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Inceneritore di Selvapiana: finalmente una buona notizia!

Italia Nostra Firenze
Associazione Valdisieve
Comitato Valdisieve
Associazione “Vivere in Valdisieve”

Comunicato stampa, 25 Aprile 2015

Inceneritore di Selvapiana

Finalmente una buona notizia che arriva direttamente da Toscana Notizie della Regione Toscana (del 23 Aprile 2015) dove si legge che tutti i soggetti coinvolti nel progetto dell’inceneritore di Selvapiana (ATO, Regione, AER e i 9 Comuni da essa gestiti) hanno firmato il Protocollo d’Intesa: “Sull’opportunità di riconsiderare la realizzazione dell’impianto d’incenerimento ‘I Cipressi’ di Selvapiana”.

E’ una svolta importante che dopo 15 anni in modo formale sia iniziato l’iter per cancellare il nuovo inceneritore a causa soprattutto della diminuzione della produzione dei rifiuti, alle aumentate quantità delle Raccolte Differenziate e, non ultima, alla “sostenibilità economica” che, come abbiamo denunciato da anni, fa emergere che i costi per la costruzione, il conferimento e la gestione dell’impianto sarebbero stati di gran lunga superiori a quanto ora ATO si impegna a ridistribuire in TARIFFA – su tutti i 68 comuni – a copertura dei costi sostenuti finora da AER Impianti Srl (circa 3 milioni di euro).
Auspichiamo che ciò si traduca nell’intraprendere un percorso VIRTUOSO verso le buone pratiche e una filiera del riciclo attraverso anche la riconversione dell’area de’ I Cipressi in un’ottica di green economy, nel superamento definitivo della visione “inceneritorista” anche per gli impianti di Montale, Case Passerini e Baciacavallo a favore del Recupero e del Riciclo della materia come indicato dall’Unione Europea.
La Rete Valdisieve e Italia Nostra Firenze ringraziano tutti i cittadini che in questi anni hanno perseguito con costanza l’obiettivo di contrastare un progetto inutile e dannoso, a volte anche in contesti molto difficili.

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Comunicato stampa assemblea “Inceneritore di Selvapiana: a che gioco giochiamo?”

Rete Ambientale Valdisieve:
Comitato Valdisieve    
Associazione Valdisieve 
Associazione Vivere in Valdisieve
In collaborazione con Italia Nostra Onlus – Firenze

Pubblichiamo il comunicato stampa relativo all’assemblea del 22 novembre alla Rufina sul tema INCENERITORE DI SELVAPIANA: A CHE GIOCO GIOCHIAMO?
In fondo al comunicato potete leggere la mozione che viene citata.
 

COMUNICATO STAMPA RETE AMBIENTALE VALDISIEVE
Rufina 25 novembre 2013

All’assemblea tenutasi il 22 novembre presso la Casa del Popolo di Rufina hanno partecipato circa 200 cittadini della Valdisieve. Tutti hanno ascoltato con interesse gli interventi dei relatori Rossano Ercolini – Vincitore del «Goldman Environmental Prize 2013», il Sindaco di Greve in Chianti Alberto Bencistà e Gianluca Garetti – Associazione medici per l’Ambiente ISDE -Medicina Democratica, introdotti da Mariarita Signorini – membro del Consiglio Nazionale di Italia Nostra. Numerosi sono stati gli interventi di consiglieri dei comuni vicini e di cittadini che hanno messo in evidenza le obbiettive difficoltà che incontrano sul territorio per la ostinata volontà degli amministratori, spalleggiati dalla Regione, ad andare avanti sulla costruzione degli inceneritori.
L’ostinazione si giustifica col fatto che gli inceneritori sono un business senza alcun rischio in quanto interamente coperti dalle bollette dei cittadini, garanzia per le banche che finanziano tali impianti.
A questo proposito, Rossano Ercolini ha lanciato un’imminente iniziativa di protesta civile: ogni cittadino si ridurrà la bolletta dei rifiuti per la parte destinata alla costruzione di questi impianti. I dettagli sono allo studio di valenti studi.
La strategia Rifiuti Zero non è più un’ utopia, ma una realtà che si sta affermando sia all’estero che in Italia dimostrandosi l’unica strada per non essere sommersi dai rifiuti e dalle sostanze inquinanti. Un aumento di posti lavoro e territori liberi da inquinamento sono l’effetto più vistoso e apprezzabile.
Contro l’ottusità dei politici, anche verso coloro che si definiscono il nuovo, ribadiamo che continuano a proporre strade vecchie e pericolose, noi, come dice Alberto Bencistà, siamo la vera novità: avendo egli stesso visitato il digestore di S. Francisco, che recupera tutto il possibile e produce energia e calore per la città, secondo il percorso indicato da Rifiuti Zero, conclude lanciando lo slogan che sa di anni settanta ma che contiene tanta modernità e buon senso “ sognando la California, facciamo come S. Francisco” .

CHIEDIAMO AGLI AMMINISTRATORI DEI COMUNI DELLA VALDISIEVE IMMEDIATI ATTI UFFICIALI PER RITIRARE IL PROGETTO DEL NUOVO INCENERITORE, CHIEDIAMO DI FARLO TOGLIERE DAL PIANO INTERPROVINCIALE, DI AMBITO E DAL PIANO REGIONALE, DI PRESENTARE NEI RISPETTIVI CONSIGLI COMUNALI LA MOZIONE DI ADESIONE ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO, qui allegata, E DELIBERARE IN TAL SENSO APPROVANDOLA (COSA CHE COMPORTERA’ LA RINUNCIA AL RICORSO A TUTTI GLI INCENERITORI), FACENDOSI CARICO IN TUTTE LE SEDI E IN TUTTE LE CIRCOSTANZE DI VOTARE CONTRO L’USO DEGLI INCENERITORI O DELLA LORO COSTRUZIONE O REVAMPING.

In mancanza di tale chiarezza d’intenti, noi non potremmo fare altro che togliere la nostra fiducia a quelle forze politiche che di fatto sostengono l’incenerimento, iniziando dal negare loro il voto alle prossime Amministrative di primavera per il rinnovo dei Consigli Comunali ed invitando con tutte le nostre forze la popolazione della Valdisieve a fare altrettanto.

SI AD IMPIANTI DI RICICLO, RECUPERO, RIUTILIZZO, RIPARAZIONE, COMPOSTAGGIO, ISOLE ECOLOGICHE, MERCATINI DELL’USATO, RIPROGETTAZIONE DEI MATERIALI, RICORSO AL VUOTO A RENDERE ECC.
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BOZZA MOZIONE ADESIONE A STRATEGIA “RIFIUTI ZERO”

IL CONSIGLIO COMUNALE
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179 che dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti;
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 180 che, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti dispone che le iniziative di cui all’art. 179 riguardino in particolare:
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
CONSIDERATO che a livello internazionale e nazionale molte città hanno assunto il percorso verso “rifiuti zero”, attraverso la definizione di atti deliberativi e di concreti strumenti operativi volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti, l’incenerimento e lo smaltimento in discarica e volti a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo” nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite ed in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte;
RICHIAMATO in particolare che le città coinvolte in questo percorso sono ormai decine in varie parti del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley) l’Australia (Camberra e la regione sud occidentale del Paese), la Nuova Zelanda, il Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito, l’Italia con decine di Comuni a partire da Capannori in Toscana, la provincia di Lucca, ed anche in Provincia di Firenze con Greve in Chianti, Figline Valdarno e Rignano sull’Arno;
RICORDATO che “Rifiuti Zero” è una strategia che ha come obiettivo la riprogettazione del ciclo di vita delle risorse in modo da poter riutilizzare tutti i prodotti, facendo diminuire la quantità di rifiuti da conferire in discarica, ossia prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il volume ed eliminare la tossicità del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a pratiche di incenerimento o sotterramento;
CONSIDERATO che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla loro prevenzione, al riuso, al massimo recupero di beni e materiali si pone in linea anche con gli obiettivi di generalizzare la diminuzione dei “gas serra”, resa sempre più necessaria e stringente da “accordi internazionali” che puntano ed obbligano i governi a “tagliare” le emissioni di CO2 legate anche alla produzione dei beni di consumo, a partire dagli
CONSIDERATO che la strategia “Rifiuti Zero” rappresenta una reale e forte opportunità di incremento occupazionale nel settore degli operatori ecologici ed una chiara apertura di nuove prospettive economiche nei settori del turismo naturalistico ed enogastronomico per tutto il territorio;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:
1. Fermare definitivamente e formalizzare attraverso atti pubblici ufficiali a partire dall’approvazione di una specifica Delibera di Giunta, il progetto del nuovo inceneritore di Selvapiana, previsto dal Piano Interprovinciale ATC e dalla bozza del nuovo Piano Regionale di smaltimento rifiuti;
2. bonificare il sito dell’attuale impianto recuperando l’area per altri progetti: isola ecologia, centro ricerca, mercatino del recupero, ecc;
3. aderire ed intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020, stabilendo per gli anni prossimi incrementi progressivi della raccolta differenziata e senza la realizzazione e l’uso di inceneritori;
4. dare mandato alla Giunta Comunale, per il raggiungimento di tali obiettivi, di estendere e completare i sistemi di raccolta “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani e degli assimilati a tutto il territorio comunale;
5. istituire un sistema tariffario basato principalmente sulla effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche, sulla base del principio “chi meno produce e più differenzia i rifiuti, meno paga”;”
6. istituire l’ “Osservatorio verso Rifiuti Zero” che abbia il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale;

Termovalorizzatore di Selvapiana: un “no” dal Valdarno-Valdisieve

Sembra che qualcosa verso la strategia rifiuti zero si muova anche nel PD. Italia Nostra Firenze ha fatto sempre tutti i ricorsi legali contro questo progetto insieme all’Associazione Valdisieve e a  privati cittadini. Dunque sarebbe davvero una bella vittoria se davvero avessero deciso di non fare questo ennesimo inceneritore

Annuncio clamoroso del capogruppo del Partito Democratrico Barducci: “Non ci sono più le condizioni per farlo”. Avanti tutta, invece, sulla variante alla SS 67 per liberare Rufina dal traffico

AGIPRESS – RUFINA (FIRENZE) – “Penso che il termovalorizzatore di Selvapiana non sia più necessario e che quindi non vada più realizzato”. Scandisce bene le parole Andrea Barducci, consigliere comunale del Pd nel comune di Rufina e capogruppo per lo stesso partito dell’Unione dei Comuni del Valdarno-Valdisieve, nell’intervista rilasciata ad Agipress. Barducci sa che queste parole possono essere l’inizio di una vera e propria svolta su un tema così delicato.
Barducci, perché questa presa di posizione? E perché proprio adesso?
“Le scelte fatte in passato sono da rivedere perché i flussi sui rifiuti sono variati, la differenziata ha raggiunto valori alti e la Regione Toscana ha rivisto la propria programmazione regionale, ipotizzando una riduzione degli impianti di termovalorizzazione in Toscana. Dobbiamo tutelare gli interessi dei nostri cittadini e quindi è necessario che questa decisione maturi velocemente, per prima nel partito di Rufina, e che poi coinvolga tutti i livelli del nostro partito”.
In precedenza, però, il suo partito era sembrato convinto di quella scelta. Non sarà facile spiegare questo cambiamento di rotta. Non rischiate di essere accusati di assecondare solo i timori della popolazione locale a svantaggio di un progetto complessivo dello smaltimento dei rifiuti?
“La realizzazione del termovalorizzatore era giusta fino a ieri perché, come ho già detto, le condizioni dei flussi dei rifiuti erano diverse. Realizzare, alle nuove condizioni, l’impianto sarebbe ingiusto nei confronti dei cittadini di Rufina che si sono già fatti carico di questo problema, sia attraverso la loro dedizione nella raccolta differenziata, che nel sostenere attraverso la Tares, un’imposta molto alta, gli investimenti fatti sulla differenziata stessa. Adesso le condizioni sono finalmente cambiate, i flussi dei rifiuti sono diminuiti e la raccolta differenziata ha raggiunto livelli importanti nel comune di Rufina e in tutta la nostra zona. Ha sbagliato chi, in passato, aveva legato la realizzazione dell’impianto a quella della strada statale 67, che rappresenta l’opera più importante per Rufina e per la Valdisieve”.
Come dire che si può andare avanti con la realizzazione della variante a prescindere dall’impianto di termovalorizzazione, due opere che non marciano in parallelo?
“Esatto. Senza la variante la situazione a Rufina è diventata invivibile. E’ necessario pretendere il rilancio con forza del progetto della variante alla strada statale 67 e la realizzazione, rapidamente, di un suo primo stralcio che liberi Rufina dal traffico. I rufinesi non ce la fanno più e le aziende arrancano anche per questo. Il rilancio di Rufina passa dalla realizzazione di questa opera che non è più rimandabile. Il PD di Rufina deve quindi tornare a essere protagonista anche di questo tema, attraverso una nuova iniziativa politica forte, e facendosi promotore della convocazione di un incontro con tutti i livelli del partito”.

Fonte: Nove da Firenze

Il commento del MoVimento 5 Stelle sull’ennesima “giravolta” di esponenti del Partito Democratico riguardo alla realizzazione degli impianti per lo smaltimento di rifiuti nella Provincia di Firenze.
“Prima il dietrofront sulla discarica delle Borra a seguito delle proteste dei cittadini, dei comitati e di alcune forze di opposizione a cominciare dal MoVimento 5 Stelle. Ora il fuggi-fuggi generale su Selvapiana, con il capogruppo del PD nell’Unione dei Comuni Andrea Barducci che annuncia: il termovalorizzatore non s’ha da fare perché le condizioni sono cambiate e la differenziata è aumentata.
L’ennesima piroetta di un partito senza più idee, senza una visione politica autorevole e coerente, costretto dopo anni a prendere atto di una programmazione fallimentare”.
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Comunicato stampa Rete Ambientale Valdisieve e il Piano Regionale Rifiuti

Rete Ambientale Valdisieve
Comunicato stampa

Da un punto di vista mediatico il Presidente Rossi mostra il volto del buon ecologista facendo credere che il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti avrebbe seguito le buone pratiche virtuose e innovative già esistenti in Toscana.
Con la recente presentazione della bozza di Piano, invece, si scopre che continua ad essere prettamente INCENERITORISTA.
Questo atteggiamento ambiguo si ritrova automaticamente anche nei nostri Sindaci che da una parte celebrano i successi delle alte percentuali raggiunte con la Raccolta Differenziata e dall’altra insistono nel riconfermare, nel nostro caso, il Nuovo Inceneritore della Valdisieve.
Sarebbe necessaria un po’ più di chiarezza sull’argomento senza rimpalli di responsabilità dai comuni alla Provincia o alla Regione.
Come sarebbe importante che alle dichiarazioni (più o meno personali) di alcuni amministratori, che si dicono convinti che questo impianto non si farà perché non è economicamente sostenibile, seguissero al più presto ATTI UFFICIALI che lo escludano da ogni piano, poiché attualmente, avendo tutte le autorizzazioni, potrebbe esser costruito in qualsiasi momento.
I cittadini non vogliono gli inceneritori, pericolosi per la salute, di tecnologia sorpassata, antieconomici e che scoraggiano le buone pratiche VERSO RIFIUTI ZERO nella gestione dei rifiuti.
I Sindaci della Valdisieve, facendo parte della società AER Impianti srl con l’ 88%, hanno la potenzialità per ripensare un nuovo modello di gestione dei rifiuti imponendo alla società e a loro stessi di stracciare il progetto e le autorizzazioni.
Oltretutto oggi stiamo assistendo ad una adesione sempre più ampia alla STRATEGIA RIFIUTI ZERO proprio da parte di quei comuni che oggi fanno parte sia di AER Spa sia di Aer Impianti srl (hanno già aderito Rignano e Figline, e a Reggello hanno presentato la mozione). Questo significa “svuotare” piano piano il bacino di utenza che produrrebbe rifiuti da conferire al Nuovo Inceneritore che era stato calibrato proprio per le esigenze territorialidella Valdisieve e del Valdarno.

INVITIAMO I SINDACI DELLA VALDISIEVE A SEGUIRE L’ESEMPIO DEL SINDACO DI GREVE BENCISTA’ A FAR ADERIRE I NOSTRI COMUNI ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO A CANCELLARE DEFINITIVAMENTE IL NUOVO IMPIANTO E A BONIFICARE IL SITO ATTUALE.

Di seguito potete leggere il comunicato stampa del Sindaco Bencistà

Fonte: AGIPRESS

Inceneritori – Sindaco Greve in Chianti Bencistà: “Confronto politico con Rossi e Renzi per convincerli a cambiare strada” 

Lo ha fatto San Francisco, tra poco New York, ma allora perché la strategia “Rifiuti Zero” non la può adottare anche Firenze? Così il Sindaco di Greve in Chianti Alberto Bencistà ha esordito questa mattina al dibattito “Da San Francisco a Firenze in cammino verso Rifiuti Zero” per parlare con il massimo esperto californiano di rifiuti e della necessità di continuare a dire no agli inceneritori, dopo che in Toscana ne sono stati confermati 7 su 9 nel nuovo Piano Regionale Rifiuti.
L’incontro si è svolto a Palazzo Vecchio alla presenza di Jack Macy(responsabile progetto Zero Waste, San Francisco), Rossano Ercolini(vincitore del premio Goldman Prize 2013, presidente del Centro Rifiuti Zero di Capannori), Claudio Tamburini (rappresentate dei comitati della piana Fi-Po-Pt), Gianluca Garetti (Medicina Democratica e perUnaltracittà). A introdurre il dibattito, moderato da Antonio Di Giovanni (Ass. Rifiuti Zero Firenze), Ornella De Zordo (Vice Presidente Commissione ambiente comune di Firenze).
“Aderire alla strategia Rifiuti Zero – ha aggiunto Bencistà – non è solo formalità ma si fonda su principi specifici: uno è no agli inceneritori, e non solo nel “giardino” della propria casa, l’altro è sì alla raccolta differenziata e a tutte le buone pratiche, come il Bio distretto che il Comune di Greve ha fortemente voluto nel proprio territorio e che rappresenta un insieme di buone pratiche per l’agricoltura biologica. Il Comune di Greve, proprio perché è stato eliminato dalla lista degli inceneritori da aprire in Toscana, continuerà a dare un contributo forte per continuare a dire no e promuovere le buone pratiche”.
“La questione però – chiude Bencistà – necessita di essere affrontata dal punto di vista politico con il Presidente della Regione Enrico Rossi e con il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, sono loro gli attori con cui è necessario intraprendere un confronto politico serio e convincerli a cambiare strada sugli inceneritori per il territorio regionale e quello di Firenze in particolare”.

Approvato l’inceneritore di Selvapiana

Comunicato stampa
Rufina, 19-12-2012

Lunedì 17 dicembre, si è svolto il Consiglio Provinciale che ha approvato definitivamente il Piano Interprovinciale dei Rifiuti e quindi anche il MEGAIMPIANTO DI INCENERIMENTO di Selvapiana a Rufina.
Tutte le osservazioni presentate, che ribadivano, tra le altre cose, la non idoneità del sito scelto per costruire un nuovo impianto di incenerimento da 70 mila t/anno di rifiuti, al posto di quello esistente (che ne trattava solo 10 mila t/anno e chiuso ormai da oltre 2 anni), sono state evase o dichiarate “accolte”, ma senza la necessità di modificare il testo del Piano (che somiglia di più ad un “NON ACCOLTE”!).
Inoltre i nuovi criteri (così come individuati dal nuovo Piano Regionale, in fase di realizzazione) per localizzare tali impianti definiscono NON IDONEE le aree classificate a “pericolosità idraulica molto elevata”, e ancora attribuiscono un criterio penalizzante alle “Aree soggette a rischio di inondazione o a ristagno, classificate dai piani strutturali, dai piani regolatori generali o dai piani di assetto idrogeologico a pericolosità idraulica elevata (30<Tr<200)”.
Queste sono proprio le aree in cui ricade l’inceneritore di Selvapiana.
Se gli articoli 141 e 142 della LR 66/2011 non fossero stati modificati di recente dal Presidente della Toscana ROSSI, questa regola si vedrebbe applicata anche all’inceneritore di Selvapiana.
E’ legittimo che un Consiglio Regionale faccia leggi non di interesse generale ma “ad locum”?
BASTA CON LE LEGGI A MISURA DEI PROPRI INTERESSI!
Dobbiamo farci prendere ancora in giro da una politica che NON E’ CAPACE di organizzare un lavoro che punti: all’aumento delle percentuali di RD (il 65%, obbligatorio a fine 2012, è previsto solo nel 2015), alla riduzione dei rifiuti, al riuso e riciclaggio effettivo, all’aumento dei posti di lavoro che si creano con le azioni appena dette?
NOI crediamo che gli amministratori, i tecnici e i dirigenti che hanno redatto il Piano, approvato dai consiglieri del PD e da 2 consiglieri ex-Idv, e con i voti contrari di RC, SEL, IDV, Radicali (gruppo misto), Lega Nord e Pdl, abbiano puntato soprattutto ad appropriarsi di 371 milioni di soldi pubblici per costruire opere inutili e dannose, ignorando i reali interessi dei cittadini.
LA RETE DELLA VALDISIEVE, INSIEME A ITALIA NOSTRA, NON SI ARRENDE E CONTINUERA’ AD AGIRE PER IMPEDIRE LA COSTRUZIONE DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO E DISCARICHE, IN FAVORE DI DISTRETTI DEL RIUSO E DEL RICICLAGGIO E DI IMPIANTI DI SELEZIONE SENZA PRODUZIONE DI CDR.
COSI’ COME PREVEDE ALTERPIANO,
IL PIANO ALTERNATIVO ELABORATO DALLA RETE DEI COMITATI.
Associazione Vivere in Valdisieve
Italia Nostra-Onlus- Firenze
Associazione Valdisieve
Comitato Valdisieve

Montale: sentenza di condanna a 1 anno e 6 mesi per i vertici dell’inceneritore

Fonte: Associazione Valdisieve

Riceviamo dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini le ultime novità riguardo al processo sul caso degli sforamenti dell’inceneritore di Montale (di cui il Piano Interprovinciale ne prevede un ampliamento”). Riportiamo qui la nota della dottoressa e sotto l’articolo tratto dell’Ansa:

Carissimi,
ricevo questa notizia e ve la inoltro perché ogni tanto bisogna…. “tirarsi su”! Per questo processo in corso al Tribunale di Pistoia abbiamo  testimoniato sia il Dott. Bolognini che la sottoscritta…io sono stata sentita come esperto per i comitati e “torchiata” dagli avvocati della  controparte per una intera mattinata questo gennaio!
Per chi non lo sapesse  si tratta del processo per lo sforamento di diossine del 2007 dell’inceneritore di Montale, con le due mamme le cui indagini sul latte materno sono state pubblicate sull’articolo di Medico&Bambino.
Ciao a tutti
Patrizia

Fonte: ANSA

Diossina dall’inceneritore, due condanne
Un anno e sei mesi e 30mila euro di multa per Giorgio Tibo e Maurizio Capocci,
all’epoca presidente e responsabile dell’impianto

Si è concluso con la condanna dei due imputati, il processo di primo grado sui fatti del 2007, quando all’inceneritore di Montale (Pistoia) si verificò lo sforamento di sostanze tossiche, con fuoriuscita di diossina.
Condannati ad un anno e sei mesi (pena sospesa) e 30 mila euro di ammenda l’allora presidente del Cis, gestore dell’impianto, Giorgio Tibo, e Maurizio Capocci, responsabile dell’impianto. I due imputati, in solido con il Cis, sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali, al risarcimento dei residenti costituitisi parte civile (in tutto una quarantina) ai quali andranno 1.000 euro ciascuno, e al risarcimento di Legambiente, 400 euro, che si era anch’essa costituita parte civile.
Una sentenza in un certo senso inaspettata, dato che il pm Riccardo Bastianelli al termine della sua requisitoria lo scorso 13 febbraio aveva chiesto l’assoluzione dall’accusa dello sforamento di sostanze tossiche nei confronti di entrambi gli imputati, mentre per il solo Capocci aveva chiesto la condanna a nove mesi di reclusione per non aver spento l’impianto dopo l’avvenuto sforamento.
“Una sentenza che crea un precedente importante e un monito per i gestori del Cis”, ha aggiunto l’avvocato Federico d’Angelo, che insieme ai colleghi Erica Battaglia ed Elena Di Salvio ha rappresentato i residenti costituitisi parti civili. Nessun commento invece dai legali dei due condannati, l’avvocato Cecilia Turco per Tibo e l’avvocato Andrea Niccolai per Capocci.
Le difese avevano sostenuto che, rispetto all’accusa di sforamento, non esisteva nessuna colpa perché l’evento era da attribuire all’inadeguatezza dei carboni. La vicenda suscitò molta apprensione in zona.
Successivamente all’evento Asl e Arpat avviarono un’indagine, durata tre anni, i cui risultati sono stati presentati a dicembre del 2011. L’indagine confermò che i terreni dell’area circostante l’inceneritore di Montale sono inquinati, ma che la responsabilità non può essere imputata al solo impianto di via Tobagi, dato che ci sono anche altri fattori responsabili dell’alterazione ambientale come l’autostrada A11, il traffico e altre fonti di contaminazione.

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