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Studi sulle collisioni degli uccelli con le turbine eoliche

Fonte: Committee Against Bird Slaughter (CABS)

Le pale eoliche costituiscono un concreto pericolo per gli uccelli per diverse ragioni: impiantate in spazi naturali, spesso lungo i crinali collinari e montuosi, lungo la costa o addirittura in mezzo al mare, queste strutture vanno ad occupare con le loro pale rotanti lo spazio aereo che da sempre avvoltoi, aquile, nibbi, gabbiani, gru, anatre e cicogne hanno utilizzato per veleggiare. Il vento è da sempre una risorsa per gli uccelli, che hanno imparato a sfruttarlo laddove è più potente. Lo stesso lo fanno le pale eoliche.
Se uno osserva da lontano il movimento delle pale erroneamente penserebbe che è impossibile per un uccello rimanere colpito, eppure lontano dal rotore la velocità della pala è di 150-300km/h e questa si abbatte come una scure su qualsiasi corpo che incontri: dal rondone all’airone.
Ormai è diventato inutile comporre una lista di specie rinvenute uccise sotto le pale eoliche: vi sono tutti gli uccelli d’Europa, con una partecipazione più abbondante di rapaci diurni (avvoltoi, aquile, nibbi, falchetti), pipistrelli, rondini e rondoni. In Germania in una tabella pubblicata dal Ministero dell’ambiente sugli esemplari rinvenuti morti sotto le turbine figurano al primo posto il nibbio reale, seguito da poiana, aquila di mare, gheppio, gabbiano comune, allodola e rondone.
Ciononostante è difficile arrivare ad una stima totale della mortalità causata dalle pale eoliche per tre ragioni:

  1. La mortalità in ogni impianto eolico dipende da diversi fattori ambientali: presenza o meno di nebbia e qualità della visibilità durante l’anno e quantità di uccelli presenti nella zona. Addirittura dipende dal periodo in cui sono presenti gli individui. Ad esempio gli esemplari svernanti (che quindi non conoscono l’area) sono più a rischio degli esemplari presenti tutto l’anno che hanno imparato a stare lontani dalle turbine.
  2. Sebbene si riesca più o meno a reperire in tempo i cadaveri dei grandi uccelli uccisi (non a caso si hanno fondamentalmente ritrovamenti di grossi uccelli), è quasi impossibile valutare la mortalità dei piccoli uccelli, che vengono mangiati da ratti, gatti e scompaiono rapidamente. I migratori notturni vengono fatti scomparire quasi immediatamente dagli animali spazzini.
  3. Vi è un atteggiamento molto poco trasparente da parte degli imprenditori dell’eolico (e quindi dei loro dipendenti in loco) e delle autorità che cercano di nascondere le prove delle avvenute collisioni. La storia dell’eolico è fittamente punteggiata di dossier resi inaccessibili (quello di Lekuona nel 2001), calcoli manomessi (mortalità delle aquile reali nell’impianto di Altamont Pass, a Gibilterra), lavoratori sorpresi a sotterrare cadaveri di uccelli per falsificare gli studi… Vi è uno sforzo costante di nascondere le informazioni relative alla mortalitá degli uccelli nei parchi eolici, che fa sospettare che il problema sia sottostimato.

Ripercorriamo ora qui alcuni dei casi più importanti di cui si ha conoscenza relativi alla mortalità degli uccelli nei cosiddetti “parchi eolici”:
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