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Approvato il Piano Rifiuti inceneritorista della Toscana: 5 discariche e 7 termovalorizzatori

Dopo anni di lotte contro gli inceneritori ecco il Piano della Toscana approvato ieri in gran fretta dal Consiglio regionale: approvati ben 7 inceneritori!
Unica voce critica quella di Italia Nostra Firenze che a nome del Coordinamento unitario per una politica innovativa sui rifiuti, ha inviato un comunicato a tutti gli assessori regionali ieri mattina.
Le votazioni si sono svolte così con 4 soli voti contrari in Consiglio, quelli di

  1. Monica Sgherri, Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani
  2. Mauro Romanelli, Gruppo misto
  3. Marina Staccioli, Fratelli d’Italia
  4. Giovanni Donzelli

Per il resto Forza Italia si è astenuta e il Pd ha votato a favore del Piano!
Ecco alcuni dati la cui fonte è incontrovertibile:
Già oggi alcune regioni del nostro Paese si attestano su produzioni di rifiuti per kg/abitanti/anno assai inferiori rispetto alla Regione Toscana (fonte ISPRA – dati riferiti al 2012 –  Toscana 614 kg/ab/anno, mentre Lombardia 477 kg/ab/anno, Piemonte 465 kg/ab/anno, Veneto 456 kg/ab/anno, Campania 443 per fare alcuni esempi). Per queste Regioni, che lavorano meglio della Toscana, si tratta dunque di quantità già oggi inferiori alla previsione al 2020 contenuta Piano Regionale dei Rifiuti e Bonifica dei Siti Inquinati, si tratta di dati sensibilmente inferiori allo scenario più virtuoso contenuto e sbandierato nel Piano approvato ieri (597 kg/ab/anno).

Mariarita Signorini, Vice Presidente di Italia Nostra Onlus sezione di Firenze

Fonte: La Nazione, 19 Novembre 2014
Di: Pino Di Blasio

Ecco dove andranno i rifiuti toscani. Regione: la mappa degli impianti
Cinque discariche e 7 termovalorizzatori. Su Case Passerini nuovo stop

Un voto quasi nell’indifferenza, dopo le aspre polemiche e le battaglie di mesi fa. La Toscana ha il suo piano rifiuti fino al 2020, il consiglio regionale lo ha approvato in via definitiva, varando un documento a metà tra un libro dei sogni e un manifesto della green economy. «Meno produzione di rifiuti, raccolta differenziata al 70%, più riciclo, meno discariche e meno termovalorizzatori: questi sono gli obiettivi del nuovo Piano che vuole trasformare il rifiuto in una risorsa e imboccare la strada del recupero » riassume l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini. Aggiungendo anche il capitolo delle bonifiche dei siti inquinati, 30 milioni di euro, da qui al 2016.
QUALI SONO le novità? Prima di tutto la Toscana punta a produrre meno rifiuti urbani. Oggi deve smaltirne 2 milioni e 300 mila tonnellate all’anno, 50 chili per ogni abitante. Da qui al 2020, secondo l’Irpet, la cifra calerà di 20 chili pro capite, non solo per la crisi di consumi, ma anche per il sistema porta a porta e per le tariffe basate su quanti rifiuti si buttano nel cassonetto. Secondo traguardo, la raccolta differenziata che dovrà salire dal 42 al 70%. Un milione e 700mila tonnellate di rifiuti destinate al recupero e al riciclaggio; un bel salto rispetto alle 900mila tonnellate di oggi. Terzo tassello, la riduzione degli impianti. La Regione vuole portare i termovalorizzatori dai 9 previsti oggi ai 7 del futuro. E alla termovalorizzazione andrà il 20% dei rifiuti, poco meno di mezzo milione di tonnellate all’anno. Quali sono gli impianti principali
La lista parte da Ospedaletto, a Pisa, e Picchianti a Livorno, con la terza linea è bloccata da anni, che non partirà mai. La lista prosegue con i termovalorizzatori di Poggibonsi e San Zeno, ad Arezzo, di Montale a Pistoia, e dei due impianti fiorentini di Selvapiana (in attesa di giudizio) e Case Passerini. Già, Case Passerini: doveva essere già completato dalla newco QThermo (60% Quadrifoglio, 40% Hera), ma è arrivato un nuovo stop. Il sindaco di Sesto Fiorentino Sara Biagiotti, ha chiesto una valutazione di impatto sanitario, alla luce della costruzione della pista di 2.400 metri per l’aeroporto di Peretola. L’impianto costerà 135 milioni di euro e dovrà trattare 140 mila tonnellate. Spariscono definitivamente gli impianti che dovevano nascere a Lucca e in Garfagnana, assieme all’inceneritore di Testi, a Greve in Chianti.
L’ULTIMO 10% di rifiuti andrà nelle discariche, che scenderanno da 12 a 5: Terranova Bracciolini, Rosignano e la miniera d’oro di Peccioli sono i siti più significativi. Particolare attenzione sarà posta ai rifiuti speciali e alle filiere industriali per il riciclo, dalla carta all’acciaio, dalla chimica ai fanghi di depurazione. Infine il capitolo sulle risorse: oltre ai 30 milioni per le bonifiche, al piano rifiuti andranno 21 milioni all’anno per 3 anni, fino al 2016. Gli appalti più ricchi saranno quelli indetti dagli Ato. L’ambito Firenze-Prato-Pistoia, ad esempio, ha in corso una gara per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti da 220 milioni di euro all’anno, per 20 anni. Cambieranno le cose anche per le famiglie. La tariffa sui rifiuti, qualunque nome avrà, non si pagherà in base ai metri quadri di case o di aziende. Ma sulla quantità effettivamente prodotta.
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Comunicato stampa assemblea “Inceneritore di Selvapiana: a che gioco giochiamo?”

Rete Ambientale Valdisieve:
Comitato Valdisieve    
Associazione Valdisieve 
Associazione Vivere in Valdisieve
In collaborazione con Italia Nostra Onlus – Firenze

Pubblichiamo il comunicato stampa relativo all’assemblea del 22 novembre alla Rufina sul tema INCENERITORE DI SELVAPIANA: A CHE GIOCO GIOCHIAMO?
In fondo al comunicato potete leggere la mozione che viene citata.
 

COMUNICATO STAMPA RETE AMBIENTALE VALDISIEVE
Rufina 25 novembre 2013

All’assemblea tenutasi il 22 novembre presso la Casa del Popolo di Rufina hanno partecipato circa 200 cittadini della Valdisieve. Tutti hanno ascoltato con interesse gli interventi dei relatori Rossano Ercolini – Vincitore del «Goldman Environmental Prize 2013», il Sindaco di Greve in Chianti Alberto Bencistà e Gianluca Garetti – Associazione medici per l’Ambiente ISDE -Medicina Democratica, introdotti da Mariarita Signorini – membro del Consiglio Nazionale di Italia Nostra. Numerosi sono stati gli interventi di consiglieri dei comuni vicini e di cittadini che hanno messo in evidenza le obbiettive difficoltà che incontrano sul territorio per la ostinata volontà degli amministratori, spalleggiati dalla Regione, ad andare avanti sulla costruzione degli inceneritori.
L’ostinazione si giustifica col fatto che gli inceneritori sono un business senza alcun rischio in quanto interamente coperti dalle bollette dei cittadini, garanzia per le banche che finanziano tali impianti.
A questo proposito, Rossano Ercolini ha lanciato un’imminente iniziativa di protesta civile: ogni cittadino si ridurrà la bolletta dei rifiuti per la parte destinata alla costruzione di questi impianti. I dettagli sono allo studio di valenti studi.
La strategia Rifiuti Zero non è più un’ utopia, ma una realtà che si sta affermando sia all’estero che in Italia dimostrandosi l’unica strada per non essere sommersi dai rifiuti e dalle sostanze inquinanti. Un aumento di posti lavoro e territori liberi da inquinamento sono l’effetto più vistoso e apprezzabile.
Contro l’ottusità dei politici, anche verso coloro che si definiscono il nuovo, ribadiamo che continuano a proporre strade vecchie e pericolose, noi, come dice Alberto Bencistà, siamo la vera novità: avendo egli stesso visitato il digestore di S. Francisco, che recupera tutto il possibile e produce energia e calore per la città, secondo il percorso indicato da Rifiuti Zero, conclude lanciando lo slogan che sa di anni settanta ma che contiene tanta modernità e buon senso “ sognando la California, facciamo come S. Francisco” .

CHIEDIAMO AGLI AMMINISTRATORI DEI COMUNI DELLA VALDISIEVE IMMEDIATI ATTI UFFICIALI PER RITIRARE IL PROGETTO DEL NUOVO INCENERITORE, CHIEDIAMO DI FARLO TOGLIERE DAL PIANO INTERPROVINCIALE, DI AMBITO E DAL PIANO REGIONALE, DI PRESENTARE NEI RISPETTIVI CONSIGLI COMUNALI LA MOZIONE DI ADESIONE ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO, qui allegata, E DELIBERARE IN TAL SENSO APPROVANDOLA (COSA CHE COMPORTERA’ LA RINUNCIA AL RICORSO A TUTTI GLI INCENERITORI), FACENDOSI CARICO IN TUTTE LE SEDI E IN TUTTE LE CIRCOSTANZE DI VOTARE CONTRO L’USO DEGLI INCENERITORI O DELLA LORO COSTRUZIONE O REVAMPING.

In mancanza di tale chiarezza d’intenti, noi non potremmo fare altro che togliere la nostra fiducia a quelle forze politiche che di fatto sostengono l’incenerimento, iniziando dal negare loro il voto alle prossime Amministrative di primavera per il rinnovo dei Consigli Comunali ed invitando con tutte le nostre forze la popolazione della Valdisieve a fare altrettanto.

SI AD IMPIANTI DI RICICLO, RECUPERO, RIUTILIZZO, RIPARAZIONE, COMPOSTAGGIO, ISOLE ECOLOGICHE, MERCATINI DELL’USATO, RIPROGETTAZIONE DEI MATERIALI, RICORSO AL VUOTO A RENDERE ECC.
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BOZZA MOZIONE ADESIONE A STRATEGIA “RIFIUTI ZERO”

IL CONSIGLIO COMUNALE
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179 che dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti;
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 180 che, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti dispone che le iniziative di cui all’art. 179 riguardino in particolare:
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
CONSIDERATO che a livello internazionale e nazionale molte città hanno assunto il percorso verso “rifiuti zero”, attraverso la definizione di atti deliberativi e di concreti strumenti operativi volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti, l’incenerimento e lo smaltimento in discarica e volti a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo” nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite ed in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte;
RICHIAMATO in particolare che le città coinvolte in questo percorso sono ormai decine in varie parti del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley) l’Australia (Camberra e la regione sud occidentale del Paese), la Nuova Zelanda, il Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito, l’Italia con decine di Comuni a partire da Capannori in Toscana, la provincia di Lucca, ed anche in Provincia di Firenze con Greve in Chianti, Figline Valdarno e Rignano sull’Arno;
RICORDATO che “Rifiuti Zero” è una strategia che ha come obiettivo la riprogettazione del ciclo di vita delle risorse in modo da poter riutilizzare tutti i prodotti, facendo diminuire la quantità di rifiuti da conferire in discarica, ossia prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il volume ed eliminare la tossicità del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a pratiche di incenerimento o sotterramento;
CONSIDERATO che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla loro prevenzione, al riuso, al massimo recupero di beni e materiali si pone in linea anche con gli obiettivi di generalizzare la diminuzione dei “gas serra”, resa sempre più necessaria e stringente da “accordi internazionali” che puntano ed obbligano i governi a “tagliare” le emissioni di CO2 legate anche alla produzione dei beni di consumo, a partire dagli
CONSIDERATO che la strategia “Rifiuti Zero” rappresenta una reale e forte opportunità di incremento occupazionale nel settore degli operatori ecologici ed una chiara apertura di nuove prospettive economiche nei settori del turismo naturalistico ed enogastronomico per tutto il territorio;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:
1. Fermare definitivamente e formalizzare attraverso atti pubblici ufficiali a partire dall’approvazione di una specifica Delibera di Giunta, il progetto del nuovo inceneritore di Selvapiana, previsto dal Piano Interprovinciale ATC e dalla bozza del nuovo Piano Regionale di smaltimento rifiuti;
2. bonificare il sito dell’attuale impianto recuperando l’area per altri progetti: isola ecologia, centro ricerca, mercatino del recupero, ecc;
3. aderire ed intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020, stabilendo per gli anni prossimi incrementi progressivi della raccolta differenziata e senza la realizzazione e l’uso di inceneritori;
4. dare mandato alla Giunta Comunale, per il raggiungimento di tali obiettivi, di estendere e completare i sistemi di raccolta “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani e degli assimilati a tutto il territorio comunale;
5. istituire un sistema tariffario basato principalmente sulla effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche, sulla base del principio “chi meno produce e più differenzia i rifiuti, meno paga”;”
6. istituire l’ “Osservatorio verso Rifiuti Zero” che abbia il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale;

Giornata internazionale contro gli inceneritori

La partecipazione di Italia Nostra

Italia Nostra aderisce  alla 4° giornata internazionale contro la termovalorizzazione dei rifiuti il 7 settembre e partecipa attivamente con il suo progetto di “Rete dei cittadini riciclatori”. L’associazione ritiene insensata la proliferazione e il potenziamento degli impianti d’incenerimento: non producono energia “pulita” perché emettono sostanze nocive, non ne producono in misura significativa e non utilizzano una “fonte rinnovabile”.  L’unica vera politica ragionevole dei rifiuti è la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali post consumo così come dimostrano tante esperienze all’estero e nel nostro stesso paese ma mentre tale politica porta vantaggi solo alla comunità, i termovalorizzatori sono invece un consistente business, finanziato anche con soldi pubblici. Tutti i materiali per partecipare alla rete sono disponibili sul sito www.italianostra.org.

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