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Salviamo dalle perforazioni il masso delle fanciulle

Fonte: Il Tirreno
Di: Francesca Suggi

Volterra. Quasi mille firme per fermare quello che gli ambientalisti definiscono uno scempio. Una violazione di quel polmone incontaminato che è la riserva naturale del Berignone con il tesoro naturalistico del masso delle fanciulle e degli specchi, ovvero il mare sottocasa per chi abita tra Volterra, Pomarance, Casole d’Elsa.
Lo spettro che stanno combattendo i Comitati Difensori della Toscana, Toscana Terra Pulita e le l’associazioni Casole Nostra e Ecomuseo Borgo La Selva è costituito dalle perforazioni esplorative che saranno fatte in zona da parte della gesto Geothermal Italy srl, branchia italiana della portoghese Gesto Energy: si cercano fluidi prossimi ai duecento gradi (vapore o acqua calda). I rappresentanti della società, in una riunione pubblica tenutasi a Pomarance, non hanno negato che se le ricerche andassero a buon fine, all’orizzonte potrebbe profilarsi il progetto di una centrale elettrica a emissioni zero.
«La presenza di turisti durante tutto l’anno in questa zona meravigliosa rappresenta pure un’importante risorsa economica», sottolineano i promotori della petizione on line (sito www.change.org) che sarà inviata al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
«Se le prove di produzione avranno successo – si dice ancora, con tono allarmistico – verranno realizzati progetti che distruggeranno irreversibilmente quest’area incontaminata». E si chiude: «Chiediamo alla Regione di revocare l’autorizzazione ad un’attività che darebbe il via alla distruzione di questo paradiso e che l’autorizzazione agli impianti venga negata».

Italia Nostra sezione di Volterra contro le torri: “Poca energia prodotta per un devastante impatto ambientale”

Pubblichiamo parte della rassegna stampa sul caso eolico. Per gli altri articoli potete consultare il sito nazionale www.italianostra.org.

Fonte: Il Tirreno, Cecina, aprile 2010

Italia Nostra contro il proliferare delle torri
«Poca energia prodotta per un devastante impatto ambientale»
Italia Nostra si scaglia contro quello che definisce l’’impianto eolico delle colline pisane.

«Con questo nome – affermano dal consiglio regionale della Toscana di Italia Nostra – ci riferiamo ad una serie di progetti vicini, in apparenza indipendenti, ma che in realtà una volta realizzati costituiranno una delle centrali eoliche più grandi d’Italia. Si tratta di sette impianti realizzati da sette comuni diversi, di cui due già costruiti e gli altri in fase di autorizzazione o progettazione: Chianni (7 torri, 6 mw di potenza di picco, già costruito), Montecatini Valdicecina (6 torri, 9 mw già costruito, altre 6 torri da circa 9 mw in progetto), Riparbella (15 torri, 30 mw, autorizzato), Lajatico (10 torri, 20 mw, autorizzato), Santa Luce (13 torri, 26 mw, autorizzato), Casciana Terme (13 torri, 26 mw, autorizzato), Montescudaio (8 torri, 16 mw, in fase di progettazione), per un totale di circa 75 torri per 140 mw di potenza di picco situati in un rettangolo di circa 20 per 10 chilometri in una delle zone più selvagge e incontaminate della Toscana, nelle immediate vicinanze della città d’arte di Volterra».
Secondo l’associazione, una vasta zona sarà dominata dall’enorme centrale che occuperà tutti i poggi più alti della zona e gli immediati dintorni del fiume Cecina. In particolare, risulterà irrimediabilmente deturpata la vista da Volterra, che attualmente spazia dalle Alpi Apuane al mare. Inoltre, la zona è una delle più importanti della Toscana per la presenza di rapaci e per la presenza di avifauna nidificante e migratoria.
Italia Nostra sottolinea anche l’impatto socio-economico sul comprensorio, che sta conoscendo un certo sviluppo e ha come punto di forza la presenza di aziende agricole e agrituristiche che puntano sulla produzione biologica e di qualità per quanto riguarda la produzione agricola e sulla bellezza e amenità del paesaggio per l’ospitalità turistica. «Appare evidente – viene evidenziato – come tali sforzi saranno vanificati dalla trasformazione in senso industriale della zona che la presenza di una centrale elettrica di tali dimensioni comporta, sia come svalutazione dell’area vasta sia per i singoli casi in cui le torri vengono poste a poca distanza da attività turistiche ben avviate. Attualmente, due dei sette impianti sono stati realizzati senza che fosse stata effettuata la valutazione di impatto ambientale e appare evidente che la presentazione di tanti piccoli impianti (uno per ogni comune) ricade in una logica di sostanziale elusione di una valutazione corretta degli impatti ambientali e socio-economici di un’opera di tali dimensioni (quattro dei sette progetti sono presentati dalla stessa ditta), in quanto gli effetti cumulativi e sinergici degli impianti sono valutati in modo estremamente limitato. Appare anche evidente come la Regione Toscana e la Provincia di Pisa abbiano sostanzialmente abdicato a realizzare una seria programmazione dello sviluppo dell’energia eolica nella zona, lasciandola in mano alle ditte che devono realizzare gli impianti e ai Comuni che incassano le royalties».
Italia Nostra ricorda poi che la zona, grazie ai campi geotermici di Larderello, produce già energia rinnovabile in abbondanza e che lo scarso rendimento dell’energia eolica farà si che a fronte di un ’enorme sacrificio ambientale (determinato dalla presenza delle torri eoliche ma anche dei lavori di sbancamento e realizzazione di strade necessari alla costruzione dell’impianto) la produzione addizionale di energia sarà molto scarsa (circa 250 gwh, pari alla produzione di due piccole centrali geotermiche).

Clicca qui per scaricare l’articolo del Corriere di Livorno: “Italia Nostra contro l’eolico”

Rtv38: eolico a Volterra e passeggiata a San Godenzo

New Moon, tuona Sgarbi: un caso di vampiraggio e sfruttamento della città

Fonte: Il Tirreno, 20 giugno 2009

«Credo sia doveroso difendersi da ogni aggressione mafiosa che intende cambiare nome alle cose, specie quando in ballo c’è il made in Italy più puro, quello legato al territorio del nostro Paese». Vittorio Sgarbi entra a gamba tesa nella vicenda “New Moon” e critica la scelte della produzione americana che spaccia alcuni monumenti di Montepulciano per quelli Volterra.  Dal libro al film. Una vicenda di goliardia e messaggi al vetriolo, su internet, per una scelta che sicuramente avrà strascichi polemici per molto tempo.  «Circa trent’anni fa – prosegue il critico d’arte – condussi una battaglia infuocata contro il Don Giovanni di Mozart, in cui la regia aveva sistemato la laguna di Venezia davanti alla casa del protagonista, tralasciando il dettaglio che l’abitazione si trovasse nel Vicentino. Con il caso di New Moon siamo davanti a uno scempio bello e buono, che offende la toponomastica e che fa un danno enorme d’immagine all’Italia. Quest’idiozia dovrebbe essere perseguita legalmente. È inaccettabile». E aggiunge: «Questa vicenda è un esempio di vampiraggio e di sfruttamento parassitario del territorio. Volterra è un pezzo importante della storia italiana. Io per la città etrusca ho già condotto una battaglia a fianco dell’ex sindaco per la questione delle pale eoliche. Credo che mi batterò anche per far riconoscere i diritti volterrani in questo film».  Tra i risvolti della vicenda la chiamata in causa goliardica di Paolo Paterni, ex presidente del comitato Volterra eventi, a cui è stato consegnato lo Spremium Flagellum Civitatis, una sorta di tapiro per aver trattato direttamente con la produzione del film ed essersi fatto scappare la ghiotta occasione. Veleno anche su Simone Migliorini, direttore del festival Teatro romano, reo di aver scritto al ministro Bondi per denunciare l’accaduto.  In difesa di Paterni interviene il presidente della Fondazione Cari Volterra Edoardo Mangano: «Pieno apprezzamento per l’attività fin qui svolta dal Comitato e direttamente da Paterni che invitiamo a rimanere nella sua carica rinnovando la nostra stima nei suoi confronti»

Publicità ingannevoli delle bellezze italiane

Quello che è successo in questi giorni a Cortina, pubblicizzarla con immagini di Madonna di Campiglio, sui cartelloni pubblicitari, non è da banalizzare, è la dimostrazione che c’è bisogno di riflettere su come gestire l’immagine del nostro Patrimonio, Culturale, artistico e paesaggistico.
Chiedevo, nel Maggio scorso, al Ministro Bondi, di riflettere su quello che stava succedendo con un film americano dove Montepulciano faceva la parte, dicono i media, di Volterra.
Quella che fu poi minimizzato e spacciato dai media stessi come una lotta di campanile folckloristica, di conio toscano/medioevale, o come una rivalità tra città per aggiudicarsi maggior possibilità di incremento turistico, non venne colta, se non marginalmente da giornalisti e uomini di cultura illuminati, come Vittorio Sgarbi, e dalla sensibilità di Italia Nostra Toscana in particolar modo quella di Mariarita Signorini, membro della Giunta Nazionale del prestigioso sodalizio, e da centinaia di blogger, la pericolosità, innescata, di diventare causa di una graduale perdita di identità culturale.
Se un film come New Moon, visto da milioni di persone (soprattutto adolescenti in età di apprendimento) in tutto il mondo, spaccia l’immagine di Montepulciano come quella di Volterra, se un vendutissimo settimanale femminile inserisce una foto a mezza pagina di Piazza dei Priori di Volterra indicandola come Piazza dei Cavalieri di Pisa (Tu Style n.47/2009 pag.117), non è assolutamente strano che succedano cose come quelle accadute a Cortina. Ed è anche a mio modo di vedere, stupido cercare di minimizzarle, ricondurle a refusi che possono succedere o peggio ancora a “licenze poetiche”… Nel film in questione il danno, credo dopo le polemiche, è stato limitato, ma rimane comunque un’opportunità persa per l’immagine dell’Italia e un plagio monumentale e paesaggistico di grandi proporzioni; si spendono soldi a tonnellate per la tutela dei marchi Docg, la tutela delle etnie e dei paesaggi, della tipicità degli odori e dei sapori e poi si lascia, che la val d’Orcia venga scambiata per il territorio Volterrano, che corrisponde allo stesso errore delle montagne di Cortina e Madonna di Campiglio, non dobbiamo meravigliarci.
Non possiamo prenderci il lusso di considerarle licenze poetiche, si tratta di plagio, non c’entra nulla il riferimento accondiscendente che Alain Elkann ha fatto con la frontiera di Sergio Leone girata in Spagna o la Bagheria di Tornatore girata in Tunisia, nei film in questione si tratta di città, paesaggi e atmosfere che non esistono più o come nel caso di Leone, forse non sono mai esistite così come da lui mirabilmente interpretate.
Semplicemente si sta avverando questa amalgama semplicistica, anche tra gli stessi cittadini, tra i creativi che lo diventano grazie ai mezzi democratici della tecnica, senza possederne la sensibilità giusta, senza che abbiano la modestia, il rispetto, il timore di sbagliare, l’amore per il proprio lavoro.
Le notizie di questo genere fanno scalpore sui media e provocano ilarità, ma quando cominciano a diventare molte, tutte dello stesso tipo, per parafrasare il titolo di un capolavoro, il Riso dovrebbe cominciare a farsi Amaro e forse sarebbe l’ora di cominciare a metterci una pezza prima che lo strappo diventi irreparabile. Ma se il nostro Paese è contento di far passare una Montagna per un’altra, un Monumento uguale all’altro, una Città per un’ altra, e decide che l’importante sia venire, andare,consumare, immaginare…allora tutto è giustificato dalla legge del mercato e se le montagne di Madonna di Campiglio, porteranno le Olimpiadi a Cortina che vuoi che sia…così se un film porterà turisti a Montepulciano o a Volterra è lo stesso…in fondo il fine giustifica i mezzi. Con buona pace per la Costituzione, con buona pace per le nostre bio diversità, per la nostra Cultura, la nostra etnia; in fondo Shakespeare insegna: “forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe ilsuo profumo se la chiamassimo con un altro nome?“
Ma io sono convinto invece che “Finchè rimaniamo generici, chiunque può imitarci. Mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno. Perchè? Perchè gli altri non l’hanno vissuto.”  come, invece, avvertiva Goethe.
Simone Domenico Migliorini, Direttore Artistico Festival Internazionale Teatro Romano Volterra
info@teatroromanovolterra.it www.teatroromanovolterra.it, tel. 347 5972883

ps
ecco quella che potrebbe essere una futura cartolina
Souvenir d’Italie…

Comunicato di Italia Nostra sulla vicenda Volterra New moon e Spremio Flagellum Civitatis

Pubblichiamo il comunicato stampa di Maria Rita Signorini, Consiglio regionale Toscana e Consiglio nazionale d’Italia Nostra

Al Caporedattore de Il Tirreno Emilio Chiorazzo
Ringrazio il Tirreno che ci dà l’opportunità di fare alcune precisazioni in seguito al putiferio mediatico  scatenatosi dopo la nostra attribuzione dello Spremio flagellum civitatis.
Siamo stupefatti che la consegna del goliardico Attila abbia scatenato tanto clamore fino a suscitare l’intervento su queste stesse pagine di Vittorio Sgarbi, concorde col pensiero d’Italia Nostra.
Restiamo anche allibiti per i  troppi avvelenati commenti.
Finora la fama dello Spremium, rubrica attiva da pochi mesi  sul blog d’Italia Nostra Firenze non era andata oltre i confini dell’associazione e dei suoi simpatizzanti, e non ha mai suscitato stizzite reazioni da parte di chi lo aveva virtualmente ricevuto, l’attribuzione della statuetta dell’Attila (nata da una brillante idea della sezione Apuolunense) ha  lo scopo di sottolineare ‘bacchettando’ in modo scherzoso e tipicamente toscano, azioni che sono contrarie allo spirito stesso dell’associazione, il cui scopo principale è quello di tutelare il patrimonio paesaggistico e storico-culturale del Paese.
Lo Spremio, che ci viene segnalato di solito dai nostri soci e dal mondo ambientalista,  viene attribuito, per sua stessa natura, a chi si è occupato della vicenda, nel nostro caso ‘i premiati’ non potevano essere altri che il Comune di Montepulciano e il signor Paterni a capo del Comitato Volterra Eventi.  Ma  vorremmo anche ricordare che in nessun punto del nostro intervento, come in nessuna parte della lettera all’Onorevole Bondi, inviataci dal signor Migliorini, e che noi abbiamo ritenuto opportuno pubblicare, ci sono passaggi offensivi né nei confronti del signor Paterni né nei confronti del Comune di Montepulciano.
Non ci saremmo mai aspettati tanta attenzione da parte della stampa e l’assalto al nostro blog con una marea d’interventi talora assai centrati, talora invece assai poco civili e perciò cancellati. Ci preme ricordare che trattandosi di un blog  i commenti vengono pubblicati in automatico dalla piattaforma Splinder che ci ospita e solo in seguito possiamo cestinarli se sono particolarmente offensivi.
A Volterra è capitato che in un momento post-elettorale, politicamente molto delicato, si è scatenata una diatriba politica e un regolamento di conti tra diverse fazioni che ben poco ha a che fare con gl’intenti di Italia Nostra, e si sono registrate una sequela di reazioni assai poco sportive ed esagerate che ricordano tanto chi ricevendo il tapiro in TV reagisce in modo inconsulto.
Dal canto nostro abbiamo comunque dato la parola a tutti e pubblicato una lettera di precisazioni del signor Luciano Picchi, collaboratore del Comitato Volterra Eventi, proprio perchè ciò che ci spinge a tenere attivo il blog è la voglia di essere facilmente raggiungibili dai cittadini, quella di suscitare riflessioni su questioni ambientali e culturali e quella di dare un’informazione il più corretta e ampia possibile. Auspichiamo così di poter ristabilire la discussione su toni più pacati e civili e soprattutto di riuscire, con la nostra segnalazione, a evitare un orrore culturale quale quello che potrebbe capitare ai monumenti  di Montepulciano se sarano spacciati per quelli di Volterra, considerando che il film NewMoon che ha già ora tanti fans avrà un pubblico di giovani d’età scolare, già privi delle necessarie ore d’insegnamento della storia dell’arte, una platea che in tal caso ne riceverebbe un messaggio assai diseducativo.
Italia Nostra ha solo smosso le acque, speriamo di aver fatto come l’Arcangelo Raffaele che agitando le acque della piscina di Betesdà le rendeva miracolose per risanare i malati, così il nostro miracolo sarebbe quello di ottenere che tutti i protagonisti della vicenda si accordino per agire unanimemente per il bene della  magnifica Volterra e della magnifica Montepulciano.
Mariarita Signorini, Consiglio regionale Toscana e Consiglio nazionale d’Italia Nostra

Fonte: Il Tirreno, 23/06/2009

Un premio travisato Italia Nostra si difende: «Pesa la politica locale»

Una bacchettata scherzosa. È così Mariarita Signorini di Italia Nostra definisce lo spermio, assegnato a Paolo Paterni per la vicenda del film “rubato”. «Siamo stupefatti che la consegna abbia scatenato tanto clamore fino all’intervento di Vittorio Sgarbi, concorde col pensiero dell’associazione – afferma Signorini – E restiamo anche allibiti per i troppi avvelenati commenti».
«Il suo scopo è di sottolineare azioni che sono contrarie allo spirito stesso dell’associazione, che ha come fine principale quello di tutelare il patrimonio paesaggistico e storico-culturale del Paese – dice Signorini – Lo Spremio, che ci viene segnalato di solito dai nostri soci e dal mondo ambientalista, viene attribuito, per sua stessa natura, a chi si è occupato della vicenda, nel nostro caso “i premiati” non potevano essere altri che il Comune di Montepulciano e il signor Paterni a capo del Comitato Volterra Eventi». Che aggiunge: «A Volterra è capitato che in un momento post-elettorale, politicamente molto delicato, si è scatenata una diatriba politica e un regolamento di conti tra diverse fazioni che ben poco ha a che fare con gl’intenti di Italia Nostra».
E dopo gli interventi senza freni sul blog dell’associazione adesso è il momento di un clima più sereno. «Auspichiamo di poter ristabilire la discussione su toni più pacati e civili – sostiene l’esponente di Italia Nostra – E soprattutto di riuscire, con la nostra segnalazione, a evitare un orrore culturale quale quello che potrebbe capitare ai monumenti di Montepulciano se saranno spacciati per quelli di Volterra, considerando che il film NewMoon che ha già ora tanti fans avrà un pubblico di giovani d’età scolare, già privi delle necessarie ore d’insegnamento della storia dell’arte, una platea che ne riceverebbe un messaggio diseducativo».
«Italia Nostra ha solo smosso le acque, speriamo di aver fatto come l’Arcangelo Raffaele che agitando le acque della piscina di Betesdà le rendeva miracolose per risanare i malati. Il miracolo sarebbe ottenere che tutti i protagonisti della vicenda si accordino per agire unanimemente per il bene delle magnifiche Volterra e Montepulciano».

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