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Rossano Ercolini presenta “Non bruciamo il futuro”

Stasera Rossano Ercolini presenterà il suo libro “Non bruciamo il futuro” a Fauglia (PI). Appuntamento alle ore 21:15 presso la sala Kienerk. Non mancate!
Vi ricordiamo inoltre di votare e fare votare Rossano per il Premio Personaggio Ambiente 2014 sul sito www.personaggioambiente.it
Grazie!

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No inceneritore: assemblea pubblica martedì 9 dicembre

Fonte: Piana Contro le Nocività

Martedì 9 Dicembre assemblea pubblica ore 21.15 presso Sala Consiliare Comune di Campi Bisenzio

Nell’affollato consiglio comunale del 30 ottobre, tante belle parole, ma il sindaco Fossi non ha preso posizione contro l’inceneritore. Nella maggioranza qualcuno avanza dubbi e nessuno difende più apertamente la scelta di bruciare rifiuti!
Nelle prossime settimane presenteremo una proposta di delibera su cui tutto il Consiglio dovrà esprimersi con il voto, per dare continuità all’iniziativa dei cittadini, senza delegarla a nessuno. Ai consiglieri che condividono la “strategia rifiuti zero”, chiediamo un voto coerente ed una posizione chiara a tutti i livelli, nel rispetto della volontà popolare e per la tutela della salute.
Il comune di Campi può e deve fare sentire la sua voce contraria!
Ci incontreremo quindi Martedì 9 Dicembre ore 21.15 presso la sala consiliare del comune di Campi Bisenzio.
Per discutere e decidere insieme su:

  • Valutazione del consiglio comunale del 30 ottobre sulla petizione e prosecuzione dell’iniziativa con la proposta di delibera (testo, firme, consiglio aperto)
  • Proposta di una campagna di informazione e di boicottaggio su HERA, la società che insieme a Quadrifoglio dovrebbe costruire e gestire l’inceneritore: non vogliamo luce e gas da chi ci avvelena la vita!

Assemblea per la piana Contro le Nocività

Approvato il Piano Rifiuti inceneritorista della Toscana: 5 discariche e 7 termovalorizzatori

Dopo anni di lotte contro gli inceneritori ecco il Piano della Toscana approvato ieri in gran fretta dal Consiglio regionale: approvati ben 7 inceneritori!
Unica voce critica quella di Italia Nostra Firenze che a nome del Coordinamento unitario per una politica innovativa sui rifiuti, ha inviato un comunicato a tutti gli assessori regionali ieri mattina.
Le votazioni si sono svolte così con 4 soli voti contrari in Consiglio, quelli di

  1. Monica Sgherri, Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani
  2. Mauro Romanelli, Gruppo misto
  3. Marina Staccioli, Fratelli d’Italia
  4. Giovanni Donzelli

Per il resto Forza Italia si è astenuta e il Pd ha votato a favore del Piano!
Ecco alcuni dati la cui fonte è incontrovertibile:
Già oggi alcune regioni del nostro Paese si attestano su produzioni di rifiuti per kg/abitanti/anno assai inferiori rispetto alla Regione Toscana (fonte ISPRA – dati riferiti al 2012 –  Toscana 614 kg/ab/anno, mentre Lombardia 477 kg/ab/anno, Piemonte 465 kg/ab/anno, Veneto 456 kg/ab/anno, Campania 443 per fare alcuni esempi). Per queste Regioni, che lavorano meglio della Toscana, si tratta dunque di quantità già oggi inferiori alla previsione al 2020 contenuta Piano Regionale dei Rifiuti e Bonifica dei Siti Inquinati, si tratta di dati sensibilmente inferiori allo scenario più virtuoso contenuto e sbandierato nel Piano approvato ieri (597 kg/ab/anno).

Mariarita Signorini, Vice Presidente di Italia Nostra Onlus sezione di Firenze

Fonte: La Nazione, 19 Novembre 2014
Di: Pino Di Blasio

Ecco dove andranno i rifiuti toscani. Regione: la mappa degli impianti
Cinque discariche e 7 termovalorizzatori. Su Case Passerini nuovo stop

Un voto quasi nell’indifferenza, dopo le aspre polemiche e le battaglie di mesi fa. La Toscana ha il suo piano rifiuti fino al 2020, il consiglio regionale lo ha approvato in via definitiva, varando un documento a metà tra un libro dei sogni e un manifesto della green economy. «Meno produzione di rifiuti, raccolta differenziata al 70%, più riciclo, meno discariche e meno termovalorizzatori: questi sono gli obiettivi del nuovo Piano che vuole trasformare il rifiuto in una risorsa e imboccare la strada del recupero » riassume l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini. Aggiungendo anche il capitolo delle bonifiche dei siti inquinati, 30 milioni di euro, da qui al 2016.
QUALI SONO le novità? Prima di tutto la Toscana punta a produrre meno rifiuti urbani. Oggi deve smaltirne 2 milioni e 300 mila tonnellate all’anno, 50 chili per ogni abitante. Da qui al 2020, secondo l’Irpet, la cifra calerà di 20 chili pro capite, non solo per la crisi di consumi, ma anche per il sistema porta a porta e per le tariffe basate su quanti rifiuti si buttano nel cassonetto. Secondo traguardo, la raccolta differenziata che dovrà salire dal 42 al 70%. Un milione e 700mila tonnellate di rifiuti destinate al recupero e al riciclaggio; un bel salto rispetto alle 900mila tonnellate di oggi. Terzo tassello, la riduzione degli impianti. La Regione vuole portare i termovalorizzatori dai 9 previsti oggi ai 7 del futuro. E alla termovalorizzazione andrà il 20% dei rifiuti, poco meno di mezzo milione di tonnellate all’anno. Quali sono gli impianti principali
La lista parte da Ospedaletto, a Pisa, e Picchianti a Livorno, con la terza linea è bloccata da anni, che non partirà mai. La lista prosegue con i termovalorizzatori di Poggibonsi e San Zeno, ad Arezzo, di Montale a Pistoia, e dei due impianti fiorentini di Selvapiana (in attesa di giudizio) e Case Passerini. Già, Case Passerini: doveva essere già completato dalla newco QThermo (60% Quadrifoglio, 40% Hera), ma è arrivato un nuovo stop. Il sindaco di Sesto Fiorentino Sara Biagiotti, ha chiesto una valutazione di impatto sanitario, alla luce della costruzione della pista di 2.400 metri per l’aeroporto di Peretola. L’impianto costerà 135 milioni di euro e dovrà trattare 140 mila tonnellate. Spariscono definitivamente gli impianti che dovevano nascere a Lucca e in Garfagnana, assieme all’inceneritore di Testi, a Greve in Chianti.
L’ULTIMO 10% di rifiuti andrà nelle discariche, che scenderanno da 12 a 5: Terranova Bracciolini, Rosignano e la miniera d’oro di Peccioli sono i siti più significativi. Particolare attenzione sarà posta ai rifiuti speciali e alle filiere industriali per il riciclo, dalla carta all’acciaio, dalla chimica ai fanghi di depurazione. Infine il capitolo sulle risorse: oltre ai 30 milioni per le bonifiche, al piano rifiuti andranno 21 milioni all’anno per 3 anni, fino al 2016. Gli appalti più ricchi saranno quelli indetti dagli Ato. L’ambito Firenze-Prato-Pistoia, ad esempio, ha in corso una gara per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti da 220 milioni di euro all’anno, per 20 anni. Cambieranno le cose anche per le famiglie. La tariffa sui rifiuti, qualunque nome avrà, non si pagherà in base ai metri quadri di case o di aziende. Ma sulla quantità effettivamente prodotta.

“No al termovalorizzatore. Sarà battaglia su tutti i fronti”

Fonte: La Nazione, 21/08/2014
Di: Sandra Nistri

Il futuro della Piana
Lo scontro legale: Comitati e Associazioni ambientaliste hanno fatto ricorso per chiedere l’annullamento della delibera della Provincia sulla valutazione di impatto ambientale.
“Le tariffe aumenteranno”: Secondo i Comitati il sistema di incenerimento dei rifiuti “porterà a un aumento delle tariffe del 40%. La strada è quella della raccolta differenziata”
L’avvocato Tamburini “Gli inceneritori sono ormai uno strumento vecchio per le istituzioni europee”

I Comitati della Piana hanno già presentato ricorso: “E’ un impianto inquietante”. La strategia: “Allungare i tempi”

Una battaglia su “tutti i fronti”, compreso quello giudiziario. Se i massimi dirigenti di Quadrifoglio auspicano, nel Forum organizzato da “La Nazione”, di poter iniziare i lavori per il termovalorizzatore di Case Passerini già dal prossimo Natale, il coordinamento dei comitati della Piana replica, a stretto giro, annunciando iniziative e azioni concrete per bloccare l’iter dell’impianto o per allungare almeno il più possibile i tempi sperando in un “cambio di rotta”.
“Recentemente – spiega l’avvocato Claudio Tamburini a nome del coordinamento – la Commissione Europea ha invitato a incentivare tecniche di raccolta differenziata dei rifiuti con l’obiettivo di ridurre ancora di più i quantitativi di rifiuti indifferenziati da smaltire e di recuperare risorse preziose: quello degli inceneritori è uno strumento ormai vecchio che in Europa viene progressivamente abbandonato e che da noi, invece, si vuole proporre ora senza prendere in considerazione altre soluzioni impiantistiche, che ci sono, per la parte residua. Ecco, il nostro obiettivo primario – continua – è quello di bloccare l’impianto ma speriamo che, se i tempi si allungheranno, possa esserci un ripensamento magari proprio per nuove direttive dell’Unione europea”.
I comitati sembrano fare molto affidamento sul ricorso al Tar della Toscana presentato nei giorni scorsi, proprio su richiesta del coordinamento, da WWF, Italia Nostra e Forum ambientalista con l’apporto tecnico dell’associazione Medicina Democratica per chiedere l’annullamento della delibera della Provincia che ha approvato la cosiddetta Via, la valutazione di impatto ambientale, sull’impianto di Case Passerini: “Quadrifoglio – continua Tamburini che ha curato con il collega Marco Rossi il ricorso – continua a ripetere che l’impianto sarà sicuro e non provocherà un aggravio di inquinamento in un’area dove, è bene ricordarlo, è previsto anche l’ampliamento dell’aeroporto. Noi contestiamo queste affermazioni anche perchè nella Via la stima delle concentrazioni degli inquinanti emessi non è allineata alle concentrazioni ai limiti di legge ma ai limiti, molto inferiori, garantiti dal proponente. In più i parametri di valutazione del rischio per la salute umana accettati sono di gran lunga superiori rispetto ai dati del decreto legislativo 155 del 2010 e a quelli dell’organizzazione mondiale della Sanità: da ciò deriva una sottostima del rischio. Questo però non lo diciamo solo noi: è la Asl stessa che ha reso esplicita la pericolosità dell’impianto per la salute chiedendo, fra l’altro, la sorveglianza degli effetti riproduttivi, ad esempio aborti spontanei o malformazioni congenite, e un progetto di controllo sulle contaminazioni della catena alimentare”.
Secondo i comitati, “nonostante le ironie di Quadrifoglio sulla protezione del rospo smeraldino” non sarebbe stata effettuata la relazione sul sito di importanza comunitaria prossimo all’impianto: inoltre il sistema di incenerimento rifiuti – sostengono basandosi su uno studio specifico che riguarda l’Alto centro – porterà ad un aumento delle tariffe, in bolletta, del 40%. Non ci sarebbero poi certezze sulla destinazione finale e costi di smaltimento delle scorie. Ultimo capitolo quello di natura ‘estetica’: “Quadrifoglio – conclude Tamburini – punta spesso sul fatto che l’inceneritore di Gae Aulenti darà la porta di accesso alla città di Firenze: ora che si voglia affidare a un impianto di incenerimento dei rifiuti, pur griffato la funzione di accogliere i turisti nella culla del Rinascimento ci pare, francamente, paradossale”.

Inceneritore di Selvapiana: appello amministrative del 25 maggio

Comunicato della Rete Valdisieve 

La Rete Valdisieve, dopo anni di opposizione, di  proposte e di iniziative (che hanno visto coinvolte centinaia ed in alcuni casi migliaia di abitanti della Valdisieve) rimaste sempre senza alcuna risposta, ha appreso dai quotidiani che nelle scorse settimane sono state fatte dichiarazioni ufficiali da parte di esponenti del PD (partito che ha la maggioranza in tutti i comuni della Valdisieve) nelle quali si dichiara che l’inceneritore di Selvapiana “è superato”.
Per questo abbiamo seguito con attenzione i contenuti dei programmi elettorali di tutti i candidati a sindaco, di tutti gli schieramenti politici, dei vari comuni della Valdisieve.  Ad Aprile abbiamo consegnato nelle loro mani, o inviato via e-mail, una “Lettera Aperta” chiedendo di inserire nei loro programmi, in modo chiaro e definitivo, i seguenti punti con la speranza che fossero recepiti:

  1. l’abbandono definitivo della pratica dell’incenerimento;
  2. l’adozione con delibere ufficiali della strategia RIFIUTI ZERO, con tutto quello che la stessa comporta a partire dal NO all’impianto di Selvapiana che ne rappresenta il primo passo esenza ricorrere all’incenerimento per i rifiuti residui, così come prevede la “Carta di Napoli”, in modo da non scaricare il problema su altri impianti;
  3. L’avvio fin da subito la creazione di nuovi centri di riuso e recupero sul nostro territorio come passo qualificante della strategia RZ;
  4. In conseguenza dei punti precedenti, l’impegno ad opporsi con ogni mezzo alla costruzione del nuovo inceneritore e a compiere ogni passo per sua cancellazione definitiva dai Piani Interprovinciale, Regionale e di Ambito.

Ad oggi però constatiamo che i programmi amministrativi proposti dalle liste di coalizione che sostengono i candidati a sindaco PD e Forza Italia, seppur ciascuno con le proprie peculiarità nell’affrontare il tema sulla gestione dei rifiuti, non ne fanno alcuna menzione.
Francamente ci siamo chiesti fin da subito se le dichiarazioni sul superamento dell’impianto fossero reali e sincere o meramente opportunistiche in vista delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio;  il recentissimo ricorso al TAR promosso da AER Impianti Srl (composta per il 90% dai comuni), sostenuto da altri ricorsi promossi dai comuni stessi della Valdisieve, ci conferma chiaramente che la volontà è quella di rimanere INCENERITORISTI.
In tale ricorso si chiede in primis l’annullamento della delibera che approva il Piano d’Ambito in quanto ATO Toscana Centro conferirebbe solo 45.000 t/a di rifiuti invece delle 60.000 t/a necessarie per far funzionare a pieno regime il nuovo impianto.  Con 45.000 t/a di rifiuti l’inceneritore risulterebbe, nonostante la storica ostinazione nel volerlo fare a tutti i costi, economicamente insostenibile e quindi irrealizzabile per mancanza di rifiuti.
Nella pratica quindi si chiedono più rifiuti per Selvapiana al fine di giustificare la realizzazione dell’impianto; in ultima analisi notiamo quindi che si lavora ancora per costruire l’inceneritore.
L’ennesima partita di ping-pong è appena cominciata. Le scelte sbagliate delle amministrazioni della Valdisieve, supportate anche da ATO, continuano.
Il prossimo voto potrebbe avere un peso significativo per attivare invece pratiche virtuose nel rispetto del territorio e dei cittadini verso “Rifiuti Zero”.  
Usiamolo bene.

Lettera Aperta – “Sullonda di Rifiuti Zero”

Pubblichiamo la lettera che abbiamo mandato agli amministratori comunali, provinciali e regionali dopo l’adesione del comune di LONDA alla “Strategia Rifiuti Zero”

Rete Ambientale Valdisieve
Italia Nostra Onlus Firenze

Lettera Aperta –  “Sullonda di Rifiuti Zero”

Durante la serata informativa “Sullonda di Rifiuti Zero”, avvenuta al cinema di Londa IL 14 Marzo 2014, abbiamo appreso dal Sindaco di Londa Aleandro Murras che la Giunta del suo comune ha deliberato per aderire alla “Strategia Rifiuti Zero” (Del. N. 14 del 17-02-2014). Delibera che è stata consegnata direttamente nelle mani di Rossano Ercolini affinchè possa valutarla e possa  inserire il comune di Londa ufficialmente nella lista dei comuni aderenti.
Di fronte ad un’apertura di questo tipo, non possiamo che congratularci con il Sindaco e la sua giunta che per primi, nell’area della Valdisieve,  aderiscono alla strategia Rifiuti Zero con tutto quello che comporta.
Quindi, in attesa dell’ufficializzazione da parte di Rossano Ercolini del Centro di Ricerca Rifiuti Zero,  ribadiamo l’apprezzamento per  lo sforzo fatto e auspichiamo, al più presto, che possa essere seguito dagli altri sindaci dei comuni  che fanno parte di AER Spa nonché di AER Impianti Srl  costituita esplicitamente per costruire il nuovo impianto di incenerimento.
Tuttavia, dopo una prima lettura della delibera di adesione a Rifiuti Zero, notiamo che non si fa mai riferimento al nuovo impianto di incenerimento che, ricordiamo, è ancora inserito nel Piano Interprovinciale dei Rifiuti e nel Piano D’Ambito, ha tutte le autorizzazioni (VIA-AIA) per poter partire, come ribadisce infatti l’assessore provinciale  Crescioli in recenti comunicati.
Nonostante una presa di posizione dei sindaci della Valdisieve di votare contro il Piano d’Ambito nelle ultime Assemblee di Ato Toscana Centro, non vi sono in realtà altri atti ufficiali che ne dichiarino la NON fattibilità da un punto di vista economico o la NON  necessità dovuta al calo dei rifiuti all’interno dell’ATO.
In proposito vorremmo far notare che in un ODG dell’Assemblea di Ato Toscana Centro del 7 Febbraio 2014, si dispone “una sospensione (MORATORIA) – della durata di 12 mesi …… rinnovabile per ulteriori massimi 12 mesi  e  comunque con una proroga massima fino a 3 mesi prima del termine previsto dalla normativa vigente per la presentazione dell’ istanza di rinnovo della VIA e dell’ AIA ……- dell’adozione ….. di ogni ulteriore atto …… che sia propedeutica e preliminare all’avanzamento del progetto dell’impianto previsto in Loc. Selvapiana ..…..”.

Una domanda sorge spontanea:
qualora,per qualsiasi motivo, i flussi dei rifiuti dovessero cambiare o dovessero cambiare le condizioni di pianificazione attuale e/o Ato Toscana Centro fosse in grado di garantire, invece delle sole 45.000 t/a, tutto il flusso dei rifiuti in modo da coprire interamente la capacità autorizzata dell’impianto di Selvapiana (68.640 t/a), e passati 12+12 mesi di moratoria, cosa potrebbe succedere?
E’ plausibile pensare che i no dei sindaci, di adesso, si potrebbero trasformare in dei sì (all’impianto) domani?

Per concludere ci preme far presente la nostra visione di “adesione a RIFIUTI ZERO”: dopo aver fatto tutti i passaggi delle 6R (chi più ne ha più ne metta: Riduzione, Raccolta Differenziata, Recupero, Riciclo, Ricerca, Riprogettazione), il  rifiuto residuo deve essere trattato come ulteriore RISORSA e non come materia da bruciare nell’impianto di Selvapiana o in qualsiasi altro impianto. E, nella fase transitoria in cui dovremmo arrivare il più vicino possibile a produrre ZERO rifiuti residui (come ci chiede l’UE), ciò che non può essere più valorizzato come risorsa, può essere messo in discariche che, avendo sempre meno rifiuti, avranno una vita più lunga!
Diamo la nostra disponibilità come sempre, nel caso Vi possa interessare avere un confronto con noi.

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