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Eolico: la lenta agonia di Zeri

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Il Consiglio di Stato blocca il parco eolico di Zeri

Fonte: Città della Spezia

Stop a “Vento di Zeri” in attesa della pronuncia edl Tar. Esultano gli ambientalisti: “Salvaguardato il valore ambientale dell’Appennino”.

Lunigiana – “Sussistono gli estremi del pregiudizio grave ed irreparabile alle posizioni fatte valere in giudizio dalle associazioni ricorrenti”. Con questa formula il Consiglio di Stato ha prorogato la sospensiva dei lavori per “Vento di Zeri”, il grande parco eolico in costruzione al Parco dei Due Santi sull’Appennino, proprio al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna.
Lo stop era arrivato il 16 aprile scorso dopo l’azione promossa dal Wwf e da altre associazioni ambientaliste emiliane, e portato avanti dagli avvocati Daniele Granara e Federico Tedeschini. Grande soddisfazione per i ricorrenti che ritengono di “aver contribuito all’affermazione dei valori costituzionali in materia ambientale, salvaguardando l’elevato pregio ambientale e paesistico, oltre che storico e culturale, dell’Appennino Tosco-Emiliano”.
Cinque pale alte fino a 120 metri in rotazione, circa 10 Mw di potenza, in fila sulla cresta del Monte Colombo a 1250 metri: un pugno in un occhio secondo gli abitanti zeraschi. Dall’altra parte dei monti, sul versante emiliano, sono stati invece i cittadini di Albareto a subire i disagi legati alla viabilità. Per settimane betoniere piene di calcestruzzo e camion con i macchinari hanno percorso le strade di montagna per alimentare il cantiere, con grande sofferenza delle vie di comunicazione.
Sconfessate la Regione Toscana, la Fera srl – l’azienda responsabile del progetto – e il Comune di Zeri, che in ogni caso non si è constituito in giudizio in questo grado. Il prossimo round è atteso per il 29 maggio presso il Tar di Firenze, che si riunirà in assemblea pubblica.

Parchi eolici sequestrati in Toscana e Sicilia

Fonte: Eco blog

Due sequestri nel giro di pochi giorni a Zeri e nell’ennese: stop anche a quello che avrebbe dovuto nascere ai laghi di Conversano

È guerra ai parchi eolici. Nella sola giornata di venerdì due parchi eolici sono stati sequestrati: quello di Zeri, nel massese, e quello del Giunchetto, posto fra i comuni di Nicosia, Leonforte e Assoro.
Da venerdì pomeriggio i sigilli della Procura di Parma bloccano la strada d’accesso che da Albareto, nell’Appennino parmense, conduce al crinale di Zeri, situato in Toscana. Lì dovrebbe nascere Vento di Zeri che prevede l’installazione di cinque pale eoliche di oltre 120 metri d’altezza.
A causare il sequestro è stato il mancato rispetto dei parametri fissati per il trasporto delle pale: per far transitare le pale le strade montane avrebbero dovuto essere allargate di 3 metri, ma l’aumento è stato di 10 metri. Da qui il sequestro.
In zona, precisamente nel parco eolico di Santa Donna a Borgo Taro, la polemica potrebbe accendersi a breve a causa del progetto d’installazione di 9 pale di 150 metri d’altezza.
Sempre venerdì, in Sicilia, è stato effettuato il sequestro preventivo del parco eolico del Giunchetto che sorge fra i comuni ennesi di Nicosia, Leonforte e Assoro. Il provvedimento ordinato dal Gip del tribunale di Nicosia Stefano Zammuto è stato aperto contro ignoti per inquinamento acustico dopo un esposto dei residenti della zona. Nei mesi scorsi gli inquirenti hanno accertato gravi violazioni edilizie e difformità tra i progetti originari approvati dalla Regione e le opere poi realizzate.
Sempre per rimanere in tema, negli scorsi giorni la Regione Puglia tramite il bollettino ufficiale ha reso noto l’annullamento del parco eolico che avrebbe dovuto nascere nel territorio dei comuni di ConversanoTuri e Putignano, una zona a forte valenza paesaggistica e naturalistica che si è deciso di tutelare.

Trasporto pale per eolico. Procura apre una indagine

Fonte: La Repubblica

Danneggiati boschi ed effettuati sbancamenti nel territorio di Albareto per trasportare le pale attraverso il Passo dei Due Santi verso il comune di Zeri. Fascicolo per violazione beni ambientali. Strada già posta sotto sequestro

La Procura di Parma indaga sull’installazione di pale eoliche a Zeri, il paese montano della Lunigiana confinante con il parmense, per i danni che il trasporto delle enormi strutture può causare ai boschi di Albareto. Il reato contestato nel fascicolo, per ora senza iscritti, è violazione della legge Galasso sulla tutela dei beni paesaggistici e ambientali. Lo ha comunicato il procuratore Gerardo Laguardia.
Il caso è scoppiato alcune settimane fa, quando il Comitato Eolico Santa Donna e la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo denunciarono il taglio di alberi e operazioni di sbancamento per allargare le strade nel comune di Albereto e permettere così il passaggio di trasporti eccezionali, le lunghe pale destinate al Passo dei Due Santi in terra toscana. Molti residenti delle frazioni hanno lamentato danneggiamenti a muretti e piante private.
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Intanto Legambiente sui lamenta per i blocchi degli impianti. Cliccate qui per leggere le dichiarazioni.

Eolico e fotovoltaico, la lotta dei comitati “contro” le energie rinnovabili

Fonte: Il Fatto Quotidiano
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Mentre a Parma i cittadini combattono l’accensione dell’inceneritore, nella val di Taro sequestrato il cantiere che utilizza l’energia del vento a Zeri, ma le proteste contro l’energia pulita si allargano agli impianti con pale enormi Santa Donna e Pontetaro: “Calamità innaturali”

Una montagna sequestrata, tra la Toscana e l’Emilia Romagna, per fermare il cantiere dell’impianto eolico di Zeri. I sigilli della Procura di Parma da venerdì pomeriggio bloccano la strada che da Albareto, nell’Appenino parmense, porta fino al crinale del Comune toscano, nel massese, in cui la ditta Fera Srl sta realizzando il progetto del parco “Vento di Zeri”, che prevede l’installazione di cinque pale eoliche di oltre 120 metri di altezza sul monte Colombo. I carabinieri hanno posto sotto sequestro il cantiere di Zeri, dove nei giorni scorsi erano cominciati ad arrivare i giganteschi pezzi della prima pala eolica, con ingresso obbligato dalla strada del Comune parmense di Albareto, che ora, dopo il sequestro, è accessibile solo ai residenti.
È proprio il trasporto delle pale che ha fatto scattare lo stop ai lavori, fino alla misura preventiva del sequestro. Secondo le ispezioni effettuate nei giorni scorsi dal corpo della guardia forestale toscano e dai militari dell’Arma dei carabinieri di Borgotaro e di Zeri, la ditta non ha rispettato i parametri fissati per il transito dei mezzi speciali. Per riuscire a fare passare i pezzi mastodontici dell’impianto, è stato infatti necessario allargare il manto delle strade montane di 10 metri rispetto ai 3 previsti dall’accordo nella Conferenza dei servizi che aveva dato il via libera al progetto.
La denuncia era partita dai residenti del Comune parmense e dai comitati che si battono contro gli impianti industriali eolici, che avevano notato disboscamenti delle aree intorno alla carreggiata, allargata a dismisura per consentire il passaggio dei mezzi. Una situazione da subito risultata irregolare, tanto che la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo aveva presentato un’interrogazione in Regione Emilia Romagna.
A ciò si aggiunge il fatto che Fera Srl proprio nelle ultime ore ha violato il fermo al cantiere imposto dal Consiglio di stato il 16 aprile dopo il ricorso contro il progetto presentato da associazioni e comitati capitanati dal Wwf. Nonostante la sospensiva i lavori sono proseguiti anche in orario notturno. Una fretta giustificata, come nel caso dell’inceneritore di Parma, dal termine ultimo del 30 aprile che consentirebbe a Fera di accedere agli incentivi statali per le energie rinnovabili. Traguardo che, dopo l’intervento della Procura della Repubblica, appare irraggiungibile, visto che cantiere e strada sono off limits anche agli operai.
Le indagini sono in corso. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, oltre al mancato rispetto del vincolo di non allargare o modificare la rete viaria parmense e dello stop intimato dal Consiglio di Stato, c’è anche la potenziale pericolosità dell’intervento. Dalle ispezioni è infatti emerso che la ditta per allargare il manto stradale ha utilizzato ghiaia contenente amianto.
Parco eolico di Santa Donna a Borgotaro. Quella del parco eolico di Zeri è solo una delle tante battaglie che i cittadini combattono contro gli impianti a energia rinnovabile. Se in città infatti tutta l’attenzione degli ambientalisti è contro l’inceneritore di Ugozzolo, nel parmense, dalla Bassa all’Appennino, l’energia “pulita” non è sempre sinonimo di beneficio. La guerra alle pale eoliche di Zeri è gemella e anche presagio di quello che potrebbe accadere in un futuro non troppo lontano a Borgotaro sul passo di Santa Donna. Sul crinale che separa il comune montano da quello di Bardi e di Compiano incombe il progetto di un parco eolico industriale con 9 pale da 150 metri di altezza. Dimensioni fuori scala, se si pensa che nel vicino parco di Albareto le pale arrivano a 70 metri.
Contro il progetto si batte il comitato Santa Donna per il ripopolamento della montagna, che ha già raccolto 600 firme tra i cittadini e che ha definito il parco “devastante” dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Secondo i cittadini e anche molti amministratori come il consigliere Pdl Andrea Pollastri, che ha presentato un’interrogazione in Regione, le conseguenze sull’economia sarebbero gravi, in un territorio a rischio spopolamento in cui il turismo è una delle risorse principali.
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Clamorosi sviluppi: tutta la strada che da Albareto porta a Zeri sequestrata dai Carabinieri!

CLAMOROSO a Zeri – I carabinieri hanno sequestrato, con almeno due giorni di ritardo, non solo il cantiere EOLICO ma l’intera strada in quanto, come riporta il localeTG RTA News, ”definita corpo del reato”.

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Dopo troppo tempo, la zona attorno a monte Colombo da oggi pomeriggio è tornata a far parte della Repubblica Italiana ed ha cessato di essere unaenclave extra territoriale a totale disponibilità della ditta FERA.
Meglio tardi che mai.

Dopo le molte (troppe) insistenze dei comitati di cittadini e delle associazioni che si erano schierate a loro fianco (c’è tra loro chi si era schierato contro i comitati ed a favore della FERA, ma di questo fatto parleremo nei prossimi giorni con più agio), sono intervenuti i Carabinieri di Zeri ed Albareto ed hanno sequestrato, con almeno due giorni di ritardo, non solo il cantiere ma l’intera strada in quanto, come riporta il locale, puntualissimo, TG RTA News, ”definita corpo del reato”.
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