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Rassegna stampa sulla consegna delle firme per salvare le Apuane

Il 1 luglio alle i rappresentanti delle Associazioni Italia Nostra, Legambiente, Amici della Terra, CAI-TAM regionale, Rete dei Comitati, Salviamo le Apuane, Salviamo le Alpi Apuane,  No al traforo della Tambura, Occhioni e Magrini, La Pietra Vivente, G.I.R.O.S hanno consegnato al Presidente Rossi le oltre 100.000 firme raccolte per la difesa delle Apuane.
Ne pubblichiamo la rassegna stampa.

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“Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia!”. Firma la petizione on line!

Fonte: Maruggio Life

La Regione Puglia con la Legge Regionale n. 14 del 04-06-2007 protegge il paesaggio degli Ulivi monumentali della Regione Puglia: “La Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale…”.
Una delle più belle leggi che la Regione Puglia possa vantare ecco che viene offesa da una vergognosa proposta del 3 ottobre 2011, già da qualcuno definita “Ammazza olivi secolari”, presentata dal gruppo consiliare Il popolo della Libertà, che così recita: “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo, ma deve essere anche un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio. Questo è il motivo di questa proposta di modifica della legge 14/07 – ‘Tutela degli ulivi monumentali e secolari'”.
Si tratta di agire al più presto nella duplice ottica della tutela del paesaggio e nel contempo del rispetto dei diritti acquisiti dai privati relativamente, ad esempio, alle aree edificabili, alle lottizzazioni, o al diritto degli imprenditori agricoli di fare reddito e, quindi, di poter riconvertire l’azienda. Tutte esigenze che, in molti casi, vengono al momento ‘frenate’ o addirittura inibite dalla legge regionale. Lungaggini burocratiche, controlli asfissianti, passaggi tra i vari enti che di fatto stanno creando dei veri ‘sbarramenti’ all’economia di vaste aree, in campagne che – di contro – appaiono sempre più deturpate dagli insediamenti selvaggi e invasivi del fotovoltaico.
A questo punto occorre agire, in tempi brevi, per decentrare a livello comunale le competenze per il rilascio di autorizzazioni agli espianti e spostamenti di piante secolari e dei necessari controlli per il rispetto delle norme, prevedendo maggiori deroghe e snellendo assurdi procedimenti burocratici.
In Puglia ci sono 60 milioni di ulivi. Di questi, 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura. ‘Monumenti’ che devono sì essere tutelati, ma non necessariamente ad esclusivo danno delle esigenze di sviluppo del territorio”
I sottoscritti cittadini, seriamente preoccupati dagli sviluppi e conseguenze che la proposta potrebbe avere, chiedono alla S. Sua e a tutte le forze politiche regionali e nazionali di rigettarla immediatamente, biasimando nel contempo l’operato del gruppo consiliare che si è permesso di dubitare della tutela e salvaguardia dei “patriarchi verdi”, beni diffusi e caratterizzanti il paesaggio ulivetato della Regione Puglia.
I sottoscritti sollecitano inoltre la scrupolosa osservanza e applicazione di ogni punto della legge di cui sopra.

CLICCA QUI E FIRMA LA PETIZIONE ON LINE
“NESSUNO TOCCHI GLI ULIVI DI PUGLIA”

In centinaia accorrono a firmare per salvare dall’eolico “La Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”

Comunicato stampa del
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino
2 settembre 2011
In centinaia in fila a firmare per salvare la Serra di Giuggianello
e Palmariggi dagli orchi eolici!

Sposata dal Coordinamento Civico la petizione di Italia Nostra al Presidente della Repubblica per salvare lo skyline dell’entroterra di Otranto e l’acropoli della più antica civiltà salentina la mitologica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe” nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce!
Dopo lo straordinario successo dell’iniziativa alla “Notte della Taranta” a Melpignano, ora si replica nella tre giorni dell’antica Festa del Vino a Carpignano Salentino 2-3-4 settembre 2011!
Quest’anno, dagli appelli degli artisti sui palchi, come anche sullo stesso straordinario palco della Notte della Taranta a Melpignano, con i Sud Sound System e il maestro Ludovico Einaudi e non solo, fino ai banchetti informati e ai volontari circolanti tra le strade per raccogliere firme, l’estate salentina è stata vivificata ed impreziosita da una enorme dilagante mobilitazioni trasversale, giovane ed apartitica in difesa del paesaggio del Salento vilipeso ed attaccato su più fronti da più speculazioni, come quelle del cemento e delle energie!
«Le persone affluiscono spontaneamente e chiedono esse stesse di firmare, appena leggono o intuiscono che si sta raccogliendo le firme per salvare la magica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”», raccontano gli attivisti del Coordinamento Civico del Salento. «Salentini e non, tutti sanno in Italia del grave scandalo di cui quella Collina è ingiustamente vittima, a causa del selvaggio affare dell’eolico in Italia, tanto che è balzata agli “onori” della cronaca sulle prime pagine del Corriere della Sera e dei principali quotidiani, e sulla RAI, persino in prima serata e in tanti programmi di inchiesta giornalistica! E indignati, vogliono contribuire per salvare quell’acropoli meravigliosa e densa di storia e natura del Salento da tanta follia e assurda cattiveria! Da tanta iniquità!»
La petizione avviata da Italia Nostra onlus, (aperta alla partecipazione di qualsiasi comitato e associazione, per cui si lancia un appello all’estensione dell’iniziativa a tutti), sarà curata dal “Coordinamento Civico di Maglie per la Tutela del Territorio e la Salute dei Cittadini”. Una petizione, per la quale la stessa Italia Nostra Sezione SUD Salento ha già raccolto centinaia di firme in pochissime e brevi occasioni, ed il Coordinamento altre centinaia durante la sola scorsa Notte della Taranta di Melpignano, per fermare la costruzione dei tre impianti industriali adiacenti per ben 20 mastodontiche mega torri eoliche di 125 m d’altezza ciascuna e miriadi di sconquassanti strutture annesse, sulla mitologica e sacra “COLLINA DEI FANCIULLI E DELLE NINFE” (alta al massimo solo 115 m sul livello del mare-le pale eoliche son ciascuna alte 125 m! NO COMMENT !), la indiscussa Stonehenge megalitica d’Italia, per i suoi dolmen, menhir e “rocce sacre” enormi, naturali altari ancestrali ammantati di suggestioni e leggende dai tempi protostorici sino ai nostri giorni, narrate anche da autori greci e latini antichi, come il grande filosofo greco Aristotele, il grande poeta latino dell’amore Ovidio, e dal greco Nicandro (II sec. a. C.), e trasmesse ancor oggi di madre e padre in figlio; leggende di orchi, di fate, di ninfe, di tesori (le “acchiature” dette in vernacolo), di eroi come il greco Ercole, di giganti, di streghe, di Vecchie fattucchiere, “a Vecchia” in dialetto, di folletti (“scazzamurieddhi”), di fantasmi (“malumbre”), di diavoli, santi come San Giovanni Battista e San Basilio (“Santu Vasili”), di miracoli di guarigioni ed apparizioni sante, di Madonne, questo nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce, nell’entroterra Otrantino, dove le suggestioni mitopoietiche delle forme, dei colori e dei suoni della natura creano miti ininterrottamente da secoli ed ancora oggi; progetti pazzeschi industrializzanti devastanti, in luoghi improponibili, dominio di grotte magiche, voragini, antri, villaggi neolitici, e d’uliveti antichi e monumentali, che i greci dicevano costituiti anche da alberi gementi nella notte, derivati dalla metamorfosi in ulivi di fanciulli pastorelli messapici, ad opera di stupende divine leggiadre e giovani ninfe indispettite, e tanti alberi lì, plurisecolari e dai tronchi contorti, paion pronti a camminare e hanno forme antropomorfe! Progetti industriali eolici che minacciano anche di sfregiare pesantemente con la loro immane mole hi-tech anacronistica lo skyline naturale della Città di Otranto, patrimonio UNESCO dell’ Umanità, e del magnifico cono visuale preistorico di Torre Sant’Emiliano e Porto Badisco, nonché di Santa Cesarea e di Porto Miggiano, con una corona di spine d’acciaio eternamente rotanti!
La petizione di Italia Nostra chiede al Presidente della Repubblica, alla Regione e ai comuni coinvolti di ritirare ogni folle autorizzazione concessa in merito, a salvaguardia dei luoghi e a stop di ogni ipotesi di anacronistica alterazione paesaggistica e sostanziale del sito, che quegli impianti ad altissimo impatto invece comporterebbero!
Per salvare la stessa filosofia buona delle energie rinnovabili, che devono salvare il pianeta e non assassinarlo, da questa follia e da questa contraddizione pugliese delle rinnovabili, da incentivare nella forma soltanto dei pannelli fotovoltaici sui tantissimi tetti inutilizzati degli edifici recenti a vantaggio vero di famiglie ed aziende con l’autoproduzione ed autoconsumo dell’energia da parte delle famiglie!

Lettera aperta dei partecipanti al 69° Corso di studi cristiani organizzato dalla Cittadella di Assisi sulle sfide del male ogg

Assisi, 24 agosto 2011 (vigilia del primo anniversario dell’assassinio di Angelo Vassallo)
Al Presidente della Repubblica Italiana
Giorgio Napolitano

E per conoscenza a: Presidenti della Camera e del Senato, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Presidente del Parlamento Europeo, Presidente della Commissione Europea, Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, Ministero del Turismo, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero della Giustizia, Conferenza Stato-Regioni, Unione delle Province Italiane, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Assessorati alla Cultura e all’Ambiente, Associazione Nazionale della Stampa, Italia Nostra, Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi), Fondo per l’Ambiente Italiano, Lega Ambiente, Touring Club Italiano, WWF, Greenpeace, Club Alpino Italiano, Mountain Wilderness Italia, Seminario Internazionale Terra Mater, Presidente ed al Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, Commissione Globalizzazione e Ambiente della FCEI, Vescovo di Assisi, Monsignor Domenico Sorrentino, quattro Ordini Francescani di Assisi, tutte le Associazioni interessate.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature
(…)
Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Ci appelliamo a Lei, signor Presidente, al termine di una settimana di studi che ha portato alla coscienza di ciascuno l’irreversibile dissipazione della bellezza dei paesaggi storici e naturali per i quali il nostro Paese è famoso nel mondo. Essi rappresentano la risorsa preziosa e comune di tutta la nazione, e ad essi si lega una delle poche residue possibilità di una sua ripresa culturale, economica e civile.
Ci appelliamo a Lei, nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, perché la Sua autorevole voce si levi a fermare questa dissipazione, che rappresenta un crimine senza pari nella sua globalità e irreversibilità. Essa distrugge un patrimonio di bellezza, memoria e cultura che è il fondamento della nostra identità morale, civile e spirituale. Inoltre sfigura letteralmente il volto della nostra nazione, e spegne la speranza di tutti quei giovani che si sono preparati e formati alla tutela, alla valorizzazione, alla crescita di questa inestimabile ma intaccata ricchezza di tutti.
Dalle Alpi alla Sicilia, dall’Altopiano a Pantelleria, dalle isole maggiori e minori al Cilento: per tutta la lunghezza dei litorali umiliati dalla svendita delle spiagge e dalla moltiplicazione forsennata dei porti turistici, per tutti i parchi naturali che subiscono riduzioni e manomissioni, per tutti i luoghi incantevoli stuprati dalla costruzione di autostrade e strade quasi sempre superflue a fronte di una viabilità già ampiamente assicurata, e certamente dannose ai fini della valorizzazione turistica dei territori che attraversano, assistiamo oggi a una vera e propria distruzione di un patrimonio che non è solo nostro ma dell’umanità tutta intera, e delle generazioni future.
Il paesaggio naturale e il paesaggio storico della penisola sono sottoposti a dissipazioni, cementificazioni e sconvolgimenti artificiali che non solo hanno aumentato la loro scala e intensità negli ultimi vent’anni in modo esponenziale, ma vedono proprio ora un’accelerazione improvvisa, a dispetto di ogni crisi, come se ci fosse una sinistra pulsione a rapinare tutto quello che si può, finché si è in tempo.
Autorevoli studiosi di ogni disciplina pertinente, dalla storia dell’arte all’economia, dalle scienze naturali e ambientali all’architettura, dall’ingegneria alle scienze dell’amministrazione, hanno a più riprese e sotto molteplici punti di vista argomentato il carattere fallimentare dell’affidare progetti di sviluppo e crescita economica alla cementificazione indiscriminata e invasiva del territorio. Studiosi dell’evoluzione dei fenomeni mafiosi nel nostro Paese hanno dimostrato al di là di ogni dubbio il coinvolgimento della criminalità organizzata in una parte crescente del mondo dell’edilizia e del movimento terra.
Profondamente preoccupante è inoltre l’ipotesi, recentemente formulata dal Governo, di ricorrere alla vendita di parte dell’ingente patrimonio immobiliare dello Stato ai fini del risanamento finanziario, per ottenere un’immediata liquidità svincolata da ogni garanzia sia sull’affidabilità delle agenzie coinvolte sia sui criteri di selezione e di utilizzo degli immobili da alienare.
Ci appelliamo a quest’ultima speranza: che la Sua autorevole voce possa indurre le istituzioni pubbliche e locali preposte al controllo del territorio e la magistratura ad attivarsi prontamente per fermare gli scempi che violano apertamente le vigenti disposizioni di legge, nonché lo spirito dell’articolo 9 della nostra Costituzione sulla tutela del paesaggio.
Durante del 69° Corso di Studi Cristiani già 206 persone hanno sottoscritto l’appello.
Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore l’Italia e la sua bellezza, italiani e non, a firmare questa petizione.
Clicca qui per firmare la petizione

Presentazione delle due leggi di iniziativa popolare di Italia Nostra Firenze

A seguito della presentazione delle due leggi di iniziativa popolare da parte di Italia Nostra Firenze pubblichiamo l’articolo di Nove da Firenze

Ambiente e urbanistica: presentate due leggi d'iniziativa popolare

Ambiente e urbanistica: presentate due leggi d’iniziativa popolare

Martedì 31 maggio 2011 il Comitato promotore delle leggi di iniziativa popolare – “Proposta di ampliamento del Parco della Maremma” e “Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio)” – comitato promosso e sostenuto da Italia Nostra, dal Forum ambientalista e da molti comitati dei cittadini e associazioni ambientaliste della regione Toscana, quali il Coordinamento comitati dei cittadini di Grosseto e il Comitato Cittadini area fiorentina – si è incontrato con la commissione regionale Ambiente e territorio per illustrare il contenuto delle due leggi di iniziativa popolare che grazie alle migliaia di cittadini che l’hanno sottoscritte sono state ammesse alla discussione. Erano presenti all’audizione il presidente Vincenzo Ceccarelli, il vice-presidente Agresti Andrea, il segretario Ardelio Pellegrinotti e i consiglieri Stefania Fuscagni, Paolo Marcheschi e Monica Sgherri.
Per il Comitato promotore oltre alla Presidente Daniela Pasini, erano presenti ad illustrare le due proposte Mariarita Signorini, Gianpaolo Bastia, Michele Scola, Daniela Porrati, Manlio Marchetta e Mario Bencivenni.
Per la “Proposta di ampliamento del Parco della Maremma” oltre a ribadire le linee generali incentrate sull’unificazione della miriade di vincoli e realtà che si occupano di questa vasta area di straordinario valore ambientale e paesaggistico, si è sottolineato anche l’importanza, ai fini della tutela, di una estensione dei limiti del Parco agli insediamenti urbani presenti, elemento propulsivo questo anche per un uso virtuoso delle attività economiche legate al turismo.
Dopo alcuni chiarimenti richiesti, la Commissione ha dichiarato che prima di esprimersi proseguirà l’approfondimento della proposta attraverso un incontro coi sindaci e le amministrazioni locali che sono interessate dalla nuova perimetrazione del Parco. Per quanto concerne la seconda proposta, quella relativa alle “Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio)”, sono stati illustrati i suoi punti più significativi. Oltre ad alcune precisazioni sul concetto di “governo del territorio”, su quello di “perequazione” che ha un’ incidenza importante in materia di pianificazione urbanistica a scala comunale, sulla partecipazione dei cittadini e sulla figura del Garante, l’esposizione si è particolarmente soffermata sul problema dell’attuale decentramento decisionale in materia urbanistica dalla Regione ai Comuni, una sorta di “devoluzione” che, mentre grava i Comuni di un eccesso di responsabilità e compiti, conferisce loro, nella realtà, un potere praticamente illimitato che, sempre più spesso viene condizionato dalle esigenze della speculazione immobiliare.
Facendo riferimento ad episodi negativi come quello della cementificazione della Collina di Bellosguardo, in via Arnoldi a Firenze, abbiamo chiarito ai commissari come la nostra proposta di Art. 5 “Modifiche al Titolo V (Atti, soggetti, funzioni) della l.r. 1/05” mira a introdurre nella legge la verifica della compatibilità urbanistica, cioè per esempio l’accertamento della coerenza della pianificazione comunale con i principi del Piano di indirizzo territoriale della Regione (PIT). Questa modifica non rintroduce affatto un principio di gerarchia tra gli enti né contraddice i principi che hanno portato alle modifiche al titolo V della Costituzione, cioè la necessità di attribuire una maggiore autonomia ai Comuni. Si tratta solo di mettere in atto un’ urbanistica nella quale, secondo il criterio della co-pianificazione, ciascun ente si assume le responsabilità che gli competono, secondo il proprio livello, ma nel rispetto dei principi statutari fissati dalle norme di pianificazione territoriale gerarchicamente per ambiti territoriali diversi.
La nostra proposta mira anche ad introdurre modalità e strumenti di verifica nuovi e realmente efficaci, oltre lo strumento estremamente limitato della Conferenza interistituzionale previsto dall’attuale legge.
Al termine dell’audizione la Commissione attraverso il suo presidente ha espresso apprezzamento per quanto contenuto nella proposta di legge di iniziativa popolare anche nella prospettiva dell’ iter di revisione della legge 1/2005 che attualmente anche la Giunta sta proponendo al Consiglio regionale.
Il Comitato nel ringraziare la Commissione per l’audizione, ha auspicato che il Consiglio dia a queste proposte tutta l’attenzione che meritano. In questo modo infatti innanzi tutto si valorizzerebbe un episodio di significativa partecipazione democratica. Ma ancora si darebbe un segnale importante che riporti le questioni del governo del territorio nelle sue sedi istituzionali cioè quelle della “politica” e interrompa quel circolo vizioso che ha portato questa materia sempre più di frequente nelle sedi dell’azione giudiziaria.

Due leggi d’iniziativa popolare presentate in Regione per ambiente e urbanistica e rassegna stampa Regione Toscana‏

Abbiamo presentato finalmente le nostre due leggi d’iniziativa popolare, un grande impegno che ci ha visti coinvolti con mesi e mesi di lavoro lo scorso anno. Oltre al Coordinamento Comitati dei Cittadini di Grosseto, si ringraziano tutte quelle sezioni d’Italia Nostra e i molti soci che le hanno sottoscritte permettendoci così di poter presentare entrambe le proposte di legge sull’allargamento del Parco della Maremma e per le modifiche alla L.R. 1/2005 legge di Governo del territorio. Ora la parola passa ai politici sperando che venga tenuto in debito conto il nostro contributo.
Mariarita Signorini

Italia Nostra Onlus
Comitato dei Cittadini Area Fiorentina

Due iniziative di legge popolare presentate e discusse nella commissione
“Ambiente e territorio” 
della Regione Toscana

Martedì 31 maggio 2011 il Comitato promotore delle leggi di iniziativa popolare – “Proposta di ampliamento del Parco della Maremma” e “Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio)” – comitato promosso e sostenuto da Italia Nostra, dal Forum ambientalista e da molti comitati dei cittadini e associazioni ambientaliste della regione Toscana, quali il Coordinamento comitati dei cittadini di Grosseto e il Comitato Cittadini area fiorentina – si è incontrato con la commissione regionale Ambiente e territorio per illustrare il contenuto delle due leggi di iniziativa popolare che grazie alle migliaia di cittadini che l’hanno sottoscritte sono state ammesse alla discussione.
Erano presenti all’audizione il presidente Vincenzo Ceccarelli, il vice-presidente Agresti Andrea, il segretario Ardelio Pellegrinotti e i consiglieri Stefania Fuscagni, Paolo Marcheschi e Monica Sgherri.
Per il Comitato promotore oltre alla Presidente Daniela Pasini, erano presenti ad illustrare le due proposte Mariarita Signorini, Gianpaolo Bastia, Michele Scola, Daniela Porrati, Manlio Marchetta e Mario Bencivenni.
Per la “Proposta di ampliamento del Parco della Maremma” oltre a ribadire le linee generali incentrate sull’unificazione della miriade di vincoli e realtà che si occupano di questa vasta area di straordinario valore ambientale e paesaggistico, si è sottolineato anche l’importanza, ai fini della tutela, di una estensione dei limiti del Parco agli insediamenti urbani presenti, elemento propulsivo questo anche per un uso virtuoso delle attività economiche legate al turismo.
Dopo alcuni chiarimenti richiesti, la Commissione ha dichiarato che prima di esprimersi proseguirà l’approfondimento della proposta attraverso un incontro coi sindaci e le amministrazioni locali che sono interessate dalla nuova perimetrazione del Parco.
Per quanto concerne la seconda proposta, quella relativa alle “Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio)”, sono stati illustrati i suoi punti più significativi. Oltre ad alcune precisazioni sul concetto di “governo del territorio”, su quello di “perequazione” che ha un’ incidenza importante in materia di pianificazione urbanistica a scala comunale, sulla partecipazione dei cittadini e sulla figura del Garante, l’esposizione si è particolarmente soffermata sul problema dell’attuale decentramento decisionale in materia urbanistica dalla Regione ai Comuni, una sorta di “devoluzione” che, mentre grava i Comuni di un eccesso di responsabilità e compiti, conferisce loro, nella realtà, un potere praticamente illimitato che, sempre più spesso viene condizionato dalle esigenze della speculazione immobiliare.
Facendo riferimento ad episodi negativi come quello della cementificazione della Collina di Bellosguardo, in via Arnoldi a Firenze, abbiamo chiarito ai commissari come la nostra proposta di Art. 5 “Modifiche al Titolo V (Atti, soggetti, funzioni) della l.r. 1/05” mira a introdurre nella legge la verifica della compatibilità urbanistica, cioè per esempio l’accertamento della coerenza della pianificazione comunale con i principi del Piano di indirizzo territoriale della Regione (PIT). Questa modifica non rintroduce affatto un principio di gerarchia tra gli enti né contraddice i principi che hanno portato alle modifiche al titolo V della Costituzione, cioè la necessità di attribuire una maggiore autonomia ai Comuni. Si tratta solo di mettere in atto un’ urbanistica nella quale, secondo il criterio della co-pianificazione, ciascun ente si assume le responsabilità che gli competono, secondo il proprio livello, ma nel rispetto dei principi statutari fissati dalle norme di pianificazione territoriale gerarchicamente per ambiti territoriali diversi.
La nostra proposta mira anche ad introdurre modalità e strumenti di verifica nuovi e realmente efficaci, oltre lo strumento estremamente limitato della Conferenza interistituzionale previsto dall’attuale legge.
Al termine dell’audizione la Commissione attraverso il suo presidente ha espresso apprezzamento per quanto contenuto nella proposta di legge di iniziativa popolare anche nella prospettiva dell’ iter di revisione della legge 1/2005 che attualmente anche la Giunta sta proponendo al Consiglio regionale.
Il Comitato nel ringraziare la Commissione per l’audizione, ha auspicato che il Consiglio dia a queste proposte tutta l’attenzione che meritano. In questo modo infatti innanzi tutto si valorizzerebbe un episodio di significativa partecipazione democratica. Ma ancora si darebbe un segnale importante che riporti le questioni del governo del territorio nelle sue sedi istituzionali cioè quelle della “politica” e interrompa quel circolo vizioso che ha portato questa materia sempre più di frequente nelle sedi dell’azione giudiziaria.

Comunicato Regione Toscana
Governo territorio: iniziativa popolare per modificare legge regionale

In commissione Ambiente, l’audizione del comitato promotore che intende emendare la legge 1 del 3 gennaio 2005 ed “avviare un percorso per una verifica di coerenza tra pianificazione sovraordinata, comunale e attuazione delle scelte”.
I principi fondanti l’urbanistica e del governo del territorio al centro della proposta di legge di inziativa popolare presentata in commissione Ambiente e territorio presieduta Vincenzo Ceccarelli (Pd) e corredata da settemila firme. Una proposta avanzata dalle associazioni nazionali Italia Nostra e Forum Ambientalista insieme a comitati di cittadini sorti spontaneamente, sollecitati dal fatto che i primi cinque anni di attuazione della legge che regola il governo del territorio, “forse anche alla luce di una errata interpretazione del principio di sussidiarietà stabilito dalla riforma del Titolo V”, non ha impedito “gravi ferite al territorio toscano”.
Nella proposta di legge, si evidenzia la necessità di “riportare sul terreno della politica la questione urbanistica” come ha detto Mario Bencivenni del comitato promotore. “Nessuno vuole ristabilire una gerarchia di enti in palese contrasto con il Titolo V. Tuttavia esistono gerarchie di interessi statutari che occorre rispettare”. Per Bencivenni, in buona sostanza, le modifiche intendono trovare una “coerenza degli atti oggi molto confusa. I piani comunali devono essere conformi con quelli regionali e non svincolati per cui alla fine tutto è possibile”. Una analisi condivisa anche dal prof. Manlio Marchetta dell’Università di Firenze che ha stigmatizzato una “discrepanza tra piani strutturali e urbanistici” dovuta a “definizioni vaghe tra la pianificazione cosiddetta sovraordinata (regionale e provinciale), quella comunale e la successiva attuazione”. “Il meccanismo decisionale non è chiaro mentre agli istituti speciali come le conferenze dei servizi e di pianificazione è demandato il compito di scelte fondamentali”.
In estrema sintesi, la proposta di legge intende “trovare un momento terzo di verifica nella coerenza degli atti”.
Per Ceccarelli, alcuni dei punti di criticità sollevati dal comitato promotore “sono condivisibili. L’avvio del procedimento di revisione della legge 1 – ha detto – partirà ufficialmente con la comunicazione dell’assessore Marson. La Regione si sta dunque già muovendo per dare alla Toscana una legge di governo del territorio chiara e a tutela di un patrimonio ambientale unico al mondo”.
Per il vicepresidente della commissione Andrea Agresti (PdL), la legge 1 “non è tutta da buttare ma c’è molto da riformare” e sui principi di sussidiarietà Agresti ha sottolineato come i sindaci “non possano essere messi sottotutela”.
Condivisione a gran parte della proposta di iniziativa popolare è stata espressa anche da Monica Sgherri (Fed.Sin/Verdi). (f.cio)

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