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Bonificare la politica, bonificare il territorio

L’appassionato intervento di Marilena Natale,
giornalista della “Terra dei Fuochi”

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Inceneritori e rifiuti, Signorini a Tele Iride

Mercoledì 16 ottobre su Tele Iride all’interno della trasmissione Malaconda Maria Rita Signorini – responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana, membro della Giunta, del gruppo di lavoro energia e responsabile restauri del Consiglio nazionale Italia Nostra – ha parlato di inceneritori, gestione rifiuti e rifiuti zero, consumo di suolo, recupero aree.

Approvazione della legge regionale in materia di governo del territorio e difesa del rischio idraulico

Associazione Valdisieve
Associazione Vivere in Valdisieve
Italia Nostra Onlus – Sezione di Firenze

Comunicato stampa

APPROVAZIONE LEGGE REGIONALE N. 145 DEL 2012
In materia di governo del territorio e difesa del rischio idraulico

Le sottoscritte Associazioni apprendono con rammarico l’approvazione della legge in oggetto, avvenuta stamani in consiglio regionale.
Non solo la legge è stata approvata con i voti favorevoli del PD e di IDV (il voto contrario di PDL, Sel, LN e FdS, e l’astensione di UDC), ma è stato respinto anche l’emendamento all’art. 2, comma 2, lettera b, presentato dal PDL. Tale emendamento mirava solo a togliere la frase: “ lo stoccaggio, il trattamento, lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti”. Frase che non lascia alcun dubbio sul pre-confezionamento fatto a misura sulle problematiche dell’inceneritore di Selvapiana. Non ci convincono le parole del consigliere Gazzarri di IDV che ribadisce, in aula, che la legge non è fatta “ad hoc” per l’inceneritore di Selvapiana perché riguarda oltre 900 km2 del territorio della Toscana (che potesse interessare tante altre cose nessuno lo aveva messo in dubbio). Solo se avesse votato l’emendamento allora si potrebbe credere a quelle affermazioni
In aula è emerso anche che “ la fretta” con cui si è voluto fare queste modifiche (che più che modifiche a questo punto somigliano di più ad una nuova legge in tutto e per tutto, che sconfessa anche quanto stabilito in precedenza!), non ha consentito di fare una ricognizione delle opere che erano rimaste bloccate in modo mirato ( con qualche eccezione) per valutare caso per caso cosa era meglio fare.
Tale elenco, che noi abbiamo già richiesto ai consiglieri regionali con un precedente comunicato, evidenzierebbe se tra gli impianti di incenerimento vi siano o meno altri impianti, già previsti dai piani, oltre a quello del comune di RUFINA. Questo dimostrerebbe la buona fede di chi è convinto che la frase dell’art. 2 comma 2, non si riferisca in particolare all’impianto di Selvapiana. Elenco che ci auguriamo venga richiesto urgentemente anche dalle forze politiche con cui abbiamo condiviso queste posizioni, almeno per quanto riguarda gli inceneritori ( quanti mai ce ne saranno?).
L’aver “agevolato” la probabile costruzione dell’impianto significherà soprattutto costi aggiuntivi da addebitare ai cittadini attraverso la TIA ( o come si chiamerà in futuro) per:

  1. fare le opere di natura idraulica per garantire, dice la legge, “la messa in sicurezza per un tempo di ritorno duecentennale, senza aggravare la pericolosità idraulica al contorno” ( pericolosità che in questo caso non è dovuta solo ad un fatto strettamente idraulico – che ricordiamo si basa su calcoli matematici-probabilisitci – ma anche per un possibile inquinamento causato da un eventuale “collasso dell’opera” dovuto per esempio al verificarsi di una piena superiore a quella ipotizzata in progetto. Le alluvioni di questi ultimi anni ci dimostrano che può succedere più spesso di quanto non si pensi!);
  2. i costi aggiuntivi per gestire un impianto “piccolo”, sotto la taglia minima così come definita dal Piano Regionale, aspetto sui cui tutti concordano, inceneritoristi e non;
  3. gli sforzi e i contributi di solidarietà in caso di catastrofi come quelle della Lunigiana!!

RIMANIAMO SBALORDITI e SENZA PAROLE per quanto è successo intorno a queste modifiche della legge e, NON E’ COSA DA POCO, nel dover constatare quanta poca COERENZA, serietà e giustizia, vi siano nelle tante dichiarazioni sulla necessità dei due articoli messi in finanziaria 2012 dopo le alluvioni, ribaltate in parte, col voto di oggi.
Leggiamo sul sito della Regione, all’interno dell’EBOOK “Cosa insegna il fiume – Le alluvioni in Lunigiana e all’Isola d’Elba e la difesa del territorio in Toscana”, tutte le buone intenzioni che hanno suggerito l’introduzione, dopo gli eventi delle alluvioni del 2011, dei due articoli addirittura in una Finanziaria (a cui non competeva legiferare in questa materia). Riportiamo alcuni passaggi che non hanno bisogno di essere commentati.
Nell’ebook infatti si legge: la “svolta nel governo del territorio” della Toscana: la decisione assunta dalla Regione con la finanziaria 2012 di non consentire più l’edificazione nelle zone a pericolosità idraulica molto elevata, negli alvei dei corsi d’acqua, nelle golene [ndr. l’inceneritore è all’interno di una golena individuata dal PAI], sugli argini e sulle fasce laterali per una larghezza di dieci metri” (Susanna Cressati) .
Mentre Enrico Rossi scrive: quanto è successo è a causa di “problemi, legati senz’altro anche alle caratteristiche degli eventi meteorologici sempre più violenti ed improvvisi che colpiscono con sempre maggiore frequenza il territorio regionale. (….) “d’ora in poi mai più” si costruisce ( …) nelle aree ad alto rischio idraulico e non si “tombano” i corsi d’acqua”. (…)”nelle zone a elevato rischio idraulico è bene passare dal concetto di “messa in sicurezza” a uno più ampio: le zone di pertinenza fluviale, anche se non coincidono con l’alveo propriamente detto, devono essere lasciate alla vita del fiume”. (…) “A chi osserva che norme e vincoli esistevano già, ho ricordato che alcuni di questi si potevano aggirare con opere di cosiddetta messa in sicurezza [ndr. ci verrebbe da dire proprio come nel caso in questione !!]. Il nostro principio non ha deroghe, abbiamo eliminato i ‘se, ma, però’.” (….)
E ancora Rossi: “Ambiente, ora divieti ferrei. Non chiederò più sacrifici ai toscani”. (……)
«La politica sull´ambiente deve compiere una svolta decisa, l´uso del territorio va completamente ripensato, non ci si può stracciare le vesti dopo ogni alluvione. Questa volta ho dovuto chiedere un sacrificio a tutti i cittadini toscani che per un anno pagheranno più cara la benzina. Ma una seconda volta non ci sarà, non pretenderò contributi di solidarietà senza prima aver imposto vincoli severissimi». (….) «Voglio dire che si sono fatte case in posti dove non dovevano essere costruite (….). Tutto questo deve finire per sempre, è una follia». (…) “ho inserito una serie di articoli che entreranno in vigore subito: niente più edificazioni in alveo, in golena, a dieci metri dal ciglio o dall´argine e soprattutto stop ai tombamenti dei fiumi”.

ALLE PAROLE OGGI ABBIAMO ASSISITITO AI FATTI CHE SONO ANDATI TUTTI IN DIREZIONE OPPOSTA
A QUANTO CI SI ERA PREFISSI  NON PIU’ TARDI DI 6 MESI FA!

Prendiamo in uso, modificandola, una frase che ha citato il consigliere Marcheschi stamani in Aula riferita a questi cambi di direzione, facendo riferimento ad una canzone di Battiato, in cui si spera che si trovi al più presto “Il centro di gravità permanente che non faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente”.
Si ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile l’approvazione di questa magnifica legge ricordando che le responsabilità non saranno solo di chi dovrà rilasciare i vari permessi, ma anche di chi ha consentito che tutto questo avvenisse con delle modifiche ad hoc, approvate in fretta e furia per i tempi stretti!

VI RICORDIAMO CHE SIAMO SEMPRE IN ATTESA DEL GIUDIZIO DEL CONSIGLIO DI STATO E CHE, NEL CASO VENGA RILASCIATA L’AIA, NON ESITEREMO A RICORRERE DI NUOVO AL TAR.

Settimana europea per la Riduzione dei Rifiuti:appello di Italia Nostra alle Istituzioni,ai cittadini,alle imprese

Si avvicina la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (19-27 novembre) una campagna di comunicazione ambientale che nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, i consumatori e tutti gli altri stakeholder circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle ultime disposizioni normative. La nuova direttiva in materia di gestione rifiuti (98/2008 CE) sottotitolata Verso una società del riciclo pone la prevenzione e il riuso ai primi 2 posti della gerarchia gestionale.
E’ infatti evidente che la migliore pratica di gestione dei rifiuti consiste nel non generarli, perché i benefici in termini di riduzione di estrazione di risorse, consumo energetico, emissioni di gas serra e altri impatti ambientali che si concretizzano superano di gran lunga i benefici provenienti dal riciclaggio.
Porta la Sporta ritiene che la Grande distribuzione possa fare grandi cose in campo ambientale e che i gruppi abbiano al loro interno risorse e know how per pianificare velocemente in alcuni ambiti. Sicuramente la GDO si trova nella posizione di poter influenzare il mondo della produzione a monte e agire direttamente sui prodotti a marca dell’insegna o private label, che non è poco. La consapevolezza della limitatezza delle risorse del pianeta ha posto in primo piano il concetto di sostenibilità in generale e, più in particolare la sostenibilità delle imprese.
Fare di più con meno rappresenta per le aziende il vantaggio competitivo del XXI secolo.
La campagna Porta la sporta con il supporto delle associazioni partner ha sempre cercato di coinvolgere nelle proprie iniziative tutti gli attori che possono giocare un ruolo importante nell’attuazione di politiche di sostenibilità ambientale o di divulgazione di buone pratiche in un meccanismo di sistema. Siccome la Grande Distribuzione rappresenta un interlocutore imprescindibile è stata fatta ai gruppi del retail dal 2010 una prima proposta di promozione della borsa riutilizzabile verso la propria clientela. Hanno raccolto l’invito 19 gruppi che hanno partecipato all’ultimo evento Settimana Nazionale Porta la Sporta dello scorso aprile 2011.
Ecco le sette azioni di riduzione dei rifiuti che Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum chiedono ai gruppi della GDO di realizzare in tempi brevi:

  • Ridurre drasticamente il consumo di sacchetti monouso nel reparto ortofrutta con l’affiancamento di una soluzione riutilizzabile come proponiamo con la nostra specifica iniziativa Mettila in rete. Il passaggio al riutilizzabile da parte dei clienti andrebbe incentivato con l’accredito di punti fedeltà o altri sistemi premianti;
  • inserire nell’offerta attuale di spazzolini almeno un modello con testine intercambiabili con ricariche in confezione a parte. Andrebbe allo stesso tempo esercitata pressione verso i produttori delle marche tenute in assortimento perché considerino la conversione del loro assortimento a questo sistema meno impattante in tempi certi;
  • ridurre l’overpackaging dei prodotti di gastronomia confezionati nei punti vendita. Ad esempio per i formaggi si può utilizzare solamente la pellicola trasparente ed eliminare gli inutili vassoietti che, una volta aperta la confezione, vengono buttati poiché la confezione non è più facilmente richiudibile;
  • chiedere ai propri fornitori di eliminare al più presto:
    a) i doppi imballaggi evitabili come le confezioni di cartoncino che contengono dentifrici o altri prodotti di detergenza per il corpo.
    b) gli imballaggi secondari come l’involucro che avvolge le due confezioni di caffè singole da 250 gr a marca Lavazza e altre marche. Basterebbe una grafica diversa sulle singole confezioni che evidenzi l’impossibilità di un acquisto separato. Il fatto che un prodotto con doppio imballaggio e maggiore impiego di materiale sia più conveniente rispetto al singolo acquisto non contribuisce ad educare il consumatore ad un consumo responsabile inducendolo a sottovalutare i costi e gli impatti ambientali che l’imballaggio ha nella realtà;
  • sostituire gli imballaggi a partire dalla private label in poliaccoppiato non riciclabile con imballaggi in monomateriale riciclabili. Anche se con questa soluzione non si evita il consumo di risorse in fase di produzione si va comunque a ridurre la percentuale di rifiuto indifferenziato che maggiormente incide e determina i costi di smaltimento. In questa direzione si è mossa Barilla con una nuova linea di biscotti con involucro monomateriale in polipropilene;
  • mettere a disposizione in tutti i punti vendita un ampio assortimento di prodotti per la detergenza del corpo e della casa acquistabili alla spina o in formati concentrati;
  • ultima azione ma non meno importante riguarda la necessità di fare una regolare comunicazione per valorizzare le politiche ambientali intraprese. Le iniziative a carattere ambientale che richiedono la partecipazione dei consumatori necessitano di essere accompagnate da una comunicazione a lungo termine che ne promuova l’adozione con il supporto di sistemi premianti. Andrebbero attivati allo scopo tutti gli strumenti di comunicazione e di fidelizzazione che le insegne hanno a disposizione. Dal sito web, alla newsletter, alla comunicazione nel punto vendita tramite cartellonistica e passaggio di spot audio.

Rifiuti: 12 novembre manifestazione a Crotone‏

Altura – Associazione per la tutela degli uccelli rapaci e dei loro ambienti
ARCI Crotone
ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali
Italia Nostra Onlus – Sezione di Crotone
WWF
LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli
MAN – Associazione Mediterranea per la Natura
GAK – Gruppo Archeologico Crotone
CNP – Comitato Nazionale del Paesaggio

Aderiscono alla manifestazione della Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò'”
del 12 novembre 2011 a Crotone

 

“Fare i cittadini è il modo migliore per esserlo” è il motto di un’importante associazione di volontariato. Le scriventi associazioni invitano ad aderire alla manifestazione regionale indetta a Crotone dalla Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” per sabato 12 Novembre 2011. I motivi? Ne citeremo solo alcuni tra i tanti.

  • Problema dei rifiuti, la cui gestione, commissariata a livello regionale, va completamente ripensata anche a livello locale, come le associazioni chiedono da molti anni. I rifiuti, in realtà risorse, finiscono tal quali in discariche, senza recupero nè riciclaggio, dato che la raccolta differenziata non è mai stata attivata.
  • Di risparmio energetico poi non si è mai parlato: lo spreco di queste risorse fa male all’economia, alla salute, all’ambiente.
  • Deforestazione delle aree montane e collinari e cementificazione del territorio, estesa finanche in aree a rischio idrogeologico e/o in aree protette, con edifici e strutture industriali impattanti, con conseguenti problemi di sicurezza, danni all’ambiente, alla bidiversità ed al paesaggio.
  • Areaex industriale ancora non bonificata a distanza di anni, tra promesse e trattative infinite, con conseguenze pesanti sulla salute degli abitanti e sulla qualità stessa della vita.
  • Diffusione nel territorio di gravi patologie legate all’inquinamento dell’ambiente, tumori e leucemie in primis. Nonostante tali primati poco invidiabili,
  • il rischio di declassamento dell’Ospedale Civile di Crotone sembra piuttosto concreto.

A questo punto, è quanto mai necessario che i cittadini, con senso di responsabilità, prendano a cuore le sorti della città e sopra tutto delle giovani generazioni, dando un contributo attivo e propositivo per modificare questa situazione ormai insostenibile.
Non consentiamo ai nostri figli/nipoti di vivere nel degrado, nell’incuria e nell’illegalità. Tuteliamo il diritto alla salute ed all’ambiente!
Partecipiamo numerosi alla manifestazione del 12 Novembre 2011.

Crotone, 8 novembre 2011
“Invece di accettare una società che sta diventando sempre meno democratica, in cui le scelte sfuggono ormai completamente agli individui e domina il principio della crescita economica ad oogni costo, si può pensare ad uno sviluppo che si attui sui principi di precauzione e responsabilità, dando priorità alla qualità della vita ed all’equità sociale e ponendo il mantenimento della salute al di sopra dell’interesse economico”
Lorenzo Tomatis

Rifiuti: 12 novembre manifestazione a Crotone‏

La RDT ‘F. Nisticò’ – che nasce a seguire la manifestazione nazionale di Amantea del 2009 contro le navi dei veleni, vicenda sapientemente insabbiata – per il 12 novembre 2011 ha lanciato una manifestazione per la fine del commissariamento all’emergenza dei rifiuti che viene prorogato oramai da 15 anni (12 settembre 1997) che si terrà a Crotone, città devastata da innumerevoli disastri (discariche, vicenda pertusola, trivellazioni, centrali a biomasse…).
La manifestazione si inserisce all’interno della campagna di mobilitazione MO BASTA, lanciata in occasione dei referendum su acqua e nucleare.
Il corteo si svolgerà di mattina con partenza dal piazzale di una delle tante discariche della città (ubicata nella zona industriale) per poi attraversare i tanti luoghi in cui si sono consumati i peggiori crimini contro le persone e l’ambiente. Non possiamo e non dobbiamo più stare a guardare.

MO BASTA! DELLE NOSTRE VITE DECIDIAMO NOI

Ti chiediamo (se ti è possibile) di:

  • inviare via ai tuoi contatti l’invito ad aderire e partecipare alla manifestazione;
  • pubblicare sul tuo sito/blog il banner della manifestazione con il codice che è in fondo a questa mail;
  • condividere su facebook

Inoltre se hai proposte (iniziative, idee, ecc) o comunicazioni da fare utilizza la mail
12novembre@difendiamolacalabria.org.
Tutti gli aggiornamenti della manifestazione li trovi qui

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