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Smog: nessun reato, tutti assolti. Rassegna stampa

Fonte: La Repubblica, 27/11/2014
Di: Franca Serlvatici

Smog, per gli amministratori non c’è reato
La corte di appello di Firenze conferma le assoluzioni 

La corte d’appello di Firenze ha confermato le assoluzioni dell’ex presidente della Regione Toscana Claudio Martini, e dell’ex sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, accusati insieme ad altri amministratori pubblici del fiorentino di non aver contrastato a sufficienza l’inquinamento da polveri sottili (PM10) e da biossido d’azoto negli anni successivi al 2005.

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Flash mob sul traffico in Via dei Serragli e Via Romana

Martedì 25 GIUGNO alle ORE 17,30 in Piazza San Felice FLASH MOB del COMITATO RESIDENTI SERRAGLI-ROMANA e COMITATO OLTRARNO FUTURO

Italia Nostra Firenze condivide tutte le criticità evidenziate e sostiene la protesta dei comitati locali e il flash mob odierno

Il COMITATO OLTRARNO FUTURO comunica il proprio attivo sostegno alla PROTESTA in forma di FLASH MOB, promossa per MARTEDI’ 25 GIUGNO alle ORE 17,30 in Piazza San Felice dal COMITATO RESIDENTI SERRAGLI-ROMANA, per evidenziare al Sindaco e alla Amministrazione comunale (per l’ennesima volta!) tutti i problemi derivanti dal traffico in Via dei Serragli e in Via Romana (senza dimenticare Borgo San Frediano) e ne condivide le richieste, in particolare per: l’abolizione del passaggio di bus turistici e una riduzione sostanziale del traffico, attualmente incompatibile con il rispetto della salute dei cittadini, l’installazione di una centralina di misurazione dello smog, l’introduzione della ZTL 24 ore su 24 e di bussini elettrici per il trasporto pubblico nelle strade dell’Oltrarno.
La “vertenza Traffico”, insieme alla “vertenza Nidiaci” (per la riacquisizione dei locali di Ludoteca di Via della Chiesa e totalità del Giardino Nidiaci), alla “vertenza Carmine” (in opposizione alla costruzione di un parcheggio interrato nella storica piazza) e alla “vertenza Santa Rosa” (contro la vendita dell’immobile ASL e lo smantellamento del presidio sanitario), è parte integrante delle iniziative in cui è attivo il COMITATO OLTRARNO FUTURO contro il peggioramento della qualità della vita della popolazione nell’Oltrarno.

Rassegna stampa
Fonte: La Nazione Firenze 28/5/2013
Di: Rossella Conte

«Noi ostaggi di smog e frastuono Quanti bus, scosse di terremoto»
Oltrarno protesta. via dei Serragli sotto stress, residenti in rivolta

«La mia bambina ha una tosse strana da un po’, spesso la mattina andiamo a Fiesole a cercare un po’ d’aria buona mentre la sera ha gli incubi: ogni mezzo che passa tuona come una scossa di terremoto». Luisa Signorini non ne può più dei 900 mezzi di trasporto che ogni giorno solcano via dei Serragli. Calcolatrice alla mano: 9mila in dieci giorni, 328mila circa in un anno. E’ meno male che a Firenze si sarebbero dovuti «sentire più passi e meno rumore dei motori», denunciano i residenti alludendo al piano renziano per una città sempre più a misura di pedone. L’Oltrarno soffoca e promette l’ennesima battaglia. «Siamo pronti a un esposto», annuncia Lucrezia Abrani, legale del Comitato via dei Serragli e via Romana. «Chiediamo che venga rivista la mobilità della zona, con il divieto ai grandi bus turistici, l’introduzione di bus elettrici, una porta telematica all’inizio di piazza Sauro e l’ampliamento della ztl». Oltre cento le persone che ieri con tanto di mascherina anti smog e slogan di vario tipo («No Fiorenziland» o «Basta scosse di terremoto in casa» o anche «I nostri bambini si ammalano di tumore») si sono riappropriati delle strade in cui vivono ostacolando per una manciata di minuti il traffico privato e pubblico. «Riproporremo a breve un’altra manifestazione e cercheremo di trasformare il flash mob in un appuntamento fisso e costante finchè le istituzioni non ci daranno delle risposte concrete» dicono.
Sono bastati sei minuti per contare almeno cinque bus in coda uno dietro l’altro. Una signora su una sedia a rotelle cerca di svoltare in Borgo San Frediano, per poco non viene investita. La stessa scena si ripete col mezzo successivo: la curva è troppo stretta, i veicoli sono costretti a prenderla a più riprese, rallentando il traffico e rendendo l’aria ancora più irrespirabile.
«Rivogliamo il divieto di svolta», sbotta Paolo con il suo cartello
«Basta con i terremoti in casa».
Una disagio che trova conferma nella prova del nove. I residenti hanno posizionato un manichino proprio all’angolo sotto accusa: il mezzo pubblico lo ha buttato a terra mentre sterzava. «E se si fosse trattato di una persona?», dice Licht , uno scrittore statunitense che a Firenze cerca ispirazione per i suoi libri. Non se la passa meglio Franca Lucia Fernandez: ha appena chiamato un architetto, deve rifare portone e pareti della propria abitazione. «Sotto casa c’è una buca su cui i mezzi ci passano a una velocità impressionante: a volte per poco non mi hanno spaccato un vetro». La signora Fernandez, come molte altre, ha la casa piena di crepe: «Chi mi ripaga?».
UNA TANGENZIALE del centro storico con smog, rumori e vibrazioni delle case. «Viviamo con la paura perenne che si tratti di un terremoto», spiega Maria Vannello, una volontaria della parrocchia di San Felice. «Non ci si può fermare nemmeno per dire una preghiera in santa pace». Sempre ieri, un gruppo ci cittadini del Comitato OltrarnoFuturo è sceso in campo per battersi per la “vertenza Nidiaci”, con la riacquisizione dei locali di Ludoteca di via della Chiesa e la totalità del Giardino Nidiaci, per la “vertenza Carmine”, in opposizione alla costruzione di un parcheggio interrato nella storica piazza, e per la “vertenza Santa Rosa”, contro la svendita dell’immobile Asl e lo smantellamento del presidio sanitario. Anche il Comitato di via Toscanella attacca: «Da mesi siamo ancora in attesa dell’accensione delle telecamere, che non ci costringano a rivolgerci di nuovo al nostro legale». L’Oltrarno, una polveriera.

Fonte: La Repubblica Firenze 28/5/2013
Di: Ilaria Ciuti

Maschere antigas, via dei Serragli soffoca
Flash mob dei residenti: noi vittime della pedonalizzazione,
tutto il traffico sotto casa

FLASH mob ieri dell’Oltrarno contro il traffico. Convocato dal comitato Serragli – Porta Romana che definisce la questione «un’emergenza». E parla di via dei Serragli, via Romana, Borgo San Frediano, e di «tutte le altre strade, piccole e strette, su cui è stato gettato il traffico tolto dalle vie più larghe che sono state pedonalizzate». Abitanti e commercianti hanno distribuito mascherine anti gas agli abitanti, issato una sagoma di un adulto e un bambino nel punto dove, raccontano, «bussino D, furgoni e camioncini sono costretti a salire sul marciapiede quando svoltano da Borgo San Frediano in via dei Serragli, manovra che prima della pedonalizzazione era proibita». Hanno traversato e riattraversato la strada, a tratti fermando, in genere rallentando il traffico affannoso della zona. E’ solo l’inizio, promettono. «Continueremo finché non ci ascolteranno. Ci siamo rivolti pazientemente e a lungo a tutti in Palazzo Vecchio, a cominciare dall’assessore alla mobilità Mattei, ma inutilmente. Il sindaco poi non ci considera nemmeno. Non avremmo voluto scendere in strada ma non abbiamo alternative», spiega Lidia Castellani. Il traffico è sempre stato per loro una dannazione, dicono gli abitanti. «Ma dopo la pedonalizzazione è invivibile – racconta Lucrezia Abrami – Iltraffico confluisce in via dei Serragli da tutte le strade: via dei Fossi, Lungarno Guicciardini, Borgo San Frediano. Né esiste più il calmieratore della prima parte della strada che prima era pedonalizzata».
Aderisce Oltramo Futuro. Ornella De Zordo (capogruppo in Comune di perUnaltracittà) dà il suo sostegno. Gli abitanti e i commercianti dipingono l’inferno: «Non si respira più, la strada è un canyon, gli inquinanti ristagnano, i bambini e i vecchi tossiscono sempre, nelle case si aprono le crepe perle vibrazioni che fanno tremare tutto in continuazione, anche i cucchiaini sui piattini delle tazze del caffè». Hanno contato un migliaio di passaggi di bus e pullman al giorno, tra 400 mezzi Ataf e gli «enormi» pullman dei turisti: «Non possiamo più vivere in questo stato, le istituzioni ci devono dare una risposta». Loro ce l’hanno e hanno messo giù un decalogo: solo bussini elettrici in Oltrarno e scambio con i mezzi pesanti fuori, a Porta Romana; spostamento totale dei bus turistici; Ztl 24 ore su 24; porta telematica in piazza Nazario Sauro; riduzione generalizzata di scooter e auto con autorizzazione ai soli residenti; controllo dell’entrata abusiva nella Ztl da piazza Tasso – via del Campuccio: «Ci passano tutti, lo sanno anche i vigili, ma nessuno fa niente». E, ancora: limite di velocità per tutti i mezzi; centralina per misurare l’inquinamento invia dei Serragli-piazza Sauro: «Qui in mezzo all’inferno del traffico, alle nostre case e alle botteghe che se stai sulla porta ti affumichi. E non solo nel giardino di Boboli».

Fonte: Corriere Fiorentino 28/5/2013 

Oltrarno, la protesta dei residenti:
bus anche sui marciapiedi, ora basta

Si sono dati appuntamento in piazza Nazario Sauro alle 17 di ieri pomeriggio, all’incrocio tra via di Santo Spirito e via dei Serragli. E qui per almeno un’ora una cinquantina di residenti dell’Oltrarno hanno rallentato pesantemente il traffico fino a ponte della Carraia per chiedere lo stop al passaggio di bus pesanti (sia turistici che di linea) in via dei Serragli e via Romana.
Troppo smog e rumore, oltre alle continue lesioni – denunciano i cittadini – alle abitazioni a causa dei continuo passaggio di mezzi pesanti, macchie e motorini. Ma soprattutto, troppo pericolosi quegli autobus che da borgo san Frediano per svoltare su via dei Serragli sono costretti a salire con le ruote sul marciapiede. Per dimostrarlo residenti e membri del comitato OltrarnoFuturo hanno sostato proprio sui due marciapiedi a ridosso dell’incrocio, impedendo di fatto ai bussini di svoltare. Con inevitabili conseguenze sul traffico, a singhiozzo fino alle 18 anche a causa del continuo attraversamento della strada da parte dei manifestanti. Sono diverse però le richieste: oltre allo stop agli autobus pesanti (a favore dei soli bussini provenienti però da lungarno Guicciardini e ponte alla Carraia), i residenti chiedono la Ztl h 24, l’installazione di una centralina di rilevazione delle polveri sottili ed una nuova porta telematica in piazza Nazario Sauro.

Comunicato stampa Il Pianeta-“Basta piste e smog: facciamo le strade ciclabili che non costano niente e si respira meglio‏!”

Comunicato stampa de
Il Pianeta – Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute, del Patrimonio Storico e Paesaggistico.

Rignano sull’Arno (Firenze)

Lettera aperta al Sindaco Renzi ma non solo…
Perché cerco di evitare le piste ciclabili….
(Noi ciclisti come le cozze….)

Gent.mi Sindaco, Amministratori Regionali e Provinciali,
sono un cittadino che per lavoro quasi tutti i giorni attraversa la città di Firenze in bicicletta, dalla zona Sud-Est (dal capolinea del 23B, zona Rovezzano per intendersi) a Rifredi.
Pertanto credo di essere adeguatamente motivato e di aver diritti acquisiti sul campo per esporre quanto segue.
Naturalmente i contenuti sono a Voi rivolti in quanto attualmente in carica ma seguono molti altri interventi precedenti rivolti ad altri amministratori sullo stesso tema. Le critiche, le osservazioni e le proposte sono datate, gli auspici di essere ascoltati si rinnovano.
Ho colto il momento dell’incontro epistolare a seguito della recente diffusione mediatica della recente apertura di un ulteriore tratto di pista ciclabile a Rifredi: ho ascoltato e visto alla tv, con la partecipazione locale in bicicletta del Sindaco di firenze, la presentazione di 1,8 km di pista ciclabile a Rifredi per oltre 140.000 euro, se non erro. Purtroppo è facile accostare tale spesa alla perplessità aggiuntiva odierna in un momento di crisi economica consistente, alla perplessità tradizionale dell’utilità e qualità e funzionalità effettive del sistema ciclabile attuato progressivamente nel tempo con inossidabile volontà nonostante evidenti ed evidenziate incongruità progettuali.
Ma anche in tempi migliori, finanziariamente parlando, a parere del sottoscritto non è mai venuta meno l’opinione (anche contrastante quella di altre associazioni) che sia stato gettato al vento un ingente quantitativo di danaro pubblico in questa direzione.
Ad esempio, tempo fa, durante una riunione presso l’Assessorato all’Ambiente in via Fortini, dove veniva presentato un incremento progettuale di varie tratte di piste per circa 600.000 euro (!) alle associazioni, feci presente all’amministratore di allora le mie perplessità in merito: mi fu risposto che “le fanno così in tutta Europa”. A parte il fatto di dover verificare i singoli contesti per rilevarne le caratteristiche locali e quindi pregi e difetti, il fatto saliente è che (si perdoni il paragone) anche il nazismo e il fascismo hanno avuto largo seguito ma non per questo significa che siano state cose buone, mentre l’insipienza e altre iatture sono condizioni diffuse come la storia ed i relativi eventi mostrano sovente.
Ora, per quanto di seguito elenco (già ampiamente diffuso in passato), indico di essere un ciclista (certamente non solitario) che cerca di evitare le piste ciclabili, salvo il doverle praticare per non incorrere in multe ove l’obbligo sussiste, e così motivo:

  • la loro dislocazione prevalente lungo arterie trafficate espone il ciclista a respirare quanto di peggio per la propria salute, considerando che l’attività fisica aumenta la ventilazione polmonare e che l’uso di mascherine efficaci è reso problematico dalla resistenza al passaggio dell’aria dei filtri, resistenza che aumenta in progressione in base al vapore acqueo della respirazione che le impregna; noi ciclisti, e non solo, diveniamo dei “filtratori” così come le cozze filtrano l’acqua di mare trattenendo le eventuali impurità presenti…
  • le centraline di rilevamento della qualità dell’aria evidenziano situazioni peggiori (ma guarda che sorpresa!) lungo le arterie trafficate; di contro la legislazione espone le persone in generale alla valutazione dei valori di fondo e non solamente di picco che invece, per tutelare la salute di tutti e particolarmente dei più esposti e deboli (bambini eccetera), andrebbe esclusivamente considerata dettando chiari provvedimenti preventivi senza attendere sforamenti e blocchi postumi ovvero tardivi;
  • la dislocazione delle piste sui marciapiedi ha creato quella nefasta promiscuità con pedoni (spesso distratti, al telefono, con le cuffie per la musica, in attesa dei bus) adulti, cani al guinzaglio (spesso estendibile) o meno, bambini (senza guinzaglio), che quotidianamente rende non agevole 8e vicendevolmente pericoloso) il percorrerle dovendo ricorrere con grande frequenza a rallentamenti, frenate, deviazioni, eccetera; chi deve percorrere molti km sa bene cosa significa adoprare malamente un mezzo che si muove con la sola forza fisica e per il quale si dovrebbe avere il privilegio di una buona continuità con il minor numero di interferenze;
  • ma non è solo la promiscuità a rendere discontinuo e faticoso l’uso della bicicletta sulle piste: percorsi tortuosi e ricchi di ostacoli nell’attraversamento delle piazze o agli incroci (con più svolte di 90 gradi per superarlo e riprendere il cammino diritto), l’intersecare con passi carrabili e strade laterali dove chi guida il mezzo a motore memorizza l’arresto solo alla strada su cui si immette senza rammentare che prima ci può essere anche un tracciato ciclabile. E poi ad ogni incrocio la prevalente presenza di profondi fossetti corri acqua o lo scendere e il risalire su marciapiedi dove l’invito “smussato” è più idoneo ad una montain bike che ad una bici normale: anche tutto questo si traduce in continui rallentamenti e frenate che se si percorresse la strada normale sarebbe molto attenuato;
  • percorrere lunghi tratti inoltre impone comunque il dover abbandonare il sistema ciclabile in quanto un percorso già rilevante, come lunghezza di linea retta tra la partenza e l’arrivo, viene amplificato notevolmente se si dovesse seguire la viabilità ciclabile;
  • l’autunno porta, in alcuni tratti abbastanza lunghi coesistenti con le alberature (da difendere assolutamente e incrementare!), una buona copertura di foglie che diminuiscono l’aderenza in situazione normale: avete mai provato a frenare o affrontare una deviazione con le foglie bagnate dalla pioggia? Anche le piste devono, in quanto ivi collocate, essere pulite dalle foglie.
  • il sistema ciclabile è percorso in modo modesto dai ciclisti: se vi fosse un uso massivo della bicicletta la contenuta larghezza realizzativa, varie restrizioni locali, le deviazioni accentuate, manifesterebbero problemi di reale sicurezza;
  • quanto è costato alla comunità questo sistema poco igienico e idoneo, sottoutilizzato, forse scaturito da necessità progettuali di relegare i ciclisti in ambiti tali da non infastidire le auto?
  • è certamente costato anche oltre se stesso, togliendo posti parcheggio che hanno reso maggiormente necessari i parcheggi pubblici interrati o meno;
  • costituisce un sistema rigido;
  • la coloritura di fondo costituisce una controindicazione ambientale ed economica che si rinnova.

Arresto qui l’analisi contabile dei difetti per passare a quanto di alternativo proposto e possibile e quindi: economico e flessibile (modificabile), agevole, più salubre.

  • Economico: un sistema che impieghi alcune strade esistenti realizzando collegamenti privilegiati dedicati alle biciclette con fascia oraria come una ztl; impone solo una cartellistica specifica; è un sistema modificabile; dove è necessario è possibile permettere l’ingresso ai residenti con limitazioni al parcheggio;
  • agevole: percorrere strade dotando il sistema di precedenze compatibili rende agevole l’uso della bicicletta;
  • più salubre: muoversi ove non vi è diretto scorrimento veicolare attenua le emissioni locali e gli effetti conseguenti compreso il rumore; crea arterie vivibili anche per pedoni e residenti; può essere pregevole anche in strade commerciali; toglie spazio fisico allo scorrimento veicolare.

Perché non realizzare, di prova, alcuni attraversamenti totali (più o meno secondo i punti cardinali) della città integrandoli al centro città con la ztl esistente o zona blu?
Per quanto elencato più sopra, nella attuale situazione, mi sono studiato un percorso che corrisponde al male minore: il tragitto più breve e meno inquinato direttamente, ovvero meno trafficato, per quanto mi è stato possibile.
Forse le piste saranno apprezzate da coloro che fanno pochi km e da coloro che ignorano i problemi della salute, come mi è capitato trovare anche ad alcuni convegni, e che non valutano minimamente cosa respirano (al pari di coloro che fanno running nelle medesime condizioni invece che andarsene in campagna).
Io auspico, in qualche amministratore di “rottura” che è riuscito a chiudere delle piazze storiche e anche a rivoluzionare i sensi di percorrenza in molte strade adiacenti, che si rottamino tutte le vecchie idee comprese anche le spese eccessive per un ritorno assente o limitato (nel nostro caso specifico), i risanamenti salubri tardivi e ammaestrati da una legislazione (che ha mostrato di retrocedere parzialmente sulla necessità invece di operare più risolutamente) o troppo lontani nel tempo futuro per le esigenze urgenti e ataviche.
A volte l’”uovo di Colombo” esiste davvero.
Dimenticavo: un sistema ciclabile può anche permettere il migliore scorrimento ad ambulanze o altri mezzi di emergenza pubblica, all’occorrenza, oggi spesso ostacolati nel traffico cittadino: ci sono stato su un’ambulanza mentre accompagnavo un parente da Ponte a Niccheri a Careggi e sorreggevo la sacca della flebo. Non è stato piacevole nell’ora di punta.

Sentiti ringraziamenti per l’attenzione.
Leonardo Mastragostino

Sabato 17 dicembre TGR Ambiente Italia “Coperti di smog”

Smog e blocchi del traffico nella puntata della trasmissione “Ambiente Italia”, sabato su Rai3 dalle 12.55 alle 13.55, con un servizio anche da Firenze e battute anche della rete No Smog sulle centraline di Boboli-Bassi e sulla “rottamazione” dei blocchi antismog.

Un blocco del traffico per provare a “respirare”. Ma, come sempre, le polemiche non mancano. Esiste una ricetta per rendere migliore l’aria? Partendo dai due giorni di blocco del traffico a Milano, se lo chiede “Ambiente Italia”, il settimanale della Tgr curato da Carlo Cerrato e Beppe Rovera, in onda sabato 17 dicembre alle 12.55 su Rai3.
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Clicca qui per vedere la puntata.
(La parte relativa allo smog di Firenze va dal minuto 34.14 a 39)

Terrazza sul Duomo, una nube su Firenze

Fonte: Corriere della Sera, 21.11.2011
Di: Marco Gasperetti

Il progetto fa discutere il rendering presentato dalla Rinasente sul modello
di Milano. 
Terrazza sul Duomo, una nube su Firenze.
No degli ambientalisti. Comune e Sovrintendenza: sì se la «tagliano»

L’ultima provocazione architettonica ha un nome da sognatori: nuvola. Ed è un’imponente terrazza bianca sospesa e sfalsata sul tetto di Palazzo del Trianon, sede della Rinascente. A vederla in computer grafica stagliarsi sul cielo azzurro appena velato di un’improbabile Firenze regala pure qualche suggestione. Il problema è che la «nuvola di cemento» dovrebbe sorgere nel centro storico a pochi passi dalla cupola del Brunelleschi e da Palazzo Vecchio. E di fronte a quella Piazza della Repubblica «risanata» a fine Ottocento con un intervento urbanistico demolitore che ancora oggi continua a dividere la città. La terrazza-nuvola è per ora solo un’idea e fa parte dell’annunciato restyling della sede fiorentina dei grandi magazzini. Eppure sono bastati poche immagini virtuali della «nuvola» per far piovere polemiche. Anche perché l’idea non è solo accademica ma i soldi (circa 12 milioni, tutti privati) per far partire i lavori ci sono. «Non è un progetto esecutivo – si è affrettato a spiegare Alberto Baldan, direttore generale di Rinascente – solo un concept. Ne discuteremo con l’amministrazione, la sovrintendenza e naturalmente i cittadini». Detto e fatto. La discussione è iniziata con assoluzioni, condanne e qualche giudizio in sospeso. Come quello del vice sindaco di Firenze, Dario Nardella: «Il progetto di una terrazza così impattante mi sembra difficile da realizzare. Però il Comune non dice no a priori a un intervento di modernità. Potrebbe essere un’opportunità e ci sono progetti simili sempre della Rinascente a Milano, vicino al Duomo, e a Venezia, accanto al Ponte di Rialto». Secondo le prime idee, realizzate da Claudio Silvestrin e Giuliana Salmaso, sulla «nuvola» dovrebbe nascere un ristorante e un piccolo centro artigianale. Non solo. Il progetto preliminare prevede una terrazza bis adiacente alla prima, una sorta di agorà pensile con vista da destinare alle iniziative di Comune e cittadini. La soprintendente al Polo museale, Cristina Acidini, per ora non si sbilancia. «Certo, l’impatto è molto forte, la terrazza impegnativa – dice – anche se non esiste una preclusione a priori a misurarsi con la modernità. Interventi stratificati nel tempo possono coesistere ma nell’armonia e nel miglioramento dell’esistente. Tutto, ovviamente, va valutato dagli organi di controllo». Un no radicale arriva da Italia Nostra. «La terrazza-nuvola? Una follia assoluta – dice Maria Rita Signorini, fiorentina e consigliere nazionale dell’associazione -. A Firenze il Comune ci ha promesso un piano strutturale a volumi zero e ogni giorno nascono idee di nuove colate di cemento e oltretutto all’interno di uno scrigno come è il centro fiorentino». Infuriati gli ambientalisti. Fabio Roggiolani ecologista di Sel. «L’Amministrazione vieta di istallare nel centro anche un piccolo pannello fotovoltaico e poi strizza l’occhio alla super terrazza. È la politica della forza con i deboli e della debolezza con i forti». Marco Gasperetti mgasperetti@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** I precedenti Il caso di Milano Con vista sulle guglie del Duomo, la Rinascente di Milano ha allestito un’ampia zona «food e restaurant» nella terrazza al settimo piano (foto sopra) L’ipotesi a Venezia Un progetto simile è stato presentato nel 2010 a Venezia, per il restauro del Fondaco dei Tedeschi, vicino al ponte di Rialto, sul Canal Grande: la famiglia Benetton, proprietaria, dovrebbe darlo in gestione alla Rinascente

 

PM10, dopo gli sforamenti chiesti 4 giorni di blocco ''Intervenga la Regione''

Fonte: Nove da Firenze
La Rete No Smog sollecita i Comuni per l'applicazione immediata del provvedimento. "E per chi non blocca il traffico poteri sostitutivi dalla Regione!" 
"Dopo quattro giorni consecutivi di sforamento del Pm10 nelle centraline di fondo dell'area fiorentina devono scattare da domani i quattro giorni di blocco del traffico sull'intera area fiorentina, così come deciso in febbraio dall'accordo fra i Comuni e la Provincia. E se il Pm10 non diminuisce, si deve continuare, come previsto dall'accordo, con altri quattro giorni di blocco". E' questa la richiesta che viene avanzata ai sindaci e alla Provincia dalla Rete No Smog Firenze, alla quale aderiscono Città Ciclabile, Fare Verde, FirenzeinBici, Italia Nostra, Medici per l'Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze e Terra!. 
"Il PM10 è alle stelle, anche alla centralina di Boboli, che si trova ben lontana dal traffico e quindi testimonia ancor più della gravità della situazione attuale – affermano le associazioni -per cercare di ridurne i picchi, particolarmente nocivi per la salute di tutti (come tanti medici hanno fatto presente in varie occasioni), servono subito i blocchi del traffico a livello di area metropolitana, con la novità del blocco delle auto diesel euro 3, immatricolate fino al 2005 e ancora molto diffuse a Firenze e provincia". 
Secondo la Rete No Smog i blocchi antismog sarebbero più efficaci senza la finestra oraria dell'ora di pranzo, se fossero estesi ad altri veicoli diesel inquinanti, come le auto euro 4 e i veicoli merci euro 2 e 3, e se collegati a controlli veramente severi da parte della Polizia Municipale: "se non ci sono controlli – sostengono gli ambientalisti – i blocchi sarebbero una farsa!". 
Secondo la Rete No Smog devono attuare i blocchi tutti i Comuni dell'area fiorentina. "E ai Comuni che non emettono subito l'ordinanza del blocco – concludono le associazioni – subentri la Regione Toscana con i poteri sostitutivi previsti dalla normativa". 
La Rete ricorda che va anche affrontato il problema del dilagare delle porte dei negozi lasciate spalancate, col riscaldamento al massimo all'interno, e della temperatura eccessivamente alta in tante scuole ed uffici pubblici: "che senso ha chiedere ai cittadini di ridurre la temperatura nelle proprie case se si continua a non far nulla per diminuire lo smog causato da tutto questo spreco?"

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