Archivi tag: tavarnuzze

Impruneta: Piano Strutturale. I Verdi: “troppo cemento e tanti alberghi”

Firenze, 11 gennaio 2007

Verdi per Impruneta

L’obiettivo che viene dichiarato nel nuovo Piano Strutturale (P.S.), adottato nell’ultima seduta del del Consiglio Comunale di Impruneta, è di “stabilizzare la popolazione sopra i 15.000 abitanti”, in realtà gli abitanti insediabili saranno molti, molti, di più.
Con il nuovo Piano Strutturale si prevede un dimensionamento per le residenze di complessivi 252.000 metricubi (232.000 mc nei centri urbani e 20.000 nelle aree rurali).
Occorre tuttavia ricordare che al momento dell’avvio del procedimento per l’elaborazione del Piano, nel 2002, le previsioni urbanistiche residenziali del vecchio Piano Regolatore comunale risultavano attuate solo per il 35%, mentre  restavano ancora da realizzare  circa 135.000 mc: si tratta di volumetrie che sono in corso di realizzazione o sono state completate di recente, che ancora non sono abitate o che hanno iniziato ad esserlo da poco tempo (come nel caso dell’edificazione detta dei “Sassi Neri” lungo Via Prachatice a Impruneta, o quella di “Torricella Alta” a Tavarnuzze, solo per citare due dei casi più consistenti)
Nel complesso le volumetrie residenziali previste col nuovo Piano Strutturale sommate a quelle realizzate dopo il 2002 ed a quelle ancora da realizzare sulla base del Piano Regolatore vigente, ammontano a circa 351.000 mc .
Applicando gli standard della normativa nazionale – equivalenti a 100 mc per abitante – queste volumetrie corrisponderebbero a circa  3500 abitanti insediabili.
Per cui se al 2002 la popolazione la popolazione era di circa 14.600 abitanti all’anno 2015 (anno di riferimento del dimensionamento) la popolazione insediabile supererebbe i 18.000 abitanti potenziali.
Per di più ampie zone che il Piano Territoriale della Provincia aveva individuato come “aree di protezione paesistica” ed in cui vigeva il “divieto di nuove costruzioni”, nel Piano Strutturale comunale sono invece state  incluse all’interno del perimetro delle aree potenzialmente oggetto di interventi edificatori, le cosiddette UTOE.
Per il settore turistico uno studio conoscitivo commissionato per la redazione del Piano, elaborato dal dott. Alessandro Cavalieri, prospettava un possibile sviluppo del settore nell’ordine di circa 200 posti letto tra alberghi ed agriturismo, considerando questo un incremento “ancora compatibile sul piano ambientale e della mobilità”
L’Amministrazione ha invece pensato bene di prevedere nel Piano Strutturale un incremento di ben 880 posti letto solo in albergo (quindi senza considerare altri incrementi relativi alle strutture extra-alberghiere e di agriturismo).
Se il Piano prevede anche di utilizzare a tale scopo volumetrie esistenti – ma anche la realizzazione di nuova volumetria –  in ogni caso si prospetta ciò che Cavalieri paventava quale conseguenza di un eccessivo ampliamento quantitativo, cioè “crescenti conflittualità con altri usi del territorio e con i flussi complessivi di mobilità” ed “una funzione ricettiva esclusivamente subalterna alle esigenze del bacino fiorentino”.
Per l’attività industriale-artigianale il Piano prevede interventi per 67.000 metriquadrati di nuove realizzazioni, di cui 30.000 mq per il “sistema del cotto” e 37.000 mq nelle aree urbane (notare l’indicazione garbata in metriquadri, contenuta nel P.S., anziché in metricubi, laddove la tipologia di tali edifici richiede altezze significative, con  cubature conseguenti): tra questi risalta negativamente l’enorme espansione in area agricola prevista alle Cascine del Riccio, frazione che da sola assorbirà 22.000 dei metriquadri previsti per questa tipologia di interventi.
Desta viva preoccupazione, infine, il fatto che dietro al prospettato Parco delle Terre Bianche vengano riproposte ipotesi di realizzazione di interventi quali nuova ricettività alberghiera ed un campeggio da realizzare in prossimità, o magari in aree interne al “biotopo delle serpentinofite”, che invece per le sue caratteristiche vegetazionali di pregio richiederebbe ben altro grado di attenzione e tutela.
A distanza di anni rispuntano ipotesi che si sperava fossero state accantonate dopo l’esperienza del precedente Piano Regolatore: evidentemente il tempo non è stato un buon consigliere.
Auspichiamo che la successiva fase dell’iter amministrativo – che seguirà l’avvenuta adozione dello strumento urbanistico – con la possibilità da parte dei cittadini di presentare le proprie osservazioni sui contenuti del Piano Strutturale possa divenire occasione di forte partecipazione della popolazione alle scelte sul futuro del nostro territorio che intendiamo lasciare in dote alle prossime generazioni.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: