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Italia Nostra: via libera all’adozione dei piani paesaggistici. Il CGA accoglie il nostro ricorso

Con la sentenza di merito, depositata giovedì 27 settembre 2012, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana pronuncia la parola fine in ordine alla lunga controversia circa l’assoggettabilità, o meno, dei piani paesaggistici alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Il pronunciamento ha per oggetto il Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa, ma costituisce un precedente importante per i piani che in seguito verranno adottati nella altre province siciliane.
La sentenza del massimo organo di giurisdizione amministrativa della Sicilia ribalta l’ordinanza cautelare con la quale, in un primo momento, il TAR di Ragusa aveva accolto i ricorsi della Provincia di Ragusa e di alcuni comuni della stessa, bloccando l’efficacia del piano adottato in assenza della richiamata procedura di incidenza ambientale. Avverso il provvedimento avevano presentato ricorso Italia Nostra e Legambiente Sicilia, l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali della Provincia di Ragusa che, mediante appello al CGA, sempre in sede cautelare, erano riusciti a bloccarne gli effetti, ridando efficacia alle misure di salvaguardia entrate in vigore con l’adozione dello strumento di pianificazione.
La decisione di merito del CGA è ora definitiva: i piani paesaggistici non sono strumenti urbanistici, cioè non dettano norme dirette di gestione territoriale e quindi non devono essere sottoposti a VAS. “Un piano privo di tal contenuto – precisa il Collegio – non è assoggettato a VAS, perché non determina alcun impatto sull’ ambiente”. Secondo il CGA il piano paesaggistico impone usi coerenti con lo sviluppo sostenibile e quindi persegue lo stesso scopo cui risponde la VAS. Scrive il CGA che “Il piano paesistico, pur senza dubbio essendo uno strumento di programmazione, non soggiace a VAS, non perché sia, o non, fuori dal campo di applicazione della relativa disciplina, ma solo perché esso fissa il parametro di validità e di validazione di tutti i piani e programmi che devono esser sottoposti alla VAS stessa, essendo a loro volta obbligati dalla legge a proporre soluzioni di sviluppo sostenibile a salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale”.
Dalla sentenza, inoltre, si ricavano utili indicazioni circa la natura giuridica dei piani paesaggistici e delle prescrizioni in essi contenute, che sbarrano la strada a interpretazioni poco ortodosse e pericolose degli stessi. Il CGA dice chiaramente che essi “adempiono un ruolo autonomo d’individuazione dei beni stessi, sì da poter direttamente qualificare come beni paesaggistici aree ulteriori rispetto a quelle dichiarate tali in via amministrativa, o ex lege, purché con un valore specifico da tutelare”. Un altro punto decisivo su cui insiste il CGA, rilevante per l’immediata applicazione delle prescrizioni contenute nei piani, è quello per cui hanno carattere cogente e sovraordinato rispetto agli altri strumenti di pianificazione e da queste non sono derogabili.
Adesso, ci auguriamo vivamente che l’iter del Piano paesaggistico di Ragusa, analogamente agli altri piani paesaggistici siciliani, esaurita la complessa fase della presentazione e della valutazione delle osservazioni, proceda speditamente verso la definitiva approvazione. Nell’Isola, dopo decenni di incuria, omissioni, crimini, dopo decenni di aggressione al territorio e al patrimonio storico-artistico e culturale, finalmente si potrà voltare pagina, ridefinendo un modello di sviluppo che deve trovare fondamento nei valori di un nuovo umanesimo.

Leandro Janni – Italia Nostra – Onlus

Lo scriteriato ascensore di Sutera

Noi di Italia Nostra siamo sempre stati contrari alla realizzazione dell’ascensore meccanico con foglia, realizzato su Monte San Paolino, a Sutera, sia per motivi di sicurezza sia per motivi legati alla salvaguardia paesaggistica e simbolica dei luoghi. Scriteriata, sbagliata, a nostro parere, l’autorizzazione concessa dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta. Alla luce di quanto successo, (diversi pannelli di rame, utilizzati a rivestimento dell’ascensore panoramico per il monte San Paolino, sono stati divelti e scaraventati dalla furia del vento negli orti distanti anche centinaia di metri; altri pannelli restano a rischio; un tratto della via Carmine è stato chiuso ieri mattina a scopo precauzionale con ordinanza sindacale; per non dire dei timori dei residenti nei pressi dell’ascensore) condividiamo le parole del leader di minoranza e già sindaco di Sutera, avv. Marco Carruba, che nei giorni scorsi ha affermato: “Chiederò al sindaco Difrancesco di promuovere un’azione penale in danno della Sovrintendenza, sia perché ha fatto lievitare i costi sia perché ha stravolto un progetto esecutivo già cantierabile e posto in gara, per sostituirlo con questa nuova copertura in rame che si è visto la fine che ha fatto. Il vento di stanotte in pratica – ha aggiunto il dott. Carruba – ha divelto almeno un quinto dei pannelli in rame che costituiscono la cosiddetta agave, secondo la definizione di chi la inventò per coprire gli obbrobri dell’impatto ambientale dell’ascensore. La definizione esatta la ricordo ancora perché a quei tempi ero sindaco: un’agave all’interno della quale scorreva come una goccia l’ascensore. E dire – continua – che i lavori per l’ascensore li avevo già appaltati.

Erano addirittura due ascensori e non uno come l’attuale, per altro di modeste dimensioni. Voglio vedere se mai sarà messo in funzione, quante volte dovrà fare su e giù per trasportare tutti gli invitati, se ad esempio sul monte San Paolino si celebra un matrimonio. In un minuto e 12 secondi i miei ascensori portavano 22 persone, adesso ne possono essere trasportati 7 alla volta. All’epoca, e siamo nel 2003, richiamando una nuova sensibilità ambientale, fu stravolto il progetto e realizzarono il nuovo ascensore. Stanotte una ventina di pannelli sono volati via ma tutti gli altri sono pregiudicati perché le trattenute sono danneggiate, e la gente ha avuto molta paura a seguito dell’effetto vela che faceva oscillare l’ascensore. Per altro ci sono voluti altri 430.000 euro rispetto al progetto iniziale, da qui la nostra richiesta al sindaco di promuovere un’azione contro la Sovrintendenza”.

Cos’altro dire? Non possiamo illuderci che lo sviluppo dei nostri territori si possa attivare, incrementare attraverso progetti di questo tipo.

Leandro Janni – Consigliere nazionale di Italia Nostra

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