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Torna al Museo Civico di Cremona il Caravaggio restaurato‏. Visita guidata di Italia Nostra

Torna al Museo Civico il Caravaggio restaurato: il 3 aprile evento in Cattedrale con il Vescovo
E dal 4 al 6 aprile apertura straordinaria della Pinacoteca con visite guidate al dipinto

Il Caravaggio restaurato: un gioiello della Pinacoteca di Cremona che ‘parla’ e racconta il suo messaggio. Sono questi gli ingredienti, davvero eccezionali, della serata organizzata dal Comune di Cremona e dalla Diocesi di Cremona in occasione del ritorno nella sede espositiva del Museo Civico del S. Francesco in meditazione di Caravaggio dopo il lavoro di restauro condotto da Mariarita Signorini, sotto la direzione della Sovrintendenza e del Conservatore Mario Marubbi. L’appuntamento, ripreso dalle telecamere della tv diocesana, è per domenica 3 aprile alle ore 21 nella Cattedrale di Cremona.
Dopo un’introduzione del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, che ha fortemente voluto l’iniziativa, interverranno don Andrea Foglia con un contributo sull’iconografia di S. Francesco nell’età della Riforma e Mariarita Signorini che presenterà i risultati del lavoro di restauro, svelando “la luce nuova del Caravaggio di Cremona”. Al centro della serata, l’intervento del Vescovo di Cremona Antonio Napolioni dal titolo ‘Francesco rivestito di Misericordia’, una riflessione sulle figure di S. Francesco e del Papa Francesco nell’anno giubilare della Misericordia.
Per questa straordinaria occasione, da lunedì 4 a mercoledì 6 aprile, la Pinacoteca di Cremona rimarrà aperta dalle ore 10 alle ore 22 per consentire la visita del Caravaggio ‘restaurato’, prima che parta come ambasciatore delle eccellenze cremonesi per due mostre importanti a Novara e a Madrid, per ritornare in città a settembre in concomitanza con la grande mostra Jannello Torriani – Genio del Rinascimento, organizzata al Museo del Violino da Comune di Cremona, Unomedia, Fondazione Arvedi Buschini e Fundacion Juanelo Turriano.
Lunedì 4 aprile, martedì 5 aprile e mercoledì 6 aprile sono previste visite guidate al dipinto del Caravaggio da prenotare presso gli uffici dell’Assessorato Cultura, Musei e City Branding ai numeri 0372 407784 o 0372 407770 oppure alla mail eventi@comune.cremona.it.

Visita straordinaria per i Soci di Italia Nostra al dipinto restaurato “S. Francesco in meditazione” di Caravaggio
Visita guidata gratuita della restauratrice del dipinto Mariarita Signorini lunedì 4 e martedì 5 aprile 2016

Cremona, Museo “Ala Ponzone”

Cari Soci,
in occasione della conclusione del restauro del dipinto “S. Francesco in meditazione” di Caravaggio, che tornerà al suo antico splendore nelle sale del Museo “Ala Ponzone” di Cremona, lunedì 4 e martedì 5 aprile 2016, ai Soci di Italia Nostra biglietto ridotto al Museo al costo di euro 5,00 anziché euro 7,00.
La restauratrice del dipinto, Mariarita Signorini, effettuerà per i nostri Soci la vista guidata gratuita nei seguenti orari:

  • unedì 4 aprile 2016: ore 10.30 – 13.00 – 15.00
  • Martedì 5 aprile 2016: ore 13.00

Per informazioni: Museo Civico “Ala Ponzone”, Via Ugolani Dati 4, Cremona.
Tel. 0372-407770, e-mail: museo.alaponzone@comune.cremona.it
Italia Nostra Onlus – Sezione di Milano | Via Duccio di Boninsegna 21/23, 20145 Milano
website: www.italianostra-milano.org | email:milano@italianostra.org

 

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Italia Nostra e l’impegno attivo nel restauro

La lotta decennale di Italia Nostra per salvare, tutelare e valorizzare i beni culturali passa anche attraverso il restauro.
La Presidente di Italia Nostra Toscana Maria Rita Signorini ne è un lampante esempio: lavora da anni per istituzioni pubbliche (Galleria gli Uffizi, Galleria dell’Accademia, Museo degli Argenti, Galleria Palatina di Firenze, Museo Capitolare di Pistoia, Musei Civici di Prato e Cremona, Museo Bandini di Fiesole, Eredità Bardini di Firenze) e per Enti ecclesiastici.
In questo periodo si sta occupando, su incarico del Museo Civico di Cremona, del restauro del S. Francesco in meditazione di Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio.

Fonte: Cremonaoggi
Il S. Francesco di Caravaggio
è in restauro: il Museo si
prende cura dei suoi gioielli

Il Museo Civico si prende cura dei suoi gioielli. E’ attualmente oggetto di restauro il S. Francesco in meditazione di Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. L’intervento sull’opera, lascito di Filippo Ala Ponzone, fiore all’occhiello del percorso espositivo della Pinacoteca, e sulla relativa cornice, viene condotto nei laboratorio di palazzo Affaitati dalla restauratrice di origini cremonesi Mariarita Signorini, sotto la direzione della Sovrintendenza e del Conservatore Mario Marubbi.
Il dipinto, recentemente valorizzato dalla corretta illuminazione e dall’esposizione nella sala ad esso dedicata del Museo, presenta il degrado delle vecchie vernici, ingiallite e scurite, che sono state sovrapposte nel corso del tempo e di vecchi ritocchi ossidati, che rendono illeggibile la vegetazione sullo sfondo e gran parte dei passaggi tonali che caratterizzano la stesura pittorica, impedendone il pieno godimento. Al contrario le buone condizioni del supporto non rendono necessario alcun intervento conservativo dello stesso. Quindi, l’opera di restauro si focalizza sulla pulitura della superficie pittorica, con rimozione delle vernici alterate e dei restauri obsoleti al fine di migliorare la lettura dell’opera.
Prima e durante le operazioni di recupero, il dipinto viene sottoposto ad indagini scientifiche non invasive con le più moderne tecnologie, come supporto al restauro. La cornice originale nera con decori in oro zecchino contenenti lo stemma Ala, riferibile al primo proprietario dell’opera Mons. Benedetto Ala, stemma che compare nell’altare di famiglia nella Cattedrale di Cremona, viene in questa occasione disinfestata.
Sia il restauro, sia la campagna fotografica e diagnostica sono frutto di sponsorizzazioni private.
La restauratrice Signorini lavora da anni per istituzioni pubbliche, fra queste la Galleria gli Uffizi, e la Galleria dell’Accademia, il Museo degli Argenti, la Galleria Palatina di Firenze, il Museo Capitolare di Pistoia, i Musei Civici di Prato e Cremona, il Museo Bandini di Fiesole, l’Eredità Bardini di Firenze e per Enti ecclesiastici.
L’Assessorato alla Cultura, Musei e City Branding si sta già muovendo per organizzare momenti di valorizzazione dell’opera e del restauro nel momento in cui il Caravaggio tornerà, recuperato, a fine marzo, nel percorso espositivo della Pinacoteca, prima di essere ‘ambasciatore’ del patrimonio cittadino in importanti mostre anche di livello internazionale.

Italia Nostra: la storia dell’Associazione

L’atto ideale di nascita di Italia Nostra ha luogo nel cuore barocco di Roma, tra il Tevere e Trinità dei Monti, in quel tessuto stratificato e denso di storia che nel 1951 doveva essere cancellato dall’ennesimo sventramento concepito nel ventennio tra le due guerre tra piazza di Spagna e piazza Augusto Imperatore. Contro quel progetto uomini di lettere, artisti, storici, critici d’arte, urbanisti si cercarono e si unirono a difesa del nostro patrimonio artistico e delle nostre bellezze naturali sempre più minacciate.
Il 29 ottobre 1955 Umberto Zanotti Bianco, Pietro Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Desideria Pasolini dall’Onda, Elena Croce, Luigi Magnani e Hubert Howard siglarono l’atto costitutivo di Italia Nostra.
Da sessant’anni le attività di volontariato culturale organizzate hanno diffuso nel Paese la “cultura della conservazione” del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, dei beni mobili.
I “beni culturali”, i centri storici, la pianificazione urbanistica e territoriale, i parchi nazionali, sono stati al centro della nostra attenzione e i risultati non sono mancati: come ad esempio per la legge quadro sui parchi, la tutela dei centri storici, le campagne per salvare Venezia da Expo 2000 e Castel Sant’Angelo dal Giubileo.
Ambiente, questione energetica, modello di sviluppo del Paese, viabilità e trasporti, agricoltura, mare, coste,  isole, musei, biblioteche e archivi storici sono i capitoli centrali dell’attività capillare di Italia Nostra, sostenuta da ricerca documentata, opere di saggistica e da una vasta opera di pubblicazione che oggi costituisce un patrimonio insostituibile per il Paese, affiancata dal Bollettino bimestrale.
Italia Nostra con altre associazioni culturali e ambientaliste, ha promosso un’intensa attività di suggerimento legislativo, per stimolare la redazione di nuove norme sul patrimonio storico e ambientale italiano. Per questa via sono giunti a maturazione alleggerimenti fiscali per la manutenzione e le donazioni allo Stato di raccolte, opere d’arte, archivi e l’acquisizione pubblica di numerosi edifici di rilievo storico-artistico.
L’Associazione è cresciuta fino ad arrivare a 200 sezioni sparse sul territorio nazionale. Tra le imprese più significative ricordiamo, l’istituzione del Parco dell’Appia Antica a Roma e del Parco del Delta del Po, il recupero delle Mura di Ferrara, la legge 394 sulle Aree naturali protette, l’operazione Nettuno per le coste italiane. Tra le battaglie più importanti quelle per la salvaguardia di Agrigento e Paestum, delle Ville Venete e dei Colli Euganei, della Costa Smeralda, delle Pinete di Migliarino e Ravenna.
Italia Nostra ha partecipato a campagne di protesta contro alcune iniziative ritenute dannose per l’ambiente e il patrimonio storico; come la lotta contro le centrali nucleari, l’Expo a Venezia, contro le Olimpiadi a Roma e nel corso del Giubileo 2000 è riuscita a sventare un pericoloso progetto che avrebbe danneggiato Castel Sant’Angelo.
Sin dagli anni Settanta abbiamo promosso la ricerca nei campi della didattica e della formazione per promuovere l’Educazione Ambientale e si sono intessuti rapporti internazionali con la fondazione “Europa Nostra” federazione di 220 associazioni europee.
Il compito della nostra ONLUS non si esaurisce nel salvare dall’abbandono e dal degrado monumenti antichi, bellezze naturali o opere dell’ingegno; ma persegue un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale e naturale italiano, capace di fornire risposte in termini di qualità del vivere e di occupazione.

Rassegna stampa sul restauro del calderone della Tomba dei Lebèti finanziato da Italia Nostra, Castiglione della Pescaia

Pubblichiamo la rassegna stampa seguita all’invio del comunicato sul restauro del calderone per la mostra al Museo di Vetulonia, restauro finanziato da Italia Nostra, sezione Castiglione della Pescaia.

Fonte: Il Corriere della Sera

«Circoli di Pietra in Etruria» tra Lazio, Umbria e Toscana

Alle 19.30 al Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi» di Vetulonia, in provincia di Grosseto, sarà inaugurata la mostra «Circoli di Pietra in Etruria», un evento espositivo che fino all’11 gennaio 2015 coinvolge tre regioni Lazio, Toscana e Umbria e tre musei, in particolare, il Museo Civico Archeologico di Vetulonia, che assume il ruolo di capofila, il Museo Civico Archeologico di Grotte di Castro «Civita» e il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto. Sarà esposto per la prima volta uno dei tre calderoni bronzei della tomba a circolo dei Lebèti, il cui restauro è stato reso possibile grazie al contributo di Italia Nostra.

Fonte: Arte.it
Di: E. Bramati

Gli Etruschi in mostra tra la Toscana, il Lazio e l’Umbria

E’ tutto pronto per l’inaugurazione della mostra “Circoli di Pietra in Etruria”, che aprirà il 12 luglio al Museo Civico Archeologico di Vetulonia e coinvolgerà tre musei nei territori del Lazio, della Toscana e dell’Umbria. Accanto al primo, infatti, parteciperanno anche il Museo Civico Archeologico di Grotte di Castro “Civita” e il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.
Il suo percorso, ideato in seguito ai recenti scavi condotti in questi territori, presenterà al pubblico una particolare forma di sepoltura impiegata nell’Italia centrale tra X e VI sec. a.C, nonché alcuni oggetti funerari.
Al museo di Vetulonia, ad esempio, sarà esposto per la prima volta uno dei tre calderoni bronzei della tomba a circolo dei Lebèti, il cui restauro è stato reso possibile grazie al contributo di Italia Nostra dopo anni di giacenza nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
L’enorme manufatto, che nella vita quotidiana era adibito alla bollitura delle carni o come contenitore per l’acqua, risale al periodo orientalizzante della metà del VII secolo a.C. e fu scoperto da Isidoro Falchi nel 1913.
La mostra proseguirà nelle tre sedi fino all’11 gennaio 2015.

Il comunicato stampa di Italia Nostra è stato pubblicato da:

Restauro del calderone bronzeo della Tomba dei Lebèti finanziato da Italia Nostra Castiglione della Pescaia

Dopo decenni di deposito, esposto uno dei tre calderoni bronzei
della Tomba dei Lebèti

Restaurato grazie al contributo di Italia Nostra, sezione Castiglione della Pescaia,
sarà visibile nella mostra evento “Circoli di pietra in Etruria”. Inaugurazione domani,
sabato 12 luglio alle 19.30 a Vetulonia (GR), al Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi”

Sarà inaugurata domani, sabato 12 luglio alle ore 19.30 al Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, in provincia di Grosseto, la mostra “Circoli di Pietra in Etruria”, un evento espositivo che fino all’11 gennaio 2015 coinvolge tre regioni – Lazio, Toscana e Umbria – e tre musei, in particolare, il Museo Civico Archeologico di Vetulonia, che assume il ruolo di capofila, il Museo Civico Archeologico di Grotte di Castro “Civita” e il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.
Al museo di Vetulonia sarà esposto per la prima volta uno dei tre calderoni bronzei della tomba a circolo dei Lebèti, il cui restauro è stato reso possibile grazie al contributo di Italia Nostra, sezione Castiglione della Pescaia. Con la prima fase del restauro del calderone, risalente al periodo orientalizzante della metà del VII secolo a.C. scavata e scoperta da Isidoro Falchi nel 1913 a Vetulonia, continua il ciclo di restauri di Italia Nostra iniziato da alcuni anni in Toscana. Un impegno che ha permesso di portare a conclusione una serie di interventi di grande rilievo, a cominciare dai restauri di tre opere facenti parte del tesoro della Cappella di Innocenzo XIII, nella chiesa di San Pietro apostolo a Giglio Castello, tra cui il raffinato Crocifisso eburneo, esposto lo scorso anno alla mostra “Diafane passioni. Avori barocchi dalle corti europee”, (Museo degli Argenti in Palazzo Pitti a Firenze). E ancora il progetto “Italia Nostra per gli Uffizi”, in cui l’associazione è stata sponsor, in soli due anni, del restauro di cinque sculture esposte nei tre Corridoi della Galleria, tutte appartenenti al nucleo più antico della collezione medicea, la prima del museo, della “Galleria dei marmi”. Si è trattato del recupero dello pseudo Seneca morente, della Giulia Mesa, di Poppea e di Nerone bambino e dell’Apollo seduto.
Il calderone in bronzo è di ampie dimensioni e di fattura assai raffinata: i grandi Lebèti ornati in bronzo laminato, in prossimità dell’orlo, da teste di leoni e di grifi, sono calderoni che nella vita quotidiana erano adibiti alla bollitura delle carni oppure usati come contenitori per l’acqua. In ambito funerario i Lebèti erano deputati a raccogliere i numerosi oggetti del corredo aristocratico.
Pregiatissimi prodotti di provenienza nord-siriaca, testimoniano il profondo e vasto influsso esercitato dall’Oriente.
Il manufatto, che si trovava nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, era in cattivo stato di conservazione per i danni subiti durante la grande alluvione del 1966. Negli anni Ottanta era stato oggetto di un parziale restauro, che si era limitato alla pulitura della superficie e a qualche integrazione, ma che non poteva certo dirsi finito.
L’attuale restauro è stato condotto con sensibilità e maestria dalla restauratrice Adria Coscia ed eseguito a Firenze, sotto la direzione scientifica di Franco Cecchi, funzionario del centro di restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana. Con questo intervento si è ripristinata la zona lungo i bordi che presenta una tecnica assai raffinata, con protomi di grifo eseguiti con lamine a sbalzo e incise a bulino e con due figure maschili in bronzo fuso. In questa prima fase, con una patinatura che riunisce cromaticamente le varie integrazioni, si è predisposto un perno centrale in plexiglas, poggiante su una base di legno anch’essa patinata, per mostrare il risultato finale che si raggiungerà a recupero completato. I numerosi pezzi mancanti sono già stati individuati e, una volta ripuliti, potranno essere collocati per ricomporre il maestoso calderone bronzeo. Durante il restauro, all’interno del calderone, sono stati rinvenuti minuscoli frammenti di tessuto che verranno ora sottoposti ad analisi per risalire alla loro provenienza.
L’impegno della sezione di Castiglione della Pescaia per finanziare il restauro
Oltre ad aver contribuito direttamente alla sponsorizzazione, Italia Nostra si è fatta capofila di diverse associazioni che hanno attivamente provveduto alla raccolta fondi, come la Società Marina di Punta Ala, la Lega navale Italiana, le Mortelle azienda agricola Antinori, gli Amici del Palio Marinaro, associazioni che hanno così dimostrato il loro grande interesse alla valorizzazione del patrimonio castiglionese.
Diverse sono state le iniziative organizzate dalla sezione di Castiglione della Pescaia a partire dalle visite guidate alle mostre-evento al Museo Isidoro Falchi di Vetulonia nel 2012 e nel 2013, per diffondere la conoscenza delle emergenze artistiche territoriali e diffondere l’amore per l’archeologia. Ricordiamo anche le visite organizzate all’azienda agricola delle Mortelle, per far conoscere come si può fare impresa nel pieno rispetto del paesaggio, altro tema caro alla nostra Associazione. Ringraziamo anche la Lega Navale per aver organizzato la cena per la raccolta fondi da destinare al recupero di questo bene prezioso.
Un ringraziamento particolare va al Direttore scientifico del Museo di Vetulonia, Simona Rafanelli, per aver reso possibile il ritorno di questo splendido manufatto nel proprio luogo di provenienza, in accordo con Carlotta Cianferoni, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
Mariarita Signorini, Responsabile restauri e membro del consiglio nazionale Italia Nostra

Mostra «Circoli di Pietra in Etruria: Vetulonia, Orvieto, Grotte di Castro. Una forma peculiare di sepoltura dell’Italia centrale tra il Bronzo Finale e la Prima età del Ferro»

  • Vetulonia (GR), Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi»
    Inaugurazione sabato 12 luglio ore 19.30.
    Aperta fino all’11 gennaio 2015.
    Telefono: 0564 948058
    E-mail: museovetulonia@libero.it
  • Grotte di Castro (VT), Museo Civico Archeologico «Civita»
  • Orvieto (TR), Museo Archeologico Nazionale

Restauro dell’Apollo seduto, sponsorizzato da Italia Nostra Firenze

Siamo lieti di invitarvi tutti alla conferenza stampa di venerdì 23 alla Galleria degli Uffizi  per la presentazione del restauro dell’Apollo seduto, interamente finanziato dalla sezione fiorentina di Italia Nostra.
Mariarita Signorini, consigliere nazionale Italia Nostra e Vicepresidente di Firenze

Uffizi: nuovo restauro da Italia Nostra, torna in Galleria l’Apollo seduto

Torna in Galleria l’Apollo seduto, scultura di epoca romana (I secolo d.C.), replica di un originale ellenistico del III-II secolo a.C. Come in altri quattro casi precedenti, anche il restauro di questa scultura, destinata ad essere collocata nel Primo Corridoio della Galleria degli Uffizi, è stato interamente finanziato da Italia Nostra.
La presentazione dell’iniziativa avverrà durante la conferenza stampa di venerdì 23 maggio alle ore 12 nell’aula di San Pier Scheraggio (ingresso dal piazzale degli Uffizi).
Saranno presenti:

  • Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
  • Fabrizio Paolucci, Direttore del dipartimento delle antichità della Galleria degli Uffizi
  • Mariarita Signorini, Responsabile restauri e membro del consiglio nazionale Italia Nostra

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