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Spiaggiamenti di delfini in Toscana, Lazio e Campania

Non sarà colpa di quei 226 bidoni altamente tossici perduti in mare in pieno Santuario dei cetacei dal cargo Venezia il 17 dicembre 2011 e recuperati solo in piccolissima parte perchè in quel punto davanti alla costa livornese il fondale è molto profondo? Italia Nostra aveva fatto una denuncia insieme ai comitati e associazioni cittadine per questa vicenda

Buongiorno Toscana. Se non è una strage ci si avvicina. Da gennaio a oggi, secondo la Regione, sono ben 25 i delfini trovati spiaggiati lungo la nostra costa. Un numero definito “anomalo” dai tecnici di Arpat. L’ultimo caso di cetaceo recuperato senza vita è di mercoledì a Marina di Castagneto. Ma altri animali del mare sono stati trovati arenati negli ultimi giorni in Toscana: una balena martedì a Rosignano e una tartaruga ieri a Quarcianella. Per i delfini le prime analisi sulle cause dei decessi fanno riferimento ad un morbillo, ma – come riportiamo sul giornale oggi in edicola – è in piedi anche una sorprendente motivazione. Secondo voi cosa c’è dietro a questa moria? Tutta colpa di un’infezione o di un virus, o credete che a influire siano anche le condizioni del nostro mare?

Fonte: ARPAT Toscana

Numerosi casi dall’inizio dell’anno

Da gennaio al 10 di febbraio si sono verificati numerosi eventi di spiaggiamento di cetacei in Toscana. Tali eventi si sono concentrati nella parte più meridionale della Toscana comprese le isole d’Elba e Pianosa (fig. 1). Tra i 15 animali registrati fino ad oggi, 12 appartengono alla specie Stenella coeruleoalba (stenella striata), uno alla specie Tursops truncatus, mentre 2 sono stati registrati come “indeterminati” date le pessime condizioni di conservazione della carcassa che non ne hanno permesso una identificazione certa della specie.
Tutti gli eventi sono stati comunicati dalla Capitaneria di Porto al settore Mare di ARPAT che, a sua volta, ha informato l’Università di Siena e l’IZS di Pisa. Date le cattive condizioni di conservazione degli esemplari solo in alcuni casi l’Università di Siena ha proceduto con il prelievo di un “tassello” di cute, grasso e muscolo per l’analisi dei contaminanti.
Solo in due casi i veterinari dell’IZS di Pisa hanno proceduto ad eseguire una necroscopia completa con campionamento in doppio anche per la Banca Tessuti per i Mammiferi Marini del Mediteraneo MMMTB – Mediterranean Marin Mammal Tissue Bank – Università di Padova. Anche in questi casi l’Università di Siena ha preso campioni per l’analisi dei contaminanti. Le schede rilevamento dati e le fotografie, per ognuno dei 15 animali segnalati, sono stati anche inviati alla Banca Dati Spiaggiamenti –Università di Pavia e Museo Civico di Storia Naturale di Milano.
Tutta la procedura seguita rientra nei protocolli operativi del progetto di ricerca (ancora in fase di definizione completa) finalizzato allo “Sviluppo di una rete di sorveglianza diagnostica a tutela della salute e del benessere dei cetacei spiaggiati lungo le coste del territorio nazionale”.
A tale proposito gli uffici regionali competenti in materia di salute e ambiente stanno lavorando all’elaborazione di linee guida regionali per il coordinamento e il miglioramento dell’efficacia di intervento di tutti gli enti interessati alla tematica.

Mappa degli spiaggiamentiDi tutti gli eventi è stata data informativa all’Osservatorio Toscano Cetacei (OTC) che, grazie soprattutto al supporto di ARPAT, il cui settore Mare si occupa, tra le altre cose, di biodiversità marina e di monitoraggio dei grandi vertebrati marini, coordina l’attività della Rete Regionale per il recupero degli animali spiaggiati.
La stima dell’abbondanza della popolazione di cetacei in Toscana è di difficile definizione e da lavori scientifici sul Santuario Pelagos può essere valutata, per le acque marine della nostra regione, in circa 6500 stenelle, 350 balenottere comuni e 400-450 tursiopi [1]. Soprattutto per quest’ultima specie la stima numerica fornita rappresenta il risulatato tangibile del progetto transfrontaliero GIONHA, svoltosi nel periodo aprile 2009-aprile 2012 che ha portato anche una maggiore sensibilizzazione ed interesse dell’opinione pubblica su questi temi.
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Tirrenica: Off the Report ne parla domenica 3 giugno alle 21.00 su Rai Tre

Italia Nostra Onlus
Coordinamento dei Comitati e Associaz. Ambientali
prov. di Grosseto

Coordinamento territoriale -No Sat- prov.Gr-LI

Tirrenica: Off the Report ne parla domenica
3 Giugno alle 21.00 su RAI TRE

Finalmente la trasmissione televisiva di approfondimento giornalistica più seguita dai telespettatori si occuperà dell’ “Autostrada Tirrenica”,”Off the Report”, la nuova trasmissione di Report su RAI TRE, in onda domenica sera, 3 giugno, alle 21:00 approfondirà i dubbi e le problematiche del progetto autostradale Rosignano-Civitavecchia, che, da anni interessa il tratto dell’Aurelia Laziale dall’uscita della Roma Civitavecchia fino a quello Toscano fino a Livorno.
Il servizio, curato dal giovane giornalista Emilio Casalini, analizzerà il progetto partendo da un’intervista dell’Ing. Bargone, presidente di SAT spa (società concessionaria alla costruzione dell’autostrada) e contemporaneamente anche Commissario Governativo Straordinario al completamento del corridoio autostradale, cioè esecutore e controllore di se stesso, in palese (ma non per lui) conflitto d’interessi.
Attualmente il progetto a nord prevede la conversione della Variante Aurelia (SS1-E80 superstrada a quattro corsie, gratuita), nel tratto da Rosignano a Grosseto sud, in autostrada a pagamento, mentre il tratto più pericoloso, tra Grosseto sud e Civitavecchia, rimane ancora senza un progetto definitivo, almeno fino a Capalbio.
Si denuncerà anche la scomparsa delle opere complementari (esempio di questi giorni il Lotto 0 Chioma-Maroccone, la 398 di Piombino), soprattutto delle complanari, approvate nel 2008 e eliminate dal progetto definitivo, scomparsa che avrà ripercussioni pesantissime, economiche e sociali, sulla mobilità delle popolazioni interessate.
Nel servizio interverranno alcuni membri del Coordinamento Territoriale NoSat, ItaliaNostra, i portavoce dei Comitati di Grosseto e Tarquinia, il Vicepresidente di Italia Nostra Nicola Caracciolo che ha presentato alle telecamere il ricorso al Tar per il lotto 6A, nel tratto di Civitavecchia Tarquinia.
Il Coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali, lungo tutto l’asse del progetto Autostradale, ed Italia Nostra dicono da anni cose che oggi finalmente trovano nella testata giornalistica un taglio appropriato per la maggior conoscenza di uno scempio ai danni della Maremma:”da anni cerchiamo di evitare ai cittadini l’onere di questo insensato progetto, oltre alle prime “vittime”, il territorio della maremma, il diritto alla mobilità gratuita, promessa tante volte con il progetto della messa in sicurezza della SS Aurelia, mai realizzato, con grave danno e con il pesante tributo in termini di vite umane, costate a tante famiglie.
Invitiamo tutti a vedere la puntata di report domenica sera alle 21.00 circa, e per quelli che non potranno nei prossimi giorni saranno organizzati incontri pubblici, per rivedere il contributo di report e per la presentazione del ricorso con la possibilità di unirsi ad adiuvandum con il gruppo promotore.

Riparbella (PI): un paese diviso dalle pale dell’eolico leghista

Fonte: Il Tirreno, Cecina-Rosignano

Da 10 a 7 aerogeneratori sul poggio Malconsiglio, ma l’opposizione
(e non solo) vuole il referendum.
Investe la veronese 
Agsm municipalizzata del sindaco Tosi

RIPARBELLA. La veronese Agsm, società al 100% del comune leghista guidato da Flavio Tosi ha fretta. Perché il 31 dicembre 2012 scadono i «certificati verdi», bonus e incentivi che la Regione distribuisce alle imprese che investono in rinnovabili. E a Riparbella gli scaligeri hanno un affare da 28 milioni di euro, il parco eolico del Malconsiglio, operazione che divide il paese e accende la protesta degli ambientalisti. Insieme ai danesi dell’Ewf (di cui detiene il 60%) quelli di Agsm sono pronti a piazzare sulla fatidica collina 10 aerogeneratori da 2 megawatt: pale alte 140 metri e del diametro di 90 che dovrebbero produrre 40milioni di kilowattora l’anno. A preoccupare la società, però, non è tanto la scadenza ravvicinata del bonus ambientale (i quattrini della Regione) ma piuttosto il vento di protesta che soffia da tempo sull’investimento, ripreso con la raccolta di firme per il referendum comunale e con il nuovo ricorso al Consiglio di Stato presentato da Italia Nostra e Wwf contro il via libero fiorentino, dopo la bocciatura del Tar del primo giugno scorso. E poi ci sono alcuni intoppi che, in fase di definizione dell’investimento, hanno rallentato l’avvio dei lavori. Anche se il sindaco di Riparbella Ghero Fontanelli è fiducioso: «La sentenza del Tar sui ricorsi è già molto chiara», dice. «E la società ha già bandito alcune gare d’appalto», segno « che sull’eolico non si farà marcia indietro».
Il vento «leghista». Partiamo dall’Agsm. Chi è l’investitore? E’ un grosso gruppo del settore energia, che ha sede a Verona, detenuto dal Comune scaligero che conta 587 dipendenti e nel bilancio 2010 denuncia un risultato di 14,6 milioni e un margine lordo operativo di 85 milioni. Da noi ha già investito nel confinante parco eolico della Vitalba della cui società (Parco Eolico Montevitalba srl) detiene il 15%. Ha rlevato il 60% di quote della danese Ewf.
La guerra sui terreni. Uno degli intoppi che la società si è trovata di fronte – sollevato recentemente dalla lista civica di opposizione – è il mancato accordo con un proprietario dei terreni dove dovrebbero essere installati alcuni aerogeneratori. «Questo ha in parte rallentato l’iter – confessa il sindaco – ma ciò non esclude che la società possa partire realizzando un parco con 7 aerogeneratori invece di 10». Ogni aerogeneratore deve essere sottoposto a valutazione d’impatto.
Convenzione, no convenzioni. Saranno due, non una, dice Fontanelli. Una disciplinerà le cosiddette compensazioni, dopo che il decreto ministeriale del settembre 2010 ha cancellato le royalties e «prevede una serie di opere per la comunità». L’altra è relativa alla strada che da Riparbella porta alla Sterza che sarà riasfaltata e per la quale – dice il sindaco – c’è già un accordo coi proprietari per la cessione di porzioni di terreni confinanti. Ma perché tutti questi ritardi? «Il nuovo quadro normativo ci ha obbigato a preparare una convenzione ex novo. E poi all’ufficio tecnico non ci sono cento dipendenti, ma due che stanno lavorando con grande intensità».
Iniziato il taglio del bosco. A quando i lavori? La società ha già bandito alcune gare e cominciato a preparare le vie di accesso al sito, tagliando una porzione del bosco. Ma contro il progetto c’è una massiccia mobilitazione di comitati, ambientalisti, lista civica e una parte di cittadini. Che contesta: «L’eolico? Un affare solo per i privati». Ma Fontanelli ribatte: «Un’opportunità».

Autostrada, il Tar decide sul ricorso di Italia Nostra

Fonte: La Nazione

Attesa per oggi la decisione del Tar laziale sul ricorso presentato da Italia Nostra contro l’autostrada tirrenica. Una decisione alla quale guardano con interesse anche gli oppositori grossetani alla realizzazione dell’infrastruttura. Anche se con il niet di Sat alla Regione, la società di Antonio Bargone ha di fatto rimescolato le carte in tavola. Nessun progetto per il tratto della discordia, quello tra Ansedonia e Fonteblanda, che di fatto resta un buco nel tracciato. La resistenza opposta dal territorio ha ottenuto quello che voleva? Difficile dirlo. Difficile capire quanto un territorio come quello orbetellano potrà continuare a non volere un’autostrada quando nella sua statale, priva di corsie di emergenza, si riverserà il traffico autostradale sia a sud che a nord. Sempre che il Tar, con un colpo di scena assoluto, non decida di sospendere le autorizzazioni e chiudere tutti i cantieri aperti dalla Sat tra Rosignano e Civitavecchia. «La Sat ha risposto in modo arrogante alle richieste della Regione — affermano dall’associazione No Sat — confermando quanto la sua posizione sia solo legata a interessi finanziari e speculativi lontanissimi da quelli dei cittadini. Ha congelato il progetto a sud di Grosseto, zona dove si attende la messa in sicurezza dell’Aurelia da sessant’anni. Tra pochi mesi scatterà il primo balzello a favore dei soci Sat, con l’apertura dei nuovi caselli, 80 centesimi per percorrere quattro chilometri di un’ottima variante gratuita trasformata in finta autostrada. In pratica daranno una verniciata ai cartelli che da blu diventeranno verdi».

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