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Approvato il PIT: comunicato stampa di Italia Nostra

Comunicato stampa di Italia Nostra

Esprimiamo solidarietà all’assessore Marson per la condizione di estremo stress in cui ha dovuto operare, ci congratuliamo con lei per aver condotto in porto il Piano Paesaggistico e siamo contenti che sia stato alla fine approvato. Il rischio che venisse rimandato era effettivo dato che venerdì sera il Consiglio Regionale ha concluso alle ore 21: ed era il penultimo giorno di legislatura.
Italia Nostra ha senza dubbio avuto un ruolo fondamentale di traino del mondo ambientalista e culturale con le innumerevoli azioni svolte a sostegno del lavoro dell’assessore e del suo staff. Abbiamo raggiunto, rispetto al Piano pesantemente emendato dalla stessa maggioranza di governo della Toscana (che l’avrebbe distrutto e svuotato dai contenuti) risultati positivi, riguardo all’agricoltura, alla tutela dei centri storici e delle coste, grazie anche all’azione del Mibact.
Restano criticità sulle Apuane, ma l’introduzione di una commissione di controllo regionale sulle quantità di prelievo del marmo e sulle sue modalità ci danno qualche garanzia in più rispetto a quanto fatto finora.
In ogni caso vigileremo perchè il Piano Paesaggistico sia davvero cogente.
Mariarita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra nazionale e vicepresidente di Firenze

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Piano Paesaggistico della Toscana: senza tutele la Toscana non sarà più la stessa

Fonte: Italia Nostra Onlus

Dichiarazione di Marco Parini, Presidente Nazionale di Italia Nostra

«Giorno dopo giorno, assistiamo increduli a un inarrestabile stravolgimento del Piano d’indirizzo territoriale con valenza di Piano Paesaggistico della Toscana, svuotato dai propri contenuti originari che ne facevano un testo modello per il Paese e il primo caso di piano co-pianificato col MiBACT. Un iter che ci preoccupa molto perché in ballo c’è la salvaguardia di un territorio quanto mai prezioso e dunque da tutelare rispetto agli appetiti di chi, questo territorio, vuole cannibalizzarlo e sfruttarlo fino all’inverosimile.
È di oggi la notizia dell’approvazione in commissione urbanistica e ambiente di un emendamento che consente nuovi interventi, ampliamenti e cambio di destinazioni d’uso, a soli 300 metri dalla battigia, una sorta di via libera alla cementificazione di dune, coste e arenili. È dei giorni scorsi la notizia di concessioni a vantaggio delle attività estrattive di Lunigiana, Versilia e Garfagnana in cui le cave diventano componenti peculiari del territorio a ulteriore danno delle Alpi Apuane, per le quali erano state avanzate tutele maggiori, concessioni per nuovo consumo di suolo, cedimenti rispetto alla difesa di centri storici e beni architettonici.
Italia Nostra si chiede con quale coraggio, a fronte di un territorio sempre fragile e instabile, i gruppi politici che stanno guidando questa crociata contro il territorio, contro le bellezze del paesaggio e contro la sopravvivenza dell’ambiente, pensino di non erodere i bene comuni. Noi continuiamo a credere che l’unico obiettivo perseguito sia quello del profitto e del consenso immediato e la Toscana, per loro grave colpa, non sarà più la stessa».

Rassegna stampa

Fonte: La Repubblica, 13/03/2015

Piano e spiagge la protesta di Italia Nostra

Scempio delle dune toscane. Italia Nostra tuona contro l’emendarnento approvato ieri dalla commissione urbanistica del consiglio regionale che regola gli interventi edilizi sulle spiagge. Nessuna costruzione permanente è permessa sugli arenili mentre a 300 metri dalla battigia sono consentiti ampliamenti di alberghi e altre strutture ricettive. Una regola a cui si era detta contraria lo stesso assessore Anna Marson. Dopo la sottosegretaria ai Beni culturali Borletti Buitoni ieri anche Marco Panni, presidente di Italia Nostra, prende le distanze dalla versione “riveduta e corretta” dal Pd del testo originario.
Giorno dopo giorno», dice, «assistiamo increduli a un inarrestabile stravolgimento del Piano, svuotato dai propri contenuti originari che ne facevano un testo modello per il paese. Di fatto si dà il via libera alla cementificazione delle coste>’. Il firmatario dell’emendarnento Matteo Tortolini, del Pd, sostiene invece che «nessun intervento sia autorizzato su dune, foreste e sistemi ambientali sensibili’>.
Lunedì la maggioranza con Rossi esarninerà l’intero Piano prima del voto finale.

Fonte: Il Tirreno, 13/03/2015
Di: Ilaria Bonuccelli

Cemento in spiaggia alberghi e bagni possono ampliarsiì
In Regione si discute delle regole. Dalla Versilia all’Argentario un unico vincolo: basta che si continui a vedere il mare

Dalla Versilia all’Argentario, la parola d’ordine è la stessa: gli alberghi si possono ampliare. Gli edifici “diroccati” possono cambiare destinazione d’uso, gli stabilimenti balneari, i ristoranti e le strutture di servizio possono essere anche demolite e ricostruite. Sul mare sono ammessi nuovi interventi, a patto che siano «coerenti con il contesto paesaggistico, con la rimovibilità dell’installazione e il mantenimento dei varchi e visuali da e verso il mare».
Nuovi contrasti
Scoppia un’ altra baruffa in commissione Ambiente e Territorio. Mentre il governatore Enrico Rossi ordina al Pd di non cementificare la costa, il partito presenta un (altro) emendamento «già protocollato il 4 marzo» per consentire di «migliorare le strutture turistiche del litorale toscano», dicono i consiglieri Matteo Tortolini e Ardelio Pellegrinotti. Nessuna disobbedienza alla linea dettata dal Rossi, dunque. Solo un lavoro per non ingessare la costa. Guai  però, a parlare di «cemento sul mare o sulle dune: tutte falsità», tuonano i due consiglieri. Ricordando che entro 300 metri dalla linea di costa, anche per i vincoli della legge Galasso, non si può intervenire. A meno che la Sovrintendenza non autorizzi. O che gli edifici già non esistano e che, quindi, si possano ampliare, modificare, recuperare. E anche cambiare di destinazione d’uso «sempre che gli strumenti urbanistici dei Comuni lo consentano».
I Comuni pro ampliamenti
I Comuni contrari non lo sono di certo. Proprio ieri, i sindaci della Val di Cornia, si sono schierati con Tortolini. Il quale, con Pellegrinotti, fa approvare in commissione questo emendamento per tutta la costa toscana (eccetto il Parco dell’Uccellina): «Ferma rimanendo la possibilità di interventi di adeguamento funzionale delle strutture esistenti, sono consentiti ampliamenti, adeguamenti, compresi interventi di recupero con cambio di destinazione d’uso previsti dagli strumenti urbanistici dei comuni e comunque finalizzati al potenziamento delle attività turistiche e ricreative esistenti attraverso il miglioramento della compatibilità paesaggistica delle stesse anche attraverso la riqualificazione sostituzione o rimozione degli elementi incongrui».
Basta continuare a vedere il mare
Per la spiaggia, il Pd prevede di «limitare la realizzazione di strutture e manufatti legati al turismo balneare consentendo nuovi interventi eventuali solo con progettazioni coerenti con il contesto paesaggistico, la rimovibilità dell’installazione e il mantenimento dei varchi e visuali da e verso il mare». Questo sarebbe il punto di incontro concordato in mattinata con il governatore Rossi e con l’assessore all’urbanistica Anna Marson. Che, però, alla fine della commissione non sembrava contenta delle modifiche apportate al suo (ex) piano del paesaggio.
L ‘attacco di Italia Nostra
Di sicuro non lo è Italia Nostra: «Giorno dopo giorno – dice il presidente Marco Parini – assistiamo increduli a un inarrestabile stravolgimento del piano paesaggistico della Toscana, svuotato dai propri contenuti originari che ne facevano un testo modello per l’Italia e il primo caso di piano copianificato con il ministero dei Beni culturali. La notizia dell’approvazione in commissione di un emendamento che consente nuovi interventi, ampliamenti e cambio di destinazioni d’uso, a soli 300 metri dalla battigia, è una sorta di via libera alla cementificazione di dune, coste e arenili».
Nuovi parcheggi
Tortolini si ribella. «Non è cementificare la spiaggia consentire a un campeggio di ingrandirsi o a un villaggio turistico di realizzare un ristorante, una reception per i clienti» . Non è lo è neppure – aggiunge Pellegrinotti – «realizzare un nuovo parcheggio se non si impermeabilizza in modo permanente il suolo. Abbiamo previsto pure la possibilità di ampliare parcheggi in cemento o mattonelle autobloccanti solo fino a un massimo del 5%% della loro superficie». Riguardo ai campeggi e agli alberghi Pellegrinotti ritiene «normale che si possano ampliare e adeguarsi». Invece, per Monica Sgherri, capogruppo di Rc in questi interventi votati dal Pd e da Fi di «normale c’ è poco. Infatti in aula proporremo emendamenti per cancellare le possibilità di intervenire in modo così massiccio a ridosso della costa, consentendo perfino cambi di destinazione d’uso».

Cave continua lo scontro

Via libera anche al nuovo parco di Pinocchio
Via libera al nuovo parco tematico dedicato a Pinocchio. Non ci saranno alberghi, ma a Pescia potranno essere realizzati ristoranti, strutture turistiche di servizio: «Non una Disneyland» assicura il sindaco Oreste Giurlani. La scheda d’ambito approvata dalla commissione Territorio «rispecchia le indicazioni del piano del territorio», pur essendo molto diversa da come era stata concepita in origine. L’idea di base è di spostare il parco sul territorio di Pescia, allontanandolo da Capannori (Lucca), includendo il recupero (come in origine) di due vecchie cartiere. «Il piano del paesaggio – precisa Giurlani – non indica dove il parco dovrà essere collocato, ma le condizioni per realizzarlo, possibilmente con capitali privati».
Cancellatala carta dei crinali
La carta dei crinali? Sparita. Cancellata con un emendamento. Tanto – dice il Pd – c’è un’altra mappa allegata che ha funzione analoga, già allegata al piano del paesaggio da luglio, quando il documento è stato adottato. Gli ambientalisti considerano questa scelta un ulteriore attacco alle montagne. In realtà, le questioni davvero delicate – l’attività in aree sottoposte a vincoli estrattivi – si affrontano oggi in commissione Ambiente e territorio . Tre articoli che fanno tremare la maggioranza che sulle cave in vetta non ha trovato l’accordo politico. Spera in una mediazione nell’incontro di lunedì, prima di andare in aula.
Finora è andata male. Ieri il Pd, con Forza Italia, ha introdotto nel piano del paesaggio la possibilità di coltivare le cave a cielo aperto; ha cancellato anche la “valutazione cumulativa degli effetti” dell’attività estrattiva. La richiesta originaria del Pd prevedeva di cassare del tutto la disposizione.
Poi Popolo Toscana ha fatto presente gli effetti devastanti di un’operazione del genere; così il Pd ha proposto di cancellare solo una parte della disposizione. Forza Italia è tornata all’attacco riproponendo un emendamento identico (nella sostanza) a quello del centrosinistra , ma il Pd l’ha respinto, contraddicendo la propria posizione. Alla fine denuncia Nicola Nascosti di Fi: «Ci siamo trovati da soli a difendere l’intero comparto produttivo delle cave. All’inizio anche il Pd voleva “garantire” la prosecuzione della coltivazione delle cave e il corretto sfruttamento della risorsa lapidea. Poi, nell’emendamento ha cambiato questa parola con la parola “regolare”: così ha aperto una fase di incertezza per chi opera sul territorio che non può contare sulla certezza neppure dell’autorizzazione già rilasciata».

Fonte: Rai Radiotre Fahrenheit, 12.03.2015. Clicca qui per ascoltare.

Elbareport, Greenreport.it, Welfarenetwork.it, Gonews riportano il comunicato stampa di Italia Nostra

Il Piano Paesaggistico della Toscana demolito a colpi di emendamenti‏

Firenze, 12/03/2015

“Oggi, in VI commissione del Consiglio regionale, il Pd ha approvato, votandolo, un emendamento alle direttive del Piano Paesaggistico dell’Ass. Marson che consente anche ampliamenti con cambio di destinazione d’uso a 300 metri dalla battigia. Quindi sarebbe il via libera alla cementificazione delle dune, delle coste, degli arenili.” Contrariamente a quanto approvato con le controdeduzioni della Giunta regionale lo scorso anno.
In pratica il Pd toscano fa esattamente quanto ha fatto Forza Italia con Cappellacci in Sardegna stravolgendo il precedente Piano Soru a tutela delle coste!
Non paghi a sufficienza hanno anche sostenuto che: “La tutela dei valori paesaggistici sopra i 1200metri sulle Apuane si fa regolando la prosecuzione delle cave”. Incredibile: si tutela il paesaggio con l’attività di cava!
Ricordiamocelo quando andremo a votare per le regionali!

Spiagge, l’ombra del cemento. I Comuni pronti a costruire

Fonte: La Repubblica
Di: Mario Neri

Spiagge, l’ombra del cemento, i Comuni pronti a costruire
Da Orbetello a Capalbio: sfrutteremo il decreto. Si rischia l’effetto Versilia
su alcuni tratti incontaminati del nostro litorale. Ecco i progetti

Gioielli di sabbia e smeraldo come l’Uccellina a Marina di Grosseto, la Feniglia all’Argentario e la Lecciona a Torre del Lago sono salvi. Lì i vincoli paesaggistici sono insuperabili, le spiagge quasi un tabù. Sul resto però aleggia l’incertezza e lo spettro del cemento. Nel nuovo decreto per lo sviluppo economico varato dal governo, infatti, non c’è solo l’addio alle concessioni demaniali e l’assegnazione ai balneari di diritti di superficie lunghi 90 anni, ma anche la possibilità di realizzare nuove strutture turistiche nei tratti finora rimasti immuni al mattone.
«Il pericolo è che si scateni una corsa alla trasformazione dei litorali lancia l’allarme Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente non vorrei che si cominciasse a costruire bagni in stile Versilia su tutta la costa toscana. Strutture che assomigliano molto a centri benessere e alberghi». Un timore concreto, perché sull’opportunità hanno già messo gli occhi alcuni amministratori toscani. Del resto il gioco vale la candela. In Toscana il Pil derivato dall’economia balneare frutta 6 miliardi all’anno. Di 700 stabilimenti, oltre 400 sono in Versilia. Tutti costruiti su un modello che è fra i più redditizi di Italia. «Abbiamo 37 chilometri di spiagge e almeno il 1520 per cento di esse devono essere riqualificate. Non nego che vorremmo utilizzare il decreto per costruire nuovi stabilimenti», dice Rolando Di Vincenzo, assessore all’urbanistica di Orbetello e candidato alla successione del ministrosindaco Altero Matteoli alle prossime comunali. «La Feniglia non si tocca continua il candidato del centrodestra ma sul resto ci sono previsioni: alla Giannella su 50 ettari di nostra proprietà vorremmo far nascere due bagni. Altri quattro o cinque nel tratto vicino a Talamone e altri ancora lungo le spiagge che da Ansedonia portano a Capalbio». Per il progetto, il Comune aveva già presentato una variante al piano di utilizzo del demanio, ma era in contrasto con il Ptc della provincia di Grosseto. «Ora, con il decreto spiega Di Vincenzo vedremo cosa potremo realizzare, naturalmente nel rispetto delle leggi». Chi inoltre è già titolare di un bagno o di una struttura, chiosco o edificio che sia, potrà anche ampliare i fabbricati. «Io non sono contrario agli ampliamenti conclude Di Vincenzo e comunque i nuovi stabilimenti verranno assegnati con bandi pubblici e rimarranno di proprietà del Comune».
La stessa cosa vorrebbero fare anche a Capalbio. Su 12 chilometri di costa, il comune rivierasco che in estate vanta il pellegrinaggio di politici e vip all’Ultima Spiaggia, per ora conta solo 5 stabilimenti balneari e qualche spiaggia attrezzata. «Il nostro piano regolatore prevede 2 nuovi bagni, ognuno con 250 metri di fronte mare. Ma prima di realizzarli dobbiamo essere sicuri che siano sostenibili e in linea con la legge regionale sul territorio. Prevarrà la tutela del paesaggio», dice il sindaco Luigi Bellumori (Pd). Scampato pericolo a Castiglione della Pescaia, dove la giunta Faenzi (Pdl) aveva inserito nel piano strutturale l’impronta di espansionismo denunciato più volte dagli ambientalisti. Ai 35 stabilimenti e alle 14 spiagge attrezzate già presenti in paese, il sindaco uscente avrebbe voluto aggiungere 8 nuovi bagni e 15 chioschi per il noleggio di sdraio e ombrelloni. L’esclusione dal voto decretata prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato per gli errori nella compilazione delle liste fanno tirare un sospiro di sollievo. «Se vinceremo, Punta Ala, le Rocchette e Riva del Sole saranno salve, le lasceremo incontaminate», dice Daniele Bartoletti, segretario locale del Pd. «Sarebbe stata una follia dice Mariarita Signorini, vice presidente toscano di Italia Nostra ma adesso bisognerà vigilare sui piani del centrodestra a Orbetello».
Nessun altro sembra interessato all’affare. A Grosseto e a Piombino Emilio Bonifazi e Gianni Anselmi confermano che «non ci sono all’orizzonte nuove occupazioni dell’arenile», e lo stesso fa Eleonora Baldi, primo cittadino di Follonica: «Dai noi le spiagge libere rimarranno tali». L’idea di nuovi edifici vista mare per ora non solletica nemmeno la Versilia, dove sindaci e balneari festeggiano piuttosto le misure del governo come un colpo assestato alla direttiva Bolkestein e alla minaccia delle aste pubbliche previste nel 2016. «Siamo soddisfatti dice il sindaco di Viareggio Luca Lunardini il governo ha capito che si trattava di preservare un settore strategico per il turismo. Un ulteriore sviluppo? Non è all’ordine del giorno, e comunque la Lecciona fa parte del parco di Migliarino. Non si può toccare».

Curiosando…il portale sullo stato di salute delle nostre spiagge

Segnaliamo il sito Portale Acque e Salute del Ministero della salute e delle Politiche Sociali dove potrete, tra le altre cose, monitorare quotidianamente lo stato di salute delle spiagge italiane.
Con un semplice click infatti è possibile viaggiare per tutta l’Italia e farsi un’idea di come stato i nostri mari.
Buon tour!!

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