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2 giugno 2010: Il programma della seconda passeggiata sul crinale “Dove osano le pale”

Il 2 giugno si terrà sul crinale di San Godenzo la seconda passeggiata organizzata dal Comitato Ariacheta in difesa del crinale appenninico dall’assalto eolico:

Le nostre motivazioni
Perché ripetere la passeggiata sul crinale? Perché la società EDVT (creata da Infrastrutture e sostenuta da Monte Paschi), nonostante le proteste espresse da ALTURA, ASOER, CAI, CNP, ITALIA NOSTRA, Mountain Wilderness, ProNatura, WWF, dal Comitato Ariacheta e numerosi cittadini di San Godenzo e del Mugello, continua a voler scempiare un’area protetta di Interesse Comunitario (SIC Muraglione – Acquacheta) costruendo un grande impianto eolico industriale di 14 pale da 3,3 MW ciascuna, in una delle zone più belle dell’Appennino tosco-romagnolo, a meno di 1 km dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Un tale impianto, oltre a ridurre una delle poche zone integre della provincia di Firenze ad area industriale e degradata, darebbe il via a una serie di altri impianti simili che letteralmente ricoprirebbe l’intero Mugello di pale di grandi dimensioni, snaturando completamente l’area del crinale per un tratto di decine di km.
Il precedente sindaco di San Godenzo ha firmato con leggerezza una convenzione con questa società, senza preoccuparsi di verificare gli esiti che il progetto avrebbe avuto su territorio e abitanti.
Per questo un anno fa, alla presentazione del progetto, è sorto un comitato di cittadini, che cerca in tutti i modi di impedire una follia che non porterebbe alcun reale beneficio energetico (cfr. i dati ufficiali sull’eolico in Italia), ma solo devastazione e speculazione economica. Sul nostro e su altri siti potete trovare tutta la documentazione del caso. (www.ariacheta.blogspot.comwww.viadalvento.org).
In più di un anno di attività il comitato ha raccolto l’appoggio e la solidarietà di Enti e associazioni di livello locale, nazionale e internazionale, tra le quali ricordiamo: Altura, ASOER, CAI Toscana ed Emilia Romagna, Coldiretti, Comitato nazionale per il Paesaggio, Italia Nostra Toscana ed Emilia Romagna, ProNatura Toscana ed Emilia Romagna, European Platform Against Windfarm, Mountain Wilderness, WWF Toscana ed Emilia Romagna, che saranno presenti alla passeggiata. A queste si aggiungono molte altre associazioni ambientaliste e locali (forniremo elenco aggiornato).
Lo ribadiamo: siamo favorevoli all’eolico, soprattutto quello direttamente gestito da chi abita il territorio, purché rispetti i vincoli esistenti e i danni non superino i vantaggi; siamo contrari alla speculazione indiscriminata, che porta tanti soldi pubblici, sotto forma di finanziamenti, nelle tasche di pochi speculatori. Crediamo che le energie alternative debbano avere un impatto sostenibile, ed essere proprietà di tutti.

Programma della giornata
(con l’adesione di: Altura, ASOER, CNP, ITALIA NOSTRA Toscana ed Emilia Romagna, Mountain Wilderness, ProNatura Toscana ed Emilia Romagna, WWF Mugello, WWF Forlì)

Come raggiungerci
Ingrandendo la mappa si può vedere che sulla SS67 (Firenze – Forlì) sul versante toscano, prima di arrivare al passo del Muraglione, c’è una strada bianca (sterrata, ottima) che porta prima alla Fiera dei Poggi, poi alla Colla dei Lastri e quindi, dopo 4 Km, alla Colla della Maestà, (dove c’è il n. cerchiato 22). Si parcheggia nello spiazzo e poi lungo la strada, che è larga. Il ritrovo è alle 9.30, la partenza alle 10 (da Dicomano si arriva in 30’, da Forlì in un’ora).
Attenzione: portate acqua in abbondanza, perché lungo tutto il percorso della camminata non ci sono fonti.

La camminata: incontrare la natura
Dalla Colla della Maestà il percorso è in parte strada sterrata in parte sentiero (in caso di piogge recenti potrebbe esserci fango, e per i meno esperti un bastone sarebbe un valido aiuto), pianeggiante ma con alcuni tratti in pendenza, spesso nel bosco, con radure e panorami di grande bellezza. Si passa dai 1000 m ai 1200 della vetta del Peschiena. La passeggiata dura poco più di un’ora, e noi ci fermeremo a metà per ascoltare cosa ci raccontano gli amici delle associazioni sui pericoli che incombono sul bosco, l’ambiente circostante e gli abitanti.

L’informazione sulle torri
Segnaleremo i punti dove è prevista la collocazione delle singole torri, mentre alla partenza e all’arrivo vi proporremo dei pannelli informativi, che illustrano cifre e misure, cercando di mostrare cosa significa costruire strutture industriali alte 155 metri in mezzo a un bosco, sottoposte all’enorme pressione del vento; proveremo a immaginare le strade di grandi dimensioni, i basamenti di calcestruzzo, le cabine di servizio, l’interramento dell’elettrodotto… Tra gli amici del Comitato saranno presenti esperti dei vari settori, che ci spiegheranno quali sono le problematiche legate a questo tipo di impianto.
E riprendendo a camminare ciascuno, dentro di sé, potrà provarsi a ragionare sui costi di questa energia.

La festa del suono umano
Lungo il percorso per sostenere il nostro umore e attenti a non disturbare troppo gli abitanti del bosco, interverranno amici musicisti che suoneranno e canteranno in acustico – per ricordarci che cosa vuol dire stare nel silenzio e romperlo, per ascoltare tra fruscii e cinguettii suoni lontani, musica e canti. Niente a che vedere con il rumore molesto delle pale, forte come quello di un trattore montato su un palo alto 100 metri…

Arrivo all’anemometro
La fine della camminata coinciderà con l’ora di pranzo (al sacco, ciascuno si porti il suo). È prevista una lunga sosta nella faggeta che sta sotto la cima del Peschiena, dove è piazzato l’anemometro, alto “solo” una sessantina di metri.
In uno spiazzo del bosco, ci sarà la possibilità di suonare, ballare e divertirci, godendo la bellezza e l’integrità del paesaggio.
È consigliato munirsi di teli per sedersi, acqua, un maglione e una giacca contro gli acquazzoni.
In caso di pioggia la camminata sarà annullata, mentre con cielo coperto si deciderà sul momento (per informazioni: Gabriela 328-3818014, Daniele 338-4788019, Elisa 340-3258726, Luca 3898183508).

Sì alla responsabilità ambientale!
Nei giornali e nei media finalmente sta emergendo l’aspetto speculativo dei grandi impianti eolici, la truffa a danno di TUTTI i cittadini – perché l’ambiente è di tutti, come lo è il denaro dei finanziamenti. Quella che veniva presentata come un’alternativa energetica pulita si è rivelata un fallimento: i “parchi” eolici si distinguono per resa scarsissima, manutenzione e smantellamento difficoltosi, danni irreversibili al paesaggio e al turismo, infiltrazioni illegali e mafiose, società fallimentari, degrado ambientale e strage dell’avifauna, gravi disagi alla popolazione residente. Mese dopo mese vengono pubblicati nuovi dati e cifre, mentre si moltiplicano i siti, i comitati e le inizative di opposizione: lo testimoniano articoli e trasmissioni che iniziano a mostrare il vero volto di questo brutto sogno da cui ci stiamo svegliando, in Italia come in altri paesi europei.
Lo Stato Italiano nel 2007 prevedeva una potenzialità eolica di 10.000 MW installati on-shore e 2.000 off-shore. In Italia risultano in esercizio a fine 2009 già 4845 MW, che in realtà all’ottobre 2009, considerando tutti gli impianti già autorizzati, lievitavano a 7674 MW. Tuttavia, considerando tutti i pareri ambientali positivi (pareri sostanziali e quindi preludio all’autorizzazione finale) il dato complessivo è pari a oltre 11.000 MW, raggiunti all’insegna di una sostanziale improvvisazione e senza che vi sia mai stata un’effettiva pianificazione, programmazione o analisi preventiva da parte di Stato o Regioni. Ad esasperare questa già sconcertante situazione, premono istanze in istruttoria presso le Autorità preposte per ulteriori 70.000 MW, ad emblema di una situazione inverosimile ma in cui le società maturano diritti giuridici sugli uffici preposti.
Il futuro eolico italiano, a fronte di oltre 10.000 MW di potenza installata, con la spesa spropositata di circa 3,7 MLD di euro all’anno e le note criticità ambientali, contribuirà solo a circa l’1,5% del fabbisogno energetico complessivo nazionale (elettrico, trasporti, civile e industria).
Le grandi associazioni (CAI, Lipu, WWF, la stessa Legambiente) dopo comprensibili esitazioni iniziali prendono una posizione sempre più netta, così come stanno facendo anche le più avvedute forze politiche. A un anno di distanza lo ribadiamo, questo non è che l’inizio dello scontento.
Per la difesa l’Appennino il momento è cruciale: se verranno approvati i molti progetti, il crinale verrà devastato dalla proliferazione incontrollata di larghe strade, elettrodotti, e soprattutto dai giganteschi piloni d’acciaio alti più di 100 m, che sostengono pale rotanti di dimensioni maggiori a quelle di un campo di calcio.

Siamo stufi di dire sempre no! Quest’anno con la nostra passeggiata vogliamo dire sì:

– sì alle energie alternative, diffuse, intelligenti e di tutti
– sì alla responsabilità ambientale
– sì allo sviluppo sostenibile
– sì alla tutela delle risorse naturali.

I nostri sì devono bastare a bloccare la speculazione sul territorio: i grandi impianti industriali danno tanti soldi – prelevati dalle bollette! – a pochi speculatori, e sfruttando l’immagine dell’eolico come energia pulita sottraggono ai cittadini della montagna il loro territorio, trasformando una fonte di benessere collettivo in danno e disagio. È la nuova strategia di sfruttamento dell’Appennino: i grandi potentati esercitano facilmente pressione sui piccoli comuni del Mugello (Barberino, Scarperia, Borgo, Palazzuolo, Firenzuola, Vicchio, Marradi, San Godenzo, Londa), poco abitati ma con grandi estensioni territoriali sul crinale e di grande rilevanza ecologica.
È l’anno internazionale della Biodiversità: battiamoci perché anche l’eolico, come l’acqua e il fotovoltaico, diventi un’energia davvero compatibile e alla portata di tutti.

Comitato spontaneo Ariacheta – San Godenzo (Fi), 2 Giugno 2010

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Rtv38: eolico a Volterra e passeggiata a San Godenzo

Servizio su eolico a San Godenzo sul tg regionale di RTV 38‏

Il servizio che abbiamo girato ieri andrà in onda alle 14 di oggi, 6 maggio, al TG regionale su RTV 38, e sarà visibile anche  fuori dalla Toscana in streaming al computer alla stessa ora su www.rtv38.com con ogni probabilità verrà anche replicato alle ore 19.30 sullo stesso canale.
Si tratterà del progettato impianto eolico di San Godenzo (Firenze) un’opera d’immenso impatto ambientale che coinvolge due regioni la Toscana e l’Emilia Romagna e che potrebbe compromettere irrimediabilmente il paesaggio e la biodiversità di una delle valli più intatte e poetiche del nostro Paese: la valle dell’Acquacheta, già citata da Dante nella Divina Commedia, una valle contigua al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi in pieno SIC 39.
I 14 generatori previsti dell’altezza di 155 metri andranno ad occupare un crinale di circa 5,5 KM e saranno visibili a molti km di distanza, saranno piazzati dove, tramite monitoraggio dell’Ente Parco, è già stata accertata la presenza di due coppie di aquile reali che si foraggiano in loco, di pecchiaioli, di cormorani e di molti chirotteri stanziali nelle vicine grotte.
Dobbiamo batterci contro questo progetto devastante.
Mariarita Signorini – Consiglio Nazionale d’Italia Nostra

Tg38 da Rtv38 del 6 maggio 2009: Ponte della Bugia a Carrara e eolico a San Godenzo

Valdo Spini appoggia l’appello contro l’eolico a San Godenzo

Fonte: Spini per Firenze

Comunicato Stampa, Firenze, 1 giugno 2009

Valdo Spini candidato Sindaco della lista Spini per Firenze appoggia e sostiene l’appello lanciato dal comitato Ariacheta e comitati locali, delle Associazioni nazionali Italia Nostra, CAI, Comitato Nazionale per il Paesaggio (CNP), Lipu-Birdlife Italia, Pronatura e WWF e internazionali EPAW (European Platform Against Windfarms), perchè si abbandoni definitivamente il devastante progetto d’impianto eolico industriale di 14 pale da 3,3 MW ciascuna e dell’altezza di 155 metri l’una, in una delle zone più belle dell’Appennino tosco-romagnolo, a meno di 1 km dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che lo stesso Valdo Spini ha istituito insieme ad altri 11 Parchi nazionali da Ministro dell’Ambiente, la zona tutelata da numerosi vincoli è un paradiso della biodiversità con la presenza dell’aquila del lupo, siamo in pieno SIC (sito d’interesse comunitario) e nel cuore dei percorsi sacri della foresta casentinese. Per questi motivi il progetto è già stato bocciato dall’Ente Parco stesso e dalla Soprintendenza di Firenze ai Beni ambientali

Indetta in Toscana la prima passeggiata di protesta nazionale contro l’eolico industriale‏

Carissimi,
abbiamo dato mano al comitato Ariacheta, per organizzare questa prima passeggiatache è il primo evento in Italia che riunisce sulle posizioni di Italia Nostra le associazioni nazionali e internazionali CAI, Comitato Nazionale per il Paesaggio (CNP), EPAW (European Platform Against Windfarms), Lipu-Birdlife Italia, Pronatura e WWF e tanti comitati locali.
Saluti
Mariarita Signorini

“Dove osano le pale”
Prima camminata dell’Ariacheta contro l’eolico industriale
San Godenzo (Fi), 2 giugno 2009
sul crinale appenninico tra Toscana ed Emilia Romagna
dalla Fiera dei Poggi al Monte Peschiena

Perché indire una passeggiata sul crinale? Perché una grossa società ha intenzione di costruire un grande impianto eolico industriale, con 14 pale da 3,3 MW ciascuna, in una delle zone più belle dell’Appennino tosco-romagnolo, a meno di 1 km dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e in un’area protetta da diversi vincoli e norme, ricca di particolarità faunistiche (l’aquila, il lupo…). Il Comune di San Godenzo ha con leggerezza firmato una convenzione, e il progetto avrebbe esiti devastanti e irreversibili per il territorio. Per questo è sorto un comitato di cittadini, che cerca in tutti i modi di impedire una follia che non porterebbe alcun reale beneficio energetico, ma solo devastazione e speculazione economica. Sul nostro sito potete trovare tutta la documentazione del caso (www.ariacheta.blogspot.com).
La camminata però vuole essere anche un momento di festa, visto che la Sovrintendenza al paesaggio per la Regione toscana il giorno 14 maggio ha espresso il suo parere negativo sul progetto, ma soprattutto vuole dare un segnale forte al Mugello e al paese intero.
La popolazione che vede minacciata la propria salute e il patrimonio del territorio si ribella e corre ai ripari: la battaglia contro la speculazione eolica è entrata in una nuova fase e, come è successo per la TAV, richiede un presidio permanente. Perché la minaccia resta, sotto forma degli innumerevoli progetti, pronti ad essere modificati per aggirare i ricorsi al TAR, ottenere il via libera e riempire il crinale appenninico di pale. Lo ribadiamo: è ormai dimostrato (atti Convegno di Palermo – Epaw, pubblicazioni varie, tutto reperibile sul sito www.viadalvento.org) che l’investimento in grandi impianti non è un’alternativa energetica ma solo un ulteriore passo verso il degrado e lo sfruttamento industriale del territorio.
Da ora non si potrà più far finta di non sapere o negare ogni reale responsabilità.
Per interviste e contatti:
Mariarita Signorini (cell.335-5410190), membro del Consiglio nazionale di Italia Nostra e delegata per il Consiglio regionale della Toscana,
Paolo Mattioli
(cell.3462148376), agronomo e paesaggista, Luca Vitali (3898183508), responsabile della comunicazione per il comitato.

Appello:
Il Comitato Ariacheta, unito alle associazioni, i comitati, le personalità e tutti coloro che vorranno offrire il proprio appoggio e sostegno, lancia quindi un appello a tutte le forze civiche, ai singoli e alle istituzioni per unirsi in un no, chiaro e forte all’eolico industriale. Raccogliamo adesioni alla nostra camminata via email: ariacheta@ymail.com.
La nostra prima camminata nazionale è un inizio… quale sarà il seguito sta a tutti noi scriverlo.
Comitato spontaneo Ariacheta – San Godenzo (Fi),
25 maggio 2009

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