Archivi tag: sottopasso

Firenze: tramvia, ponte sul Mugnone, tunnel Tav. Tutti i nodi di un quartiere sul piede di guerra

Fonte: Firenze Post, 20/12/2014
Di: Paolo Padoin

Assemblea aperta alla Parrocchia della Tosse

I cittadini, quando non riescono a far valere le loro ragioni nei confronti delle Autorità su temi d’interesse generale, si riuniscono in Comitati per far pesare di più la loro voce. Succede così, e da tempo, anche a Firenze. In molte zone della città nascono associazioni che si battono per la tutela del verde, per la sicurezza, per il decoro della zona e della città.
Problemi – Tutti sono al corrente, grosso modo, dei principali problemi di Firenze, soprattutto in tema di rischio idraulico e di mobilità. A questi, proprio in questi giorni, si è aggiunto il rischio terremoto. Firenzepost  si sta occupando da tempo di questi argomenti, fornendo ci cittadini informazioni sui pericoli che corrono (abbiamo pubblicato anche la scheda di comportamento per il terremoto). Pochi, in particolare, conoscono i rischi idraulici di tre opere a elevato impatto urbanistico e ambientale e per giunta costosissime: nuovo ponte sul Mugnone, sottopasso ferroviario Crispi-Paoletti e tunnel Milton- Strozzi. Come è poco noto quale sarà la viabilità definitiva del quartiere Romito/Vittoria.
Assemblea – Per una più approfondita disamina di tutte queste tematiche si è tenuta, nella Sala parrocchiale di Madonna della Tosse, la prima di una lunga serie di serate aperte a tutti i cittadini e a tutti i partiti politici. La sala parrocchiale era piena di gente interessata a conoscere meglio queste vicende. La serata è stata organizzata dall’Associazione Piazza della Vittoria, con la partecipazione del Coordinamento 20 gennaio: Associazione Linea Tre, Associazione Firenze c’è. Comitato Ponte Rosso; NOTunnelTav; Comitati Cittadini Area Fiorentina, Comitato di Novoli, Italia Nostra Onlus; Comitato ex Panificio Militare e altre associazioni di cittadini.
Per chiarire questi aspetti, oltre ad altri esperti, è intervenuto Ignazio Becchi, professore emerito di Costruzioni idrauliche dell’Università di Firenze, che nel 1986 curò, insieme al sottoscritto, il primo piano di protezione civile per il rischio di esondazione dell’Arno a Firenze.
Mugnone – Ha aperto l’incontro un’interessante ricostruzione della storia del Mugnone: Deanna Sardi ha spiegato come il corso del torrente sia stato modificato più volte secondo le esigenze dello sviluppo urbanistico di Firenze. Il Presidente del Comitato Piazza della Vittoria, Vincenzo Ramalli, ha illustrato, con l’ausilio di foto e di un filmato, i danni arrecati alla zona Romito-Vittoria dall’ultima disastrosa alluvione del 1992. E ha illustrato l’azione svolta dai Comitati che si battono contro la tramvia e il ponte sul Mugnone. A tal proposito ha informato che una delegazione – dopo aver cercato un dialogo, risultato infruttuoso, col Comune di Firenze – ha presentato un esposto denuncia, sottoscritto da sette rappresentanti, alla procura della Repubblica di Firenze in merito alla costruzione del nuovo ponte sul Mugnone, allegando una relazione tecnica redatta dal prof. Ignazio Becchi.
Becchi – Infatti a giudizio del professore, uno dei massimi esperti in materia, la progettazione e costruzione del ponte sarebbe stata realizzata in spregio alla normativa idraulica, il cui rispetto, com’ è ovvio, è essenziale per ogni opera pubblica. In particolare è stato ricordato che l’altezza del ponte sul livello del torrente è uguale a quella della passerella pedonale abbattuta, che nel 1992 fece da diga per le acque. Le norme prevedono che il livello del ponte debba essere pari alla piena statisticamente prevedibile ogni 200 anni; nella fattispecie siamo al di sotto di almeno un metro e mezzo. Inoltre non è stata redatta la relazione relativa al rischio idraulico, in considerazione del fatto che, esistendo già una passerella pedonale, il ponte è stato costruito allo stesso livello e quindi sarebbe in regola. La circostanza che in passato, nel 1959 e nel 1992, si siano verificate alluvioni non sarebbe dunque rilevante. Il manufatto, secondo i progetti, dovrebbe essere eliminato dopo 4 anni, al termine dei lavori del ponte allo Statuto, ma è forte il sospetto che sia destinato a rimanere come arteria di traffico alternativa a quella del ponte allo Statuto, occupato in buona parte dalla sede della tramvia.
Comitati – Sono seguiti interventi di cittadini e dei rappresentanti di altri comitati, l’Associazione Idra, il Comitato No tunnel Tav, il Coordinamento 20 gennaio ecc.  Tutti sono stati  molto critici nei confronti delle Autorità, e in particolare del Comune, spesso più attento alle esigenze delle imprese che a quelle dei cittadini. L’unica speranza è riposta nell’intervento della Magistratura che, in presenza di violazioni di rilevanza penale, potrebbe bloccare le opere non corredate da relazioni e adempimenti di legge. Com’ è successo per i lavori del sottoattraversamento ferroviario, per i quali però il rappresentante del Comitato No tunnel Tav, Tiziano Cardosi, ha denunciato un aumento di costi anche in assenza di attività di cantiere. Ha portato la sua solidarietà la consigliera comunale del movimento 5S Miriam Amato.
I partecipanti si sono dati appuntamento a una prossima serata e hanno deciso di sostenere con fermezza le proprie ragioni. Alle quali Firenzepost darà voce.
P.S.  Il ponte sul mugnone sarà aperto fra Natale e Capodanno.
Link: ponte

Annunci

Sottopasso, ipotesi truffa indagato l’ingegnere comunale

Fonte: La Repubblica – Firenze, 27/2/2008
Di: Franca Selvatici

Sottopasso, ipotesi truffa indagato l’ingegnere comunale
Avviso di proroga indagini anche per Di Nardo, presidente di Firenze Mobilità 
Di Benedetto era il responsabile per Palazzo Vecchio di tutte le opere del project 

L’inchiesta sulle opere realizzate in project financing arriva in Palazzo Vecchio. Ieri un avviso di proroga delle indagini è stato consegnato all’ingegner Gaetano Di Benedetto, a suo tempo responsabile unico del procedimento (rup) di tutte le opere del project per conto del Comune di Firenze, ora dirigente dell’urbanistica. Lunedì un analogo avviso era arrivato all’ingegner Vincenzo Di Nardo, presidente di Firenze Mobilità (la società che sta realizzando il project), nonché amministratore delegato della Baldassini Tognozzi Pontello. I pm Giulio Monferini e Gianni Tei ipotizzano il reato di truffa aggravata ai danni del Comune in relazione ai lavori di costruzione del sottopasso di viale Strozzi. Ci sono altri due indagati. Sono Carlo Formigli e Mario Pasquini di Project Costruzioni, la società costituita da una serie di imprese (fra cui spicca la Baldassini Tognozzi Pontello con il 48,3% delle quote), che a sua volta detiene la maggioranza delle azioni (il 43,7%) di Firenze Mobilità. Project Costruzioni ha costruito le opere del project: oltre al sottopasso di viale Strozzi, i parcheggi di piazza Caduti dei Lager (alla Fortezza), di piazza Beccaria e di piazza Alberti.
Gaetano Di Benedetto, che ha nominato suo difensore l’avvocato Antonio D’Avirro, e gli altri tre indagati, che saranno assistiti dagli avvocati Alessandro Traversi e Sara Gennai, devono nominare un proprio consulente, poiché il 4 marzo la procura disporrà un accertamento tecnico per verificare la congruità delle spese sostenute per il sottopasso di viale Strozzi. I magistrati vogliono capire i motivi della lievitazione dei prezzi dell’opera, passata da una iniziale previsione di 5 milioni di euro a un conto finale di 8 milioni.
Sui lavori ha indagato il gruppo della Guardia di Finanza che opera con la procura della Corte dei Conti, per individuare eventuali danni erariali. Secondo i finanzieri, dall’esame delle fatture emergono cospicue disparità fra i costi per i materiali sostenuti dalla Project Costruzioni e quelli fatti pagare al Comune. La ditta fornitrice dei materiali avrebbe fatturato meno, il Comune avrebbe pagato di più: ciò sia per le lastre di pietra con le quali sono state coperte le pareti del sottopasso, sia per i cubetti di porfido della pavimentazione della piazza soprastante, sia per le travi che sostengono il sottopasso. I finanzieri hanno trovato un grande disordine della contabilità. Disordine che si è tradotto, secondo le ipotesi di accusa, in una ingiustificata lievitazione dei costi. Ieri in giunta la questione è stata discussa. La convinzione è che gli atti della amministrazione siano stati corretti. Il problema, sempre più pressante, è quello dei rapporti con i privati del project.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: