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Bronzi a Expo, Italia Nostra Reggio scrive a Sgarbi

Capolavori in trasferta

Professor Vittorio Sgarbi,
premessa la stima indiscussa nei confronti dello STORICO  dell’Arte, siamo  dell’opinione che:

  • chi vuole vedere il Satiro, vada a Mazara;
  • chi vuole vedere il Ritratto d’Ignoto, vada a Cefalù;
  • chi vuole vedere l’Ariete di Castel Maniace, vada a Palermo;
  • chi vuole vedere gli Ori della Magna Grecia vada a Taranto;
  • chi vuole vedere le bellissime lastre della Tomba del Tuffatore o le magnifiche Idrie di Bronzo, vada a Paestum.

E, per stare sull’attualità,

  • chi vuole vedere i Bronzi, vada a Reggio Calabria;
  • chi vuole vedere la Venere, vada a Firenze;
  • chi vuole vedere l’Ortolano, vada a Cremona;
  • ……………………………………………………., (i puntini, perché crediamo  che la lista è destinata ad allungarsi)
  • esattamente come chi vuole vedere La Gioconda è costretto ad andare a Parigi.

La peculiarità dell’Italia  è la Bellezza diffusa in mille declinazioni, su tutto il territorio.
E’ questo il messaggio culturale che deve passare; non quello che la parte economicamente più forte può avere quello che vuole, quando vuole, dove vuole, con tutto il rispetto per l’incarico che a Lei  è stato dato.
L’inamovibilità dei Capolavori, in primis quelli con valenza fortemente  identitaria, ci dovrebbe vedere tutti sulla stessa sponda.
Per alcuni di questi, Ella argomenta: “dove stanno, sono visti  da  pochi”; noi rispondiamo che, per come sono messi i trasporti in certe regioni (v. Calabria e Sicilia per tutte), sono già tanti quelli che riescono ad arrivarci. Troppo comodo spostare i Capolavori, piuttosto che affrontare il NODO dei trasporti.
Da questo punto di vista, la vera sfida è far sì che  EXPO2015  possa essere l’occasione buona per un – GRAN TOUR del XXI Secolo – Non i Capolavori a disposizione in loco, ma i visitatori di EXPO 2015 in viaggio per il Bel Paese.
Con qualche disagio, se vogliamo; ma con l’opportunità di un’esperienza complessiva (paesaggio, architettura, Arte, antropologia) unica ed irripetibile che, certo, non può offrire un’esposizione extra moenia.
Ai Beni Culturali servono molti più  Viaggiatori e qualche turista di meno.
Stiamo vedendo tutti come è ridotta Venezia!
Cordialmente,

Teresa Liguori – Vicepresidente Nazionale Italia Nostra
Liliana    Gissara – Consigliere Nazionale Italia Nostra
Ercole    Guerra – Consigliere Nazionale Italia Nostra
Oreste Rutigliano – Consigliere Nazionale Italia Nostra
Mariarita Signorini – Consigliere Nazionale Italia Nostra
Angela Martino – Presidente della Sezione di Reggio Calabria di Italia Nostra

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Italia Nostra Crotone – V Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate: da Crotone a Sibari

V Giornata Ferrovie Dimenticate-22 aprile 2012
Itinerario da Crotone a Sibari e Albidona, sulle orme di George Gissing.
Non in treno.

Nel mese di novembre 1897 lo scrittore inglese e viaggiatore del Grand Tour, George Gissing, si avventurava in Calabria, desideroso di visitare le antiche terre della Magna Graecia, percorrendo in treno tutta la linea jonica, da Taranto a Reggio Calabria, con alcune soste a Metaponto, Crotone, Catanzaro-Squillace.
A noi, abitanti del litorale jonico, nel XXI secolo viene negata la possibilità di viaggiare su linea ferrata, per mancanza di mezzi di linea nei giorni festivi.
E’ quanto avvenuto domenica 22 aprile 2012, in occasione della V Giornata delle Ferrovie Dimenticate, organizzata da Italia Nostra Crotone, Trebisacce e CR Calabria.
Arrivati in autobus alla mèta, l’antica stazione di Sibari (1869), è stata “scoperta” la targa dedicata a Garibaldi ed a G.Gissing, che da quel luogo erano transitati, rispettivamente nel 1882 e nel 1897.
Nell’occasione, è stato letto un brano significativo del capitolo dedicato da George Gissing al viaggio, tratto dal libro “By The Jonian Sea”(Lungo le Rive dello Jonio) e ribadita la proposta di fruizione della linea ferrata con dei treni navetta, possibilmente di nuova generazione, come il Minuetto a trazione diesel. Treni che dovrebbero essere acquistati dall’Ente Regione Calabria, come hanno fatto in questo periodo le Regioni Toscana, Lazio ed Emilia Romagna.
Lo spettacolo dello scalo sibarita è davvero desolante. Pur essendo stati completati costosi lavori di elettrificazione, non sono affatto utilizzati dai pochissimi treni in transito per la tratta Cosenza e Taranto. Inoltre, nonostante l’investimento di ingenti somme di denaro pubblico per lavori di restauro ed ammodernamento dello scalo sibarita, lo stesso è diventato un vuoto a perdere, un fantasma.
Davanti a questi sprechi di risorse pubbliche, Italia Nostra chiede che gli investimenti siano finalizzati alla riorganizzazione ed al potenziamento dell’intera tratta da Reggio Calabria a Taranto, per una fruizione turistico-culturale dei siti archeologici della Magna Grecia da parte di gruppi organizzati/visite scolastiche. Se la Regione deciderà finalmente di investire risorse nell’ammodernamento del materiale rotabile, ormai obsoleto, si potrebbero utilizzare dei treni-navetta, denominati ad esempio “Sulle Rive del marJonio”, così da facilitare i collegamenti fra le tre regioni, attualmente impossibili, ed arrivare a completare il famoso progetto infrastrutturale del corridoio adriatico, che dovrebbe unirsi a quello jonico, come l’Unione Europea prescrive. Inascoltata.
Queste ed altre proposte sono state ribadite nel corso del convegno pomeridiano, tenuto nella masseria della Torre di Albidona, in una tenuta sorta intorno all’omonima torre medievale, un bene culturale incastonato in un contesto paesaggisticamente rilevante, ben salvaguardato e tutelato.
All’incontro, tenuto all’interno dell’antica biblioteca messa a disposizione dal proprietario della masseria, ha partecipato numeroso pubblico. Tra i relatori, il giornalista Maurella, che ha coordinato i lavori, l’arch.Malatacca, presidente della sezioneTrebisacce,che ha fatto riferimento alla nascita delle antiche ferrovie joniche. Il dott. Grilletta, storico, del direttivo di Crotone, ha descritto la distanza tra il periodo aureo del traffico ferroviario allo scalo crotonese e l’attuale situazione di abbandono delle linee joniche, utilizzando dati del calo del trasporto ferroviario sia merci che passeggeri. Ha proposto l’utilizzazione di treni navetta per il collegamento tra Sibari e Crotone-aeroporto S.Anna. Di sterminio sistematico e programmato delle ferrovie e della mancanza di un rapporto armonioso tra le strutture ferroviarie ed i cittadini ha parlato il prof. Capogreco, docente di storia contemporanea all’UNICAL.
Il preside Masneri ha poi fatto riferimento all’opera meritoria della famiglia Aletti, industriali provenienti da Brescia a seguito dei lavori sulla linea jonica, ed alle ingenti risorse economiche che hanno investito in numerose attività produttive nel territorio. Paolo Donadio, presidente della sezione-Potenza, ed Antonio Bavusi del direttivo, hanno riferito su problemi comuni alle due regioni: la carente tutela del territorio, anzi lo sfruttamento persino di aree protette, come nel caso della val d’Agri per le perforazioni petrolifere, le inadeguate infrastrutture ferroviarie ed i mancati investimenti nei valori del territorio.
A conclusione dell’incontro, la consigliera nazionale Liguori ha auspicato che si possa ampliare ed intensificare la rete di collegamento tra le sezioni di Italia Nostra delle tre regioni limitrofe ed altre associazioni/comitati, così da concordare iniziative comuni affinchè venga garantito a tutti i cittadini, in eguale misura, il diritto di civiltà e di mobilità. In caso contrario, si potrà parlare di violazione dei diritti umani, con tutte le conseguenze possibili, comprese quelle legali.
Crotone, 23 Aprile 2012
Teresa Liguori
Consigliera nazionale Italia Nostra
Presidente sezione di Crotone

“i binari che vanno da ogni parte d’Italia non sono solo lunghi pezzi di ferri che fanno muovere persone e merci. Sono anche storia, cultura, ingegno, capitale sociale investito dai nostri antenati per le generazioni future, per le nostre generazioni”…(Albano Marcarini).

Clicca qui per leggere l’articolo de “Il Crotonese”: “Alla giornata delle ferrovie noi ci andiamo in pullman”

Italia Nostra Crotone: potenziamo le infrastrutture ferroviarie e marittime in Calabria

Dopo che l’Unione Europea prima ed il governo Monti poi hanno deliberato che la costruzione del Ponte sullo Stretto non è opera prioritaria, apprendiamo che la Società dello Stretto è stata ri-finanziata con 61 milioni di euro. In questi tempi di recessione economica e di pesanti sacrifici da parte dei cittadini questa notizia lascia l’amaro in bocca.
Italia Nostra ritiene che ben altre siano le opere pubbliche da finanziare per mitigare, almeno in parte, le pesanti carenze infrastrutturali, mai risolte, che hanno contribuito a bloccare lo sviluppo economico-sociale della Calabria.
Al primo posto, la linea ferroviaria jonica, che congiunge Taranto a Reggio Calabria, in un percorso dalla durata di circa 8 ore, interrotto in Basilicata con l’utilizzazione sostitutiva di pullman.
La vetustà dei mezzi utilizzati, spesso dismessi dalle ferrovie settentrionali, il binario unico, la mancata elettrificazione hanno portato ad uno smantellamento della linea ferrata che è andata avanti negli ultimi anni con la cancellazione di numerosi corse fino ad arrivare ai collegamenti a lunga percorrenza verso il Nord Italia, con ulteriore penalizzazione dei pendolari emigrati.
Eppure le ferrovie joniche hanno un’origine antica, risalgono al 1865 e sono frutto di tecnologia avanzata per l’epoca, vi hanno lavorato numerose maestranze, molte vite sono cadute per il lavoro. Hanno contribuito ad unire l’Italia mentre l’attuale gestione di Trenitalia sta operando per dividerla.
E la politica nazionale e regionale cosa fa? Sta a guardare!
Le condizioni odierne della linea ferroviaria jonica non sono diverse da quelle descritte dallo scrittore-viaggiatore inglese George Gissing nel libro “By the Jonian Sea” (Sulle Rive dello Ionio) quando, nel Novembre 1897, aveva percorso in treno la tratta Taranto-Sibari-Crotone sino a Reggio Calabria…….
Riportiamo alcune suggestioni di Gissing tratte dal suo diario di viaggio:
……”Nel buio ripassai dalla stazione che porta il nome di Sibari; e via via lugo il mare, da cui spesso mi raggiungeva il suono delle onde……Spesso il rumore del treno sul vuoto mi avvertiva che stavamo attraversando un ponte; il fiume sottostante (Crati) aveva forse un nome ricordato dalla leggenda o dalla storia. Si alzava il vento; nelle stazioncine oscure lo sentivo sbuffare e gemere, e il mio scompartimento, di cui fui l’unico occupante per tutto il viaggio, sembrava ancora più comodo. Cominciò a cadere la pioggia, e quando, verso le dieci, scesi a Cotrone la notte era densa di tempesta”………..
Ci chiediamo cosa sia cambiato nella linea ferroviaria jonica da allora, 25 Novembre 1897, ad oggi: purtroppo, soltanto il combustibile delle motrici!………
Per mettere in evidenza le difficoltà di utilizzare la linea ferrata jonica come collegamento regionale e per ripercorrere l’itinerario gissinghiano da Sibari a Crotone, Italia Nostra ha deciso di organizzare la V Giornata delle Ferrovie Dimenticate nel prossimo mese di aprile, domenica 22.
La Giornata, prevista in origine il 18 marzo 2012, è stata rinviata di oltre un mese per l’impossibilità di fruire di un treno a costi accettabili: Trenitalia ha chiesto la somma di 5.000 euro per il tragitto Crotone-Sibari-Trebisacce e ritorno, costo improponibile per un’associazione di volontariato.
Auspichiamo che, nei prossimi giorni, i dirigenti di Trenitalia adotteranno decisioni più sagge nei confronti di una proposta di fruizione della linea ferrata per gruppi organizzati, comitive scolastiche in visite d’istruzione nei rilevanti siti archeologici posti lungo la costa jonica, luoghi famosi che avevano spinto Gissing, cultore della Magna Grecia, a percorrere un viaggio lungo e faticoso dalla Terra di Albione alle coste dello jonio.
Attualmente, non potendo usufruire di un servizio ferroviario degno del XXI secolo, i cittadini del versante jonico sono costretti ad utilizzare il veicolo per spostarsi, lungo la pericolosa strada statale 106 Ionica, da Taranto a Reggio C.
Amaramente constatiamo che per la Calabria risultano completamente inapplicate le direttive del Consiglio d’Europa in materia di trasporti, finalizzate a favorire l’uso del trasporto su rotaie e via mare (Autostrade del mare) proprio per ridurre il traffico su gomma, ormai al limite del collasso, per diminuire il numero delle vittime della strada, per far calare l’inquinamento atmosferico e per risparmiare sul consumo degli idrocarburi, arrivati in questi ultimi mesi a prezzi proibitivi.
Nell’attuale insostenibile condizione di arretratezza delle infrastrutture ferroviarie, portuali, stradali ed aeroportuali così arretrate e mal gestite, il progetto per la realizzazione* del Ponte dello Stretto risulta davvero improponibile come inaccettabile il finanziamento della Società dello Stretto.
Crotone, 16 marzo 2012
Teresa Liguori – Consigliera nazionale Italia Nostra

* Agisci in modo che le conseguienze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza delle generazioni future (Hans Jonas)

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