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Ecomostro in Valdarno: incontro del 01/10/2015 a San Donato con le autorità tecniche sui rischi idraulici

Riceviamo da Alessandro Niccoli e volentieri pubblichiamo gli sviluppi della raccolta firme sui rischi ambientali a San Donato

Di seguito potete vedere una parte della Consulta Territoriale di San Donato del 1.10.2015, dove il responsabile del Genio Civile Regione Toscana Ing. Cioni, ha commentato il PARERE NGATIVO DATO AL REG. URBANISTICO DEL COMUNE DI SAN MINIATO, ha parlato dell’alto livello di pericolosità idraulica dell’area di San Donato e della sua stretta correlazione con la previsione di cementificazione.
Da quanto emerso sui RISCHI da CONSUMO SUOLO e ARNO, il Comune dovrà abbandonare i piani di cementificazione proposti da privati, altamente rischiosi per il vicino paese, il vicinissimo polo scolastico e l’ambiente, già deturpato dallo scandaloso ecomostro dell’interporto, andando semmai verso una vera messa in sicurezza e riqualificazione dell’area con parco urbano fruibile da studenti e cittadini, come in tutti i paesi civilizzati.
Ciò dovrà esser fatto (da una buona Amministrazione) anche a S.Miniato Basso dove il progetto di cementificazione del mega coppone è naufragato. Diversamente dovremo pensare che gli interessi privati possano prevalere su tutte le Istituzioni presenti in sala, e sul bene comune.
Paiono illogiche ed eccessive le pressioni del Comune sul Genio Civile, tese a far cementificare in ogni caso nel Valdarno Inferiore con la favola del nuovo bacino di Roffia (che non tiene conto delle bombe d’acqua, e dei battenti che di poco migliorano). Il Genio Civile non si potrà assumere responsabilità così gravi.

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Fermare il cemento e i danni idrogeologici, al paesaggio e al commercio. Più attenzione al verde pubblico. Rilanciare l’economia locale e la qualità

Firmate e fate firmare!!!
Cliccate qui per leggere la petizione e firmare!

Diretta a:
Sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini
Assessore Lavori pubblici – Ambiente e difesa del suolo, Assessore Manola Guazzini

Fermare il cemento e i danni idrogeologici, al paesaggio e al commercio. Più attenzione al verde pubblico. Rilanciare l’economia locale e la qualità
Si chiede al Sindaco di fermare la cementificazione prevista dal II Regolamento Urbanistico, tesa a favorire la grande distribuzione commerciale, con consumo del suolo a rischio idrogeologico e danno al paesaggio, al commercio locale e ai centri storici, oggi in declino.

  1. Vi è la previsione della costruzione di un enorme Centro Commerciale Coop a S.Miniato Basso tra il Supermercato Pam e lo svincolo della Superstrada, che porterà decine di migliaia di metri cubi di cemento cancellando altro suolo e campagna.
    Al di là delle problematiche legate all’assetto idrogeologico, e all’impatto ambientale, segnalati anche nelle osservazioni della  Regione Toscana (chi uscirà dalla superstrada, anziché vedere la Rocca vedrà un capannone di cemento), forze politiche, associazioni di commercianti e cittadini hanno presentato osservazioni con le quali si oppongono al progetto previsto dal NUOVO PIANO URBANISTICO in via di approvazione, in quanto suscita gravi preoccupazioni per l’economia locale, che andrà a morire, portando il territorio ad una definitiva desolazione urbana. Questo scempio urbanistico sarà realizzato, come al solito, in nome di scelte operate da pochi e mai partecipate veramente, effettuate in nome di presunti facili guadagni, ma non per tutti, e a discapito di una popolazione che vede invece per niente realizzate tutte le altre proprie richieste in materia di viabilità e verde pubblico, spazi pedonali e rilancio dell’economia locale.
  2. A San Donato, in zona attigua all’interporto si prevede la costruzione di un capannone di circa 80.000 metri cubi di cemento (grande come metà S. Donato, che chiuderà la vista dal centro abitato su Cigoli e le colline) per lo stoccaggio di merci alimentari, nonostante la disponibilità dei capannoni dismessi dell’Interporto. A questo va aggiunto che San Donato è in una golena (la golena è quella rara area ampia che può ricevere saltuariamente le acque del fiume durante gli eventi alluvionali e svolgere così l’importante funzione idraulica di invaso di emergenza).
    In questo caso l’ok dell’assessore regionale all’ambiente Bramerini non assicura né toglie al Comune le responsabilità della scelta.

Visto quanto sopra i cittadini chiedono al Sindaco Vittorio Gabbanini di:

  • fermare la cementificazione con consumo del suolo, a danno del paesaggio e del commercio locale e quindi eliminare dal secondo regolamento urbanistico la previsione del centro commerciale a San Minato Basso e del nuovo capannone a San Donato;
  • dare più attenzione al verde pubblico e alla tutela dell’ambiente dal rischio idrogeologico che viene dal cemento soprattutto in presenza di importanti fiumi.
  • dare rilancio all’economia locale, che con la grande distribuzione morirà (oggi lo sostiene anche la Regione Toscana), così come moriranno gli spazi di aggregazione e i nostri Centri Storici (già in dura crisi con la chiusura di negozi e la fuga dei cittadini). Centri Storici che invece stanno attendendo un ultimo segnale positivo.
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