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13 aprile a Pontassieve: “Verso rifiuti zero”

“VERSO RIFIUTI ZERO”
13 APRILE 2013
A PARTIRE DALLE ORE 15.30
DA PIAZZA CAIROLI A PONTASSIEVE
SEGUITECI E COLLABORATE CON NOI PER LA RIUSCITA DELL’EVENTO
Organizzatori:
  • ReTeValdisieve (Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve, Ass. Vivere in Valdisieve)
  • ITALIA NOSTRA ONLUS FIRENZE
Adesioni:
  1. Zero Waste Italy
  2. Ambiente e Futuro
  3. Centro Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori
  4. Comitato Chianti senza Inceneritore
  5. Michele Piccinini (fa parte del com. scientifico del Centro di
    Ricerca Rifiuti Zero di Capannori e di ARCHITETTURA SOSTENIBILE )
  6. Medicina Democratica Firenze
  7. ISDE Firenze
  8. “ABITANTI A PIEDE LIBERO, Pistoia”
  9. l’Altracittà – giornale della periferia
  10. Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma GCR
  11. Comitato Ambientale di Casale (Prato)
  12. COMITATO PROVINCIALE ACQUABENECOMUNE DI PISTOIA
  13. Associazione Tutela Valdichiana
  14. Spazi Liberati FI- Po- Pt
  15. GAP BORGO SAN LORENZO
  16. Coordinamento dei Comitati della Piana
  17. Comitato ATO Toscana Centro
  18. Assemblea per la Piana Contro le Nocività
  19. COMITATO NO TUNNEL TAV FIRENZE
  20. Valdarno Sostenibile
  21. Forum Toscano dei movimenti per l’acqua
  22. Comitato “le Vittime di Podere Rota”
  23. Italia Nostra Firenze
  24. GRUPPO D’INTERVENTO GIURIDICO ONLUS
  25. Collettivo di Medicina >Codice Rosso< (Università di Firenze)
  26. SOS Geotermia – Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata –
  27. Associazione “Babel Onlus”
  28. Associazione Reset Firenze Onlus
  29. Associazione ArcipelagoScec Toscana
  30. Co.As.Ver. -coordinamento di comitati e associazioni versiliesi-
  31. COMUNITA’ DELLE PIAGGE – Firenze
  32. Associazione Il Luogo Comune – Monteloro
  33. Associazione ONLUS “Vita, Ambiente e Salute” di Prato.
  34. Comitato Valdelsa
  35. Associazione TerraLiberaTutti
  36. Slowfood – condotta Mugello e Levante Fiorentino
  37. Coordinamento dei Comitati e Associazione Ambientale Prov. di Grosseto
  38. Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi
    e Naturali
  39. Associazione Fuori Mercato di Vicchio
  40. SUONATORI TERRA-TERRA, orchestra di strada della Val di Sieve
  41. Slow Food Condotta Mugello e Levante Fiorentino
  42. Gruppo fb “Sicilia contro l’eolico selvaggio”
  43. Associazione IL PIANETA per la Tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute, del Patrimonio Storico e
    Paesaggistico
  44. Coordinamento dei Comitati cittadini di Prato
  45. ” La Vivaterra ” – Prodotti della Montagna Fiorentina
  46. Associazione ECOTONDO
  47. Associazione ASPO-Italia
  48. Associazione Rientrodolce

Hanno aderito inoltre:

  1. Lista di cittadinanza Firenze “perUnaltracittà”
  2. MoVimento 5 Stelle Valdisieve/Valdarno/Mugello/Chianti
  3. RIFONDAZIONE COMUNISTA – ZONA MUGELLO
  4. Lista Civica Ecologista ” Per un’altra Pistoia “
  5. Lista di cittadini “Un’altra Sesto è possibile”
  6. Andrea Calò, Lorenzo Verdi – Gruppo Rif. Comunista Provincia di Firenze
  7. ALBA (nodo di Firenze)
  8. Gruppo Provinciale di Firenze di Rifondazione Comunista
  9. CUB Toscana
  10. “Il Bolscevico” – organo del PMLI
  11. Partito Marxista-Leninista Italiano Organizzazione di Rufina
  12. Lista civica “Rignano Passione in Comune”
  13. Movimento 5 stelle di Prato – Meetup 134
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Osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’ATO Centro

Comunicato stampa per presentazione 
Osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’ATO Centro
alle provincie di Prato Firenze e Pistoia da 
Federazione della Sinistra
Sinistra Ecologia e Libertà
Italia dei Valori
Medicina Democratica
Italia Nostra.

Firenze, 12 luglio
Presentate nelle scorse settimane nelle province di Prato Firenze e Pistoia otto osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’Ato Centro da parte di Federazione della Sinistra, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Medicina Democratica e Italia Nostra che puntano a modificarlo e farlo uscire dalla logica imperniata solo sulla filosofia dell’aumento della produzione dei rifiuti – forte potenziamento di discariche e inceneritori. Occorre invece fermare la crescita ed iniziare a ridurre i rifiuti, modificarne la composizione al fine di favorire strategie di raccolta differenziata “spinta”, recupero, riutilizzo, riprogettazione e riciclaggio. Questo il frutto di un percorso puntale e partecipato. Osservazioni illustrate questa mattina nel corso di una conferenza stampa. A livello europeo – ricordano i partecipanti alla conferenza stampa (fra gli altri i Consiglieri Regionali Monica Sgherri – FdS – Verdi, Marco Manneschi – IDV, il responsabile nazionale rifiuti del forum ambiente di Sel Eugenio Baronti, alcuni dei segretari provinciali e rappresentanti di Prato, Firenze e Pistoia delle tre forze politiche, delle associazioni sottoscrittrici ecc) si sta spingendo verso la “Società del Riciclaggio” ed è stata stabilita una precisa gerarchia delle fasi del trattamento dei rifiuti, con al primo posto delle priorità la prevenzione e riduzione per arrivare a smaltire solo il non più eliminabile. Così come in numerose aree d’Italia, anche in Toscana si sono affermate esperienze di raccolta differenziata “porta a porta” che hanno raggiunto in pochissimo tempo percentuali superiori al 70%. Queste esperienze hanno contribuito ad innescare – e sono quindi replicabili e generalizzabili anche nella “piana” – processi culturali di responsabilizzazione delle famiglie; a rimuovere il degrado dei cassonetti filo strada sommersi di rifiuti; a liberare spazi migliorando il decoro urbano; a creare nuova occupazione; a migliorare la qualità dei materiali separati rispetto alle RD con cassonetti stradali; a ridurre considerevolmente la produzione dei rifiuti attraverso una separazione e intercettazione dei flussi provenienti dalle attività produttive, oggi impropriamente assimilati, che hanno portato la Regione Toscana al vertice della produzione procapite dei rifiuti nel nostro paese. Le osservazioni presentate – proseguono gli intervenuti – vanno in questa direzione, puntando a modificare un piano interprovinciale – adesso adottato, in attesa di approvazione da parte dei consigli provinciali – che parte da una previsione di produzione rifiuti assolutamente esagerata (tanto più in tempi di crisi economica) e ne fa discendere un incremento altrettanto spropositato in primis dell’impiantistica inceneritorista. Seguendo invece la l’altra strada sopra delineata si possono raggiungere risultati che – come indicato in una delle osservazioni – permettono tranquillamente di ridurre i rifiuti prodotti, raggiungere percentuali di Raccolta differenziata del 70 % al 2015, prevedere un impiantistica capace di migliorare tutta la filiera della raccolta, selezione, riciclaccio e riuso – come gli impianti cosiddetti “a freddo”, enormemente meno costosi degli inceneritori – che, riducendo i fabbisogni, renderebbe inutile proseguire nella strada di forte potenziamento dell’impiantistica inceneritorista. Su questo nelle osservazioni presentate si prevede uno step di verifica degli effettivi fabbisogni al 2015 e fino a quel momento, una moratoria di nuove discariche e di nuovi impianti o ampliamenti di impianti di incenerimento, fermo restando la dismissione di quelli esistenti obsoleti. Un corpus – le osservazioni presentate – che avanza proposte capaci di modificare il Piano dandogli un respiro e un’impostazione culturale moderna in grado di affrontare non solo la migliore soluzione tecnico organizzativa di raccolta e la migliore tecnologia di trattamento e smaltimento oggi disponibile, ma che sappia anche pensare, progettare e realizzare tutte quelle buone pratiche per attivare processi di responsabilizzazione, non solo dei cittadini, ma anche dei produttori e dei distributori di beni e merci, per riportare al primo posto della scala delle priorità la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

Firenze: il “Termovalorizzatore” non tutela nè l’ambiente nè la salute dei cittadini!

Firenze, giugno 2005

Il WWF Firenze e Italia Nostra Firenze contestano le affermazioni del Presidente Provinciale Matteo Renzi.

La relazione tecnica che ha concluso la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) ha descritto con chiarezza una situazione della Piana Fiorentina fortemente compromessa dal punto di vista sanitario.
Inquinamento acustico e ambientale, malattie da sostanze inquinanti superiori dal 50% al 450% rispetto alla media attesa: non è difficile attribuire questi fenomeni alla presenza dell’autostrada e dell’aeroporto, alle fabbriche, al traffico cittadino e ad altri impianti della zona, senza contare l’eredità velenosa del vecchio inceneritore di S. Donnino.
In uno scenario così pesantemente compromesso, perché l’Amministrazione provinciale sceglie di infierire ancora con la costruzione dell’inceneritore? La stessa valutazione tecnica, mentre da una parte conclude che, con la costruzione dell’impianto a Case Passerini, la quantità degli inquinanti già presenti nella Piana potrà subire soltanto una piccola oscillazione, dall’altra ammette di non considerare l’impatto delle diossine. E’ noto che le diossine sono prodotte da tutti gli impianti di incenerimento -anche da quelli “modernissimi” acclamati da Renzi – e si tratta di sostanze notoriamente cancerogene che si accumulano negli organismi viventi. Che senso ha quindi affermare “faremo l’inceneritore ricorrendo alla migliore tecnologia possibile”? Perché Renzi omette di evidenziare l’estrema tossicità delle scorie e delle ceneri che saranno prodotte dall’impianto, vera e propria “bomba ecologica” da smaltire in discariche speciali? E quali sono le prospettive concrete per il tanto sbandierato “tele-riscaldamento”? L’Amministrazione provinciale è convinta che ci sarà la fila per andare ad abitare sotto il “termovalorizzatore”? Come afferma la stessa VIS, la costruzione di case atte a essere scaldate dall’impianto non può non contrastare con la realizzazione di aree verdi nella piana: come è facile comprendere, una nuova urbanizzazione si colloca in direzione esattamente opposta alla riqualificazione ambientale di tutta l’area. Che impegni intende assumersi Renzi per la rinaturalizzazione dell’area, per gli interventi su viabilità e traffico, nonché per limitare l’impatto dei possibili,futuri progetti di aeroporto e autostrade? Le Associazioni ribadiscono la loro contrarietà all’incenerimento, che deresponsabilizza i cittadini spingendoli a produrre sempre più rifiuti: è una pratica assolutamente svantaggiosa e antieconomica. L’emergenza rifiuti si risolve in maniera efficace soltanto incrementando le politiche di raccolta differenziata con sistemi porta a porta, applicando una tariffazione puntuale, innescando politiche di riduzione a monte disincentivando le pratiche di assimilazione dei rifiuti speciali, incentivando il vuoto a rendere, i prodotti alla spina, la riduzione degli imballaggi inutili, ecc.
Chiediamo che gli ipotizzati 206 milioni di euro necessari alla costruzione dell’impianto di incenerimento vengano impiegati per salvaguardare la nostra salute, adottando politiche di risanamento e ripensando lo sviluppo della  Piana, ad iniziare dall’adozione di un modello gestionale dei rifiuti che punti all’Obiettivo Rifiuti Zero, l’unico che realmente si può definire sostenibile.

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