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Cafonate quadriruotate a Dorgali

Fonte: Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Agli inizi del XIX secolo venne realizzato la prima “galleria” viaria della Sardegna, come testimoniano i relativi documenti custoditi all’Archivio di Stato di Cagliari: il tunnel fra DorgaliCala Gonone, percorribile a cavallo e a piedi.
Oggi è frequentato prevalentemente da escursionisti e turisti.  Dovrebbe essere incluso fra i“beni culturali” da proteggere (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e, magari, far conoscere anche con un semplice pannello illustrativo.
Invece no.
Ecco la prodezza realizzata con fuoristrada da un gruppo di simpaticoni quadriruotati, convinti di compiere chissà quale impresa.
Una bella cafonata, a base di scarichi inquinanti, rumore e, forse, qualche perdita d’olio.
Una disciplina normativa dei percorsi fuoristrada non esiste a livello nazionale né in Sardegna. E i risultati si vedono.
P.S.  si ringrazia per la segnalazione Sandro Mezzolani e il prof. Alberto Marini.

Alluvione: sigilli a canali tombati Olbia

Fonte: Ansa

Procura Tempio cerca nesso causalità con disastro 18 novembre

(ANSA)- OLBIA,11 DIC – La Procura di Tempio Pausania ha disposto in queste ore il sequestro di tutti i canali “tombati” della città, un intervento indispensabile per stabilire il nesso di casualità tra la copertura dei rii e l’allagamento che il 18 novembre ha avuto risvolti tragici, con la morte di sei persone solo a Olbia. L’inchiesta segue tre filoni principali: la voragine sulla strada provinciale a Monte Pino, che ha inghiottito tre vite; la morte dei 4 brasiliani nella cantina di Arzachena; l’assetto urbanistico.

Suoni e voci per la Sardegna

Da Verdi a Modugno passando per Puccini.
Parleremo e canteremo per chi vorrà unirsi ad una serata di festa. Un po’ di parole sul nostro futuro e le tante note dei grandi classici della lirica interpretati con voce “forte e chiara” da Baritoni, Tenori e Soprani.
Insieme a Claudio Fantoni, Per Firenze e solo per Firenze.
“Suoni e voci per Firenze” diventa “Suoni e voci per la Sardegna”. Il ricavato della serata sarà interamente devoluto agli amici della nostra isola in difficoltà.

Tariffe biglietti:
10 € + 1 € d.p. intero
8 € + 1 € d.p. ridotto (under 18 e over 65)

Come arrivare:
IN BUS
Linea ATAF n. 14 dalla Stazione Firenze Santa Maria Novella, Autolinee provinciali Lazzi (35), Safa (118), Sita (40, 44 45, 52) e Florentia Bus (44, 112, 118).
Per maggiori dettagli: http://www.obihall.it/dove-siamo/

Allarme dei geologi: non solo cambiamenti climatici ma anche urbanizzazione servaggia

Fonte: Fanpage.it

L’allarme dei geologi: “Non è solo colpa dei cambiamenti climatici, ma anche dell’urbanizzazione selvaggia e del cemento. In Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 metri quadrati al secondo di suolo”.

Ci sono, in Italia sei milioni di abitanti esposti al rischio delle alluvioni devastanti che trascinano fango e macerie e lasciano alle loro spalle soltanto vittime. L’allarme è degli geologi. A parlare è Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “In Italia sono 6.153.860 gli abitanti esposti alle alluvioni. Il probabile aumento delle temperature potrebbe portare in Europa a inondazioni più frequenti ed intense. Ma quello che sta accadendo non è solo per colpa dei cambiamenti climatici . A fine agosto noi geologi avevamo già detto dei rischi e della fragilità del territorio”. “Abbiamo – spiega Graziano – il dovere morale di non abbassare la guardia, ricordando al Paese che la popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti, mentre quella esposta alle alluvioni raggiunge 6.153.860, come evidenzia ancora l’Annuario Ispra. Anche se le proiezioni quantitative per la frequenza e l’intensità delle inondazioni sono ancora incerte, l’Agenzia europea sostiene che sia probabile che l’aumento delle temperature in Europa porterà a inondazioni più frequenti e intense in molte regioni, a causa del previsto aumento dell’intensità e della frequenza di eventi meteorologici estremi”.
Spiegano i geologi che non è solo colpa dei cambiamenti climatici: “L’urbanizzazione sfrenata, ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale. I numeri recentemente pubblicati nell’Annuario dei dati ambientali 2012 dell’ISPRA parlano chiaro: se in Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 metri quadrati al secondo di suolo, oggi se ne consumano addirittura 8 mq al secondo. Significa che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e di Firenze. Per non parlare degli incendi , il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia”.

Richiesta moratoria impianti energie rinnovabili

Le Associazioni Italia Nostra e WWF hanno chiesto al Presidente della Regione Sardegna una immediata moratoria delle installazioni di tutte le centrali per la produzione di energie rinnovabili in Sardegna ad esclusione degli impianti che producono l’energia per il proprio fabbisogno aziendale o domestico.
L’installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili nell’isola sta causando danni irreparabili al territorio, alle aree agricole e a numerose zone naturali di pregio. Sono ormai centinaia gli impianti che da nord a sud devastano l’isola e il suo paesaggio e altrettanti stanno per essere autorizzati o sono oggetto di richiesta di autorizzazione in vista dello scadere dei termini per poter usufruire degli incentivi del conto energia.

Fonte: Italia Nostra Sardegna

Impianti a Portoscuso

L’installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili nell’isola sta causando danni irreparabili al territorio, alle aree agricole e a numerose zone naturali di pregio. Sono ormai  centinaia gli impianti che da nord a sud devastano l’isola e il suo paesaggio e altrettanti stanno per essere autorizzati o sono oggetto di richiesta di autorizzazione in vista dello scadere dei termini per poter usufruire degli incentivi del conto energia. 

Già nel 2011 gli impianti in produzione di energie rinnovabili hanno raggiunto una potenza di 1.365 MW, nello stesso anno si è registrato un surplus di produzione di energia superiore al 10%. Le richieste di progetti da sottoporre a VIA superano i 700 MW e tanti altri impianti sono entrati in produzione nel 2012.
Supereranno i 15 mila ettari già nel prossimo anno i terreni occupati o interessati dai futuri progetti di energie rinnovabili, la maggior parte sono terreni agricoli.
A Carbonia e nei comuni limitrofi gli aerogeneratori superano le 100 unità (tra installati, approvati e richiesti, altezza media 150 mt) senza nessun rispetto neppure per l’area archeologica di Monte Sirai. Un numero ancora superiore sono le richieste del comune di Stintino che dovrà ospitare ben 9 “parchi eolici”. I tanti sindaci del Sulcis, della Nurra e del Medio Campidano si sentono impotenti a far fronte a questa invasione, o meglio devastazione del proprio territorio, e chiedono interventi urgenti e risolutivi per fermare la speculazione delle energie rinnovabili e lamentano, assieme alle proprie comunità, l’esclusione delle scelte che interessano i propri territori.
Al serio problema di accaparramento delle aree agricole e al danno ambientale e paesaggistico che causano impianti così sproporzionati e impattanti in aree naturalisticamente delicate e importanti, si aggiunge anche quello della tutela della salute, la cosiddetta sindrome da pala eolica pur essendo ignorata in Italia è scientificamente accertata in altri paesi.
Per porre fine a questa emergenza e per impedire un ulteriore degrado del territorio le Associazioni Italia Nostra e WWF hanno chiesto al Presidente della Regione Sardegna una immediata moratoria delle installazioni di tutte le centrali per la produzione di energie rinnovabili in Sardegna ad esclusione degli impianti che producono l’energia per il proprio fabbisogno aziendale o domestico, almeno fino a quando non sia operativo un PEARS che tenga conto delle installazioni realizzate, del reale fabbisogno energetico dell’Isola e della avvenuta sostituzione degli impianti alimentati da fonti con combustibili fossili con quelle a fonti rinnovabili.
È prioritaria la definizione di un Piano Energetico Regionale, basato in primo luogo sul risparmio energetico, sugli incentivi alle comunità locali per l’adozione di mini impianti a fonti rinnovabili e sulle iniziative locali quali i PAES e privilegiando gli impianti per autoproduzione. Un piano in sintesi in grado di limitare la folle e selvaggia corsa all’accaparramento delle terre, di impedire la sottrazione delle risorse ambientali e dei beni comuni alle comunità locali e alle generazioni future e di disciplinare finalmente con regole ferree questi impianti industriali, impedendone l’indiscriminato proliferare e l’installazione in aree agricole o in quelle di pregio ambientale e paesaggistico.
Le Associazioni chiedono inoltre di essere coinvolte, assieme ai Comitati locali, nelle future scelte energetiche che riguardano l’Isola.

Il Comune di Stintino dice no all’eolico

Follia pura: sono previste 400 pale eoliche giganti ai confini di Stintino, in Sardegna, vicino ad aree naturali. Il comune di Stintino dice NO!

Fonte: La Nuova Sardegna

L’amministrazione comunale darà anche mandato a un legale per presentare ricorso contro le autorizzazioni rilasciate in aree limitrofe al territorio stintinese 

Il consiglio comunale di Stintino ha ribadito all’unanimità il no all’eolico sul proprio territorio, a quello eretto di recente a Scala Erre e a quelli che si vogliono costruire ai confini comunali. È stato inoltre deciso di dare mandato a un legale per presentare ricorso contro le autorizzazioni a costruire in aree limitrofe al territorio stintinese. L’assemblea cittadina ha preso una posizione netta nei confronti delle centrali eoliche e fotovoltaiche che stanno sorgendo e che potrebbero sorgere a poche centinaia di metri da aree naturali protette nella Nurra.
Il consiglio comunale ha così dato mandato al sindaco Antonio Diana e alla giunta di «pretendere la propria convocazione alle conferenze di servizi anche per l’approvazione di impianti da costruire nei comuni limitrofi al territorio di Stintino». L’assemblea ha autorizzato il primo cittadino a nominare «un legale, per impugnare eventuali autorizzazioni già rilasciate e per portare avanti azioni di protesta che possono sensibilizzare gli enti preposti alle autorizzazioni e dal rilascio delle quali si potrebbe verificare una progressiva e irreversibile svalutazione del territorio».
«Negli anni scorsi – ha detto il primo cittadino ripercorrendo in breve alcune vicende che hanno visto Stintino opposto a due società – abbiamo avuto mandato dal consiglio di difendere il territorio in sede regionale, durante la discussione della Vas per due progetti di parchi eolici. In quella occasione ci opponemmo con successo. Ora altre società sono tornate alla carica e a Scala Erre vediamo il risultato. Ci sono altri progetti per 150 pale eoliche – ha proseguito – e ci sarebbero istanze e sondaggi di società per montare nella Nurra altre 400 pale».

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