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Sequestrato l’impianto a biogas Agri Power Plus di Cinigiano

Fonte: Il Tirreno, 26 settembre 2014

Le indagini della polizia e della forestale ipotizzano, fra gli altri, il reato di truffa nel conseguimento di erogazioni pubbliche

Uomini della polizia e del Corpo forestale hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dell’impianto a biogas di Cinigiano di proprietà dell’azienda Agri Power Plus, provvedimento emesso dal Tribunale di Grosseto.
Il sequestro dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biogas arriva dopo un’attività d’indagine articolata e complessa dalla quale sono emerse irregolarità gravi sia nella fasi iniziale in cui sono state ottenute le autorizzazioni per conseguire l’incentivazione da parte del Gse, gestore deputato alla erogazione della tariffa onnicomprensiva per gli impianti a energia rinnovabili, sia nella fase successiva di gestione dell’impianto stesso. In quest’ultima parte, l’indagine avrebbe riscontrato che l’impianto, contrariamente al dettato normativo, si alimentava solo in minima parte attraverso propria produzione, ricorrendo, al contrario, per la maggior parte a produzione terze, di cui parte anche fuori dalla filiera corta consentita dalla legge.
Vengono contestati i reati di truffa aggravata, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e il reato di scarico abusivo di acque reflue previsto dal codice dell’ambiente attraverso il quale son stati indebitamente percepiti 1.300.000 EURO di erogazioni pubbliche. Risultano indagate al momento almeno due persone.
L’attività d’indagine coordinata dai PM Leopizzi e Ferraro è ancora in corso.

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Cementificio Sacci: sindacati, è stato dissequestrato

Fonte: ANSA, 26/02/2009

Il cementificio Sacci di Teste a Greve in Chianti (Firenze), fermato nei giorni scorsi dall’Arpat per eccessivo inquinamento acustico, è stato dissequestrato.
Lo rendono noto le segreterie provinciale di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Nel comunicato i sindacati esprimono soddisfazione per la risoluzione della vicenda, per la quale rischiavano il posto 120 lavoratori, e auspicano “che l’azienda metta in atto nei tempi previsti le prescrizioni e gli adempimenti che hanno reso possibile la rimozione dei sigilli al fine di scongiurare tali criticità in futuro e in modo da assicurare continuità occupazionale ai lavoratori e insieme tutela ambientale per i cittadini del territorio”.
Per dimostrare contro il sequestro dello stabilimento, i sindacati avevano organizzato anche una passeggiata ‘ecologica’ per sensibilizzare la popolazione sul rischio di disoccupazione.

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