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Dopo autovelox e Pantano altra bufera su Riparbella

Fonte: Il Tirreno

L’inchiesta della magistratura sul parco eolico scalda il clima elettorale Lucibello (Ipc):
«Ex maggioranza silente e mai informata sul progetto»

A fine maggio si vota e a Riparbella sale il termometro della politica, rendendo incandescente una situazione di per sé già calda. A fare da detonatore è l’inchiesta sull’eolico, che tra gli indagati vede l’assessore regionale Anna Rita Bramerini e quello provinciale, Valter Picchi, entrambi appartenenti al partito democratico. Una circostanza che uno degli animatori di Insieme per Cambiare, l’associazione riparbellina che alle prossime amministrative presenterà una propria lista e un proprio candidato a sindaco, non manca di collegare a quelle dell’autovelox e del Pantano. E infatti Alessandro Lucibello Piani non manca di ricordare come «il caso giudiziario dell’autovelox dissanguò le casse comunali e la vicenda degli abusi edilizi al Pantano si è appena chiusa e l’eredità della gestione Fontanelli regala al paese un nuovo fronte giudiziario sul progetto eolico». Lucibello parte riassumendo quanto accaduto: «Ali Rahimian, proponente il progetto, è accusato dalla procura fiorentina di violenza a pubblico ufficiale e due assessori, Bramerini e Picchi, sono accusati di abuso di ufficio nell’iter autorizzativo del contestatissimo impianto di Riparbella». Ciò premesso, «come Ipc (Insieme per cambiare, ndc) abbiamo sempre evidenziato le tante zona d’ombra nell’iter di approvazione e realizzazione del progetto eolico dove l’inesistenza dei progetti della sottostazione elettrica è stata solo uno dei tanti misteri. Il fatto politico più grave resta il comportamento dell’allora maggioranza sempre silente e totalmente disinformata sul progetto tanto che dette il via libera alla variante acustic, su indicazione del sindaco Fontanelli e della segreteria politica locale del Pd, senza formalizzare in alcun modo i promessi impegni economici a favore del territorio da parte della ditta e ancora oggi la domanda è: perché tanto interesse nell’autorizzare un parco eolico che non si sapeva (e non si sa) quanto beneficio porterà ai cittadini? Chi ci ha guadagnato?»
La concentrazione di tre parchi (Riparbella, Lajatico e Casciana Terme) eolici in un fazzoletto di terra, oltre a quelli già esistenti di Montecatini Val di Cecina e di Chianni, in effetti è sotto gli occhi di tutti. I progetti, in almeno quattro casi, sono stati fatti dalla stessa società senza che venissero sottoposti a una valutazione cumulativa nonostante l’impatto paesaggistico. «Il socio di maggioranza della Ewf era fallito durante la procedura di Via – conclude Lucibello – e non dimentichiamo lo studio dell’impatto socio economico che esclude effetti negativi sull’economia in quanto gli impianti sono costruiti lontano dalle zone turistiche». L’intervento conclude con l’auspicio che la magistratura sappia fare chiarezza sull’intera vicenda.

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Ricorso al Tar contro l’impianto di Riparbella

Italia Nostra e WWF, con la lista Civica Insieme per Cambiare Riparbella e al Comitato locale hanno fatto Ricorso al Tar, e ora al Consiglio di Stato, contro l’autorizzazione unica regionale data all’impianto eolico di Riparbella (Pisa) uno dei tre impianti al centro della indagini della Procura di Firenze.

Una conferma che il procedimento autorizzativo non è stato così limpido e trasparente come hanno sempre voluto far credere … grazie a tutti coloro che non hanno mai mollato sicuri che bisogna combattere fino in fondo per difendere il proprio ambiente dagli speculatori e dagli intrecci affaristico politici che avvelenano il nostro vivere quotidiano.

Indagini sul business dell’eolico

Fonte: IPC – Riparbella
Di: Alessandro Lucibello Piani

La Procura di Firenze a voler vedere chiaro sull’iter
che ha portato al rilascio delle autorizzazioni per realizzare parchi eolici dai costi milionari

La EWF Italia
Già nel 2009 denunciammo pubblicamente l’assurdità di concedere ad una semplice SRL con capitale sociale minimo l’autorizzazione per la costruzione di impianti industriali da decine di milioni di euro che poi, come successo, sono state ri-vendute ad altra società (nel caso di Riparbella e Chianni alla AGSM di Verona del Sindaco leghista Tosi).  Immense sono state le difficoltà di queste mini società nel  fornire le debite garanzie per il futuro, ad esempio le fideiussione per il ripristino dei territori quando sarà e terminata la vita del Parco.
Ricordiamo che la EWF Italia si presentò con il suo socio di maggioranza assoluta FALLITO … Ma per la Regione questo era “irrilevante”!

Il Referendum
Clamorosamente disatteso dal Sindaco Fontanelli l’impegno elettorale (preso nel 2009)  di “non escludere” un referendum popolare sul parco eolico, richiesto peraltro da oltre 300 cittadini (su 1100 votanti)… nessuno è mai riuscito a CAPIRE perchè o a trovare spiegaizoni plausibili visto che nessun particolare vantaggio va al Sindaco dal fare o non fare un opera privata.

La procedura di VIA
Tre parchi eolici approvati dalla VIA in un fazzoletto di terra (Comuni coinvolti Riparbella, Lajatico, Casciana Terme) dove già esiste il quarto,quello di Chianni che non ha fatto la VIA. Tutti della stesso società (coinvolta anche nel solare di San Miniato), tutti senza valutazioni cumulative dell’impatto. Ogni progetto é analizzato da solo come se gli altri non esistessero malgrado sia evidente che quattro parchi che si vedono tra di loro hanno un impatto paesaggistico e ambientale  cumulativo pesante, sul paesaggio ma ancor di più sull’avifauna.
Il caso di Riparbella (unico dei tre parchi eolici costruito per nostra sfortuna) ha riempito fiumi di documenti perché ad ogni passaggio emergevano, a nostro parere, irregolarità e omissioni di cui la vicenda della sottostazione elettrica (grande come un campo di calcio) é stata solo la punta finale di un iceberg.

La sottostazione
La sottostazione elettrica era indicata in altro luogo rispetto a dove é stata costruita, poi si é scoperto che nella procedura di VIA nessuno aveva visto il progetto esecutivo (non depositato) e quindi di fatto nessuno (nemmeno i privati interessati) hanno potuto esprimere pareri e la ditta ha costruito quello che voleva dove voleva…

LA VIA aggiunta
La Regione Toscana, pressata dai residenti e dai consiglieri di IPC , nell’inerzia solita dei consiglieri di maggioranza che neanche sapevano quali  fossero le prescrizioni imposte alla ditta e che si rimettevano come Yes-man a quanto a loro ordinato dal del Sindaco Fontanelli, ossia  di difendere gli interessi della ditta e per quelli della cittadinanza un bel Amen era sufficiente,  fu costretta a riaprire la VIA (luglio 2012) mentre i lavori erano in corso e con un operazione da azzeccagarbugli arrampicati sui vetri hanno … fatto finta di nulla rinviando la questione ad altri senza dire a chi!
Auguriamoci che la magistratura trovi modo di verificare fino in fondo quanto è successo…e nel frattempo attendiamo di sapere cosa pensa di quanto sta succedendo il Partito Democratico di Riparbella, quello che ha sempre accettato tutto, quello che ha sempre appoggiato il progetto come cosa belle e buona sempre e comunque e , scandaloso, chiese e ottenne che i suoi consiglieri comunali approvassero in consiglio comunale la variante acustica, (atto senza il quale il parco non si poteva costruire) SENZA aver firmato alcun accordo economico che regolasse le promesse economiche dei vantaggi per la cittadinanza sbandierati da anni come cosa fatta e che ancora oggi non esistono… altra questione su cui é necessario aprire un capitolo a parte!
Per ora ringraziamo i magistrati e il loro lavoro … anche se purtroppo il morto è già morto … ma si sa … la magistratura non puo intervenire prima e sarebbe compito della politica pianificare  e controllare quanto si sta facendo … ma la politica in toscana non vede, non sente, non parla … NOI PERO’ VEDIAMO, SENTIAMO e PARLIAMO … auguriamoci siano sempre di piu i cittadini che lo fanno!

Riparbella: il Parco Eolico Industriale c’è, i permessi no!

La bellissima sottostazione elettrica del Parco Eolico Industriale di Riparbella, grande quanto un campo da calcio…
Costruita senza progetti esecutivi autorizzati…
É spuntata tipo fungo…
I cittadini ringraziano le autorità preposte, sempre pronte a chiudere gli occhi quando si trovano difronte agli interessi economici delle imprese amiche!

Eolico: distruzione del bosco di Santa Luce

Procedono i lavori per la costruzione della centrale eolica industriale di Santa Luce -Casciana nel Comune di Riparbella (PI). Oggi si distrugge il bosco. Un atto vergognoso per una regione che si vanta di proteggere il paesaggi e la natura. Uno scandaloso regalo agli speculatori.
Le autorità intervengano immediatamente e blocchino questa indecente devastazione.

Ambiente, 8 domande per il Presidente

Fonte: Il Corriere Fiorentino

Undici fra associazioni, comitati e cittadini della Toscana chiedono al Presidente della Regione Enrico Rossi di rispondere a otto quesiti, partendo dall’allontanamento del direttore Fabio Zita, “ritenuto uno dei funzionari più competenti del settore Via regionale; otto domande su progetti per cui i tecnici regionali avevano posto prescrizioni a tutela dell’ambiente e dei cittadini, prescrizioni che sono state ritenute evidentemente d’intralcio per le grandi opere. E’ poi in discussione il nuovo progetto del maxi elettrodotto di Cavriglia-Monte San Savino che creerebbe impatti devastanti sulle colline senesi ed aretine. Anche la situazione del costruendo impianto eolico industriale di Riparbella pone inquietanti domande, dato che, in questi giorni, i funzionari regionali si sono definiti incompetenti nel giudicare la variante al progetto, eseguita dalla ditta senza autorizzazione”

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