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Lettera aperta per gli alberi

Un albero correttamente scelto e messo a dimora (guai a dire piantumato!!!!) può valere migliaia di euro se di pertinenza di un giardino privato.
Questo è l’incipit dell’articolo pubblicato sul Dallas News lo scorso 31 ottobre.
Ma questo, aggiungo io, vale anche per il verde pubblico. Ormai sono tanti i lavori, anche di rilievo scientifico internazionale, che hanno dimostrato pienamente il valore dei servizi ecosistemici, cioè quei servizi forniti dagli alberi, che giustificano l’investimento di risorse come il lavoro, l’energia e l’acqua e rappresentano i contributi diretti e indiretti degli ecosistemi al benessere umano, sostenendo direttamente o indirettamente la nostra sopravvivenza e la qualità della vita. E allora se gli alberi hanno un valore, se sono un investimento, se consentono la nostra stessa esistenza su questo pianeta, se ci rendono la vita più piacevole, se abbelliscono le nostre proprietà, le nostre città e i nostri paesaggi, perché affidiamo la loro cura e gestione a degli incompetenti, vogliosi solo di fare soldi e che vedono l’albero solo come una fonte di reddito e non come un essere vivente e uno spirito silenzioso che ci dà la vita? Se rifletteste su questo vi sentireste di affidarlo a qualcuno che ne accorcia la vita, che ne riduce le potenzialità e che non solo vi fa pagare direttamente, ma che vi danneggia per sempre, riducendo il valore, non solo estetico, ma anche ambientale, della vostra proprietà? Se la risposta è no, allora assumete solo professionisti altamente qualificati per lavorare sui vostri alberi. Persone che lavorano con e per gli alberi. Questo non deve essere dimenticato mai.
Al contempo non dobbiamo scordare che gli alberi sono esseri mortali e, come tutto il resto degli animali e delle piante sul nostro pianeta, hanno un’aspettativa di vita, diversa da specie a specie, che può essere anche molto lunga ma che, in un ambiente ostile e con una gestione errata, può accorciarsi moltissimo. Come gli alberi cominciano a maturare, un vero arboricoltore, meglio se certificato, può notare rami che iniziano a indebolirsi e può consigliare come intervenire con potature selettive per rimuovere i rami indeboliti che potrebbero cadere causando lesioni e dare i migliori suggerimenti per prolungare la vita del vostro albero. E se vi raccomanda, a malincuore, che l’albero deve essere abbattuto, lo fa per ridurre il rischio che potreste correre o far correre, qualora dovesse “schiantare” (dalla Treccani: Spezzare, stroncare con violenza alberi o rami: E colsi un ramicel da un gran pruno; E ’l tronco suo gridò: «Perché mi schiante?» (Dante).
Al suo posto possiamo piantare un nuovo albero, scegliendolo adeguatamente, con potenzialità di crescita elevate e che sia l’albero giusto al posto giusto. Anche nella scelta di cosa piantare, occorre affidarsi alla professionalità dell’arboricoltore che vi suggerirà il vivaio dove vengono prodotte piante “di qualità”.
Non basta la passione, non basta dire “amo gli alberi” per pretendere di intervenire o dare direttive su come essi devono essere gestiti. E non basta nemmeno una laurea in Scienze Agrarie o Forestali e neanche un dottorato. Non basta essere professori. Ci vuole esperienza, osservazione, autocritica, voglia di imparare dai propri sbagli e confrontarsi senza affrontarsi.
Riprendo questa frase da un mio articolo: “credo sia quasi pleonastico sottolineare la gestione degli alberi deve essere fatta, sia nel verde pubblico, sia privato (è bene che sia chiara la differenza fra bene del comune e bene comune, spesso noi pensiamo che quando gli alberi devono essere abbattuti sia proprietà comune, ma che quando devo essere gestiti, sono proprietà del Comune)  incaricando le giuste personalità tecniche e non lasciarsi influenzare dalle spinte politiche e/o emozionali. “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo”, questa frase di Henry Ford credo sintetizzi pienamente quello che è lo scopo fondamentale (la “mission” come si dice adesso) in un settore, come quello dell’arboricoltura, dove la discussione e, come detto, il confronto, costituiscono la linfa vitale, anche e soprattutto quando le opinioni non coincidono. È la diversità di idee che stimola il confronto, fa crescere il dibattito e, di conseguenza, il settore stesso. Nonostante ci siano numerose e importanti criticità, è bene guardarsi dall’uniformità, dal conformismo o, peggio ancora, dal dogmatismo. In una società come la nostra la ragione non deve mai addormentarsi, né rinunciare a interrogarsi e a interrogare. In caso contrario il settore non cresce e non si evolve e gli alberi continueranno a essere visti come come un costo e non come una risorsa fondamentale.
Per coloro che capitozzano gli alberi e per i proprietari che li fanno capitozzare (qualche volta le cose coincidono) concludo questa mia riflessione con una frase tratta da Hesse: Gli alberi hanno pensieri di lunga durata, di lungo respiro e tranquilli, come hanno una vita più lunga di noi. Sono più saggi di noi, finché non li ascoltiamo. Ma quando abbiamo imparato ad ascoltare gli alberi, allora proprio la brevità, rapidità e fretta puerile dei nostri pensieri acquista una letizia senza pari. Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi non brama più di essere un albero. Brama di essere quello che è. Questa è la propria casa. Questa è la felicità”.
Post scriptum: Quelli nelle foto non sono pre-­‐abbattimenti. Lo sono però diventati. Quindi doppia spesa
Francesco Ferrini, PhD, Professore Ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree, ma non arboricoltore, anche se mi piacerebbe

23 ottobre Consiglio di Quartiere 1: “Mobilità in Oltrarno”

MERCOLEDI’ 23 OTTOBRE alle ore 20,30
alla sala delle Leopoldine in Piazza Tasso
è convocato dal Quartiere 1 un CONSIGLIO DI QUARTIERE, in seduta pubblica APERTO alla cittadinanza,
con all’ordine del giorno: “MOBILITA’ IN OLTRARNO”.

Nel Consiglio di Quartiere aperto c’è DIRITTO DI PAROLA E DI INTERVENTO per tutti i cittadini.
Il tema della “mobilità” è determinante per la qualità della vita in Oltrarno e comprende:

  • il NO al parcheggio interrato in Piazza del Carmine e le proposte e i progetti alternativi
  • la richiesta ZTL 24 ore su 24 x 7 gg.
  • la richiesta di un servizio pubblico entro le mura, fornito esclusivamente con bussini elettrici o ecologici,
  • la soluzione dei problemi di traffico ed inquinamento in Via Romana, Via dei Serragli, Borgo San Frediano,
  • la vigilanza per il rispetto del limite 30 Km. orari entro le mura
  • la richiesta di un ramo della tranvia da Paolo Uccello a Porta Romana ed oltre…
  • la verifica delle conseguenze della riorganizzazione della ZTL e della pedonalizzazione di Piazza Pitti
  • lastricare (e pedonalizzare…) piazza de’ Nerli?… o piuttosto Piazza del Cestello?
  • – (…) 

PARTECIPIAMO NUMEROSI

Energia eolica, Freda: “No agli impianti in Regione se non rispettano la norma”

Energia eolica. Freda: “No agli impianti in regione se non rispettano la norma della efficienza minima stabilita dalla delibera assembleare di due anni fa”

Comunicato stampa con la posizione dell’Assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna espressa giovedì scorso davanti alla Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità. “La produzione di energia da fonte eolica per la Regione Emilia-Romagna non è prioritaria.”

«La norma è chiara e non può essere diversamente interpretata: per installare impianti eolici sopra i 1200 metri o in area agricola serve un’alta efficienza energetica, non inferiore a 1800 ore di funzionamento alla massima potenza nominale. Il calcolo non può essere fatto considerando le ore equivalenti». È la posizione dell’assessore regionale all’Ambiente e alla Riqualificazione urbana Sabrina Freda, chiarita oggi nel corso della Commissione assembleare su territorio, ambiente e mobilità, in cui si è discusso dell’interpretazione autentica da dare alla delibera assembleare 51 del 2011 relativa all’individuazione di aree e siti per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica mediante l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, fra cui quella eolica.
«La nostra attenzione – aggiunge Freda – è quindi altissima per i diversi progetti in fase di approvazione in tutta l’Emilia-Romagna: se non verrà rispettata la norma regionale non ci sarà alcuna autorizzazione alla costruzione».
«Lo sviluppo delle energie rinnovabili – prosegue Freda – deve conciliarsi con la tutela della qualità della vita e della salute delle persone, con la preservazione del paesaggio, della fauna e dell’avifauna, con l’attenzione per l’assetto idrogeologico, evitando ad esempio scavi profondi o interventi di allargamento delle strade che potrebbero compromettere la stabilità delle zone di montagna. Non bisogna inoltre dimenticare che la produzione di energia da fonte eolica per la Regione Emilia-Romagna non è prioritaria: dati alla mano il nostro territorio spesso non è sufficientemente ventoso, sia per quantità sia per qualità dei venti, non solo in pianura ma anche sul crinale appenninico. Per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, in Regione si dovrà puntare sempre di più sull’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle costruzioni».

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