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La calabria jonica e i trasporti

Vi proponiamo due articoli di teresa Liguori, Presidente della sezione crotonese di Italia Nostra sulla situazione delle ferrovie calabresi e in genere del sud Italia apparsi su Famiglia Cristiana.

La Calabria jonica ed i trasporti ferroviari
Teresa Liguori, Consigliera nazionale Italia Nostra
 

“Spesso il rumore del treno sul vuoto mi avvertiva che stavamo attraversando un ponte…Si alzava il vento, nelle stazioncine oscure lo sentivo sbuffare e gemere, e il mio scompartimento, di cui fui l’unico occupante durante tutto il viaggio, sembrava ancor più comodo….Cominciò a cadere la pioggia, e quando, verso le dieci, scesi a Crotone, la notte era densa di tempesta”…(George Gissing, Sulle Rive dello Jonio, 1897).
Nell’articolo, pubblicato su Famiglia Cristiana il 13 maggio 2001, dopo aver ricordato le parole del viaggiatore del Grand Tour e studioso della Magna Graecia, aggiungevo……”Vorrei collocare questo brano, inciso nel marmo, sulla facciata della stazione ferroviaria di Crotone. Per ricordare un grande scrittore che ha reso famosa la città sottolineando l’importanza del suo passato. Ma anche per confrontare il sistema ferroviario calabrese dell’epoca di Gissing all’attuale, tuttora obsoleto ed insicuro”……
Rileggendo questo articolo e comparandone il contenuto con quello pubblicato nella stessa data del 13 maggio, sempre su Famiglia Cristiana, a distanza di ben 11 anni, possiamo affermare che nessun cambiamento in positivo è avvenuto, anzi il traffico ferroviario lungo la linea jonica è molto più ridotto, anzi quasi rarefatto, essendo stati pure cancellati i collegamenti diretti con il nord.
Se aggiungiamo la vetustà delle littorine utilizzate, provenienti da dismissioni di altre linee, il panorama è completo.
Mentre Trenitalia non si è degnata di muovere un…..treno per le linee joniche, anzi li ha ridotti di numero, drasticamente, Italia Nostra il suo auspicio lo ha realizzato, apponendo una targa di marmo a memoria dei viaggiatori del Grand Tour e di Giuseppe Garibaldi nella facciata della stazione ferroviaria di Crotone il 6 marzo 2011 e nella stazione di Sibari il 21 aprile scorso, grazie alla collaborazione di Italia Nostra- Trebisacce e Calabria.
Pertanto, l’associazione insiste nella richiesta che, in un regime di libera concorrenza, altre aziende di trasporto ferroviario, pubbliche o private che siano, affianchino o sostituiscano Trenitalia, iinteressata solo allo sviluppo dell’alta velocità piuttosto che a rendere efficiente il servizio dovuto agli abitanti del versantejonico.
Crotone, 14 maggio 2012

Il desolante scalo treni di Sibari

Fonte: Famiglia Cristiana, 13/05/2001
Di: Teresa Liguori, Italia Nostra Onlus – Sezione di Crotone 

“Spesso il rumore del treno sul vuoto mi avvertiva che stavamo attraversando un ponte…Si alzava il vento; nelle stazioncine oscure lo sentivo sbuffare e gemere, e il mio scompartimento, di cui fui l’unico occupante durante tutto il viaggio. sembrava ancor più comodo…Cominciò a cadere la pioggia, e quando, verso le dieci, scesi a Crotone, la notte era densa di tempesta..” (George Gissing, Sulle rive dello Ionio, 1897). Vorrei collocare questo brano, inciso nel marmo, sulla facciata della stazione ferroviaria di Crotone. Per ricordare un grande scrittore che ha reso famosa la città sottolineando l’importanza del suo passato. Ma anche per raffrontare il sistema ferroviario calabrese dell’epoca di Gissing all’attuale, tuttora obsoleto e insicuro, nonostante le numerose promesse dopo la tragedia ferroviaria del 16 novembre 1989, che costò la vita a 12 persone tra macchinisti e pendolari.
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Inaugurazione della targa nella stazione di Crotone

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Rassegna stampa sulla V Giornata Ferrovie Dimenticate

Rassegna stampa sulla V Giornata Ferrovie Dimenticate organizzata da Italia Nostra Crotone in collaborazione con: il Dopolavoro Ferroviario di Crotone, la sezione di Trebisacce ed il Consiglio Regionale Italia Nostra.

Conferenza stampa presso il Dopolavoro Ferroviario

Fonte: Gazzetta del Sud, 17/03/2012

L’ultima carta: andare a Roma dal ministro
Teresa Liguori di Italia Nostra: «Bisogna intervenire
prima che le ferrovie joniche diventino binario morto» 

I sindaci del Crotonese contestano la soppressione dei treni a lunga percorrenza lungo la linea ionica. Dopo il confronto con Trenitalia, cambiano il tiro e intendono investire del problema direttamente il ministero delle Infrastrutture. È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto ieri mattina nella sala consiliare del Comune, dove sono intervenuti sindaci provenienti non solo dalla provincia di Crotone ma anche dalla Locride e dalla Sibaritide.
Del resto è un problema, quello dei tagli al trasporto su rotaia, che investe trasversalmente tutta la fascia jonica e che i sindaci e le popolazioni che rappresentano risentono direttamente. L’incontro di ieri seguiva l’altro tenutosi qualche giorno fa presso la sede di Trenitalia a Roma, al quale hanno partecipato alcuni rappresentanti istituzionali del Crotonese. L’assemblea di ieri mattina nell’aula consiliare del Comune è stata aperta dal vicesindaco di Crotone Teresa Cortese che ha sottolineato: «Il trasporto ferroviario è necessario per lo sviluppo dei territori. Tagliare indiscriminatamente significa isolare non solo dal punto di vista materiale intere popolazioni».
E’ stato l’assessore ai Trasporti del Comune di Crotone Francesco Stabile, che aveva partecipato all’incontro romano con Trenitalia, a mettere sul tavolo una proposta operativa. «Sul tema dei tagli ai treni di lunga percorrenza in Calabria ci sono state sessantadue interrogazioni parlamentari e numerosi tavoli regionali», ha ricordato l’assessore Stabile. «Ma questo problema – ha aggiunto – coinvolge soprattutto le cittadinanze distribuite lungo i comuni della fascia jonica. I sindaci di questi territori sono coinvolti in prima persona e, a questo punto, dopo aver parlato con i vertici di Trenitalia riteniamo che un movimento debba partire dal basso, dai cittadini e dai loro sindaci, per sostenere un diritto, quello alla mobilità, che è un diritto sacrosanto». L’assessore crotonese ai trasporti ha spiegato: «Vogliamo incontrare direttamente il ministro delle Infrastrutture e portare sul suo tavolo il disagio che stanno vivendo tantissimi cittadini per l’isolamento dovuto a questi tagli indiscriminati del trasporto ferroviario». «La nostra proposta è di redigere, alla fine del nostro incontro, un documento da sottoporre al ministro con una richiesta di incontro», ha concluso l’assessore Stabile.
L’assessore provinciale alla Viabilità Marcello Praticò ha ribadito la vicinanza della Provincia di Crotone ai sindaci e si è dichiarato pronto a sostenere anche questa iniziativa. Il vice sindaco di Cirò Marina, Nando Amoruso, ha ricordato le vertenze che il territorio sta sostenendo non solo sul tema del trasporto ferroviario ma anche per riqualificare la strada statale 106. Anche i rappresentanti della Locride hanno ricordato il proprio impegno sulla questione, citando la raccolta di oltre 4.000 firme ed evidenziando la necessità di rimettere in piedi le ferrovie calabresi attraverso l’acquisto di nuovi treni, la riapertura delle tratte dismesse, il ripristino delle stazioni abbandonate.
Dalla Sibaritide, attraverso i rappresentanti istituzionali, arriva l’invito al Ministero di rivedere i tagli sottolineando che le ferrovie in Calabria per motivazioni non solo di carattere logistico non si possono definire un “ramo secco”. Alla riunione erano presenti i rappresentanti dei comuni di Melissa, Cutro, Rocca di Neto, Cirò Marina, Calopezzati, Pietrapaola, Crosia, Cropalati, Caloveto, Paludi.
Intanto, la sezione crotonese di Italia Nostra, in collaborazione con il Dopolavoro ferroviario, ha organizzato una conferenza stampa che si terrà nei locali del Dopolavoro ferroviario, stamattina alle 10.30 . Sarà presentato il programma della quinta Giornata delle ferrovie dimenticate del 22 Aprile 2012, con la proposta di potenziamento e di fruizione delle antiche linee ferroviarie joniche, per la mobilità regionale e per viaggi d’istruzione e visite guidate nei siti archeologici e nelle città d’arte del litorale jonico. «Coi rappresentanti delle organizzazioni sindacali del settore ferroviario – annuncia la consigliera nazionale di Italia Nostra Teresa Liguori – Italia Nostra – ci si confronterà con proposte concrete sul potenziamento delle linee ferrate, attualmente ridotte a linee secondarie, a causa di una inaccettabile politica dei trasporti cha ha portato a tagli negli investimenti nel settore ferroviario, con conseguenti tagli da parte di Trenitalia dei collegamenti con il nord Italia, perdita di posti di lavoro e con il mancato diritto dei cittadini ad una mobilità sostenibile, non impattante, alternativa all’uso dell’automobile. Prima che le Ferrovie joniche, bene comune, diventino binario morto».

Fonte: Gazzetta del Sud, 18/03/2012
Di: Giovanni Guarascio

Italia Nostra chiede il ripristino dei treni
a lunga percorrenza sulla ferrovia jonica.
Per raggiungere Roma si deve cambiare tre volte mentre
per andare a Milano i cambi sono quattro 

Portare l’attenzione sullo stato della ferrovia jonica, impedendo che diventi definitivamente un ramo secco delle ferrovie italiane: è questo l’obiettivo della quinta “Giornata delle ferrovie dimenticate” che Italia Nostra celebrerà il 22 aprile. L’iniziativa è stata presentata ieri mattina in una conferenza stampa presso i locali del Dopolavoro ferroviario. La giornata di sensibilizzazione avrebbe dovuto tenersi il 4 marzo prima e nella giornata odierna poi, ma a detta degli organizzatori una richiesta finanziaria ritenuta eccessiva ed esorbitante da parte di Trenitalia (cinquemila euro per l’allestimento di un convoglio straordinario da Crotone a Trebisacce ha consigliato il rinvio al 22 aprile.
Alla conferenza stampa hanno partecipato la consigliera nazionale di Italia Nostra Teresa Liguori, la vicepresidente della sezione locale Caterina Cattaneo, il componente del direttivo della sezione Giulio Grilletta, l’ex dirigente delle Ferrovie dello Stato Pasquale Gallo, i dirigenti sindacali Gaetano Liperoti (Cgil) e Olivo Tonolli (Ugl), Vincenzo Romano del Dlf.
«Il 22 aprile – ha spiegato Teresa Liguori – l’iniziativa si farà in ogni caso. Già l’anno scorso abbiamo puntato l’attenzione sulla ferrovia jonica, ricordando il famoso viaggio di George Gissing alla fine dell’Ottocento». L’esponente di Italia Nostra ha sottolineato come la ferrovia jonica sia una della più antiche in Italia (la costruzione iniziò nel 1865 e Crotone fu raggiunta nel 1874) e sia ricca delle memorie storiche e letterarie dei viaggiatori europei del Grand Tour ottocentesco da George Gissing a Francois Lenormant e Norman Douglas.
«Occorre salvaguardare la ferrovia jonica – ha aggiunto Teresa Liguori – contro le politiche hanno portato ad un suo declassamento. Politiche portate avanti a livello nazionale, ma vi è anche una responsabilità regionale e locale». «La ferrovia – ha continuato la consigliera nazionale di Italia Nostra – è uno strumento di mobilità dolce che può rappresentare un’alternativa vera al trasporto automobilistico. Una ferrovia costa molto meno di una strada. Non possiamo permettere che la linea jonica venga cancellata. Se l’azienda non è in grado di gestirla passi la mano ad altri soggetti».
Il drastico ridimensionamento che ha interessato la linea jonica e la stazione di Crotone negli ulti vent’anni con la recente soppressione dei treni a lunga percorrenza, è stato sottolineato da Pasquale Gallo, già dirigente delle Ferrovie dello Stato. «In questa città – ha osservato Gallo – vi è un patrimonio ferroviario di prim’ordine. Fino ai primi anni ’90 la stazione di Crotone era la più redditizia per quanto riguarda il traffico merci di tutto il compartimento di Reggio Calabria, che comprende buona parte del Sud. Esiste una forte richiesta di trasporto ma Trenitalia ha chiuso il trasporto merci. Un tempo da Crotone passavano cento treni quotidianamente, sessanta vetture erano dirette verso il Nord. Oggi tutto questo non esiste più».
Concetti ripresi anche da Gaetano Liperoti della Cgil. «Con l’abolizione della lunga percorrenza – ha spiegato Liperoti – dodici persone sono in cassa integrazione. Altre trentacinque percepiscono solo lo stipendio base e l’unica alternativa che è stata loro prospettata è quella del trasferimento». «Oggi – ha aggiunto Liperoti – alla stazione di Crotone passano solo venti treni locali, solo automotrici. Per andare a Roma si deve cambiare tre volte, per andare a Milano quattro».
«Si tratta di una tagli – ha sottolineato Giulio Grilletta, componente del direttivo della sezione locale di Italia Nostra – che limitano il diritto dei cittadini alla mobilità. Altrove protestano contro la Tav (Treni alta velocità). A noi basterebbe avere invece dei treni a velocità accettabile al posto di quelli attuali».
«Il trasporto su rotaia – ha aggiunto Grilletta – è molto più sostenibile di quello su strada. sarebbe opportuna l’integrazione tra il servizio ferroviario e l’aeroporto di Crotone. La stazione di Isola Capo Rizzuto, attualmente abbandonata, potrebbe diventare punto di riferimento dei viaggiatori, magari provenienti da Catanzaro e Sibari, per raggiungere l’aeroporto».
Grilletta ha proposto anche di rendere più ecologico il trasporto pubblico cittadino. «È singolare – ha osservato – che nella città che produce un sesto del fabbisogno nazionale di metano, non esistano autobus a metano. Sarebbe opportuno utilizzare inoltre piccoli bus a trazione elettrica».
«I tagli alla ferrovia – ha spiegato Vincenzo Romano del dopolavoro ferroviario – hanno colpito soprattutto persone non facoltose, che usufruivano di un servizio».

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