Archivi della categoria: Costa San Giorgio

Idra e Rombai raccontano un Belvedere intoccabile


Qui news Firenze  23 luglio LUGLIO 2021. FIRENZE — Un paesaggio che sopravvive alle ortiche, una strada piena di fascino che sembra una campagna dentro la città, è via San Leonardo descritta da Leonardo Rombai al quale l’associazione Idra ha offerto la penna del Laboratorio Belvedere. Leggi tutto

Associazione Idra. Oltrarno: in crisi il rapporto fiduciario fra popolazione e squadra di governo della città. Il comunicato stampa con i contributi di Leonardo Rombai e Renato Zangheri


Associazione di volontariato Idra. COMUNICATO STAMPA, 21.6.’21

Oltrarno: al decimo messaggio, severa tirata d’orecchi alla giunta .“Il rapporto fiduciario fra popolazione e squadra di governo della città si sta pericolosamente erodendo?”

Non si arresta il fiume di sollecitazioni che il mondo della cultura trasmette a Palazzo Vecchio perché cambi rotta nella gestione urbanistica della città e nel rapporto con la popolazione residente, sempre più assottigliata e in sofferenza.

Dopo Laura Baldini, Ilaria Borletti Buitoni, Giovanni Fanelli, Anna Guarducci, Paola Grifoni, Marinella Del Buono, Pier Paolo Donati, Alvaro Company, Luca Pezzuto, Antonio Paolucci, Antonio Natali, Bernardo Francesco Gianni, Piero Gensini, Oliva Rucellai, Carlo Spagnolo, Angelo Gaccione, Paolo Ventura, Lorenzo Orioli e Marco Massa, col decimo messaggio arrivano stamani sul tavolo del sindaco e degli assessori le testimonianze di altri due notissimi studiosi: Leonardo Rombai, già professore ordinario di Geografia all’Università di Firenze, e Luigi Zangheri, presidente emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno.

“Per un’urbanistica al servizio dei cittadini”: così titola il suo intervento il presidente di Italia Nostra Firenze. Urge abbandonare la strategia della monocoltura turistica, “con espulsione di attività artigianali e commerciali e di residenze dei cittadini, a favore di affitti gestiti dalle piattaforme online, di alberghi e resorts di lusso, esercizi e negozi rivolti agli ospiti” e puntare sul soddisfacimento delle esigenze dei cittadini: residenze, servizi specifici adeguati, spazi verdi e di socializzazione, nel rispetto delle esigenze del patrimonio storico-culturale. Ora o mai più”. LEGGI TUTTO

Maratona civile per Costa S. Giorgio.(aggiornamenti)

Associazione Idra. Comunicato Stampa, 31 maggio

Oggi in Toscana. Nuova protesta per la vendita di Costa San Giorgio (al minuto 6.30)

Quinewsfirenze.it. Costa San Giorgio, il laboratorio si fa in piazza

Novaradio. Intervista ad Antonio Natali

Paolo Celebre. PER DECIDERE INFORMATI

Girolamo Dell’Olio. FIRENZE. MARATONA CIVILE

Venerdi 28 maggio h. 11, Piazza Signoria. Antonio Natali (Premio Nazionale “Umberto Zanotti Bianco 2015” istituito da Italia Nostra), Mario Bencivenni (vice presidente della sezione fiorentina di Italia Nostra) e Vittorio D’Oriano (già, tra l’altro, Vice Presidente del Consiglio Nazionale Geologi): anticipazioni illustri di maratona civile

La caserma di costa San Giorgio e la targa dell’editto di Cosimo I del 1565 in via de’ Bardi: dopo tre crolli, vietato ricostruire

Dal comunicato stampa del 26 maggio dell’Associazione IDRA

“La ex Caserma Vittorio Veneto, già sede dell’Accademia Militare di Sanità, è situata in uno dei luoghi più caratteristici di Firenze, stretta fra l’Arno, il complesso di Forte Belvedere, Palazzo Pitti. Un luogo denso di memorie storiche e di emergenze architettoniche uniche al mondo. Dal punto di vista territoriale e ambientale, proprio per l’unicità dei luoghi e della bellezza naturale dal valore inestimabile, si ha difficoltà ad indicare l’emergenza più emblematica giacché tutto appartiene alla storia di Firenze, del rinascimento e quindi del mondo.Dal punto di vista più propriamente naturalistico l’area è contraddistinta da un equilibrio precario giacché almeno due sono le emergenze che tale la rendono.

L’ossatura geologica di tutto il rilievo è costituita da quella che un tempo era chiamata pietraforte, la stessa di molti palazzi e ponti fiorentini compreso Palazzo Pitti. Si tratta, come è noto sinteticamente, di una successione di arenarie generalmente a grana fine ma con livelli anche più grossolani, di colore “marrone avana ma non spento”, alternati a livelli francamente argillitici. I pochi affioramenti esistenti evidenziano una inclinazione verso nord-nord est, ovvero verso Via dei Bardi come segnalato nella cartografia specifica. Questa inclinazione, laddove si presenta meno inclinata del pendio, può dar luogo a movimenti gravitativi come già accaduto nei secoli passati.

Inoltre, e questa è la seconda emergenza da segnalare, tutto il versante presenta una ricchezza d’acqua tanto sorprendente quanto poco nota se non agli abitanti di Via dei Bardi e di Lungarno Torrigiani, della quale sono testimone diretto avendo potuto eseguire un sopralluogo, nell’ottobre del 2020, in una abitazione al piano terra di Via dei Bardi, proprio sotto il complesso ex militare. Ebbene, non solo i proprietari della casa lamentavano che periodicamente, e non sempre in coincidenza di eventi piovosi severi, la casa era invasa dall’acqua che filtrava da monte, ma tutto lo scantinato era invaso da una lama d’acqua fra i 30 e i 40 centimetri, che secondo la testimonianza dei proprietari difficilmente si prosciugava anche durante la stagione asciutta.

Queste due particolarità suggeriscono, se non impongono, che già in sede dell’eventuale  approvazione della variante urbanistica sia reso obbligatorio che tutta l’area contenuta nel quadrilatero Via dei Bardi, Piazza di Santa Maria Soprarno, Palazzo Pitti, Porta San Giorgio, Santa Lucia dei Magnoli venga preventivamente investigata con dovizia di indagini geognostiche sia dirette che indirette per ricostruire non solo l’assetto geo-strutturale in corrispondenza soprattutto degli scavi, per valutarne la stabilità propria e gli effetti indotti al costruito, ma anche il modello idrogeologico locale e le sue variazioni stagionali.”

Vittorio D’ORIANO

geologo, componente della Consulta dell’ISIN, Ispettorato Nazionale per la Protezione Nucleare e Radioprotezione

già Vice Presidente Consiglio Nazionale Geologi

già Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi

Associazione di volontariato Idra COMUNICATO STAMPA, 25.5.’21

Natali e Bencivenni: anticipazioni illustri di maratona civile

Testimonieranno venerdì accanto ai cittadini: scongiurare l’insostenibile pesantezza della variante Costa San Giorgio!

La loro firma nel lunghissimo elenco di adesioni – oltre 600 – raccolte fra studiosi, artisti, architetti, paesaggisti, ricercatori, educatori, storici dell’arte. Ma anche cittadini ‘comuni’, sorpresi e indignati da un intervento che minaccia – all’insaputa del mondo della cultura – di stravolgere la qualità ambientale, la vivibilità e l’accessibilità di un angolo pregiato del patrimonio mondiale Unesco, a pochi passi dal Ponte Vecchio, fra Santa Felicita, Boboli e Belvedere, perpetuando un modello turistico rivelatosi devastante e perdente. 600 nomi che saranno letti e scanditi venerdì mattina, a partire dalle 11, sotto Palazzo Vecchio, alternati agli interventi in presenza e da remoto di alcuni fra i maggiori esponenti della cultura fiorentina e nazionale, come Antonio Natali e Mario Bencivenni, che firmando il Manifesto Boboli-Belvedere hanno voluto indicare alla classe politica che amministra la città la strada maestra dell’urbanistica partecipata: quella che chiama i decisori a condividere democraticamente – prima di deliberare – i valori della conoscenza, del confronto, del dibattito pubblico.

“Quelli che ci sono toccati sono giorni segnati da un conformismo culturale che svilisce ogni impresa. È un conformismo che si manifesta a principiare dal linguaggio, sempre più ingolfato di vocaboli e formule gergali inglesi, che s’assumono nella scriteriata convinzione di nobilitare i nostri pensieri. Un abuso che però non è più volgare di quello che si pratichi quando si ricorra a espressioni gergali italiane, adottate per richiamare l’attenzione dei più. “Sinergia”, “fare squadra”, “museo diffuso” sono parole diventate magiche: la loro evocazione par che basti a qualificare un progetto. Non importa se il progetto sia una montatura oppure si rivelerà irrealizzabile o se poi sia davvero buono. Il tempo non ha più memoria: una promessa vale per quello che sùbito fa guadagnare in immagine; nessuno se ne ricorderà quando non sarà mantenuta. Al cospetto di quanto si preannuncia sulla Costa San Giorgio conviene riflettere sul significato di ‘museo diffuso’. Se ne parla tanto, ma a parlarne non si dura fatica. L’Italia è, sì, un museo diffuso, ma non basta astrattamente proclamarne l’esistenza. Il ‘museo diffuso’ c’è pervenuto in eredità gratuita; è nostro compito salvaguardarlo, restituendogli al contempo valore culturale. Non ha confini il ‘museo diffuso’: è nei borghi come nelle città. Firenze ha l’obbligo di guardare ai suoi contorni senza tuttavia dimenticare mai che anche il suo patrimonio è parte del ‘museo diffuso’. Patrimonio ricco, ma molto fragile. Tener conto a Firenze della contemporaneità è vitale perché non si trasformi in una città sotto vuoto; la contemporaneità però ha da essere eticamente fondata. Non può ledere la nobiltà del passato. Intervenire con pesantezza sulla Costa San Giorgio non è né storicamente né eticamente ammissibile. Tanto più se poi si ama sproloquiare di ‘museo diffuso’”.

Antonio NATALI

direttore degli Uffizi dal 2006 al 2015

“La ex caserma Vittorio Veneto ha accorpato due Conventi (S. Giorgio dello Spirito Santo e S. Girolamo – S. Francesco sulla Costa) che già alla metà del ‘500 si connotavano come una presenza importante sul Poggio de’ Magnoli o di Belvedere. Due episodi che con la loro posizione a cavaliere di questo importante colle creavano un’estensione del convento e della chiesa di S. Felicita verso la sommità del colle che sarebbe stata occupata dalla fortezza del Buontalenti. Insomma un asse di insediamenti conventuali a spartiacque fra il nuovo magnifico giardino di Boboli e l’asse viario di via dei Bardi e il fiume Arno. Infatti parte dei loro vasti orti e giardini che si collegavano a quelli di S. Felicita erano andati ad incrementare il nuovo imponente giardino di Boboli. La presenza di questi orti puntualmente descritti negli inventari delle soppressioni documentano inoltre la presenza di acqua nel sottosuolo del colle e quindi della sua fragilità idrogeologica (non a caso una parte del lato verso via dei Bardi di fronte al Palazzo Capponi registrò una tremenda frana che distrusse con perdite di vita edifici e case posti nell’attuale giardino di lato a Costa Scarpuccia, e denominò con l’appellativo “delle rovinate” questo ramo dei Capponi). I due conventi dopo l’ultima soppressione seguita all’Unità d’Italia, data la prossimità al Forte di Belvedere, furono uniti per ospitare una caserma militare e poi nel 1928 l’alloggiamento degli allievi della Scuola di Sanità Militare realizzata nell’ex Convento del Maglio. Destinazioni che sicuramente hanno modificato profondamente gli ex conventi, mantenendo però intatti l’organismo e la distribuzione originari. Ma perché allora non si è pensato sia nel piano strutturale che nel regolamento urbanistico di indicare per la dismissione di questo importante e storico contenitore destinazioni che impedissero ulteriori definitive distruzioni e che potessero creare le premesse di un suo restauro conservativo? Dall’esame degli atti di governo del territorio e della variante in corso di approvazione questo sembra essere completamente ignorato e trascurato”.

Mario BENCIVENNI

Docente di Storia e teoria del Restauro dei Monumenti, Giardini Storici e Paesaggio, La Sapienza, Facoltà di Architettura, Roma

Costa S.Giorgio, Boboli e Belvedere. Comunicato Stampa di Idra. “Democrazia partecipativa a Firenze: la Regione abbandona i cittadini”

Democrazia partecipativa a Firenze: la Regione abbandona i cittadini. Ma in Oltrarno “Laboratorio Belvedere” va avanti sulle proprie gambe: in arrivo manifestazioni, passeggiate culturali, informazione. E centinaia di appelli pesanti

Forte delusione per la decisione dell’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione di avallare l’atteggiamento ostruzionistico manifestato da Palazzo Vecchio nei confronti delle centinaia di cittadini che chiedono educatamente trasparenza e dibattito pubblico intorno a un nodo cruciale dell’urbanistica fiorentina: la tutela e la valorizzazione dell’area  “patrimonio dell’Umanità” in Oltrarno, fra Palazzo Pitti, giardino di Boboli e Forte Belvedere.

Si approfondisce il solco fra governo della città e società civile. Nonostante la pretestuosità degli argomenti addotti dalla giunta comunale fiorentina per respingere – ma solo attraverso il Segretario Generale – la domanda di democrazia dei cittadini, l’Autorità ha deliberato di recedere dal supporto fin qui offerto al progetto “Laboratorio Belvedere”, nonostante lo avesse ammesso “in ragione della rilevanza dei temi affrontati e della loro corretta impostazione metodologica, accompagnandolo col pre-impegno a un contributo che ne agevolasse l’attuazione. L’Autorità scrive invece all’associazione Idra, promotrice del progetto, facendo proprie le conclusioni di Palazzo Vecchio, che non “ritiene possibile, [… ], nell’attuale fase del procedimento, sospendere e rinviare ancora le decisioni che doverosamente l’Amministrazione comunale deve assumere in ragione del rilevante interesse pubblico connesso all’utilizzazione di una proprietà privata; lo svolgimento di una ulteriore fase di partecipazione risulta cioè incompatibile con le esigenze di corretto svolgimento del procedimento in corso”Idra non condivide il comportamento dell’Autorità né nel merito (e pubblica qui, a questo scopo, la replica trasmessa al Segretario Generale del Comune) né per il metodo adottato (dopo la presentazione della domanda preliminare, nessuna delle richieste di incontro con la delegazione di cittadini è stata soddisfatta). LEGGI TUTTO

Costa San Giorgio e Boboli. Franco Cardini scrive al sindaco Nardella

Associazione IDRA

COMUNICATO STAMPA, 20.4.’21

Quer pasticciaccio bbrutto de Costa San Giorgio: Cardini scrive a Nardella

“Qui si parla di una fetta dell’Oltrarno ch’è un’autentica meraviglia, un tesoro inestimabile”

“Proposta di supporto a una causa che sembra molto giusta”: con questo oggetto parte nei giorni scorsi una mail di Idra all’indirizzo di Franco Cardini. “Ne saremmo onorati. E farebbe bene alla città…”, conclude l’associazione nell’invito. Perché si temono – per le scelte urbanistiche di Palazzo Vecchio – gravi conseguenze nel cuore verde e storico della città patrimonio dell’Umanità, fra i giardini di Boboli e di Villa Bardini, lungo l’erta che porta dal nucleo archeologico di Santa Felicita, primo insediamento cristiano nella città del fiore, al Forte che Ferdinando I volle sulla collina di Belvedere per difendersi dal nemico, e all’occorrenza dal popolo. E’ l’ormai celebre caso-Costa San Giorgio, lo spettro che si aggira per i corridoi della giunta fiorentina, recalcitrante ad accordare un percorso di ascolto e di dibattito pubblico richiesto – documento alla mano – da 677 residenti dell’Oltrarno e ammesso – con tanto di sostegno economico – dalla competente Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione. Così, domenica scorsa il notissimo saggista e storico medievalista fiorentino, attualmente professore emerito presso l’Istituto di Scienze Umane e Sociali aggregato alla Normale di Pisa, ordinario dell’Accademia delle Arti del Disegno, già membro del consiglio d’amministrazione della RAI e candidato sindaco di una costellazione di liste civiche a Firenze nel 2004, ha pensato bene di prendere carta e penna e di indirizzare una minilettera aperta all’attuale sindaco Dario Nardella.

E’ stata pubblicata domenica scorsa sul blog “Minima Cardiniana”, in calce a un comunicato trasmesso da Idra intitolato “Firenze: nuova e ardita concezione urbanistica, proposta affascinante o pasticciaccio bbrutto?”. Per chiudere il cerchio fra blog e protocollo, Idra ha provveduto stamani ad imbucarla direttamente nella cassetta della posta del primo cittadino. Non ha mai risposto agli abitanti dell’Oltrarno, Dario Nardella. Magari questa volta, però, dovrà forse spiegare a Franco Cardini se e perché questa partecipazione non s’ha da fare! 

ADERISCI AL MANIFESTO BOBOLI-BELVEDERE

Per trasmettere la propria adesione, scrivere a bobolibelvedere@gmail.com: “Sottoscrivo il Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021”, aggiungendo nome e cognome, ed eventualmente titolo o ruolo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: