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Statuto, terre inquinate nel cantiere tramvia: “Qui da mesi, ora basta”

Fonte: La Repubblica, 09/09/2015
Di: Gerardo Adinolfi

Quartiere in rivolta per le collinette con rame e piombo. L’assessore promette: “Ultima verifica prima di portarle via”

Il balcone fiorito in via dello Statuto affaccia proprio sul cantiere della linea 3 della tramvia, quella che in futuro collegherà Careggi con la stazione di Firenze Santa Maria Novella. All’interno, dopo le recinzioni, c’è una piccola montagna di terre scavate dalle ruspe, che ora è ricoperta, ma solo in parte, da teli bianchi. Terra che contiene una quantità superiore ai limiti di rame e piombo, con il progetto di bonifica dell’area che è stato già presentato dal Comune e approvato dall’Arpat. «Almeno da giugno – però – quei rifiuti speciali sono ancora fermi nel cantiere – lamentano gli abitanti e i commercianti della zona – ora sono coperti, ma quando in estate c’è stato il temporale l’aria, qui, era diventata tutta marrone».

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Tramvia allo Statuto: ora si prendono le misure alle Ambulanze

Fonte: Nove da Firenze, 13/04/2015

Fanno discutere le parole dell’assessore alla Mobilità che prenderebbe tempo sullo studio dei flussi. Nuovi provvedimenti per i cantieri della Linea 2. I tassisti distribuiscono 15mila mappe stradali su nuova viabilità Vieusseux

Troppi allarmismi senza fondamento, di questo si è parlato nei mesi scorsi quando la Linea 3 era solo un disegno ed i Comitati gridavano per farsi sentire indicando nel transito delle ambulanze verso Careggi un possibile problema di traffico.
“Nessun problema per il transito delle ambulanze in via dello Statuto” una delle tante risposte arrivate da Palazzo Vecchio mentre Razzanelli chiedeva di prendere le misure ai mezzi e la replica non tardava “gli allarmi del consigliere Razzanelli sono senza fondamento”. Con un nulla di fatto terminava la richiesta sullo studio dei flussi, “tutti gli studi sul traffico sono stati fatti” la risposta lapidaria. Tra le ultime dichiarazioni del Comune di Firenze anche l’annuncio che “le ambulanze passeranno sulle rotaie”. Tutti tranquilli dunque?

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Tramvia, viale Milton chiuso per 15 giorni

Fonte: Firenze Today

Si tratta di interventi propedeutici all’attivazione del percorso alternativo
per la direttrice Statuto che scatterà al momento dell’apertura del ponte Bailey

Sabato chiuderà parte di viale Milton. Il divieto di transito scatterà nel tratto via Poliziano-largo Martiri delle Foibe. Il provvedimento è necessario per consentire l’esecuzione di lavori di allaccio di una tubazione del gas collocata proprio all’incrocio tra viale Milton e via Leone X (che sarà chiusa nel tratto via Lorenzo Il Magnifico-viale Milton e che sarà interessata da lavori di rifacimento). Si tratta di interventi propedeutici all’attivazione del percorso alternativo per la direttrice Statuto che scatterà al momento dell’apertura del ponte Bailey e della successiva la chiusura del ponte sul Mugnone.
Per agevolare la circolazione dei veicoli in direzione Fortezza-Statuto in via Lorenzo il Magnifico saranno riorganizzati i parcheggi nel tratto via Poliziano-viale Strozzi: la sosta a lisca di pesce sarà infatti sostituita da quella in linea in modo da garantire due corsie di scorrimento, come già nel primo tratto della strada, e quindi un miglior transito per i veicoli. Viale Milton nel tratti compresi tra via Poliziano e largo Martiri delle Foibe rimarrà accessibile ai residenti con strada senza uscita e a doppio senso di marcia.

Tramvia: ripartono i lavori delle Linee 2 e 3

Condividiamo le preoccupazioni espresse e quindi diffondiamo l’articolo sulle tramvie fiorentine, del Comitato dei cittadini di Area fiorentina

Fonte: Cittadini area fiorentina – Comitati dei cittadini-Firenze

Dopo ripetute inaugurazioni e fallimenti di alcune ditte costruttrici i lavori per le Linee 2 e 3 della tramvia ripartono. Per la Linea 2 si prevedono 850 giorni di lavori a partire dallo scavo della trincea di viale Guidoni. Per la Linea 3 i giorni saranno 1.200, iniziando dal viale Morgagni e dalla zona StrozziStatuto.
La situazione si è rimessa in movimento dalla metà di aprile grazie al finanziamento di Cassa Depositi e PrestitiMPS e Banca IMI del Gruppo Intesa San Paolo. Alla fine la quota di finanziamento pubblico di un’opera che sulla carta dovrebbe costare 680 Mln di euro risulterà compresa tra il 70 e l’80 % senza alcun vero rischio per i privati.
Alla vigilia delle ultime elezioni il Comune, per contrastare la campagna antitramvia dell’esponente del centrodestra Razzanelli, ha reso noto un “rendering” del progetto nel quale gli alberi reimpiantati della zona Statuto non appaiono più in posizione laterale, come previsto inizialmente, ma al centro della carreggiata.
Il risultato però non cambia: le decine di lecci attualmente esistenti verranno quasi tutti abbattuti e sostituiti con un tipo di pioppo che si sviluppa in altezza. Il Comune precisa che il reimpianto avverrà con alberi di 10 anni ma è certo che l’aspetto finale sarà ben diverso da quello attuale, tanto più che le essenze scelte non sono sempreverdi ma a foglie caduche.
Nessun cittadino è mai stato informato di questa come di altre importanti varianti (Rifredi, Valfonda, Belfiore, ecc.) e dei tanti punti critici sugli 11 km delle due linee. Tantomeno, a suo tempo, quel cittadino è stato chiamato a partecipare alla definizione dei tracciati delle tramvie.
A dispetto di ogni sollecitazione democratica il progetto delle Linee 2 e 3 continua a procedere nella massima opacità: restano oscure all’opinione pubblica le conseguenze economiche del contratto di gestione, i costi reali dell’ opera, gli oneri delle varianti e i tempi effettivi di esecuzione di un sistema tranviario deciso 21 anni fa e del quale, nel 2010, era stata realizzata una sola linea.
Nel caso delle Linee 2 e 3 l’amministrazione comunale, che ha sempre invocato il solo mandato elettorale per legittimare questi progetti, lo ha in realtà delegato alla società di project financing, un sistema di finanziamento la cui rigidità rende più complessa ogni correzione del progetto. In questa situazione ogni tipo di partecipazione, di discussione e di controllo pubblico diventa una chimera, rendendo le vivaci proteste dei residenti della zona più che legittime.
Non valgono a disperdere tanta opacità le previsioni del Piano Strutturale o del Regolamento Urbanistico. La fondamentale Linea 2 ad esempio consiste in un sistema articolato di 7 tratte con molte criticità non risolte e con intere porzioni indeterminate.
Delle criticità del progetto di tranvie ricordiamo qui quelle più gravi.

  • Non permette l’accessibilità al centro se non da piazza Stazione, né risolve la storica frattura est-ovest, anzi l’aggrava distruggendo, senza offrire alternative, nodi essenziali della mobilità lungo i viali di circonvallazione.
  • Diventa pertanto incompatibile con i livelli di traffico attuali, sia a regime, sia durante l’apertura dei cantieri, tanto che si rischia la paralisi della città.
  • Da questi errori risulta la mancanza di un adeguato piano dei trasporti e di un piano integrato del traffico e della sosta, sostituiti da misure che sembrano fatte a dispetto dei cittadini.
  • Il cruciale interscambio con la rete ferroviaria è sostanzialmente ignorato: manca a Rifredi, manca a Campo di Marte, manca persino nella futura e deprecabile stazione dell’AV ai Macelli.
  • Rende inaccessibile ai bus e alle auto la stazione di S. M. Novella e il grande parcheggio sotterraneo.
  • Porterà a compimento la trasformazione, già iniziata, dei viali in tangenziale, con tanto di cordolo centrale, portali, semafori automatici, ecc. proseguendo con interventi devastanti a BelfioreMiltonFortezza e Libertà. Considerando che Giuseppe Poggi aveva concepito i viali come passeggiata per i fiorentini, non si capisce come la Soprintendenza abbia potuto approvare simili progetti.

Chiediamo dunque:

  • che non si parta con i lavori finchè il progetto non sarà definito in tutte le sue parti
  • che si riconsideri la previsione della Linea 3 sulla quale la cittadinanza si era già espressa negativamente nel referendum consultivo del 2008
  • trasparenza e informazione adeguate sul project financing ripensando un progetto che risulta inattuale e inadeguato
  • che si adottino tutte le misure necessarie per una mobilità più tollerabile partendo da un serio piano dei trasporti e da un piano integrato del traffico

Riparliamo di tramvie

Il progetto della Linea 3 in zona Statuto

Recentemente su La Nazione”il Sindaco Renzi ha dichiarato che la Linea 3 della tramvia sarà la continuazione, tramite via Valfonda, della Linea1. Inquesto modo – ha detto –si potrà raggiungere Careggi da Scandicci e viceversa senza dover scendere dal tram.
Renzi dimentica Firenze e quella parte di area metropolitana che, superando per popolazione di due volte e mezzo la “città della piana” (Scandicci, Sesto, Campi, Signa, Calenzano), è costretta a raggiungere Careggi con tortuose gite in autobus o con un trasbordo in P.za della Stazione.(1)
Il sistema tranviario che si realizzerà non risolve due esigenze fondamentali per la mobilità dei fiorentini: il superamento dellastrozzatura Est-Ovest (Libertà-Ponte Rosso-Le Cure) e l’accessibilità al centro storico. Le aggrava anzi distruggendo le risorse che attualmente vi fanno fronte (Viali da Porta a Prato a P.le Donatello, Nodo Fortezza e Nodo Libertà).
Con un investimento parziale (tre mezze linee a ovest) e senza alcun Piano della mobilità, si naviga a vista attivandouna sola modalità di trasporto (le tramvie). Non sappiamo se l’inutile Linea 3 verrà mai conclusa; sappiamo però che farà molti danni materiali (2) ed economici. I cantieri coincideranno con la fase più critica della realizzazione dellastazione Foster e del tunnel per l’AV gravando pesantemente sulle attività produttive e commerciali.
Per la costruzione delle due linee, si utilizzerà il Project financing, uno strumento finanziario che a Firenze ha sempre portato vantaggio agli investitori privati i quali, a causa di un’istituzione pubblica assente e/o incompetente, determinano le scelte di fondo e ipotecano il bilancio comunale
Anche per il progetto della Linea 2, le cose non vanno meglio (3). Ci sarà anche qualche problema nella sovrapposizione delle linee (4).
Neanche le connessioni con il sistema ferroviario funzionano. Chi, sceso alla Foster e risaliti 25 m. di dislivello, raggiungerà la Linea 2 per la stazione di SMN, dovrà poi salire 17 gradini per entrare nell’edificio di Michelucci. In alternativa il collegamento ferroviario Foster – S. M. Novella non avrà frequenze inferiori ai 15 min. Risultano problematiche le altre intersezioni: a Statuto (5) e a Peretola(6). Non c’è connessione con la stazione di Campo di Marte, dove attualmente fermano diversi treni AV.
Il sistema tranviario di Firenze è il risultato di una catena di errori compiuti dalla metà degli anni ’90 in poi e di unapolitica asservita alle lobby economiche più che interessata al merito delle questioni.
Sembra tardi per fermare tanta sconsiderata baldanza o per mitigarne i danni, ad esempio modificando laLinea 2 a Novoli e nel nodo Belfiore, oppure valutando, in sostituzione della Linea 3, la fattibilità della prevista Linea 5 (CareggiManifattura Tabacchi), per raggiungere così la Linea 4 (Leopolda – Cascine).
Non è tardi invece per un bilancio politico di questo gruppo di decisori pubblici che, in quattro legislature consecutive, ha attuato un sistematico dissesto urbanistico di una città appartenente al Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Adesso si vorrebbe dargli il colpo di grazia dichiarando, come fa Massimo Mattei, (super Assessorealle Infrastrutture e Grandi Opere, Manutenzioni e Decoro, Trasporto pubblico locale),che questi progetti non si possono più discutere.

Fermiamoli, prima che distruggano del tutto Firenze!
Impediamo l’avvio della futura linea 3!
Pretendiamo un vero dibattito pubblico sul progetto tranviario
e sulle altre opere infrastrutturali!

(1) Valga per tutti il caso della quasi defunta Linea 14, fino a poco fa una delle più utili, frequentate e con le migliori prestazioni.
(2) Il progetto esecutivo della Linea 3 (con la variante Valfonda) comporta:

  • il probabile abbattimento dei pini di Piazza della Stazione lato arrivi
  • la ricostruzione del muro di cinta di villa Vittoria in via Valfonda con manomissione del giardino
  • il sacrificio di piazza Beslan davanti alla Fortezza da Basso
  • il sacrificio di diversi alberi adiacenti al Giardino con la vasca.
  • la creazione di 2 sottopassi stradali– Milton/Strozzi e Strozzi/Lavagnini – che proseguiranno la grave alterazione del sistema dei viali del Poggi, iniziata con gli interventi di P.za Vittorio Veneto e viale Strozzi
  • la creazione di un ponte bailey sul Mugnone per il passaggio provvisorio delle auto durante i lavori
  • il sacrificio di tutti gli alberi delle vie Statuto, Guasti, Gianni, Tavanti e p.ze Viesseux e Leopoldo e loro reimpianto laterale
  • un nuovo sottopasso stradale della ferrovia all’altezza di via Crispi
  • un nuovo ponte sul Mugnone tra via Crispi e via Leone X
  • l’abbattimento delle piante residue del v.le Morgagni presso Piazza Dalmazia

(3) Ecco alcune criticità:

  • in partenza da Peretola non si giustifica l’uso della “strettoia” di via di Novoli e l’esclusione di Palazzo di Giustizia e Università dal tracciato
  • il progetto di cavalcavia per collegare via di Novoli e via Buonsignori, superando il Ponte di S. Donato, Mugnone e Terzolle è incongruo da tutti i punti di vista
  • appare stravagante l’uscita della tramvia dalla palazzina del Mazzoni e gravemente insufficienti le soluzioni per la circolazione nel nodo Belfiore
  • la variante Valfonda finirà in P.za della Libertà, senza servire tutto il centro e paralizzando quel nodo nevralgico.

(4) Nel tratto Rosselli-Alamanni e nel tratto Stazione-Valfonda-Lavagnini
(5) Con uno sdoppiamento della fermata, senza connessione con SMN e potendo al massimo servire i treni di NTV qualora FS non permettesse il loro passaggio dalla Foster
(6) Tra v.le Guidoni, dove la tramvia è in trincea, e v.le Luder, dove la ferrovia è in curva e sopraelevata.

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