ricordarlo, è previsto anche l’ampliamento dell’aeroporto. Noi contestiamo queste affermazioni anche perchè nella Via la stima delle concentrazioni degli inquinanti emessi non è allineata alle concentrazioni ai limiti di legge ma ai limiti, molto inferiori, garantiti dal proponente. In più i parametri di valutazione del rischio per la salute umana accettati sono di gran lunga superiori rispetto ai dati del decreto legislativo 155 del 2010 e a quelli dell’organizzazione mondiale della Sanità: da ciò deriva una sottostima del rischio. Questo però non lo diciamo solo noi: è la Asl stessa che ha reso esplicita la pericolosità dell’impianto per la salute chiedendo, fra l’altro, la sorveglianza degli effetti riproduttivi, ad esempio aborti spontanei o malformazioni congenite, e un progetto di controllo sulle contaminazioni della catena alimentare”.
Secondo i comitati, “nonostante le ironie di Quadrifoglio sulla protezione del rospo smeraldino” non sarebbe stata effettuata la relazione sul sito di importanza comunitaria prossimo all’impianto: inoltre il sistema di incenerimento rifiuti – sostengono basandosi su uno studio specifico che riguarda l’Alto centro – porterà ad un aumento delle tariffe, in bolletta, del 40%. Non ci sarebbero poi certezze sulla destinazione finale e costi di smaltimento delle scorie. Ultimo capitolo quello di natura ‘estetica’: “Quadrifoglio – conclude Tamburini – punta spesso sul fatto che l’inceneritore di Gae Aulenti darà la porta di accesso alla città di Firenze: ora che si voglia affidare a un impianto di incenerimento dei rifiuti, pur griffato la funzione di accogliere i turisti nella culla del Rinascimento ci pare, francamente, paradossale”.

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Verdi per Impruneta: Raccolta differenziata con lo “spread”

Ampiamente condividiamo dunque diffondiamo il comunicato stampa del 24/2/2012 dei Verdi per Impruneta

Raccolta differenziata con lo “spread”
I Verdi: subito la “raccolta porta a porta” per recuperare i ritardi accumulati,
ed una “stazione ecologica” nel territorio di Impruneta.

“Se la raccolta differenziata dei rifiuti mantiene un incremento medio solo del 2% l’anno si va davvero poco lontano” – è il commento dei Verdi per Impruneta – dopo che il Quadrifoglio (che ha incorporato la SAFI) ha reso noto i dari riferiti all’anno appena trascorso.
I dati del 2011 indicano infatti per il Comune di Impruneta una raccolta differenziata del 47,29%, registrando quindi un incremento del 2,25% rispetto al 2010, quando era stata del 45,04%.
Analogamente, nell’ultimo quinquennio (2007-2011) la percentuale è salita a passo di lumaca di circa 10 punti (dal 37,8 al 47,29), in pratica una media di circa il 2% all’anno. Un risultato certo non brillante che dovrebbe quantomeno far riflettere il Comune. Continuando di questo passo, è doveroso chiede: come sarà possibile centrare l’obiettivo “minimo” di raccolta differenziata che la normativa stabilisce debba essere raggiunto in maniera crescente negli anni?
La normativa prevede che nell’anno 2012 in corso, i Comuni debbano raggiungere l’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata! Praticamente siamo in ritardo di 18 punti (questo si un vero “spread”!), un differenziale che è da colmare entro il prossimo dicembre (e le medie si fanno sull’intero anno, non sull’ultimo mese).
Il mancato raggiungimento di tale obiettivo comporterà inoltre che sui nostri rifiuti “non differenziati”, oltre ai vari costi del loro trasporto e smaltimento a discarica, la relativa “ecotassa” regionale sarà gravata da un’addizionale del 20%.
Il confronto fra questi obiettivi ed i risultati finora ottenuti in questi anni rendono sempre più evidente – sottolineano i i Verdi per Impruneta – l’urgente necessità che il servizio di raccolta dei rifiuti venga riorganizzato completamente, passando alla “raccolta differenziata spinta” domiciliare, col cosiddetto sistema “porta a porta”.
Non è più tempo quindi di sperimentazioni limitate a talune frazioni di rifiuto od a porzioni del territorio comunale (es. la raccolta domiciliare attuata nel solo centro storico di Impruneta), occorre realizzare una raccolta differenziata “porta a porta” diffusa sul territorio comunale, che preveda un forte coinvolgimento e condivisione da parte della popolazione.
Nel contempo è urgente che venga attivata anche una “stazione ecologica” anche nel territorio comunale di Impruneta, a cui cittadini ed aziende possano conferire direttamente i propri materiali e oggetti di scarto, consentendo così di ampliare le tipologie dei rifiuti riciclabili.
Finora infatti gli abitanti di Impruneta, per poterne fruire, debbono recarsi presso quelle localizzate nei Comuni di San Casciano o Scandicci.
Le numerose esperienze già realizzate in tanti comuni italiani dimostrano non solo la concreta fattibilità del sistema “porta a porta”, ma anche la sua convenienza per le casse comunali (e quindi per le tasche dei cittadini): valutando i costi totali di gestione dei rifiuti (raccolta e smaltimento/recupero), il sistema “porta a porta”, se gestito in modo corretto, risulta essere economicamente vantaggioso, rispetto al sistema di raccolta tramite i grandi cassonetti stradali.
Per vedere che la cosa può funzionare non occorre andare lontano, basta guardarsi intorno e prendere esempio dalle migliori esperienze in atto anche nei comuni della nostra provincia; come nel Comune di Montespertoli, dove l’introduzione del sistema di raccolta “porta a porta” ha consentito anche nel 2011 di ottenere un livello di raccolta differenziata superiore al 90%.

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